Economia circolare
Un’attenta valutazione dei progressi verso un’economia circolare è fondamentale per capire come le diverse componenti di questa politica si sviluppano nel tempo e se il cambiamento va nella direzione desiderata. È utile, inoltre, per comprendere l’efficacia delle diverse azioni attuate, e costituisce una base analitica per individuare nuove priorità. Non esiste un indicatore onnicomprensivo per misurare la circolarità di un’economia, anche perché non sarebbe in grado di coglierne la complessità e le diverse dimensioni. Un core set di indicatori sull'economia circolare è un insieme di misure chiave utilizzate per valutare e monitorare la transizione da un modello economico lineare a uno circolare, dove i materiali sono utilizzati, riciclati e riutilizzati il più possibile. Gli indicatori possono coprire una varietà di aspetti, tra cui l'efficienza nell'uso delle risorse, la riduzione dei rifiuti e l'adozione di pratiche sostenibili.
FLUSSI DI MATERIA E PRODUTTIVITÀ DELLE RISORSE
Data aggiornamento scheda:Il Consumo materiale interno misura il consumo apparente di risorse materiali di un'economia. Si tratta dell’indicatore principale derivato dai conti dei flussi di materia, utilizzato per misurare la Produttività delle risorse di un paese nell'ambito delle politiche sull’uso delle risorse naturali. Nel 2025 il Consumo materiale interno italiano ammonta a 511 milioni di tonnellate (+2,8% rispetto all’anno precedente) e la Produttività delle risorse si attesta a 3,61 euro/kg (-2,2% rispetto all’anno precedente).
ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI
Data aggiornamento scheda:L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono destinate all'estero ai fini del recupero e dello smaltimento. Nel 2024, la quantità totale di rifiuti speciali esportata è pari a circa 5,1 milioni di tonnellate, di cui 3,3 milioni di tonnellate sono rifiuti non pericolosi (65,9% del totale) e 1,7 milioni di tonnellate sono rifiuti pericolosi (34,1% del totale). I maggiori quantitativi di rifiuti sono destinati alla Germania e all'Austria, rispettivamente circa 1,1 milioni di tonnellate e circa 714 mila tonnellate.
IMPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI
Data aggiornamento scheda:L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate ai fini di un recupero nelle attività produttive. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2024 (oltre 7 milioni di tonnellate) sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (98,4%); i rifiuti pericolosi, infatti, sono 115 mila tonnellate (1,6% del totale importato). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1,7 milioni di tonnellate (24,6% del totale importato), costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (i rifiuti pericolosi sono solo 7.129 tonnellate); segue la Francia, con oltre 1 milione di tonnellate (14,4% del totale). I rifiuti provenienti da tali Paesi sono prettamente di natura metallica.
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI RECUPERATI
Data aggiornamento scheda:L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero (R1-R12) di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. Nel 2024 i quantitativi di rifiuti speciali recuperati sono consistenti, pari al 75,2% del totale gestito (187,2 milioni di tonnellate) e il trend risulta in continua crescita (+8,8% nell'ultimo triennio). La quantità totale di rifiuti speciali recuperati ammonta a 140,8 milioni di tonnellate, di cui 4,3 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (26,3% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (8,7%).
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI SMALTITI IN DISCARICA, E NUMERO DI DISCARICHE
Data aggiornamento scheda:L'indicatore mostra la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica per categoria e per tipologia di rifiuti e il numero di discariche. Nel 2024, i quantitativi di rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica ammontano a 7,7 milioni di tonnellate, pari al 4,1% del quantitativo totale dei rifiuti speciali gestiti a livello nazionale (187 milioni di tonnellate). Rispetto al 2023, si rileva un decremento di circa 154 mila tonnellate (-2%). Il numero totale delle discariche operative è pari a 244: 103 discariche per rifiuti inerti (42% del totale degli impianti operativi), 130 discariche per rifiuti non pericolosi (53% del totale), e 11 discariche per rifiuti pericolosi (5% del totale). Analizzando il triennio 2022 - 2024, si assiste ad una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative che passano da 261 nel 2022, a 249 nel 2023 e a 244 nel 2024.
