UN - SDG Goals
Goal 12: Consumo e produzione responsabili
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
L’indicatore permette il monitoraggio del carico turistico sul territorio sia in termini di peso (arrivi) sia di sforzo sopportato (presenze). Nel 2024 si registra un ulteriore incremento dei valori nazionali: il rapporto “arrivi/abitanti” sale a 2,4 e quello “presenze/abitanti” a 7,9, confermando il recupero rispetto al periodo pandemico e superando addirittura i livelli del 2019. Alcune regioni e province autonome presentano valori particolarmente elevati: la Valle d’Aosta con 11 arrivi per abitante e 30,1 presenze per abitante, e la Provincia autonoma di Bolzano con 16,2 arrivi e 68,7 presenze per abitante. Questi dati evidenziano l’elevata pressione turistica che interessa soprattutto specifici territori.
Dopo il calo del 2,1% osservato nel precedente biennio 2021-2022, nel 2023 la produzione complessiva dei rifiuti speciali generati dal sistema produttivo nazionale (attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, ma anche di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale) torna ad aumentare attestandosi a quasi 164,5 milioni di tonnellate (+1,9% rispetto al 2022, corrispondente a più di 3 milioni di tonnellate).
I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,8% del totale dei rifiuti prodotti, presentano un aumento di 2,8 milioni di tonnellate (+1,9%), quelli pericolosi di 193 mila tonnellate (+1,9%).
Riguardo al settore dell’edilizia, sono continuati gli incentivi disposti dal Governo per la ristrutturazione degli immobili mirati alla riqualificazione energetica degli edifici. Tali lavori di costruzione/ristrutturazione unitamente alle attività di cantieri destinati alla costruzione di infrastrutture e opere pubbliche e di edilizia abitativa e commerciale, hanno generato maggiori quantitativi di rifiuti da costruzione e demolizione.
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero (R1-R12) di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. Nel 2023 i quantitativi di rifiuti speciali recuperati sono consistenti, pari al 74,1% del totale gestito (178,9 milioni di tonnellate) e il trend risulta in continua crescita (+1,8% nell'ultimo triennio). La quantità totale di rifiuti speciali recuperati ammonta a 132,6 milioni di tonnellate, di cui 4,1 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (27,7% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (8,5%).
Il turismo continua a essere strategico per l’economia italiana, ma la sua attrattiva dipende da un ambiente salubre. L’indicatore quantifica le emissioni atmosferiche generate dai viaggi turistici su strada in Italia. Nel 2023, l’automobile rimane il principale responsabile di tutte le sostanze inquinanti considerate: 93,7 % del CO, 96,1 % dei VOC, 90,2 % dei NOx, 86,2 % del PM2,5 e 93,4 % della CO₂. I veicoli “ricreazionali” – camper, caravan e furgoni – incidono soprattutto su PM2,5 (11,9%) e NOx (8,1%). Dopo il picco post-pandemico del 2022, le emissioni totali sono diminuite nel 2023 di circa 11-18% a seconda dell’inquinante, restando comunque inferiori ai livelli pre-pandemici del 2019, tuttavia questo confronto può essere stato influenzato da un miglioramento della metodologia.
Nel 2024 il Consumo materiale interno in Italia si è attestato a 486 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2023), mentre la Produttività delle risorse è cresciuta a 3,76 euro/kg (+1,4%), confermando un miglioramento nell’efficienza d’uso delle risorse naturali.
Nel 2023, i flussi turistici alle frontiere continuano a crescere, con un totale di 85,7 milioni di visitatori stranieri, segnando un aumento del 14,7% rispetto al 2022. Il transito attraverso le frontiere stradali si conferma la modalità più utilizzata (49,4%), seguito da quello aeroportuale (47,0%). Gli italiani continuano a prediligere l'automobile come principale mezzo di trasporto per i loro viaggi (69,5%), con un leggero calo rispetto all'anno precedente. Tuttavia, l'uso del treno rimane marginale (11,2%), indicando una limitata transizione verso mezzi di trasporto più sostenibili.
L’indicatore quantifica la pressione del turismo sul sistema di gestione dei rifiuti urbani in Italia. Esso rappresenta oggi un proxy riconosciuto per il monitoraggio del Goal 12 dell’Agenda 2030 (SDG 12.b.1). Dal 2023, la metodologia è stata arricchita includendo non solo i pernottamenti ufficiali nelle strutture ricettive, ma anche le presenze in alloggi gratuiti (seconde case, abitazioni di amici/parenti) e le escursioni giornaliere senza pernottamento. L’inclusione di queste componenti consente una stima più realistica e completa della popolazione turistica equivalente e, quindi, della quantità di rifiuti generati per abitante-equivalente. Nel 2023 l’indicatore ha raggiunto 15,7 kg/ab eq secondo la nuova metodologia, segnando un incremento del 53% rispetto al valore stimato con il metodo tradizionale (10,1 kg/ab eq).
