Descrizione 1
Giorgio Cattani, Mariacarmela Cusano, Alessandro Di Menno di Bucchianico, Raffaela Gaddi, Alessandra Gaeta, Giuseppe Gandolfo, Gianluca Leone
L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di PM10 in atmosfera misurati nel corso del 2024 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal decreto legislativo di recepimento D.Lgs. 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di PM10 sono 576., di cui quelle con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di riferimento sono 545. Il valore limite annuale è stato superato in una stazione (pari allo 0,2% dei casi), mentre sono stati registrati superamenti del valore limite giornaliero in 94 stazioni (pari al 17,2% dei casi). Risultano infine superati nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio sia il valore di riferimento annuale dell’OMS (90,5% dei casi), sia quello giornaliero (96,1% dei casi).
Per materiale particolato aerodisperso si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente. Il termine PM10 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale a 10 μm. Queste sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e possono, quindi, essere trasportate anche a grande distanza dal punto di emissione, hanno una natura chimica particolarmente complessa e variabile, sono in grado di penetrare nell’albero respiratorio umano, con effetti negativi sulla salute.
Il particolato PM10 in parte è emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM10 primario) e in parte si forma in atmosfera attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM10 secondario). Il PM10 può avere sia un’origine naturale (l’erosione dei venti sulle rocce, le eruzioni vulcaniche, gli incendi spontanei) sia antropica (combustioni e altro). Tra le principali sorgenti antropiche, un importante ruolo è rappresentato dall’uso della legna nel riscaldamento civile e dal traffico veicolare. Di origine antropica sono anche molte delle sostanze gassose che contribuiscono alla formazione di PM10 secondario, come gli ossidi di zolfo e di azoto, i COV (Composti Organici Volatili) e l’ammoniaca.
L'indicatore è stato elaborato sulla base dei dati di concentrazione di PM10 in atmosfera, misurati nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoARIA secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. Oltre ai parametri per un confronto con i valori limite per la protezione della salute umana stabiliti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010) e con i valori di riferimento stabiliti dall’OMS per la protezione della salute umana (WHO-AQG, 2021), sono stati calcolati media, 5°, 25°, 50°, 75°, 90,4° e 99,2° percentile e massimo dei valori medi giornalieri.
Fornire informazioni sullo stato della qualità dell'aria attraverso i parametri statistici calcolati a partire dai dati di concentrazione del PM10 nell'aria ambiente, la verifica del rispetto dei valori limite previsti dalla normativa e il confronto con i valori di riferimento stabiliti dall’OMS.
Decisione 2011/850/EU – Commission Implementing Decision laying down rules for Directive 2004/107/EC and Directive 2088/50/EC of the European Parliament and of the Council as regards the reciprocal exchange of information and reporting on ambient air quality.
L’obiettivo della Direttiva 2008/50/CE è quello di consentire la valutazione della qualità dell’aria su basi comuni, di ottenere informazioni sullo stato della qualità dell’aria al fine di combattere l’inquinamento atmosferico, di assicurare la disponibilità pubblica delle informazioni e promuovere la cooperazione tra gli Stati membri. Il D.Lgs. 155/2010, che recepisce a livello nazionale la direttiva citata, ha inoltre l’obiettivo di consentire a regioni e province autonome la valutazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente. I valori limite del D.Lgs. 155/2010 rappresentano gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente da perseguire per evitare, prevenire, ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso. I valori di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) rappresentano una guida da perseguire nella riduzione dell’impatto sulla salute umana dell’inquinamento atmosferico. I valori limite del particolato PM10 nell’aria ambiente previsti dal D.Lgs. 155/2010 sono i seguenti:
- per il periodo di mediazione di 24 ore il valore limite è di 50 µg/m³ da non superare più di 35 volte per anno civile;
- per il periodo di mediazione di un anno civile il valore limite è di 40 µg/m³.
Mentre, i valori di riferimento OMS del particolato PM10 nell’aria ambiente indicati nel WHO global air quality guidelines 2021 sono i seguenti:
- per il periodo di mediazione di 24 ore è il valore di riferimento OMS è di 45 µg/m³ da registrarsi al 99° percentile delle medie giornaliere di un anno civile;
- per il periodo di mediazione di un anno civile il valore di riferimento OMS è di 15 µg/m³.
Descrizione 2
ISPRA. (edizioni varie). Annuario dei dati ambientali.
SNPA. (2024). La qualità dell’aria in Italia. Edizione 2023. Report di sistema SNPA 40/2024.