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI UTILIZZATI COME FONTE DI ENERGIA IN IMPIANTI PRODUTTIVI
Data aggiornamento scheda:L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali coinceneriti in impianti produttivi presenti sul territorio nazionale, in totale o parziale sostituzione di combustibili tradizionali. Nel 2024 sono stati recuperati in impianti di coincenerimento circa 1,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Rispetto al 2023, le quantità recuperate mostrano una flessione di quasi 68 mila tonnellate (-3,7%). Con riferimento alle macroaree geografiche, i dati mostrano che la maggior parte dei rifiuti speciali è recuperata al Nord (77,1% del totale); seguono il Centro, con l’11,6%, e il Sud con l’11,3%.
QUOTA DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI NEI CONSUMI FINALI
Data aggiornamento scheda:La quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo nei Paesi dell'Unione Europea nel ventennio considerato, cresce in Italia fino a raggiungere il 19,4% nel 2024. Valore ancora lontano dall’obiettivo del 38,7% da raggiungere nel 2030. Il Paese si colloca attualmente al di sotto della media UE27 (che ha raggiunto il 25,2% nel 2024) e nettamente a distanza dai Paesi leader come Svezia (62,8%), Finlandia (52,1%) e Danimarca (46,5%). L'obiettivo che dovrebbe raggiungere l'UE27 si attesta intorno al 42,5%.
RICICLAGGIO/RECUPERO DI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE
Data aggiornamento scheda:I rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione costituiscono, in termini assoluti, il flusso più rilevante dei rifiuti speciali prodotti sia a livello europeo sia nazionale. Il settore delle costruzioni, attraverso l’uso intenso delle risorse naturali, genera forti impatti sul territorio e un progressivo impoverimento della materia prima dovuti all'apertura di cave di inerti naturali. La Commissione europea ha, pertanto, ritenuto prioritario monitorare il flusso dei rifiuti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione fissando, all’articolo 11 della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, un obiettivo specifico di preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse le operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali. Nel 2024, il tasso di recupero e riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione si attesta all'82,4%, al di sopra dell’obiettivo del 70% fissato per il 2020 dalla Direttiva 2008/98/CE.
PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI
Data aggiornamento scheda:Nel 2024 la produzione complessiva dei rifiuti speciali generati dal sistema produttivo nazionale (attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, ma anche di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale) mostra una significativa crescita, attestandosi a oltre 172 milioni di tonnellate (+4,6% rispetto al 2023, corrispondente a quasi 7,6 milioni di tonnellate).
I rifiuti speciali non pericolosi, che rappresentano il 93,7% del totale dei rifiuti prodotti, presentano un aumento di quasi 7 milioni di tonnellate (+4,5%), quelli pericolosi, invece, di 612 mila tonnellate (+6,0%).
Riguardo al settore dell’edilizia, sono continuati gli incentivi disposti dal Governo per la ristrutturazione degli immobili mirati alla riqualificazione energetica degli edifici. Tali lavori di costruzione/ristrutturazione unitamente alle attività di cantieri destinati alla costruzione di infrastrutture e opere pubbliche e di edilizia abitativa e commerciale, sostenuti anche dai finanziamenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), hanno generato maggiori quantitativi di rifiuti da costruzione e demolizione.
MATERIAL FOOTPRINT
Data aggiornamento scheda:L'indicatore quantifica l'estrazione di risorse naturali - biomasse, minerali metalliferi, minerali non metalliferi e combustibili fossili - a livello globale, dovuta ai consumi finali e agli investimenti delle famiglie, delle imprese e della pubblica amministrazione in Italia. L’Italia ha ridotto in modo strutturale il proprio material footprint, passando da 17,8 a 11 tonnellate pro capite tra il 2008 e il 2025, attestandosi su valori inferiori alla media UE (14,3 tonnellate pro capite). Questo risultato evidenzia progressi significativi in termini di efficienza e circolarità. Tuttavia, per rendere il vantaggio competitivo duraturo, è necessario consolidare il disaccoppiamento tra la crescita economica e il consumo di risorse.
