DIFFUSIONE DI CARBURANTI A MINORE IMPATTO AMBIENTALE
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore monitora l'evoluzione dei consumi di carburanti a minor impatto ambientale (Gas naturale, GPL, Biodiesel, Biogasoline, Biogas) in Italia e la loro quota rispetto al totale dei carburanti e alle fonti rinnovabili nei trasporti dal 1990 al 2024. In Italia, si rileva una maggiore diffusione di carburanti a minor impatto ambientale rispetto ad altri Paesi europei. I fattori che hanno consentito tale risultato sono la parziale esenzione dalle accise per questi carburanti e la possibilità di circolazione nei centri urbani durante i periodi di blocco del traffico per le autovetture alimentate a gas di petrolio liquefatto e gas naturale. Attualmente l’utilizzo dei carburanti a minore impatto ambientale (di cui i biocarburanti: Biodisel+Biogasoline+Biogas costituiscono il 34,6% del totale dei carburanti a minor impatto ambientale) è tuttavia ancora minoritario, rappresentando nel 2024 solo il 9,6% del consumo totale dei carburanti su strada, di cui il 6,3% è costituito da carburanti fossili a basse emissioni e il 3,3% da biocarburanti, mentre il 90,4% ancora da benzina e gasolio tradizionali.
EMISSIONI DI GAS SERRA DAI TRASPORTI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore valuta le emissioni dei gas serra prodotte dal settore dei trasporti per verificare il raggiungimento degli obiettivi nazionali e internazionali. Nel 2024 in Italia i trasporti sono responsabili del 31,2% delle emissioni totali di gas serra. Nel periodo 1990 - 2019 le emissioni del settore trasporti (esclusi i trasporti internazionali/bunkers) crescono del 4,0 %; nel 2020 si verifica una marcata riduzione (-18,6%, rispetto al 2019) fondamentalmente imputabile alle misure di restrizione della mobilità dovute alla crisi pandemica, successivamente, dal 2020 al 2021, si registra un aumento delle emissioni pari al 18,9%. Dal 2022 si ha un ritorno ai livelli pre-pandemia. Nel complesso le emissioni del settore dal 1990 al 2024 aumentano del 10,9%. Varie criticità caratterizzano il sistema dei trasporti nazionali, distante dagli ambiziosi obiettivi al 2030 e al 2050 sull’abbattimento delle emissioni dei gas serra a livello europeo.
FISCALITÀ NEI TRASPORTI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore permette di valutare in quale misura i livelli di tassazione corrispondano ai costi esterni e favoriscano l'uso di prodotti più puliti, per muoversi verso un sistema dei prezzi che incorpori meglio i costi ambientali. In merito alle imposte fiscali applicate negli Stati europei, l’Italia, a maggio 2026, risulta nella terza fascia per la benzina (incidenza pari al 50%) e al primo posto per il gasolio auto (incidenza pari al 47%). La benzina viene tassata al 53% da Grecia, Finlandia e Olanda e al 52% da Estonia e Irlanda. La media dell’unione europea per la benzina è al 46% mentre per il gasolio è il 40%.
SPESE PER LA MOBILITÀ PERSONALE
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore valuta l'entità e l'evoluzione della spesa delle famiglie italiane per i trasporti, analizzando se questa voce incida in modo fisso o variabile sul budget familiare complessivo. Nel 2024, la spesa media mensile per i trasporti si è attestata a 297,22 euro. Confrontando questo dato con il 2015, si notano due pesi differenti a seconda dei prezzi considerati: a prezzi correnti si registra un decremento di circa il 12%, mentre a prezzi costanti un incremento del 10%. L'evoluzione della spesa nell'ultimo decennio mostra chiaramente l'impatto degli eventi socioeconomici: nel periodo 2015-2018 si è avuta una fase di crescita costante, con un aumento del 10%. Nel 2019 un primo segnale di inversione di tendenza, con una lieve riduzione, seguito l'anno successivo dal crollo verticale della mobilità e dalla contrazione della spesa del 25%. Nell'ultimo periodo (2021-24) si registra un progressivo recupero, anche se il pieno ritorno ai livelli pre-pandemici è stato agganciato solo nel 2024. Il picco negativo del 2020 ha risparmiato pochissimi settori: tutte le voci di spesa hanno subito una contrazione, ad eccezione dei prodotti alimentari, rimasti costanti durante la pandemia e cresciuti progressivamente negli anni successivi. Nel bilancio delle famiglie italiane, la spesa per i trasporti si consolida come la seconda voce di costo più importante. Resta comunque saldamente al primo posto la spesa per l'abitazione e le utenze, il cui valore economico supera di oltre il triplo quello destinato alla mobilità.
