Irma Lupica
Nel 2024, le quantità dei rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS (rifiuti combustibili), della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento dei rifiuti urbani stessi, sono quasi 5,5 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2023). Il 74,8% di questi rifiuti viene trattato al Nord, l’8,1% al Centro e il 17,1% al Sud. Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (25 impianti) mentre al Centro e al Sud sono operativi, rispettivamente, 4 e 6 impianti.
Si definisce impianto di incenerimento qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. L'indicatore misura sia il numero di impianti di incenerimento, dedicati prevalentemente al trattamento dei rifiuti urbani, sia le quantità di RU da essi trattati.
L'indicatore consente di effettuare comparazioni tra i diversi contesti territoriali (comune/provincia/regione) e di supportare processi decisionali e scelte politiche in materia ambientale e di valutare gli impatti conseguenti alle attività antropiche.
La Direttiva di riferimento in materia di incenerimento dei rifiuti è la 2010/75/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento), nota con l’acronimo IED (Industrial Emission Directive) che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo sette direttive comunitarie in materia. Tale direttiva è stata recepita in ambito nazionale dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 “Emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) - Attuazione direttiva 2010/75/UE – nel quale vengono disposte le modifiche alle Parti II, III, IV e V del D.Lgs. 152/2006 ("Codice ambientale"). In particolare, il D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 ha introdotto il titolo III-bis alla parte IV del D.Lgs. 152/06 relativo all’incenerimento e al coincenerimento dei rifiuti. La Decisione 2019/2010/UE della Commissione ha stabilito che le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per l'incenerimento dei rifiuti fungono da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione, compresi i valori limite di emissione in condizioni di esercizio normali, per le installazioni di cui al capo II della Direttiva 2010/75/UE (AIA).
ISPRA - Rapporto rifiuti urbani 2025
Nessuna limitazione
Nessuna
Modello Unico di dichiarazione Ambientale MUD ISPRA - Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it)
Nazionale, Regionale
2002-2024
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti in Italia. Il dato si presenta composto dal quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati, dal combustibile solido secondario e dai rifiuti del trattamento dei rifiuti urbani stessi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
Nel 2024, i rifiuti urbani inceneriti sono quasi 5,5 milioni di tonnellate di cui il 50,9% (circa 2,8 milioni di tonnellate) è costituita da rifiuti urbani tal quali (identificati con i codici del capitolo EER 20) mentre la restante quota (quasi 2,7 milioni di tonnellate) è rappresentata da rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani (ad es. rifiuti combustibili, frazione secca e, in minor misura, bioessiccato) (Tabella 2). Gli impianti operativi sul territorio nazionale sono 35, uno in meno rispetto al 2023 (Tabella 3).
La Tabella 3 mostra che, dal 2008 al 2024, il numero di impianti si è ridotto di 14 unità, in particolare, nelle regioni del Centro Italia si osserva una riduzione di 9 impianti. D'altra parte, nello stesso periodo, il quantitativo di rifiuti inceneriti è andato progressivamente aumentando (+25,4%). Ciò trova giustificazione nel fatto che, laddove le condizioni tecniche lo hanno permesso, gli impianti hanno incenerito una quantità di rifiuti che ha consentito di approssimarsi o giungere alla saturazione del carico termico (Tabella 1).
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Titolo
Tabella 1: Rifiuti urbani inceneriti per regione Fonte
ISPRA |
Titolo
Table 2: Waste incinerated in municipal waste incineration plants by waste type (2024) Fonte
ISPRA |
Titolo
Table 3: Number of incineration plants for municipal waste, dry fraction (DF), and solid recovered fuel (SRF) Fonte
ISPRA |
Nel 2024, i rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS e dei rifiuti ottenuti dal trattamento degli RU stessi, sono quasi 5,5 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2023). Il 74,8% di questi rifiuti viene trattato al Nord, l’8,1% al Centro ed il 17,1% al Sud (Tabella 1 e Figura 1). Dal confronto con l’annualità precedente, si osserva che nel 2024, i rifiuti urbani inceneriti presentano una flessione pari a quasi 36 mila tonnellate; in particolare, calano i quantitativi trattati nelle macroaree Centro (61 mila tonnellate, -12,1%) e Sud (circa 66 mila tonnellate, -6,5%) mentre al Nord si rileva un aumento del 2,3% (circa 91 mila tonnellate).
Gli impianti di incenerimento operativi nel 2024 in Italia sono 35, di cui 25 localizzati al Nord, 4 al Centro e 6 al Sud. In particolare, in Lombardia e in Emilia-Romagna sono presenti rispettivamente 12 e 7 impianti operativi che, nel 2024, hanno trattato complessivamente 3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (il 73,7% di quelli inceneriti nel Nord e il 55,1% del totale nazionale) (Tabelle 1 e 3).