Roberto Daffinà, Giovanni Finocchiaro
L'indicatore valuta l'entità e l'evoluzione della spesa delle famiglie italiane per i trasporti, analizzando se questa voce incida in modo fisso o variabile sul budget familiare complessivo. Nel 2024, la spesa media mensile per i trasporti si è attestata a 297,22 euro. Confrontando questo dato con il 2015, si notano due pesi differenti a seconda dei prezzi considerati: a prezzi correnti si registra un decremento di circa il 12%, mentre a prezzi costanti un incremento del 10%. L'evoluzione della spesa nell'ultimo decennio mostra chiaramente l'impatto degli eventi socioeconomici: nel periodo 2015-2018 si è avuta una fase di crescita costante, con un aumento del 10%. Nel 2019 un primo segnale di inversione di tendenza, con una lieve riduzione, seguito l'anno successivo dal crollo verticale della mobilità e dalla contrazione della spesa del 25%. Nell'ultimo periodo (2021-24) si registra un progressivo recupero, anche se il pieno ritorno ai livelli pre-pandemici è stato agganciato solo nel 2024. Il picco negativo del 2020 ha risparmiato pochissimi settori: tutte le voci di spesa hanno subito una contrazione, ad eccezione dei prodotti alimentari, rimasti costanti durante la pandemia e cresciuti progressivamente negli anni successivi. Nel bilancio delle famiglie italiane, la spesa per i trasporti si consolida come la seconda voce di costo più importante. Resta comunque saldamente al primo posto la spesa per l'abitazione e le utenze, il cui valore economico supera di oltre il triplo quello destinato alla mobilità.
L'indicatore considera la spesa delle famiglie per i trasporti, la cui quota riflette le modifiche nel reddito e quindi nello stile di vita, al netto della variazione dei prezzi. La determinazione dei prezzi del trasporto costituisce, infatti, un importante strumento di regolazione della relativa domanda.
Valutare l'entità e le modalità delle spese delle famiglie per i trasporti, e se in questo settore venga spesa una quota fissa o variabile del proprio budget.
Il motivo per cui questo indicatore economico viene "tradotto" in chiave ambientale è legato a normative nazionali e internazionali che misurano le abitudini di consumo come vettori di inquinamento. Il Regolamento (UE) N. 691/2011 sui conti economici ambientali europei: Definisce il quadro per i conti satellite del PIL (come il modulo dei flussi fisici di energia e materia). Obbliga a incrociare la spesa monetaria delle famiglie in trasporti con il consumo effettivo di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) ed emissioni atmosferiche. Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima): Redatto in attuazione del Regolamento (UE) 2018/1999, il PNIEC utilizza l'indicatore della spesa per i trasporti per monitorare l'efficienza energetica del settore privato e pianificare i target di elettrificazione dei veicoli. Definizione della "Povertà Energetica e da Trasporti" (Direttiva UE 2023/1791 sull'Efficienza Energetica): La normativa europea e i decreti attuativi ministeriali italiani utilizzano la quota di spesa fissa per i trasporti sul budget familiare per identificare le fasce di popolazione vulnerabili (chi spende percentuali troppo alte del proprio reddito per muoversi), regolando l'erogazione di incentivi e bonus per il trasporto pubblico o la mobilità sostenibile.
L'indicatore delle spese per la mobilità personale presenta strutturali limiti di distorsione se impiegato in ambito strettamente ambientale, poiché misura il valore monetario e non l'impatto fisico dei trasporti. La spesa in valuta è infatti spesso inversamente proporzionale all'impatto ecologico: l'acquisto di veicoli elettrici o di abbonamenti ferroviari ad alta velocità comporta esborsi elevati a fronte di basse emissioni, mentre l'uso di mezzi obsoleti e inquinanti risulta economicamente economico. Inoltre, le fluttuazioni dei prezzi dei carburanti e l'inflazione alterano il dato finanziario indipendentemente dai chilometri percorsi, così come i trend di mobilità attiva (piedi e bicicletta) azzerano la spesa ma rappresentano il massimo scenario di sostenibilità. Infine, l'indicatore risente fortemente del reddito familiare, riflettendo la disponibilità economica anziché la reale pressione antropica sul territorio. Per una corretta rendicontazione ambientale, è pertanto necessario integrare o sostituire i dati monetari con indicatori fisici, quali la ripartizione modale, il consumo energetico settoriale e il monitoraggio delle emissioni dirette di gas serra.
Per cogliere fedelmente tutti gli elementi della spesa per i trasporti, l'indicatore dovrebbe coprire diverse tipologie di costo, che però in alcuni casi – come ad esempio nel caso del trasporto pubblico - sono difficili da determinare.
