Descrizione 1
Elisa Brustia, Pio Di Manna
L’indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche che hanno avuto effetti significativi in termini di interferenza con le attività antropiche nel corso dell’anno. Per quanto concerne l'anno di riferimento (2023), si registra una costante attività eruttiva per l'Etna e attività stromboliana con alcuni picchi d'intensità a Stromboli.
L'indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche che si sono verificate nel territorio italiano e che hanno prodotto effetti/conseguenze di rilievo sull'ambiente e sulle attività antropiche.
Descrivere l'attività vulcanica, i relativi effetti ambientali e le ripercussioni sulle attività antropiche, nel territorio italiano.
VESUVIO
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 novembre 2015: disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla.
Direttiva del 14 febbraio 2014: disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio.
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015: indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana.
CAMPI FLEGREI
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2016: Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei (All'interno zona rossa, zona gialla e Mappa dei gemellaggi).
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015: indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana (Indicazioni valide anche per i Campi Flegrei).
Delibera Regione Campania n.547 del 4 settembre 2018 (Pianificazione di allontanamento, approvazione aree di incontro e cancelli) Allegato 1 - Elenco aree di incontro e cancelli.
ETNA
Comune di Catania. Piano di Emergenza Comunale, Revisione e aggiornamento: dicembre 2012, (Art. 3 bis, Legge n. 100 del 03/07/2012). Allegato R: Rischio Vulcanico.
STROMBOLI
Piano nazionale di emergenza a fronte di eventi vulcanici di rilevanza nazionale ex art. 107, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.112 – Agosto 2015.
VULCANO
Piano nazionale di protezione civile per il rischio vulcanico sull’isola di Vulcano (Dipartimento Protezione Civile - EME/0053056) 07/12/2021. Ordinanza n. 14 del 29 gennaio 2022.
Descrizione 2
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it;
De Beni et al., 2024.
Nessuna.
Nessuna.
Qualificazione dati
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it/
Nazionale
2002-2023
Qualificazione indicatore
L'indicatore è stato costruito attraverso un'approfondita ricerca bibliografica dei dati necessari al suo popolamento. Tale ricerca è stata condotta per lo più on line sul sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV - https://www.ingv.it) e sul sito della Protezione Civile (https://www.protezionecivile.gov.it)
Nel 2023 nel territorio italiano si sono verificate numerose eruzioni vulcaniche dell'Etna ed esplosioni, talora di maggiore intensità, dello Stromboli.
Non è possibile definire propriamente un trend. Si può segnalare che gli anni in cui l'attività vulcanica ha provocato maggiori danni sono stati il 2002, con numerosi feriti sia a causa dell'eruzione in senso stretto, sia per l'onda anomala generata dall'eruzione dello Stromboli, e il 2019 quando, durante l'eruzione dello Stromboli, un uomo è rimasto ucciso e un altro ferito (Tabella 3). Durante gli anni 2003, 2006, 2009, 2012 e 2016 non si sono verificate eruzioni significative in termini d'interferenza con le attività antropiche, né si sono riscontrati danni a cose o persone. In generale, l'attività vulcanica è stata costante con alcuni picchi di intensità.
Dati
Tabella 1: Eruzioni vulcaniche avvenute nel 2023
ISPRA su dati INGV
Tabella 2: Reti di monitoraggio dei vulcani italiani
INGV
Tabella 3: Serie storica
ISPRA su dati INGV
Etna
Nel corso del 2023 l’Etna ha avuto tre eventi parossistici.
L’evento del 21 maggio ha interessato il cratere di Sud-Est dell'Etna, ma non è stato osservato in tempo reale a causa delle cattive condizioni meteo. I sistemi di monitoraggio hanno segnalato che era in corso un’eruzione con fontana di lava ed emissione di due colate, una verso Sud e l’altra verso Est. Rilievi in sito, anche con l’utilizzo di droni, analisi dei dati satellitari e dei radar degli aeroporti, hanno consentito di confermare che si era verificata una ‘corrente piroclastica di densità’, ovvero un flusso di materiale magmatico misto a gas ad alte temperature che era sceso ad alta velocità dai fianchi del vulcano (De Beni et al., 2024). Le osservazioni hanno consentito di ricostruire l’emissione di una colonna di cenere di altezza compresa tra i 10 e i 15 chilometri, frutto di un’eruzione suddivisa in tre fasi: una prima fase debolmente stromboliana, una fase stromboliana vera e propria e, infine, una fontana di lava (De Beni et al., 2024). L'evento non ha procurato interferenza significative con l'ambiente antropico.