CONSUMI ENERGETICI NEI TRASPORTI
Data aggiornamento scheda:
L’indicatore analizza l'evoluzione dei consumi energetici nel settore dei trasporti in Italia in un arco temporale esteso dal 1990 al 2024. Attraverso il monitoraggio delle diverse tipologie di combustibile utilizzato – con una netta prevalenza storica delle fonti fossili quali gasolio e benzina rispetto all'elettricità e ai biocombustibili – e la scomposizione per modalità di trasporto (stradale, ferroviario, aereo e marittimo nazionale), l’indicatore quantifica l'efficienza energetica del comparto ossia se il sistema dei trasporti italiano sta diventando più efficiente, più moderno e potenzialmente più sostenibile nel tempo. I consumi energetici nel settore del trasporto mostrano un andamento crescente dagli anni Novanta, per poi decrescere dal 2007. Negli anni 2018 e 2019 si assiste a una ripresa dei consumi, nel 2020 la marcata riduzione è imputabile alla crisi pandemica, seguita nel 2021 da una ripresa e caratterizzata dal 2022 al 2024 da ulteriori aumenti. Varie criticità caratterizzano il sistema dei trasporti nazionali, distante dagli ambiziosi obiettivi al 2030 e al 2050 sui consumi dei combustibili nel settore dei trasporti a livello europeo.
PREZZI DEL TRASPORTO
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore descrive la dinamica dei prezzi del trasporto (passeggeri e merci), evidenziando l'evoluzione nel tempo di questo importante determinante della domanda di trasporto e della sua ripartizione modale. I prezzi medi nazionali al consumo dei prodotti petroliferi utilizzati per il trasporto, espressi come valori medi annuali, nel periodo 2000-2025 mostrano aumenti considerevoli: 60% circa per la benzina, 85% circa per il gasolio auto, 32% circa per il GPL auto. Per il 2025 si registra una controtendenza rispetto all'anno precedente con riduzioni, rispettivamente, del 5,4% e 1% per le tre tipologie di prodotti petroliferi considerati.
CAPACITÀ DELLE RETI INFRASTRUTTURALI DI TRASPORTO
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore permette di monitorare lo sviluppo delle reti infrastrutturali di trasporto. Tra il 1990 e il 2023 sono stati costruiti 1.376 km di nuove autostrade (+22,2%). L’Italia, considerando la rete ferroviaria ad alta velocità in funzione, detiene nel 2023, l’ottavo posto nel mondo secondo l’Union internationale des chemins de fer (UIC).
DOMANDA E INTENSITÀ DEL TRASPORTO MERCI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore valuta la domanda del trasporto di merci (anche in relazione alla crescita economica) e l'evoluzione nel tempo della ripartizione modale. La domanda di trasporto viene soddisfatta in maniera crescente dall’autotrasporto che, per incremento e quota modale (59% circa nel 2024), continua a essere predominante rispetto alle altre modalità di trasporto.
QUOTA DELLA FLOTTA VEICOLARE CONFORME A DETERMINATI STANDARD DI EMISSIONE
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore consente di monitorare per il periodo 2005-2023 la quota della flotta veicolare stradale conforme agli standard di emissione più recenti per i nuovi veicoli. Nel 2023 per le automobili è ancora presente una quota non trascurabile di veicoli a benzina di classe Euro 0 (13,5%), mentre per le auto diesel questa quota è molto inferiore e pari al 2,9% circa. Più preoccupante la situazione del parco commerciale, in gran parte con motorizzazioni diesel, dove l’10,4% dei veicoli leggeri (furgoni) e il 25,9% dei veicoli pesanti permangono in classe Euro 0.