World Health Organization. (2021). Global air quality guidelines: Particulate matter (PM2.5 and PM10), ozone, nitrogen dioxide, sulfur dioxide and carbon monoxide. Geneva: WHO.
https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/qualita-dellaria-nel-2024/
Qualificazione dati
Province Autonome, Regioni, SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Database InfoAria- ISPRA
Nazionale
Regionale: (20/20)
Provinciale: (104/110)
Comunale: (386/8047)
2015-2024
Qualificazione indicatore
L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di PM10 in atmosfera, misurati nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA, nel database InfoAria secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. Sono stati calcolati i parametri per un confronto con i valori limite per la protezione della salute umana stabiliti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010) e con i valori di riferimento stabiliti dall’OMS per la protezione della salute umana. Tutti i parametri sono stati calcolati seguendo le regole europee e sono stati sottoposti a verifica da parte di Regioni/PPAA/ARPA/APPA. Per il confronto con i valori limite, giornaliero e annuale, del D.Lgs. 155/2010 e con i valori di riferimento dell’OMS (entrambi riportati nelle Figure 2 e 3) sono state utilizzate le serie di dati con una copertura temporale minima del 90% (al netto delle perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria).
L’analisi statistica del trend (2015-2024) è stata condotta con il metodo di Mann-Kendall corretto per la stagionalità. Implementare un metodo di destagionalizzazione permette di minimizzare l’effetto delle oscillazioni interannuali dovute alle differenze riscontrabili nei vari anni rispetto al ciclo stagionale medio, di evidenziare l’esistenza di una tendenza di fondo, di quantificare la sua significatività statistica e di stimare la variazione di concentrazione annuale media nel periodo di osservazione.
Nel 2024 il valore limite annuale è stato superato in una stazione (pari allo 0,2% dei casi). Il valore limite giornaliero è stato superato in 94 stazioni (pari al 17,2% dei casi) in larga parte situate nel bacino padano e in alcune aree urbane del Centro-Sud. Risultano infine superati nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio sia il valore di riferimento annuale dell’OMS (90,5% dei casi), sia quello giornaliero (96,1% dei casi) (Tabella 1, Figura 2 e 3).
Per il PM10 si osserva un trend decrescente statisticamente significativo nel 61% dei casi (288 stazioni di monitoraggio su 474), con variazione annuale media stimata: -0,7 µg/m³y [-3,5 µg/m³y ÷ -0,1 µg/m³y].
Sulla porzione di campione considerato per il quale è stato individuato un trend decrescente statisticamente significativo, si osserva una variazione media annuale del -2,5% (-15,6% ÷ -0,6%). Nel 30% dei casi (144 stazioni di monitoraggio su 474) invece non è possibile individuare un trend statisticamente significativo per il PM10 (Tabella 4, Figure 4 e 5).
Dati
Figura 2: PM10 Stazioni di monitoraggio e superamenti del valore limite giornaliero per la protezione della salute (2024)
Elaborazione ISPRA su dati SNPA
AQG - Air Quality Guideline Levels OMS: 45 µg/m³, 99° percentile; IT4 - Interim Target 4 OMS: 50 µg/m³, 99° percentile;
VL - Valore Limite per la protezione della salute umana D.Lgs.155/2010: 50 µg/m³, da non superare più di 35 volte per anno civile
Figura 4: PM10 - Variazione percentuale media annua stimata della concentrazione presso le 474 stazioni analizzate.
Elaborazione ISPRA su dati SNPA
Risultati dell’analisi del trend (2015-2024) con il test di Kendall corretto per la stagionalità su un campione di 474 stazioni.
Tabella 1: PM10 - Stazioni di monitoraggio: dati e parametri statistici per la valutazione della qualità dell'aria (2024)
Elaborazione ISPRA su dati SNPA
“1” tipo di zona: U = URBANA; S = SUBURBANA; R = RURALE
“2” tipo di stazione: T = TRAFFICO; F = FONDO; I = INDUSTRIALE
"3" in grassetto i dati riportati in mappa. Valore evidenziato in grassetto soltanto per serie di dati con almeno il 90% di dati validi al netto delle perdite dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria (in accordo ai criteri di qualità definiti nella normativa vigente, D.Lgs.155/2010).
“-” valore non calcolato per mancanza di dati.