Una significativa ripresa dell’attività al cratere di Sud-Est è avvenuta la sera del 13 agosto, con un aumento del tremore e dei bagliori. L’attività si è intensificata, durante la notte e la mattina del 14 agosto, passando rapidamente da attività stromboliana a fontane di lava, che si sono innalzate fino a 300-400 m di altezza sopra il cratere. Inizialmente, l’attività era focalizzata alla “bocca orientale”, in seguito, ha interessato anche la “bocca della sella”, da cui è stata emessa una colata di lava che si è riversata nella nicchia creata dal collasso del cono avvenuto il 10 febbraio 2022. Al culmine del parossismo, nel cratere di Sud-Est erano attive almeno 5-6 bocche con fontane di lava, che hanno generato forti ricadute di materiale incandescente nei versanti sottostanti, con l’innesco di vari flussi piroclastici. Alla base del settore sud-occidentale del cratere si è aperta una bocca effusiva, che ha emesso una colata di lava diretta verso sud-ovest.
Nel complesso, la nube eruttiva piroclastica si è innalzata alcuni chilometri sopra la cima del vulcano ed è stata spinta dal vento verso sud, causando ricadute di cenere e lapilli nell’area del Rifugio Sapienza. Ricadute di materiale piroclastico hanno interessato i paesi pedemontani di Nicolosi e Mascalucia. Ricadute di ceneri hanno interessato Catania e l’area del siracusano, causando problemi di operatività dell’aeroporto di Catania. Infatti, il 14 agosto 2023, la società di gestione dell’aeroporto di Catania ha emesso un comunicato di sospensione delle operazioni di volo fino alle ore 06:00 del 15 agosto e inibiva tutti i voli in arrivo e partenza.
Segni di una debole ripresa dell’attività eruttiva al cratere di Sud-Est sono stati osservati ai primi di ottobre 2023, per arrivare a una vera attività eruttiva il 12 novembre 2023, con spettacolari fontane di lava alte centinaia di metri e una densa nube eruttiva carica di materiale piroclastico (cenere e lapilli), che è ricaduto sul versante orientale del vulcano.
L’attività è iniziata come stromboliana con minimi trabocchi lavici e si è poi intensificata in fontane di lava, con getti incandescenti e un denso pennacchio nero di cenere e lapilli, diretto dal vento verso est e accompagnato da forti boati.
Le ricadute di materiale piroclastico hanno interessato uno stretto settore sul versante orientale del vulcano, esteso tra Milo-Zafferana e Torre Archirafi-Pozzillo.
Stromboli
Nel corso del 2023, Stromboli ha mostrato, sostanzialmente, un’attività esplosiva ordinaria di tipo stromboliano, con intensità variabile, per entrambe le aree crateriche Nord e Centro-Sud. Nell’area calderica Nord, l’attività di spattering ha avuto fasi di intensificazione verso eruzioni esplosive di maggiore intensità e trabocchi lavici, tra cui sono significativi quelli avvenuti tra 23 e 26 marzo e tra 3 e 9 ottobre, messosi in posto lungo la Sciara del Fuoco. L'area centro meridionale ha mostrato intensità in prevalenza media, con spattering e con alcuni episodi di maggiore intensità, come l’evento esplosivo verificatosi il 25 marzo.
In corrispondenza dei periodi con fasi di maggiore intensità dell’attività esplosiva (27 febbraio - 26 marzo; 2 - 13 agosto; 27 settembre - 10 ottobre), l’osservatorio Etneo ha emesso messaggi VONA (Volcano Observatory Notices for Aviation) di livello arancione.
In Tabella 1 sono riportati gli episodi parossistici più significativi e i fenomeni di maggior rilievo che hanno caratterizzato il 2023.