Angelo Santini, Fabio Tatti
Nel 2024, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 67,7% della produzione nazionale, con una crescita di 1,1 punti percentuale rispetto al 2023, mantenendosi al di sopra dell’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%).
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani raccolta in modo differenziato nell'anno di riferimento rispetto alla produzione dei rifiuti urbani.
Verificare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa
La normativa nazionale (D.Lgs. n. 152/2006, Legge 27 dicembre 2006, n. 296) individua i seguenti obiettivi di raccolta differenziata:
• almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
• almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007;
• almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
• almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009;
• almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011;
• almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.
ISPRA - Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
I dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani su scala nazionale, per macroarea geografica, regionale, provinciale e comunale sono liberamente consultabili e scaricabili sul sito web https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it.
Nazionale, Regionale
2007-2024
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani raccolta in modo differenziato nell'anno di riferimento e ne calcola la percentuale rispetto alla produzione degli stessi. Nello specifico, ISPRA raccoglie i dati annuali sulla raccolta delle singole frazioni merceologiche su scala comunale o, in alcuni casi, a livello di Consorzio di Comuni, Comunità Montane, Unione di Comuni.
In data 26 maggio 2016, il MASE ha emanato, ai sensi dell'articolo 205, comma 3-quater del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, uno specifico decreto contenente le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (pubblicato sulla GU della Repubblica Italiana, Serie generale, n. 146 del 24-6-2016).
A partire dai dati 2016, l'Istituto effettua le elaborazioni applicando tale metodologia, che presenta alcune differenze rispetto a quella adottata sino al 2015. Dal 2016, la metodologia applicata prevede di contabilizzare tra i rifiuti indifferenziati le seguenti frazioni:
• rifiuti urbani indifferenziati (200301);
• rifiuti dallo spazzamento stradale (200303) destinati allo smaltimento
• altri rifiuti urbani non differenziati (200399);
• rifiuti ingombranti identificati dal codice CER 200307 qualora non destinati al recupero (computati a parte, concorrendo alla produzione del rifiuto urbano totale ma non al dato della raccolta differenziata).
Compongono la raccolta differenziata le seguenti tipologie di rifiuto:
• frazione organica (frazione umida e verde), inclusa la frazione umida avviata a compostaggio domestico;
• rifiuti di imballaggio, inclusa la raccolta multimateriale comprensiva degli scarti (la raccolta multimateriale è intesa come la raccolta di differenti frazioni merceologiche di rifiuti urbani o assimilati mediante l'utilizzo di un unico contenitore) e rifiuti di carta e cartone, plastica, legno, metallo e vetro del capitolo 20 dell'elenco europeo dei rifiuti;
• ingombranti misti a recupero (200307);
• rifiuti di origine tessile;
• rifiuti da raccolta selettiva (farmaci, contenitori T/FC, batterie e accumulatori, vernici, inchiostri e adesivi, oli vegetali e oli minerali, ecc.);
• rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
• rifiuti da C&D (solo i codici 170107 e 170904 limitatamente alle quote provenienti da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione);
• rifiuti della pulizia stradale avviati a recupero (200303);
• altre frazioni raccolte in maniera differenziata.
I rifiuti da C&D, conformemente alle indicazioni date dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono contabilizzati nella produzione e raccolta differenziata sino a un valore soglia massimo di 15 chilogrammi per abitante per anno. Parimenti, sempre in conformità a quanto indicato dal Ministero, un valore soglia è stato posto per i rifiuti avviati a compostaggio domestico che contribuiscono al dato di raccolta differenziata della frazione umida. Tale valore soglia è stato posto pari a 80 chilogrammi per abitante per anno. Per quanto attiene ai rifiuti da spazzamento, tenuto conto di quanto previsto dal decreto 26 maggio 2016, ISPRA procede a contabilizzare nella RD le sole quote destinate al recupero. In assenza di un’indicazione precisa sulla destinazione del rifiuto o nel caso in cui sia rilevata solo l’operazione di messa in riserva (R13) senza ulteriori specificazioni sul successivo effettivo recupero, il quantitativo è inserito nell’ammontare dei rifiuti indifferenziati.
L'obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%) è stato superato anche nel 2024 su scala nazionale (67,7%) (Tabella 1 e Figura 1).
La raccolta differenziata è in progressiva crescita in tutte le aree del Paese, tra il 2015 e il 2024 si assiste a un aumento di oltre 20 punti percentuali a livello nazionale (Figura 1).
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Quantità di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato e percentuale sulla quantità totale raccolta Fonte
ISPRA |
Nel 2024 la percentuale di raccolta differenziata è pari al 67,7% della produzione nazionale (29,9 milioni di tonnellate), con una crescita di 1,1 punti rispetto al 2023. Nel Nord, la raccolta complessiva si attesta a 10,9 milioni di tonnellate, nel Centro a quasi 4 milioni di tonnellate e nel Sud a poco meno di 5,4 milioni di tonnellate. Tali valori corrispondono a percentuali, calcolate rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, pari al 74,2% per le regioni settentrionali, al 63,2% per quelle del Centro e al 60,2% per le regioni del Mezzogiorno (Figura 1). Rispetto al 2023, tutte le macroaree geografiche mostrano incrementi della percentuale di raccolta differenziata: nelle regioni del Nord e del Centro la crescita è di poco inferiore a un punto percentuale, mentre in quelle del Sud è di 1,2 punti. Su scala regionale, la più alta percentuale di raccolta differenziata è conseguita dalla regione Emilia-Romagna, con il 78,9%, seguita da Veneto (78,2%), Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%) (Tabella1, Figura1). Tra queste regioni, l’Emilia-Romagna è quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari a 1,7 punti rispetto ai valori del 2023.
Superano l’obiettivo del 65%, fissato dalla normativa per il 2012, anche Marche (71,8%), Valle d’Aosta (71,7%), Umbria (69,6%), Piemonte (68,9%), Toscana (68,1%), Basilicata (66,3%) e Abruzzo (65,7%). Il numero di regioni con un tasso di raccolta al di sopra o uguale della media nazionale (67,7%) è pari a 11. Il Molise e la Puglia si collocano rispettivamente al 61,7% e 60,7%, mentre la Liguria si attesta al 59,6%, la Campania al 58,1%, la Calabria al 57,5%, il Lazio al 56,2% e la Sicilia al 55,5%. Quest’ultima mostra una crescita di 0,3 punti rispetto al 2023, di 4,1 punti rispetto alla percentuale del 2022 (51,5%), di 8 punti rispetto al 2021 e di 13,2 rispetto al 2020 (Tabella 1 e Figura 2).