L’Italia ha ridotto in modo strutturale il proprio material footprint, passando da 17,9 a 10,3 tonnellate pro capite tra il 2008 e il 2024, attestandosi su valori inferiori alla media UE. Questo risultato riflette progressi significativi in termini di efficienza e circolarità, ma richiede di consolidare il disaccoppiamento tra crescita economica e consumo di risorse per rendere il vantaggio competitivo durevole.
Il numero delle organizzazioni presenti nel registro EMAS al netto di cancellazioni e sospensioni raggiunge quota 1.185 al 31 dicembre 2024. Tale dato conferma il segnale di ripresa rispetto al 2018, +22,8%. Il numero totale dei nuovi certificati EMAS rilasciati a organizzazioni/imprese è pari a 2.357. I settori produttivi nei quali si riscontra la maggiore adesione appartengono alle seguenti categorie: Rifiuti e recupero di materiali, Energia, Servizi per edifici e paesaggio, Lavori di costruzione specializzati, Amministrazioni Pubbliche, Commercio all’ingrosso. La leadership delle regioni del Centro-Nord trova riscontro nei provvedimenti emanati a livello regionale a favore di EMAS. Le regioni più attive, infatti, sono Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Per quanto riguarda le registrazioni EMAS per tipologia di organizzazione, rispetto agli ultimi anni si rileva una situazione sostanzialmente stabile con una distribuzione omogenea tra piccole, medie e grandi imprese.
I dati raccolti tracciano una panoramica dell'offerta formativa su tematiche specialistiche ambientali fornita dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), costituito dalle Agenzie Regionali e Provinciali per l'Ambiente (ARPA/APPA) e dall’ISPRA, sia attraverso corsi di formazione, sia mediante percorsi di alternanza formazione lavoro (tirocini curriculari ed extra-curriculari, Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento - PCTO). Nel 2024, rispetto al precedente anno, si registra un significativo aumento, del numero di corsi di formazione ambientale attivati nel SNPA (304). In relazione alle metodologie formative, continua la tendenza, registrata nei precedenti anni, a proporre percorsi formativi residenziali, probabilmente dovuta alla normalizzazione della situazione sanitaria post COVID 19. I tirocini (curriculari ed extra-curriculari) attivati nel corso del 2024 sono 348 (di cui solo 9 extra-curriculari), mentre gli studenti dei PCTO sono 2.796. Rispetto al 2023, si rileva un significativo aumento sia della formazione erogata con tirocini (+22,1%) sia con PCTO (+38,6%).
Nel 2023, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio calcolata applicando la metodologia 4, al netto dei rifiuti da C&D provenienti da utenze domestiche, si attesta al 50,8%, quindi al di sopra dell’obiettivo fissato per il 2020 (50%).
La produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta, nel 2023, a quasi 29,3 milioni di tonnellate, in aumento dello 0,7% (circa +218 mila tonnellate) rispetto al 2022.
Nel 2023, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 66,6% della produzione nazionale (29,3 milioni di tonnellate) (+1,4 punti percentuali rispetto al 2022), mantenendosi al di sopra dell’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%).
Il tasso di uso circolare dei materiali misura la quota di risorse materiali riutilizzate da un'economia. Nel periodo 2004-2023 il tasso di uso circolare dei materiali italiano passa dal 5,8% al 20,8%.
Lo spreco complessivo nel sistema alimentare italiano (spreco alimentare sistemico) ammonta al 66% dell’energia alimentare prodotta. Si registra un aumento dello spreco del 17% rispetto al 2015 in termini di kcal per persona al giorno. La situazione è molto lontana dagli obiettivi istituzionali di dimezzare o ridurre gli sprechi entro il 2030.
L'indicatore intende fornire un’idea quantitativa del contributo dei turisti al consumo giornaliero di acqua potabile. Nel 2022, a livello nazionale, il movimento turistico censito ha consumato giornalmente 4 litri di acqua a uso potabile/ab. equivalenti. Nel periodo 2015-2018-2020 si è rilevata prima una crescita dei consumi, che passano da 3,7 a 4 litri/ab. equivalenti, poi un dimezzamento nel 2020, un’anomalia questa imputabile alla pandemia COVID-19 che ha bloccato il mondo intero.