IMPOSTE AMBIENTALI
Data aggiornamento scheda:Le informazioni statistiche relative alle imposte ambientali possono essere articolate secondo la categoria di imposta, le unità che le corrispondono, la classe di attività ambientale e la destinazione del gettito. In Italia, le imposte ambientali ammontano nel 2025 a 62,4 miliardi di euro (+3,1% rispetto all'anno precedente). Nel 2025, il gettito delle imposte ambientali corrisponde al6,4% del gettito totale delle imposte e contributi sociali e a circa il 3% del Prodotto interno lordo.
TASSO DI REIMPIEGO, RICICLAGGIO E RECUPERO DI VEICOLI FUORI USO
Data aggiornamento scheda:L’analisi dei dati relativi al 2024 mostra quantitativi riciclati/recuperati in aumento rispetto all'anno precedente. Il dato complessivo è coerente con l’andamento rilevato nelle radiazioni annue certificate dal Registro del P.R.A. del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Complessivamente, la filiera raggiunge una percentuale di reimpiego e riciclaggio pari a quasi l'86,7% del peso medio del veicolo, al di sopra dell’obiettivo dell’85% previsto per il 2015 dall’art. 7 comma 2 del D.Lgs. 209/2003.
PERCENTUALE DI PREPARAZIONE PER IL RIUTILIZZO E RICICLAGGIO
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio calcolata applicando la metodologia 4, al netto dei rifiuti da C&D provenienti da utenze domestiche, si attesta al 52,3%, quindi al di sopra dell’obiettivo fissato per il 2020 (50%).
QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 67,7% della produzione nazionale, con una crescita di 1,1 punti percentuale rispetto al 2023, mantenendosi al di sopra dell’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%).
QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI SMALTITI IN DISCARICA E NUMERO DI DISCARICHE
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, i quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica ammontano ad oltre 4,4 milioni di tonnellate, e il numero delle discariche operative è pari a 102 impianti. Si registra una riduzione, rispetto al 2023, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 3,7% (-170 mila tonnellate), e del numero degli impianti pari all’8,9% (-10 impianti).
PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI PER UNITA' DI PIL
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, a fronte dell’incremento del 2,3% rilevato per la produzione dei rifiuti urbani, l’economia italiana ha fatto registrare, rispetto al 2023, una crescita del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, pari, per entrambi gli indicatori socioeconomici, allo 0,7%.
PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI
Data aggiornamento scheda:Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% (664 mila tonnellate) rispetto al 2023.
SUSSIDI AMBIENTALMENTE FAVOREVOLI E SUSSIDI AMBIENTALMENTE DANNOSI
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, la settima edizione del Catalogo dei sussidi ambientali individua un totale di 191 misure (rispetto alle 183 del 2022), da cui scaturiscono 25,4 miliardi di euro (Mld €) di Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD) e un valore record di 71,8 Mld € di Sussidi Ambientalmente Favorevoli (SAF). Sussidi per un importo pari a 26,3 Mld € sono di Incerta qualifica (SAI). Fra i SAD, quelli alle fonti fossili (FFS) ammontano a 19,6 Mld € nel 2024.
TASSO DI USO CIRCOLARE DEI MATERIALI
Data aggiornamento scheda:Il tasso di uso circolare dei materiali misura la quota di risorse materiali riutilizzate da un'economia. Nel periodo 2004-2024 il tasso di uso circolare dei materiali italiano passa dal 5,8% al 21,6%
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI URBANI ORGANICI
Data aggiornamento scheda:Nel 2024, il rapporto tra i quantitativi di organico riciclati e i quantitativi raccolti in modo differenziato è pari all'82,1%, dato in aumento sia rispetto a quello del 2023 (80,9%) sia quello del 2022 (79,9%).
