QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI INCENERITI, E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, le quantità dei rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS (rifiuti combustibili), della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento dei rifiuti urbani stessi, sono quasi 5,5 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2023). Il 74,8% di questi rifiuti viene trattato al Nord, l’8,1% al Centro e il 17,1% al Sud. Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (25 impianti) mentre al Centro e al Sud sono operativi, rispettivamente, 4 e 6 impianti.
QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI SMALTITI IN DISCARICA E NUMERO DI DISCARICHE
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, i quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica ammontano ad oltre 4,4 milioni di tonnellate, e il numero delle discariche operative è pari a 102 impianti. Si registra una riduzione, rispetto al 2023, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 3,7% (-170 mila tonnellate), e del numero degli impianti pari all’8,9% (-10 impianti).
PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI PER UNITA' DI PIL
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, a fronte dell’incremento del 2,3% rilevato per la produzione dei rifiuti urbani, l’economia italiana ha fatto registrare, rispetto al 2023, una crescita del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, pari, per entrambi gli indicatori socioeconomici, allo 0,7%.
PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% (664 mila tonnellate) rispetto al 2023.
PERCENTUALE DI PREPARAZIONE PER IL RIUTILIZZO E RICICLAGGIO
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio calcolata applicando la metodologia 4, al netto dei rifiuti da C&D provenienti da utenze domestiche, si attesta al 52,3%, quindi al di sopra dell’obiettivo fissato per il 2020 (50%).
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI URBANI ORGANICI
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, il rapporto tra i quantitativi di organico riciclati e i quantitativi raccolti in modo differenziato è pari all'82,1%, dato in aumento sia rispetto a quello del 2023 (80,9%) sia quello del 2022 (79,9%).
QUANTITÀ DI RIFIUTI AVVIATI AL TRATTAMENTO MECCANICO-BIOLOGICO
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura il quantitativo di rifiuti avviati al trattamento meccanico/meccanico biologico che, nel 2024, è pari complessivamente a 9 milioni di tonnellate. Dal confronto con il 2023, si osserva un aumento dei quantitativi trattati negli impianti in esame di oltre 91 mila tonnellate (+1%) riconducibile esclusivamente a un incremento delle quantità dei rifiuti afferenti al capitolo 19 dell’Elenco Europeo dei Rifiuti prodotti dal trattamento dei rifiuti urbani. D’altra parte, si assiste a una riduzione del 4,4% (circa 308 mila tonnellate) della quantità di rifiuti indifferenziati e del 3,4% dei rifiuti speciali (circa 10 mila tonnellate).
QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO
Data aggiornamento scheda:
Nel 2024, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 67,7% della produzione nazionale, con una crescita di 1,1 punti percentuale rispetto al 2023, mantenendosi al di sopra dell’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%).
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO
Data aggiornamento scheda:
La normativa europea prevede ambiziosi obiettivi di riciclaggio al 2025 e al 2030 per i rifiuti di imballaggio che rappresentano uno dei principali flussi monitorati. Il tasso di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, calcolato come rapporto tra la quantità di rifiuti riciclati e la quantità di rifiuti prodotti, monitora i progressi verso un'economia circolare valutando il loro reinserimento nei cicli industriali come materie prime secondarie. Nell’ottica di assicurare condizioni uniformi di misurazione dei nuovi obiettivi basate sull’effettiva quantità dei rifiuti d’imballaggio ritrattati per ottenere nuovi prodotti, materiali o sostanze, sono state definite, a livello europeo, stringenti metodologie di calcolo. Con l’applicazione delle nuove metodologie, gli obiettivi previsti per il 2025, ad oggi, sono già raggiunti per tutte le frazioni di imballaggio, inclusa la frazione plastica. Per quest'ultima rimane in ogni caso prioritario incrementare il riciclaggio in vista dell’obiettivo al 2030 (55%) anche attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie di trattamento, soprattutto per quelle tipologie di rifiuti che sono attualmente difficilmente recuperabili mediante processi di tipo meccanico.
QUANTITÀ DI RIFIUTI AVVIATI AL COMPOSTAGGIO E ALLA DIGESTIONE ANAEROBICA
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura la quantità di rifiuti avviati al trattamento biologico e, in particolare, al compostaggio, al trattamento integrato anaerobico/aerobico e alla digestione anaerobica. Nel 2024, la quantità totale di rifiuti recuperati attraverso i processi di trattamento biologico (circa 9,3 milioni di tonnellate) segna, rispetto al 2023, un aumento di 518 mila tonnellate, corrispondente al 5,9%. Analogo andamento si riscontra anche nella quota dei rifiuti organici da raccolta differenziata, il cui quantitativo gestito passa da 6,9 milioni di tonnellate a circa 7,2 milioni di tonnellate, mostrando una crescita di 271 mila tonnellate (+3,9%).