Istat, ACI
Istat, Report spese per consumo famiglie
ACI, Report Annuario statistico https://aci.gov.it/attivita-e-progetti/studi-e-ricerche/open-data/
Istat, Banca dati I.Stat. https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw
Nazionale e Regionale
2000-2024
L'indagine sulle spese delle famiglie; condotta da Istat, utilizza uno schema di campionamento casuale a due stadi (comuni-famiglie) con stratificazione delle unità di primo stadio.
Nel 2024, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia ha raggiunto i 2.755 euro rispetto ai 2738 dell’anno precedente. Analizzando il paniere di beni e servizi, i trasporti si confermano come la seconda voce di spesa più consistente per le famiglie italiane, superati solo dai costi per l'abitazione (pari a 984 euro mensili). Nel dettaglio, la spesa media mensile per i trasporti è pari a 239,7 euro (in valori correnti), rispetto ai 237,1 euro del 2023 (Tabella 1). L'incidenza di questa voce sul budget totale rimane stabile all'11%, pur mostrando lievi asimmetrie territoriali: si va infatti da un minimo del 10% nel Mezzogiorno a un massimo del 12% nel Nord del Paese.
Nel 2024, la spesa media mensile per i trasporti si è attestata a 297,22 euro. Confrontando questo dato con il 2015, si notano due pesi differenti a seconda dei prezzi considerati: a prezzi correnti si registra un decremento di circa il 12%, mentre a prezzi costanti un incremento del 10%. L'evoluzione della spesa nell'ultimo decennio mostra chiaramente l'impatto degli eventi socioeconomici: nel periodo 2015-2018 si è avuta una fase di crescita costante, con un aumento del 10%. Nel 2019 un primo segnale di inversione di tendenza, con una lieve riduzione, seguito l'anno successivo dal crollo verticale della mobilità e dalla contrazione della spesa del 25%. Nell'ultimo periodo (2021-24) si registra un progressivo recupero, anche se il pieno ritorno ai livelli pre-pandemici è stato agganciato solo nel 2024. Il picco negativo del 2020 ha risparmiato pochissimi settori: tutte le voci di spesa hanno subito una contrazione, ad eccezione dei prodotti alimentari, rimasti costanti durante la pandemia e cresciuti progressivamente negli anni successivi. Nel bilancio delle famiglie italiane, la spesa per i trasporti si consolida come la seconda voce di costo più importante. Resta comunque saldamente al primo posto la spesa per l'abitazione e le utenze, il cui valore economico supera di oltre il triplo quello destinato alla mobilità.
| Allegati |
|---|
Titolo
Tabella 1: Trasporti spesa media Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Titolo
Tabella 2: Trasporti spesa auto in Italia Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Nel 2024, il 65,8 % della spesa media mensile delle famiglie per i trasporti (66,2% nel 2023) è destinato alle spese di esercizio dei mezzi di trasporto e, tra queste, il 65% all'acquisto dei carburanti, le famiglie hanno speso mediamente più per il carburante (102,5 euro al mese - Tabella 1) che per l’acquisto di alcune categorie di generi alimentari, tra cui carne (111,28 euro), pane e cereali (83,01 euro) e servizi sanitari e spese per la salute ossia medicinali più servizi medici specialistici, occhiali ecc. (116,22 euro) (dati non presenti in Tabella).
Nelle Isole e al Sud (Mezzogiorno) la spesa media mensile delle famiglie per i trasporti è inferiore a quella media nazionale (Figura 1). Circa 195 euro separano la spesa media mensile per i trasporti sostenuta dalle famiglie di operai (329,29 euro) da quella delle famiglie di imprenditori e liberi professionisti (524,71 euro) (Figura 2). La spesa media scende a 136,51 euro mensile per le famiglie con a capo una persona in altra condizione (diversa da ritirato dal lavoro). Nel 2024, la spesa totale (stima ACI) sostenuta dagli automobilisti per l’utilizzo del mezzo proprio risulta in aumento rispetto all'anno precedente di circa il 3,1% ed è pari a circa 165 milioni di euro (160.766 milioni di euro nel 2023 - Tabella 2), mentre rispetto al 2000 (133.606 milioni di euro) è ancora più rilevante, +24%. Nel 2024, la quota principale di spese, pari al 32%, è costituita dalle spese per l’acquisto e dagli interessi sul capitale (39% nel 2000), seguono le spese per i carburanti (25%) e quelle per manutenzione e riparazione (18%).
I dati contenuti nelle Tabelle 1 e 2 non sono confrontabili tra loro, in quanto prodotti da fonti diverse e con diverse metodologie; si è ritenuto tuttavia utile presentarli in questa sede, in quanto descrittivi del fenomeno oggetto di analisi.