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO
Data aggiornamento scheda:La normativa europea prevede ambiziosi obiettivi di riciclaggio al 2025 e al 2030 per i rifiuti di imballaggio che rappresentano uno dei principali flussi monitorati. Il tasso di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, calcolato come rapporto tra la quantità di rifiuti riciclati e la quantità di rifiuti prodotti, monitora i progressi verso un'economia circolare valutando il loro reinserimento nei cicli industriali come materie prime secondarie. Nell’ottica di assicurare condizioni uniformi di misurazione dei nuovi obiettivi basate sull’effettiva quantità dei rifiuti d’imballaggio ritrattati per ottenere nuovi prodotti, materiali o sostanze, sono state definite, a livello europeo, stringenti metodologie di calcolo. Con l’applicazione delle nuove metodologie, gli obiettivi previsti per il 2025, ad oggi, sono già raggiunti per tutte le frazioni di imballaggio, inclusa la frazione plastica. Per quest'ultima rimane in ogni caso prioritario incrementare il riciclaggio in vista dell’obiettivo al 2030 (55%) anche attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie di trattamento, soprattutto per quelle tipologie di rifiuti che sono attualmente difficilmente recuperabili mediante processi di tipo meccanico.
COMMERCIO DI MATERIE PRIME SECONDE
Data aggiornamento scheda:L’indicatore analizza i flussi commerciali di materiali riciclabili, evidenziando nel periodo 2004–2024 un trend di crescita del 20% dei movimenti transfrontalieri (da 12,9 a 15,5 milioni di tonnellate). Risalta l'incremento delle importazioni intra-UE (+34,5%), essenziali per i comparti metallurgico e manifatturiero, e la forte espansione delle esportazioni extra-UE (+83,4%). Nel 2024, il sistema nazionale ha assorbito 12,7 milioni di tonnellate di importazioni, dominate dai metalli ferrosi (5,9 mln t), mentre ha contribuito all'offerta globale con 2,8 milioni di tonnellate esportate, di cui circa la metà costituita da carta e cartone. Tali dinamiche riflettono il consolidamento delle filiere circolari italiane, in piena coerenza con gli obiettivi europei di efficienza delle risorse e riduzione del ricorso a materie prime vergini.
CONSUMPTION FOOTPRINT
Data aggiornamento scheda:L’indicatore quantifica l'impatto ambientale dei consumi italiani tramite 16 indicatori basati sul ciclo di vita (LCA). Nel periodo 2010-2024, l'indice dell'impronta di consumo nazionale ha registrato una riduzione dell'8% (scendendo da 100 a 92), a fronte di un aumento del 6% della media UE-27. Tuttavia, analizzando il trend per abitante, il punteggio unico dell'Italia, pur essendo calato da circa 0,98 pt a 0,91 pt, si mantiene costantemente superiore alla media europea (passata da 0,82 pt a 0,85 pt), evidenziando una pressione ambientale pro capite ancora elevata rispetto al contesto comunitario. L'obiettivo è monitorare il disaccoppiamento tra consumi e impatti per rientrare nei limiti planetari.
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE)
Data aggiornamento scheda:Sotto la spinta delle politiche comunitarie, il flusso dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) ha assunto un ruolo di primaria importanza all’interno del ciclo dei rifiuti per l’attuazione dei principi dell’economia circolare, anche ai fini dell’approvvigionamento delle Critical Raw Materials. Rispetto alla generalità dei rifiuti, i RAEE si caratterizzano per la presenza al loro interno sia di sostanze pericolose sia di materiali dotati di elevato valore economico. Le disposizioni legislative hanno stabilito, pertanto, misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi derivanti dalla progettazione, dalla produzione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e dalla produzione e gestione dei rifiuti da esse derivanti. L’industria del riciclo diventa fondamentale per la transizione verso l’economia circolare: consente, infatti, di reintrodurre nei cicli produttivi flussi di materia derivanti dal recupero dei rifiuti, aumentando l'efficienza delle risorse per conseguire obiettivi di sviluppo sostenibile ed evitando l’importazione di materie prime. A fronte di una raccolta complessiva di RAEE pari, nel 2023, a circa 510 mila tonnellate, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio è pari all’84,2% e quella di recupero complessivo al 93,9%.
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI ESCLUSI I PRINCIPALI RIFIUTI MINERALI
Data aggiornamento scheda:L’indicatore è utile per monitorare i progressi verso un'economia circolare, consentendo di identificare le quantità di materia reimmessa nell'economia a seguito del trattamento dei rifiuti. Rispetto ai quantitativi complessivamente avviati a operazioni di recupero e smaltimento, più dei tre quarti dei rifiuti trattati vengono riciclati, collocando l’Italia tra i Paesi con il tasso di riciclaggio più alto.
