INCIDENZA DEL TURISMO SUI RIFIUTI

Data aggiornamento scheda
Autori

Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino

Abstract

L’indicatore misura la pressione esercitata dai flussi turistici sul sistema di gestione dei rifiuti in Italia ed è utilizzato come proxy per il monitoraggio del Goal 12 (SDG 12.b.1) dell’Agenda 2030.
Grazie alla metodologia ampliata – che oltre alle presenze ufficiali in strutture ricettive considera le notti in alloggi gratuiti (seconde case, abitazioni di parenti/amici) e le escursioni giornaliere – la stima della popolazione turistica equivalente risulta oggi più completa e realistica.

Nel 2024 l’indicatore ha raggiunto 16,2 kg per abitante equivalente, in aumento di circa 0,5 kg rispetto al 2023 e di oltre 5 kg rispetto al valore calcolato con la popolazione equivalente “classica” (10,8 kg/ab eq). La componente che pesa di più sullo scarto resta quella delle seconde case (+4,3 kg), seguita dalle escursioni (+1,2 kg). Il dato conferma una pressione turistica crescente sui servizi di igiene urbana, soprattutto in territori a forte stagionalità, e rafforza l’esigenza di politiche di prevenzione e raccolta rifiuti calibrate sui nuovi modelli di fruizione turistica.

Descrizione

L’indicatore misura uno degli impatti più significativi del turismo e cioè l’incremento della produzione di rifiuti urbani, stimando i rifiuti pro capite attribuibili al turismo attraverso il confronto tra la popolazione residente e una popolazione equivalente turistica. Questo indicatore consente di valutare la pressione esercitata dai flussi turistici sui sistemi locali di gestione dei rifiuti e rappresenta un utile proxy per il monitoraggio del Goal 12 dell’Agenda 2030 (SDG 12.b.1)

L'indicatore è ottenuto dalla differenza tra la produzione pro capite di rifiuti urbani calcolata con la popolazione residente e la produzione pro capite di rifiuti urbani calcolata, invece, con la "popolazione equivalente turistica", ottenuta aggiungendo alla popolazione residente le presenze turistiche registrate nell'anno e ripartite sui 365 giorni. Dal 2019 oltre ai pernottamenti in strutture ricettive in Italia effettuati dai residenti e dagli stranieri (presenze), si aggiungono: (a) pernottamenti in alloggi gratuiti (seconde case + abitazioni di parenti/amici) sia di italiani sia di stranieri e (b) visite in giornata effettuati dagli stranieri e dai residenti italiani in Italia. Le misure aggiuntive sono stimate mediante l’Indagine sul Turismo Internazionale della Banca d’Italia per gli stranieri (turismo inbound) e dall’indagine Istat “Viaggi e Vacanze” dell’Istat per i residenti italiani (turismo domestic). Per visite in giornata (escursioni) s’intendono quegli spostamenti per turismo senza pernottamento effettuati da visitatori (escursionisti) per qualunque motivo, con esclusione degli spostamenti dei frontalieri o in transito alle frontiere. Gli alloggi gratuiti sono le abitazioni di proprietà dei turisti (seconde case) e quelle di parenti e amici presso le quali si è ospiti in forma gratuita.

Scopo

Fornire l'incidenza del settore turistico sulla produzione di rifiuti urbani.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Non esistono riferimenti normativi in materia e l’indicatore non presenta obiettivi.

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

EUROSTAT (2006) - Working Papers and Studies "Methodological work on measuring the sustainable development of tourism -Part 2 Holden, A., 2008. Environment and tourism, 2nd ed. ed, Routledge introductions to environment series. Routledge, London ; New York.

Limitazioni

Nonostante l’ampliamento metodologico, permangono alcune limitazioni:

  • si assume che turisti e residenti abbiano la stessa produttività media di rifiuti;
  • mancano stime specifiche sui rifiuti generati nei punti di accesso turistico (es. aeroporti, porti);
  • i rifiuti delle attività commerciali legate al turismo non sono inclusi direttamente nell’indicatore;
  • la stima delle presenze in seconde case e delle escursioni giornaliere è indiretta e basata su indagini campionarie.

Tuttavia, l’indicatore rappresenta oggi la stima più avanzata disponibile, coerente con gli obiettivi SDG e utile per le politiche regionali e locali in materia di gestione rifiuti e sostenibilità turistica.

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) 

ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)

Banca d'Italia

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Copertura spaziale

Nazionale, Regionale

Copertura temporale

2006-2024

Core SET
SDGs Indicators
SDG goals
Goal 12: Consumo e produzione responsabili
Descrizione della metodologia di elaborazione

Fino al 2018, l’indicatore è stato calcolato secondo il metodo base: (Rifiuti prodotti pro capite attribuibili al movimento turistico censito = (Rifiuti totali/Popolazione residente) - (Rifiuti totali/Popolazione residente+numero di presenze turistiche registrate nel corso dell'anno, ripartite sui 365 giorni),ovvero considerando la popolazione residente e i pernottamenti ufficiali registrati nelle strutture ricettive, suddivisi su base annua.