DOMANDA E INTENSITÀ DEL TRASPORTO PASSEGGERI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura la domanda di trasporto passeggeri (secondo le diverse modalità) e ne rapporta l'andamento con quello della crescita economica e della popolazione. La domanda di trasporto viene soddisfatta in maniera crescente dal trasporto stradale individuale (autovetture e motocicli) che per incremento e quota modale (79% circa nel 2024) continua a essere predominante rispetto alle altre modalità di trasporto.
INCIDENTALITÀ NEL TRASPORTO
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore determina i tassi di mortalità e di gravità associati alle diverse modalità di trasporto, al fine di adottare politiche per aumentare la sicurezza nei trasporti. In Italia nel 2024 si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.030 morti e 233.853 feriti. Rispetto al 2023 il numero di incidenti sulla strada è aumentato del 4,1%, i feriti hanno registrano un aumento rispettivamente del 4,1% mentre il numero di morti non presenta variazioni significative.
DIMENSIONE DELLA FLOTTA VEICOLARE
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore misura la dimensione della flotta veicolare che costituisce un importante fattore responsabile della pressione ambientale. Secondo Eurostat, l’Italia presenta il parco veicolare più elevato tra i paesi dell'Unione Europea in rapporto alla popolazione, infatti, nel 2023, il numero di autovetture per mille abitanti è pari a 694, superato solo da Liechtenstein.
EMISSIONI DI INQUINANTI ATMOSFERICI DAI TRASPORTI
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore consente di valutare le emissioni dei principali inquinanti atmosferici prodotte dal settore dei trasporti. In Italia, le emissioni nocive prodotte dal trasporto stradale sono diminuite notevolmente negli ultimi anni, grazie all’introduzione di catalizzatori, di filtri per particolato fine e di altre tecnologie installate nei veicoli. Dal 1990 al 2023 le emissioni su strada di composti organici volatili non metanici si riducono dell’87,6%, le emissioni di ossidi di azoto del 71,3% e quelle di particolato fine del 69,9%. Le emissioni di ossidi di zolfo, ormai quasi assenti nel trasporto stradale, sono ancora rilevanti nel trasporto via mare. Le emissioni inquinanti in atmosfera vengono monitorate a livello nazionale ai fini della verifica del rispetto degli impegni di riduzione imposti a livello europeo, con l’obiettivo di conseguire livelli di qualità dell'aria che non comportino significativi impatti negativi e rischi significativi per la salute umana e l'ambiente.
EMISSIONI SPECIFICHE DI ANIDRIDE CARBONICA
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore permette di valutare l’andamento delle emissioni specifiche di anidride carbonica del parco auto circolante tramite il confronto tra i valori risultanti dalle procedure di omologazione e i valori derivanti dall’utilizzo reale dei veicoli su strada. Esso risulta inoltre utile ai fini del monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica del parco auto circolante in relazione al rispetto degli accordi volontari tra la Commissione europea e l'industria automobilistica. Dal 2001, anno in cui la Motorizzazione Civile ha iniziato a monitorare le emissioni specifiche del parco immatricolato nuovo, esse risultano in diminuzione e comunque nettamente inferiori alle stime delle emissioni reali su strada, denotando un divario tra dato di omologazione e dato reale.
EMISSIONI SPECIFICHE DI NMVOC, NOx e PM
Data aggiornamento scheda:
Standard di emissione più stringenti, l’introduzione nel mercato di nuove tecnologie, ad esempio l’installazione dei catalizzatori nei veicoli, e miglioramenti nella qualità dei carburanti hanno determinato notevoli diminuzioni nelle emissioni specifiche di vari inquinanti da parte di automobili e autocarri; ma tali miglioramenti sono stati in parte controbilanciati dalla crescita del traffico.