Goal 11: Città e comunità sostenibili

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

SPESA PRIMARIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE, USO E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI IN RIFERIMENTO ALLA BIODIVERSITA'

Data aggiornamento scheda:

Nel 2022, la spesa primaria per l’ambiente in Italia è aumentata del 163% rispetto al 2021, riflettendo un maggiore interesse politico per le questioni ambientali. Tuttavia, l’incidenza dei settori chiave (protezione della biodiversità e del paesaggio, gestione delle foreste e della fauna selvatica) sul totale della spesa ambientale è calata dal 9,1% al 4,2%. Nonostante un incremento delle risorse disponibili, la capacità di spesa varia tra i settori, con coefficienti che vanno dall’88,5% per la biodiversità al 69,1% per la gestione forestale. Questo andamento sottolinea la necessità di ottimizzare gli investimenti per garantire la tutela del patrimonio naturale, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

CONSUMO DI SUOLO IN AREA COSTIERA

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Data aggiornamento scheda:

Il suolo consumato in percentuale nei primi 300 metri dalla linea di costa è più del triplo del valore medio del resto del territorio nazionale e in due delle 15 regioni bagnate dal mare interessa quasi la metà della superficie, con un massimo in Liguria (48,15%) e nelle Marche (45,64%); il valore rimane al di sopra della media nazionale per 9 regioni su 15 nella fascia tra 300 e 1.000 metri dalla linea di costa, con un massimo in Emilia-Romagna (35,67%) e per 9 regioni su 15 tra i 1.000 e i 10.000 metri 

BENI CULTURALI ESPOSTI A FRANE E ALLUVIONI

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore fornisce informazioni relative ai beni culturali a rischio idrogeologico sul territorio nazionale. I beni culturali a rischio frane sono 45.339, dei quali 13.966 sono ubicati in aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4. I beni culturali a rischio alluvioni sono 35.997 nello scenario di pericolosità idraulica media (tempi di ritorno fra 100 e 200 anni) e raggiungono i 54.103 nello scenario di pericolosità idraulica bassa, che è lo scenario massimo atteso.

EVENTI ALLUVIONALI

Data aggiornamento scheda:

Nel 2023, l'Italia ha vissuto uno degli anni più caldi degli ultimi 150 anni, secondo solo al 2022. La temperatura media e massima hanno raggiunto nuovi record, con ottobre che ha registrato temperature superiori di oltre 3°C rispetto alla media del periodo 1991-2021, segnando il valore più alto dal 1961. Durante l'estate, intense ondate di calore hanno colpito il paese, con temperature record di 48,2°C registrate il 24 luglio a Jerzu e Lotzorai in Sardegna, e 41,2°C a Roma all'inizio di agosto. La siccità ha continuato a essere un problema significativo, con il Nord e il Centro Italia che hanno sperimentato condizioni di siccità severa nei primi quattro mesi dell'anno, attenuatesi successivamente. Tuttavia, negli ultimi tre mesi dell'anno, la Sicilia e parte della Calabria ionica hanno sofferto di una siccità estrema con un notevole deficit di precipitazioni.

Eventi meteorologici estremi hanno colpito diverse regioni, causando gravi danni. In maggio, l'Emilia-Romagna è stata devastata da due eventi pluviometrici eccezionali, che hanno portato a inondazioni, frane e 17 decessi. Il 2 novembre, forti temporali in Toscana hanno causato esondazioni e 8 vittime, con piogge eccezionali registrate nelle province di Pisa, Livorno, Pistoia e Prato.

In sintesi, il 2023 è stato caratterizzato da temperature record, siccità persistente e eventi meteorologici estremi che hanno avuto un impatto significativo su diverse regioni italiane.

EVENTI FRANOSI PRINCIPALI

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Data aggiornamento scheda:

L'indicatore fornisce informazioni sui principali eventi franosi che hanno causato vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi sul territorio nazionale nell’ultimo anno. I principali eventi di frana, verificatisi nel 2024, sono stati 185 e hanno causato 5 morti, 18 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale e a edifici.

INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI D'ITALIA (IFFI)

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia. Le frane censite sono oltre 636.000 (periodo di riferimento 1116-2025) e interessano un’area di più di 25.100 km2, pari all’8,3% del territorio nazionale.

ERUZIONI VULCANICHE

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche che hanno avuto effetti significativi in termini di interferenza con le attività antropiche nel corso dell’anno. Nel corso del 2024 si è registrata un'attività sia dell'Etna, sia dello Stromboli, che ha raggiunto i maggiori picchi tra luglio e agosto.

EVENTI SISMICI

Data aggiornamento scheda:

L'indicatore descrive gli eventi sismici avvenuti nell’anno di riferimento nel territorio italiano, in base alle Magnitudo registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. Nel 2024 nessun evento sismico è stato distruttivo in Italia. Solo un evento ha raggiunto Magnitudo 5, in provincia di Cosenza che, comunque, non ha procurato effetti di rilievo in superficie. Inoltre, si sono verificati 13 eventi di Magnitudo compresa tra 4 e 4,6 con epicentro sul territorio italiano e oltre confine fino a una distanza di 100 chilometri. Il numero di terremoti di Magnitudo pari o superiore a 2 avvenuti nel 2024 (2.031) è comparabile col numero degli analoghi eventi avvenuti nei cinque anni precedenti, a parte una lieve flessione nel 2021. Essi si sono maggiormente concentrati, come sempre, lungo l’arco appenninico, l’arco alpino orientale e la Sicilia orientale.

QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI SMALTITI IN DISCARICA E NUMERO DI DISCARICHE

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Data aggiornamento scheda:

Nel 2023, i quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica ammontano a circa 4,6 milioni di tonnellate, e il numero delle discariche operative è pari a 112 impianti. Si registra una riduzione, rispetto al 2022, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 10,8% (-559 mila tonnellate), e del numero degli impianti pari al 4,3% (-5 impianti). 

QUALITÀ DELL' ARIA AMBIENTE: PARTICOLATO (PM10)

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di PM10 in atmosfera misurati nel corso del 2024 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs. 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di PM10 sono 576., di cui quelle   con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di riferimento sono 545. Il valore limite annuale è stato superato in una stazione (pari allo 0,2% dei casi), mentre sono stati registrati superamenti del valore limite giornaliero in 94 stazioni (pari al 17,2% dei casi). Risultano infine superati nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio sia il valore di riferimento annuale dell’OMS (90,5% dei casi), sia quello giornaliero (96,1% dei casi).

QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: BENZO(A)PIRENE NEL PM10

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di benzo(a)pirene in atmosfera, misurati nel corso del 2024 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs. 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di B(a)P sono 167 di queste 162 dispongono di serie di dati con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di riferimento. Sono stati registrati superamenti del valore obiettivo in 12 stazioni, pari al 7,4% dei casi.

QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: BIOSSIDO DI AZOTO (NO2)

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di biossido di azoto (NO2) in atmosfera misurati nel corso del 2024 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati da ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di NO2 sono 625, di queste 605 dispongono di serie di dati aventi copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di rifermento. Il Valore limite orario è rispettato ovunque: in nessuna stazione si è verificato il superamento di 200 µg/m³, come media oraria, per più di 18 volte. Il valore di riferimento OMS, che non prevede superamenti dei 200 µg/m³, è superato in 5 stazioni (pari allo 0,83 % delle stazioni con copertura temporale sufficiente). Il valore limite annuale, pari a 40 µg/m³ come media annua, è superato in 10 stazioni (1,7 %). Il valore di riferimento OMS per gli effetti a lungo termine sulla salute umana, pari a 10 µg/m³ come media annua, è superato in 444 stazioni (73,4 %).

QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: OZONO TROPOSFERICO (O3)

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di ozono in atmosfera misurati nel corso del 2024, nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e per cui sono stati trasmessi dati di Osono 348., di cui quelle con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori soglia e dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana sono 331. Le stazioni suburbane, rurali e rurali di fondo che rispettano la percentuale minima richiesta per il calcolo dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) sono 158. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (OLT) è stato superato nella quasi totalità delle stazioni: 83,4%. La percentuale di stazioni in cui l’OLT è stato superato per più di 25 giorni è pari al 43,5%. La soglia di informazione per la protezione della salute è stata superata nel 17,5% delle stazioni mentre la soglia di allarme è stata superata in solo 1 stazione. Il valore di riferimento OMS, pari a 100 µg/m³ come 99° percentile, è superato in 310 stazioni (pari al 94% delle stazioni con copertura temporale sufficiente). L’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) è stato superato nella quasi totalità delle stazioni (92,4%).

QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: PARTICOLATO (PM2,5)

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Data aggiornamento scheda:

L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di PM2,5 in atmosfera misurati nel corso del 2024 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs. 155/2010 e s.m.i.) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati del PM2,5 sono 341, di queste, 207 dispongono di serie di dati con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di rifermento sono 307. Il valore limite annuale del PM2,5 (25 µg/m³) è rispettato nella totalità dei casi. Risulta tuttavia superato, nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio, il valore di riferimento annuale dell’OMS (97,7% dei casi) pari a 5 µg/m³.

POPOLAZIONE ESPOSTA A FRANE

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Data aggiornamento scheda:

L'indicatore fornisce una stima della popolazione a rischio frane (rischio di danni alla persona: morti, dispersi, feriti, evacuati) su base nazionale, regionale, provinciale e comunale. In Italia la popolazione a rischio frane residente nelle aree a pericolosità PAI elevata e molto elevata (P3+P4) ammonta a 1.284.960 abitanti, pari al 2,2% del totale.

POPOLAZIONE ESPOSTA A FRANE

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Data aggiornamento scheda:

L'indicatore fornisce una stima della popolazione a rischio frane (rischio di danni alla persona: morti, dispersi, feriti, evacuati) su base nazionale, regionale, provinciale e comunale. In Italia la popolazione a rischio frane residente nelle aree a pericolosità PAI elevata e molto elevata (P3+P4) ammonta a 1.284.960 abitanti, pari al 2,2% del totale.

POPOLAZIONE ESPOSTA AD ALLUVIONI

Data aggiornamento scheda:

L'indicatore fornisce un quadro della popolazione residente in aree allagabili (popolazione esposta a rischio di alluvioni) su base nazionale, regionale, provinciale e comunale. In Italia, la popolazione residente in aree a pericolosità/probabilità elevata è il 4,1% del totale nazionale (2.431.847 abitanti); quella esposta a pericolosità/probabilità media è l’11,5% (6.818.375 abitanti) mentre la popolazione in aree a pericolosità/probabilità bassa è pari al 20,6% (12.257.427 abitanti).