QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI SMALTITI IN DISCARICA, E NUMERO DI DISCARICHE

Data aggiornamento scheda
Autori

Patrizia D'Alessandro

Abstract

L'indicatore mostra la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica per categoria e per tipologia di rifiuti e il numero di discariche. Nel 2024, i quantitativi di rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica ammontano a 7,7 milioni di tonnellate, pari al 4,1% del quantitativo totale dei rifiuti speciali gestiti a livello nazionale (187 milioni di tonnellate). Rispetto al 2023, si rileva un decremento di circa 154 mila tonnellate (-2%). Il numero totale delle discariche operative è pari a 244: 103 discariche per rifiuti inerti (42% del totale degli impianti operativi), 130 discariche per rifiuti non pericolosi (53% del totale), e 11 discariche per rifiuti pericolosi (5% del totale). Analizzando il triennio 2022 - 2024, si assiste ad una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative che passano da 261 nel 2022, a 249 nel 2023 e a 244 nel 2024.

Descrizione

Rappresenta la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica per categoria e per tipologia di rifiuti e il numero delle discariche operative che smaltiscono rifiuti speciali.

Scopo

Verificare l'applicazione della “gerarchia dei rifiuti” europea sulla gestione dei rifiuti prevista dall'art. 4 della Direttiva 2008/98/CE e successive modificazioni, che prevede lo smaltimento in discarica come forma residuale di gestione.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e successive modificazioni. 

Decisione 2003/33/CE decisione che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell’art. 16 e dell’allegato II della Direttiva 1999/31/CE e successive modificazioni. 

D.Lgs. 36/2003 attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e successive modificazioni. 

D.Lgs. 152/2006 norme in materia ambientale - parte IV e successive modificazioni. 

Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e successive modificazioni. 

DM 27 settembre 2010 definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, modificato dal DM 24 giugno 2015.

Direttiva 2018/850/UE che modifica la Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. 

Direttiva 2018/851/UE che modifica la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti. 

D.Lgs. n. 121/2020 (3 settembre 2020) che recepisce la Direttiva 2018/850/UE. 

Il D.Lgs. 36/2003 (attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti) che stabilisce i requisiti operativi e tecnici per gli impianti di discarica definendo le procedure, i criteri costruttivi e le modalità di gestione di tali impianti al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente dei luoghi di raccolta dei rifiuti. Le discariche sono classificate in tre categorie in relazione alla tipologia di rifiuti: inerti, non pericolosi, pericolosi. 

Riguardo ai criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, le disposizioni sono in parte contenute nel D.Lgs. 36/2003 ma, soprattutto, nel DM 27 settembre 2010 che traspone la Decisione 2003/33/CE della Commissione europea relativa ai criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle diverse tipologie di discarica. La Direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi cardine in materia di rifiuti, quali ad esempio la definizione di rifiuto, di recupero e di smaltimento prevede l’obbligo di autorizzazione per tutti i soggetti coinvolti nella gestione e quello di trattare i rifiuti in modo da evitare impatti negativi sull’ambiente e la salute umana, e incentivando l’applicazione della “gerarchia dei rifiuti” che prevede lo smaltimento in discarica come forma residuale di gestione.

DPSIR
Pressione
Risposta
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA, Rapporto Rifiuti Speciali - Edizione 2026.

Fonte dei dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

ISPRA - Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it).

Copertura spaziale

Nazionale (I), Regionale (20/20)

Copertura temporale

1997-2024

Core SET
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
EEA - Set of Indicators
Descrizione della metodologia di elaborazione

I dati sullo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali sono stati elaborati a partire dalla banca dati MUD 2025 (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, anno di riferimento 2024) bonificata, validati ed integrati con le informazioni raccolte attraverso appositi questionari, predisposti da ISPRA, ed inviati a tutti i soggetti che a vario titolo sono in possesso di informazioni in materia (ARPA/APPA, Regioni, Province, Comuni), nonché attraverso verifiche puntuali sui singoli impianti. 

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L'indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo gestione sostenibile dei rifiuti). I dati sullo smaltimento in discarica sono stati elaborati a partire dalle informazioni MUD e attraverso l'invio di un apposito questionario, predisposto da ISPRA a tutti i soggetti competenti in materia di autorizzazioni e controlli. Sono stati anche eseguiti controlli puntuali sui singoli impianti per superare le incongruenze emerse. Tale metodologia ha permesso di ottenere la completa copertura temporale e spaziale e una buona affidabilità dei dati, con relativa comparabilità nel tempo e nello spazio.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

Nel 2024, i quantitativi di rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica ammontano a 7,7 milioni di tonnellate, pari al 4,1% del quantitativo totale gestito a livello nazionale (187 milioni di tonnellate). Rispetto al 2023, si rileva un decremento di circa 154 mila tonnellate (-2%) (Tabella 1). Parallelamente alla quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica anche il numero di impianti diminuisce passando da 249 nel 2023 a 244 nel 2024 (Tabella 3).

Valutazione/descrizione del trend

Nel periodo 1997-2024, la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica si riduce del 63% delineando, dunque, un trend positivo (Tabella 1 e Figura 1). Anche il numero di discariche operative che smaltiscono i rifiuti speciali diminuisce nel corso degli anni con un decremento del 30% rispetto al 2016, passano infatti da 350 impianti a 244 nel 2024 (Tabella 3). 

