Antonio Caputo
La quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo nei Paesi dell'Unione Europea nel ventennio considerato, cresce in Italia fino a raggiungere il 19,4% nel 2024. Valore ancora lontano dall’obiettivo del 38,7% da raggiungere nel 2030. Il Paese si colloca attualmente al di sotto della media UE27 (che ha raggiunto il 25,2% nel 2024) e nettamente a distanza dai Paesi leader come Svezia (62,8%), Finlandia (52,1%) e Danimarca (46,5%). L'obiettivo che dovrebbe raggiungere l'UE27 si attesta intorno al 42,5%.
L'indicatore misura la quota di energia da fonti rinnovabili rispetto al consumo finale lordo, e si basa sulla metodologia stabilita dalla Direttiva 2009/28/CE (Direttiva sull'energia rinnovabile) sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili per gli anni fino al 2020 e sulla metodologia stabilita dalla Direttiva (UE) 2018/2001 dal 2021. È calcolato sulla base dei dati raccolti nel quadro del Regolamento (CE) n. 1099/2008 (modificato dal Regolamento (UE) 2022/132) sulle statistiche energetiche e integrate da dati specifici supplementari trasmessi dalle amministrazioni nazionali a Eurostat.
Valutare il contributo delle fonti di energia pulite e non esauribili nei consumi finali di energia, al fine di aumentarne l'utilizzo.
La Direttiva 2009/28/CE stabilisce le quote di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo al 2020 per ciascun Paese dell’Unione Europea; tali quote comprendono sia i consumi di energia da fonte rinnovabile per la produzione di elettricità, sia quelli per usi termici e nei trasporti. Essa prevede, inoltre, la possibilità di concludere accordi per il trasferimento statistico da uno Stato membro all’altro di una determinata quantità di energia da fonti rinnovabili e di cooperare tra loro, o anche con Paesi terzi, per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo di consumo di energia rinnovabile assegnato all’Italia è stato del 17% del consumo finale lordo nel 2020. Il D.Lgs. 28/2011 per l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili stabilisce i criteri per lo sviluppo delle fonti rinnovabili fondamentalmente attraverso l’incentivazione e la semplificazione delle procedure di autorizzazione.
Nell'ambito del Green Deal, l’Europa ha aggiornato il quadro strategico per il clima fissando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 del 55% rispetto al 1990, una quota di almeno 42,5% di energia rinnovabile (come stabilito dalla nuova Direttiva 2023/2413/UE (c.d. RED III) che ha dato seguito a quanto stabilito dal Piano REPower EU adottato dalla Commissione europea a maggio 2022 (COM(2022) 230), con l’intenzione di puntare al 45% e un miglioramento almeno del 36% dell'efficienza energetica, in termini di riduzione dei consumi di energia finale e di almeno 39% in termini di riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario tendenziale (Modello Primes 2007).
Le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi europei legati al European Green Deal e RePowerEU sono state considerate nel Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) inviato alla Commissione europea nel 2021 e successivamente integrate nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) con orizzonte al 2030 inviato alla Commissione europea il 1° luglio 2024.
Il target della quota nazionale di energia da fonti rinnovabili rispetto al consumo finale lordo per il 2030 assegnato all'Italia dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima, è pari al 38,7%.
Eurostat (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/data/database)
Nazionale
2004-2024
I dati energetici sono comunicati dai Paesi membri a Eurostat attraverso gli Annual Joint Questionnaire (Eurostat/IEA/UNECE). Il calcolo avviene secondo la metodologia prevista dalla Direttiva 2009/28/CE.
Al 2024, l'Italia copre meno di un quinto (19,4%) dei propri consumi finali lordi tramite energie rinnovabili. Sebbene si evidenzi una crescita rilevante rispetto ai livelli di partenza del 2004 (+13,1 punti percentuali), lo stato attuale presenta una condizione di ritardo sia rispetto al gruppo di testa europeo sia nei confronti del target nazionale previsto per il 2030 (38,7% come riportato nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima inviato alla Commissione europea il 1° luglio 2024). (Tabella 1 e Figura 1) Il divario da colmare è pari a circa 19,3 punti percentuali.
L'uso delle energie rinnovabili è aumentato continuamente nell'UE27, con la quota del 2024 più che raddoppiata dal 2004, quando le energie rinnovabili coprivano il 9,6% del consumo lordo di energia finale. L'evoluzione temporale dell'Italia si articola in due fasi distinte. Una prima fase di rapida espansione si è verificata tra il 2004 e il 2015, periodo in cui la quota è passata dal 6,3% al 17,5% grazie all'impulso degli incentivi statali sul fotovoltaico e sull'eolico. Una seconda fase, compresa tra il 2016 e il 2024, mostra invece un andamento sostanzialmente piatto, con variazioni minime racchiuse nell'intervallo tra il 17,8% e il 19,4% (fatta eccezione per l'anomalia statistica del 2020). Tale rallentamento del trend indica che il ritmo annuale di installazione di nuova capacità rinnovabile è stato finora insufficiente a garantire la traiettoria di accelerazione necessaria per il prossimo decennio (Tabella 1 e Figura 1). Si nota inoltre un picco congiunturale raggiunto nel 2020 (20,4%), facilitato dalla contrazione dei consumi energetici complessivi durante la pandemia di COVID-19, seguito da un riassestamento su valori stazionari attorno al 18,8%-19,4% nel quadriennio successivo.
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Titolo
Tabella 1: Quota di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi finali per i paesi europei Fonte
Elaborazione ISPRA su dati EUROSTAT |
I dati evidenziano la necessità di un cambio di passo strutturale per il sistema energetico italiano. L'obiettivo del 38,7% richiede quasi il raddoppio della quota attuale nell'arco di pochi anni. La fase di stagnazione osservata nell'ultimo decennio dimostra che le dinamiche di mercato spontanee e i ritardi autorizzativi e burocratici hanno rallentato la transizione energetica. Per invertire questa tendenza e riallinearsi agli standard dei Paesi europei più avanzati, risulterà determinante l'efficace attuazione delle misure del PNRR, la semplificazione dei processi autorizzativi per gli impianti su scala industriale e il rapido sviluppo delle comunità energetiche e dei sistemi di accumulo.