Dal 2019 è stata adottata una metodologia ampliata che include:

  • Pernottamenti in alloggi gratuiti (seconde case, abitazioni di parenti/amici),
  • Escursioni giornaliere senza pernottamento (sia di residenti sia di stranieri).

Le informazioni sono stimate a partire da fonti ufficiali: l’indagine ISTAT “Viaggi e Vacanze” per i residenti e l’indagine della Banca d’Italia per i turisti internazionali. 

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L'indicatore, pur essendo un proxy, presenta aderenza alla domanda di informazione riguardante le pressioni generate dai settori produttivi in generale e dal turismo in particolare. L'accuratezza, la comparabilità nel tempo e nello spazio sono garantite dall'autorevolezza delle fonti dei dati utilizzate.

Stato
Scarso
Trend
Negativo
Valutazione/descrizione dello stato

Nel 2024 l’indicatore raggiunge 16,2 kg per abitante equivalente (valore nazionale), con un aumento di ≈0,5 kg rispetto al 2023 (15,7 kg/ab eq). La crescita riflette la piena ripresa dei flussi turistici, un uso ancora più intenso delle seconde case ( +4,3 kg) e delle escursioni giornaliere ( +1,2 kg). Dal punto di vista ambientale, la situazione resta negativa: il turismo continua a contribuire in misura rilevante alla produzione di rifiuti urbani, allontanandosi dagli obiettivi di prevenzione e riduzione fissati dalle politiche di economia circolare.

Valutazione/descrizione del trend

Nel quinquennio 2019-2024 – analizzato con metodologia ampliata – l’indicatore rimane su livelli elevati ma sostanzialmente stabili: si passa da 16,3 kg/ab eq nel 2019 a 16,2 kg/ab eq nel 2024. La flessione del biennio pandemico 2020-2021 è stata recuperata nel 2023 e superata nel 2024 (+0,5 kg sul 2023), segnale di una pressione turistica che, pur non crescendo rispetto al picco pre-Covid, non accenna a diminuire. Questo plateau, mantenuto su valori superiori ai 16 kg/ab eq, conferma la necessità di misure di mitigazione e prevenzione più incisive (Figura 2).

Commenti

Nel 2024 l’indicatore nazionale si stabilizza a 16,2 kg per abitante-equivalente, poco sotto il picco pre-pandemico del 2019. La ripresa dei flussi turistici non ha quindi innescato una nuova crescita, ma ha mantenuto la pressione su un livello già critico per la rete di raccolta urbana.

Il dato medio, però, nasconde differenze notevoli: in Valle d’Aosta si raggiungono 77,7 kg/ab eq, trainati soprattutto dalle seconde case che da sole contribuiscono con circa 23 kg/ab eq.; in Trentino-Alto Adige il valore sfiora i 70 kg/ab eq. Spostandosi verso  sud, un secondo gruppo di regioni costiere e ad alta vocazione turistica – Toscana, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto – oscilla fra 26 e 30 kg/ab eq. In questi territori sono le visite giornaliere a far lievitare l’indicatore: in Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, le escursioni aggiungono quasi 9 kg al dato di base (Figura 3).

Dall’esame delle componenti risulta chiaro che le notti in seconde case costituiscono la quota predominante del surplus in molte aree alpine e insulari, mentre le escursioni incidono soprattutto lungo l’alto Adriatico e nelle principali destinazioni balneari. Questa distribuzione conferma come i flussi “invisibili” – proprietari di case per vacanze ed escursionisti – abbiano ormai un ruolo decisivo nella produzione di rifiuti urbani.

Per i gestori dei servizi di igiene urbana ciò significa affrontare carichi stagionali molto concentrati: senza un rafforzamento della raccolta nei mesi di punta, l’aumento dei quantitativi rischia di tradursi in conferimenti extra in discarica o in impianti di trattamento già saturi. Al tempo stesso, l’assenza di un trend discendente suggerisce che le attuali misure di prevenzione non stanno producendo gli effetti sperati. Servono allora politiche più mirate – tariffe che facciano pagare il servizio in proporzione all’effettivo utilizzo da parte di seconde case ed escursionisti, campagne di sensibilizzazione dedicate ai visitatori, accordi con operatori turistici per la riduzione dei rifiuti a monte – se si vuole riportare l’indicatore su un percorso di diminuzione in linea con gli obiettivi di economia circolare.

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Distribuzione regionale della quota pro capite dei rifiuti urbani attribuibili al turismo

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati ISPRA, ISTAT e Banca d'Italia

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Titolo

Figura 1: Distribuzione regionale della quota pro capite dei rifiuti solidi urbani attribuibili al turismo: differenze tra metodologia precedente e "ampliata"(2024)

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati ISPRA,  ISTAT e Banca d'Italia

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Figura 2: Distribuzione nazionale della quota pro capite dei rifiuti urbani attribuibili al turismo, secondo le diverse metodologie

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati ISPRA, Istat e Banca d'Italia

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Titolo

Figura 3: Contributo delle varie componenti aggiunte nella metodologia "ampliata" per regione (2024)

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati ISPRA, Istat e Banca d'Italia