Commenti

Nel 2024, i quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi smaltiti in discarica ammontano a circa 6,9 milioni di tonnellate, rappresentando l’89% del totale smaltito in discarica a livello nazionale, mentre i rifiuti pericolosi, pari a circa 855 mila tonnellate, costituiscono l’11%. L’analisi dei dati relativi al biennio 2023 - 2024 mostra un decremento dei quantitativi di rifiuti non pericolosi smaltiti, che passano da poco più di 7 milioni di tonnellate a circa 6,9 milioni di tonnellate (-1,8%, -127 mila tonnellate), mentre per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, si rileva una riduzione di circa 28 mila tonnellate, pari al -3,1% (Tabella 1 e Figura 1).

Nel 2024, il 54,8% dei rifiuti speciali è stato smaltito negli impianti del Nord, per un quantitativo di poco superiore a 4,2 milioni di tonnellate, in diminuzione del 3,5% rispetto al 2023 (-153 mila tonnellate circa) (Tabella 2). Il calo interessa principalmente Lombardia e Veneto, che rappresentano le regioni con i maggiori quantitativi smaltiti (22,8% e 10,9% del totale nazionale)): rispettivamente circa 1,8 milioni di tonnellate (-7,2%, pari a -137 mila tonnellate) e 847 mila tonnellate (-22,8%, pari a -251 mila tonnellate).

Riduzioni si registrano anche in Piemonte (-60 mila tonnellate; -13,3%), Friuli-Venezia Giulia (-25 mila tonnellate; -13,6%) e Valle d’Aosta (-2 mila tonnellate circa; -2,8%). Al contrario, aumentano i quantitativi smaltiti in Trentino-Alto Adige (+140 mila tonnellate), Liguria (+107 mila) ed Emilia-Romagna (+75 mila).

Nel Centro, dove viene smaltito un quantitativo di circa 2,1 milioni di tonnellate, si registra un incremento complessivo pari al 3,1% (+61 mila tonnellate). In termini quantitativi, la maggior variazione si osserva in Umbria, dove l’aumento percentuale è pari al 19,4% (+78 mila tonnellate); mentre si registra un decremento per il Lazio (-16 mila tonnellate, -2,1%), le Marche (- 1.139 tonnellate, -0,8%) e la Toscana (-153 tonnellate, -0,02%).

I maggiori quantitativi di rifiuti smaltiti si rilevano nel Lazio (722 mila tonnellate circa, pari al 35% della macroarea e al 9,3% del totale nazionale) e nella Toscana (717 mila tonnellate pari al 34,8% della macroarea e al 9,3% del totale nazionale). 

Al Sud, che rappresenta il 18,5% del totale nazionale, si registra invece una diminuzione del 4,2% (-63 mila tonnellate circa), passando da circa 1,5 milioni di tonnellate a 1,4 milioni di tonnellate. La Sardegna rappresenta la regione con i maggiori quantitativi smaltiti (715 mila tonnellate circa, pari al 49,8% della macroarea e al 9,2% del totale nazionale) ed evidenzia una crescita di 63 mila tonnellate, pari al 9,7%. Segue la Puglia con 424 mila tonnellate smaltite, pari al 29,5% della macroarea geografica e al 5,5% del totale nazionale. Rispetto al 2023, in questa regione si rileva una contrazione dell’1,8% (-8 mila tonnellate circa). Segue la Sicilia che smaltisce 208 mila tonnellate, pari al 14,5% della macroarea e al 2,7% del totale nazionale; rispetto al precedente anno registra una variazione significativa (-92 mila tonnellate, -30,7%).

Analoghe tendenze, anche se con variazioni meno significative, si presentano in Calabria (-23 mila tonnellate) e in Basilicata (-6 mila tonnellate circa). 

Nelle restanti regioni, si rileva una riduzione di 186 tonnellate in Abruzzo (-4,2%) e un incremento di 4 mila in Molise (+11,5%).

La regione Campania non è dotata di impianti sul proprio territorio.

Nel 2024, il numero totale delle discariche operative è pari a 244; secondo la classificazione prevista dal D.Lgs. 36/2003 e successive modificazioni, il parco impiantistico è costituito da 103 discariche per rifiuti inerti (42% del totale degli impianti operativi), 130 discariche per rifiuti non pericolosi (53% del totale) e 11 discariche per rifiuti pericolosi (5% del totale). l maggior numero di discariche è localizzato nelle regioni del Nord, con 128 impianti, mentre nel Centro e nel Sud sono presenti, rispettivamente 38 e 78 impianti. Analoga distribuzione territoriale si rileva per le discariche per rifiuti inerti (57 impianti nel Nord, 9 al Centro e 37 al Sud) e per quelle per rifiuti non pericolosi (67 impianti al Nord, 25 al Centro e 38 al Sud). La localizzazione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi vede, infine, 4 impianti al Nord, 4 al Centro e 3 al Sud (Tabella 3 e Figura 2).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica in Italia

Fonte

ISPRA

Titolo

Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica per tipologia, a livello regionale

Fonte

ISPRA

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Tabella 3: Numero di discariche operative che smaltiscono rifiuti speciali, per regione e per categoria

Fonte

ISPRA

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Figura 1: Trend della quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica in Italia

Fonte

ISPRA

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Figura 2: Ubicazione geografica e categoria delle discariche operative che smaltiscono rifiuti speciali (2024)

Fonte

ISPRA