Tabella 2 - PM10. Classificazione delle zone rispetto alle soglie di valutazione e verifica della presenza di superamenti del valori limite giornaliero ai sensi del D.Lgs.155/2010 (2024)
Elaborazione ISPRA su dati SNPA
zona: parte del territorio nazionale delimitata, ai sensi del D.Lgs 155/2010, ai fini della valutazione e della gestione della qualità dell'aria ambiente;
agglomerato: zona costituita da un'area urbana o da un insieme di aree urbane che distano tra loro non più di qualche chilometro oppure da un'area urbana principale e dall'insieme delle aree urbane minori che dipendono da quella principale sul piano demografico, dei servizi e dei flussi di persone e merci, avente: 1) una popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure; 2) una popolazione inferiore a 250.000 abitanti e una densità di popolazione per km 2 superiore a 3.000 abitanti;"
Superamento VL giornaliero: Si intende superato qualora sia stato determinato il superamento in almeno una stazione di monitoraggio collocata nel territorio della zona.
Classificazione: aboveUAT: superiore alla soglia di valutazione superiore (70% del valore limite, 35 μg/m³ da non superare più di 35 volte per anno civile); LAT-UAT : compresa tra la soglia di valutazione inferiore e la soglia di valutazione superiore; belowLAT : inferiore alla soglia di valutazione inferiore (50% del valore limite, 25 μg/m³ da non superare più di 35 volte per anno civile)
Il superamento delle soglie di valutazione superiore e delle soglie di valutazione inferiore deve essere determinato in base alle concentrazioni degli inquinanti nell'aria ambiente nei cinque anni civili precedenti. Il superamento si realizza se la soglia di valutazione è stata superata in almeno tre sui cinque anni civili precedenti.
Tabella 3 - PM10. Classificazione delle zone rispetto alle soglie di valutazione e verifica della presenza di superamenti del valore limite annuale ai sensi del D.Lgs.155/2010 (2024)
Elaborazione ISPRA su dati SNPA
zona: parte del territorio nazionale delimitata, ai sensi del D.Lgs 155/2010, ai fini della valutazione e della gestione della qualità dell'aria ambiente;
"agglomerato: zona costituita da un'area urbana o da un insieme di aree urbane che distano tra loro non più di qualche chilometro oppure da un'area urbana principale e dall'insieme delle aree urbane minori che dipendono da quella principale sul piano demografico, dei servizi e dei flussi di persone e merci, avente: 1) una popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure; 2) una popolazione inferiore a 250.000 abitanti e una densità di popolazione per km 2 superiore a 3.000 abitanti;"
Superamento VL giornaliero: Si intende superato qualora sia stato determinato il superamento in almeno una stazione di monitoraggio collocata nel territorio della zona.
Classificazione:
aboveUAT: superiore alla soglia di valutazione superiore (70% del valore limite, 35 μg/m³ da non superare più di 35 volte per anno civile)
LAT-UAT : compresa tra la soglia di valutazione inferiore e la soglia di valutazione superiore
belowLAT : inferiore alla soglia di valutazione inferiore (50% del valore limite, 25 μg/m³ da non superare più di 35 volte per anno civile)
(a): Valutazione del superamento ottenuta mediante modello
Il superamento delle soglie di valutazione superiore e delle soglie di valutazione inferiore deve essere determinato in base alle concentrazioni degli inquinanti nell'aria ambiente nei cinque anni civili precedenti. Il superamento si realizza se la soglia di valutazione è stata superata in almeno tre sui cinque anni civili precedenti.
Tabella 4 – PM10. Analisi dei trend per stazione di monitoraggio (2015-2024)
p≤ 0,05: il trend osservato è statisticamente significativo
p>0,05: non può essere esclusa l'ipotesi nulla (assenza di trend)
Δy: variazione media annuale stimata sulla base dei risultati del test di Kendall corretto per la stagionalità
Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di PM10 sono 576. Di queste, 545 (94,6% del totale) hanno copertura temporale minima del 90% (al netto delle perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria). Tutte le regioni sono rappresentate (Tabella 1). La classificazione delle stazioni di monitoraggio di PM10 secondo i criteri di ubicazione su macroscala previsti dalla normativa è rappresentata in Figura 1.
I superamenti del valore limite giornaliero hanno interessato 23 zone su 82 distribuite in 10 regioni, mentre nessuna zona registra superamenti del valore limite annuale (Tabella 2 e Tabella 3).
È riportata inoltre l’analisi statistica dei trend delle concentrazioni di PM10 determinate dal 2015 al 2024 in 474 stazioni di monitoraggio sul territorio nazionale. Il campione è omogeneo, ovvero tutte queste stazioni hanno prodotto dati in modo continuo nel periodo, con una copertura annuale pari almeno al 75 % (Tabella 4).