COSTI DI GESTIONE RIFIUTI URBANI
Data aggiornamento scheda:
L’indicatore misura il costo medio nazionale sostenuto dai comuni per garantire il servizio di igiene urbana, per abitante e per kg di rifiuto prodotto. Nel 2024, il costo medio annuo di gestione risulta pari a 214,4 euro/abitante e a 41,8 euro centesimi/kg per rifiuto urbano prodotto.
A livello di macroarea geografica il costo totale annuo pro capite del servizio risulta maggiore al Centro con 256,6 euro/abitante (47,4 euro centesimi/kg), seguito dal Sud con 229,2 euro/abitante (49,8 euro centesimi/kg) e dal Nord con 187,2 euro/abitante (35,0 euro centesimi/kg).
TASSO DI REIMPIEGO, RICICLAGGIO E RECUPERO DI VEICOLI FUORI USO
Data aggiornamento scheda:
L’analisi dei dati relativi al 2023 mostra quantitativi riciclati/recuperati in diminuzione rispetto all'anno precedente. Le cause possono essere trovate nel calo delle radiazioni annue certificate dal Registro del P.R.A. del Ministero dei Trasporti, nella situazione internazionale che ha generato ritardi nell’approvvigionamento di materie prime per la costruzione delle autovetture e la conseguente crisi del settore, con grandi ritardi sia nella produzione sia nella consegna. Complessivamente, la filiera raggiunge una percentuale di reimpiego e riciclaggio pari a quasi l'86% del peso medio del veicolo, al di sopra dell’obiettivo dell’85% previsto per il 2015 dall’art. 7 comma 2 del D.Lgs. 209/2003.
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE)
Data aggiornamento scheda:
Sotto la spinta delle politiche comunitarie, il flusso dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) ha assunto un ruolo di primaria importanza all’interno del ciclo dei rifiuti per l’attuazione dei principi dell’economia circolare, anche ai fini dell’approvvigionamento delle Critical Raw Materials. Rispetto alla generalità dei rifiuti, i RAEE si caratterizzano per la presenza al loro interno sia di sostanze pericolose sia di materiali dotati di elevato valore economico. Le disposizioni legislative hanno stabilito, pertanto, misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi derivanti dalla progettazione, dalla produzione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e dalla produzione e gestione dei rifiuti da esse derivanti. L’industria del riciclo diventa fondamentale per la transizione verso l’economia circolare: consente, infatti, di reintrodurre nei cicli produttivi flussi di materia derivanti dal recupero dei rifiuti, aumentando l'efficienza delle risorse per conseguire obiettivi di sviluppo sostenibile ed evitando l’importazione di materie prime. A fronte di una raccolta complessiva di RAEE pari, nel 2023, a circa 510 mila tonnellate, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio è pari all’84,2% e quella di recupero complessivo al 93,9%.
RICICLAGGIO/RECUPERO DI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE
Data aggiornamento scheda:
I rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione costituiscono, in termini assoluti, il flusso più rilevante dei rifiuti speciali prodotti sia a livello europeo sia nazionale. Il settore delle costruzioni, attraverso l’uso intenso delle risorse naturali, genera forti impatti sul territorio e un progressivo impoverimento della materia prima dovuti all'apertura di cave di inerti naturali. La Commissione europea ha, pertanto, ritenuto prioritario monitorare il flusso dei rifiuti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione fissando, all’articolo 11 della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, un obiettivo specifico di preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse le operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali. Nel 2023, il tasso di recupero e riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione si attesta all'81%, al di sopra dell’obiettivo del 70% fissato per il 2020 dalla Direttiva 2008/98/CE.
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI INCENERITI E RECUPERATI ENERGICAMENTE E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO
Data aggiornamento scheda:
Nel 2023 sono stati avviati ad incenerimento circa 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui quasi 690 mila tonnellate (64,7% del totale) non pericolosi e quasi 376 mila tonnellate pericolosi (35,3% del totale). Gli impianti di incenerimento in esercizio che trattano tali rifiuti sono complessivamente 74, di cui 44 localizzati al Nord, 8 al Centro e 22 al Sud. In coerenza con la distribuzione del parco impiantistico, la parte prevalente dei rifiuti speciali è trattata negli impianti localizzati al Nord (82,6% del totale, con quasi 880 mila tonnellate), cui seguono le regioni del Sud, con il 15,4% (164 mila tonnellate) e quelle del Centro, con il 2% (circa 22 mila tonnellate).
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI SMALTITI IN DISCARICA, E NUMERO DI DISCARICHE
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore mostra la quantità di rifiuti speciali smaltiti in discarica per categoria e per tipologia di rifiuti e il numero di discariche. Nel 2023, i quantitativi di rifiuti speciali complessivamente smaltiti in discarica ammontano a 7,9 milioni di tonnellate, pari al 4,4% del quantitativo totale dei rifiuti speciali gestiti a livello nazionale (circa 179 milioni di tonnellate). Rispetto al 2022, si rileva un decremento di circa 997 mila tonnellate (-11,2%), mentre, rispetto al 2021, si registra una riduzione di 2,3 milioni di tonnellate (-22,4%). Il numero totale delle discariche operative è pari a 249: 105 discariche per rifiuti inerti (42,2% del totale degli impianti operativi), 133 discariche per rifiuti non pericolosi (53,4% del totale), e 11 discariche per rifiuti pericolosi (4,4% del totale). Analizzando il triennio 2021 - 2023, si assiste a una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative che passano da 270 del 2021, a 261 nel 2022 e a 249 nel 2023.
ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono destinate all'estero ai fini del recupero e dello smaltimento. Nel 2023, la quantità totale di rifiuti speciali esportata è pari a 5,5 milioni di tonnellate, di cui 3,7 milioni di tonnellate sono rifiuti non pericolosi (67% del totale) e 1,8 milioni di tonnellate sono rifiuti pericolosi (33% del totale). I maggiori quantitativi di rifiuti sono destinati alla Germania e all'Austria, rispettivamente circa 1,2 milioni di tonnellate e oltre 700 mila tonnellate.
TASSO DI RICICLAGGIO DEI RIFIUTI ESCLUSI I PRINCIPALI RIFIUTI MINERALI
Data aggiornamento scheda:
L’indicatore è utile per monitorare i progressi verso un'economia circolare, consentendo di identificare le quantità di materia reimmessa nell'economia a seguito del trattamento dei rifiuti. Rispetto ai quantitativi complessivamente avviati a operazioni di recupero e smaltimento, più dei tre quarti dei rifiuti trattati vengono riciclati, collocando l’Italia tra i Paesi con il tasso di riciclaggio più alto.
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI RECUPERATI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero (R1-R12) di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. Nel 2023 i quantitativi di rifiuti speciali recuperati sono consistenti, pari al 74,1% del totale gestito (178,9 milioni di tonnellate) e il trend risulta in continua crescita (+1,8% nell'ultimo triennio). La quantità totale di rifiuti speciali recuperati ammonta a 132,6 milioni di tonnellate, di cui 4,1 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (27,7% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (8,5%).
QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI UTILIZZATI COME FONTE DI ENERGIA IN IMPIANTI PRODUTTIVI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali trattati in impianti produttivi, presenti sul territorio nazionale, in totale o parziale sostituzione di combustibili tradizionali. Nel 2023 sono stati recuperati in impianti di coincenerimento circa 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Rispetto al 2022, le quantità recuperate mostrano un lieve aumento (852 tonnellate, +0,05%). Il quadro impiantistico regionale evidenzia che la maggior parte dei rifiuti speciali, corrispondente al 77,1% del totale, è recuperato nelle regioni del Nord; seguono le regioni del Centro con il 12,6% e quelle del Sud con il 10,3%.
PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI
Data aggiornamento scheda:
Dopo il calo del 2,1% osservato nel precedente biennio 2021-2022, nel 2023 la produzione complessiva dei rifiuti speciali generati dal sistema produttivo nazionale (attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, ma anche di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale) torna ad aumentare attestandosi a quasi 164,5 milioni di tonnellate (+1,9% rispetto al 2022, corrispondente a più di 3 milioni di tonnellate).
I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,8% del totale dei rifiuti prodotti, presentano un aumento di 2,8 milioni di tonnellate (+1,9%), quelli pericolosi di 193 mila tonnellate (+1,9%).
Riguardo al settore dell’edilizia, sono continuati gli incentivi disposti dal Governo per la ristrutturazione degli immobili mirati alla riqualificazione energetica degli edifici. Tali lavori di costruzione/ristrutturazione unitamente alle attività di cantieri destinati alla costruzione di infrastrutture e opere pubbliche e di edilizia abitativa e commerciale, hanno generato maggiori quantitativi di rifiuti da costruzione e demolizione.
IMPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate ai fini di un recupero nelle attività produttive. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2023 (oltre 6,8 milioni di tonnellate) sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (98,5%); i rifiuti pericolosi, infatti, sono 101 mila tonnellate (1,5% del totale importato). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1,8 milioni di tonnellate (26,7% del totale importato), costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (i rifiuti pericolosi sono solo 3.573 tonnellate), rifiuti prettamente di natura metallica. Segue la Svizzera, con oltre 1 milione di tonnellate (15,4% del totale), costituite prevalentemente da rifiuti di terra e rocce.
PRODUZIONE DI RIFIUTI TOTALI ESCLUSI I PRINCIPALI RIFIUTI MINERALI
Data aggiornamento scheda:
L’indicatore permette la valutazione delle pressioni sull’ambiente e dell’efficienza delle risorse utilizzate dall’economia per la produzione di ricchezza, e i suoi progressi verso la realizzazione di una circolarità dell’economia. Il rapporto tra produzione nazionale di rifiuti e prodotto interno lordo, nel 2022, è di poco superiore alla media europea (66 kg/1.000*€ vs 60 kg/1.000*€). In generale, il sistema economico non appare ancora in grado di limitare la produzione di rifiuti rispetto alla ricchezza prodotta.