SETTORE ECONOMIA CIRCOLARE: OCCUPAZIONE, VALORE AGGIUNTO, INVESTIMENTI
Data aggiornamento scheda:Dal 2005 al 2023, in Italia, il settore dell’economia circolare ha mostrato segnali di rafforzamento economico, con un aumento del valore aggiunto (+0,4 punti percentuali sul PIL) e degli investimenti (+0,2 punti), ma un calo dell’occupazione relativa (-0,2 punti), evidenziando la necessità di politiche che accompagnino la transizione con maggiore attenzione all’inclusione e alla dimensione sociale del lavoro circolare.
ECO INNOVATION INDEX
Data aggiornamento scheda:Nel 2024 l’Italia si conferma tra i Paesi leader dell’UE in materia di ecoinnovazione, con performance superiori alla media europea in efficienza delle risorse, produttività energetica ed emissioni. Tra il 2014 e il 2024, l’indice italiano è cresciuto di 39,2 punti percentuali (pp), superando l’incremento medio UE (+27,5 pp), con un miglioramento particolarmente marcato nell’efficienza delle risorse (+64,4 pp contro +62 pp UE).
PRODUZIONE DI RIFIUTI TOTALI ESCLUSI I PRINCIPALI RIFIUTI MINERALI
Data aggiornamento scheda:L’indicatore permette la valutazione delle pressioni sull’ambiente e dell’efficienza delle risorse utilizzate dall’economia per la produzione di ricchezza, e i suoi progressi verso la realizzazione di una circolarità dell’economia. Il rapporto tra produzione nazionale di rifiuti e prodotto interno lordo, nel 2022, è di poco superiore alla media europea (66 kg/1.000*€ vs 60 kg/1.000*€). In generale, il sistema economico non appare ancora in grado di limitare la produzione di rifiuti rispetto alla ricchezza prodotta.
CO2 NELLA PROSPETTIVA DELLA PRODUZIONE E DEL CONSUMO
Data aggiornamento scheda:Nel 2021, in Italia i consumi e gli investimenti hanno causato 439,5 Mt di CO2 (carbon footprint), pari a circa l’1,2% delle emissioni di CO2 globali e in crescita del 15% rispetto all'anno precedente. Di queste, circa 52 Mt provengono (grazie alle importazioni) dall’UE (Italia esclusa) e 126 Mt dal resto del mondo. Le attività delle famiglie, principalmente derivanti dalle attività di trasporto e riscaldamento, e la cui origine delle emissioni è solo italiana, pesano per circa un quarto della carbon footprint. La categoria della domanda finale a cui va imputata la quota maggiore di carbon footprint è la spesa per i consumi finali (28%). Circa il 12% della carbon footprint italiana ha origine dall’UE (Italia esclusa), il 7% dalla Cina, il 4% dalla Russia; il 17% ha origine dai restanti paesi del mondo.
FLUSSI DI ENERGIA E DOMESTIC ENERGY FOOTPRINT
Data aggiornamento scheda:Un sistema economico funziona anche grazie agli impieghi energetici.
Il consumo totale di energia delle unità residenti indica la quantità di energia utilizzata dalle attività economiche e dalle famiglie per le attività di produzione e di consumo, distinguendone gli usi energetici da quelli non energetici.
Il consumo totale di energia in Italia nel 2021 è pari a 7,05 exajoule, con una riduzione rispetto al 2008 del 17,1%. Il consumo totale è finalizzato per la quasi totalità agli usi energetici. Sempre nel 2021, oltre due terzi degli usi energetici totali sono imputabili alle attività produttive. Fra queste, le prime sei per usi energetici (poco più della metà degli usi totali) contribuiscono a poco meno del 7% del Prodotto interno lordo italiano . Il 31% degli usi energetici totali è dovuta ai consumi delle famiglie (principalmente riscaldamento/raffrescamento e trasporto).
ISPRA stima inoltre la footprint energetica interna, che permette di analizzare gli usi energetici dal lato della domanda finale interna e di evidenziarne l'ammontare diretto e indiretto incorporato nei beni e nei servizi offerti sul mercato interno dalle filiere produttive italiane.