Report

CERTIFICAZIONE DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

Immagine abstract
Abstract: 
Il tema del crescente fenomeno della deforestazione e degrado delle foreste globali e dell’utilizzo sostenibile e legale delle biomasse legnose, ha catalizzato, nell’ultimo decennio, l’attenzione da parte di decisori politici, aziende private, associazioni e privati cittadini, stimolando azioni e strumenti efficaci mirati a prevenirli e mitigarli. L’aumento eccessivo dell’utilizzazione delle biomasse forestali e il conseguente degrado degli ecosistemi naturali, specie nelle aree tropicali del pianeta, risultano spesso associati a processi di sfruttamento indiscriminato e/o illegale delle risorse naturali, che vanno dal taglio, alla trasformazione e al trasporto del legno e dei suoi derivati, generando rilevanti impatti negativi sia dal punto di vista ambientale, sia economico, sia sociale. La certificazione forestale nasce quindi quale strumento volto a prevenire gli impatti negativi e le minacce al patrimonio forestale nazionale e internazionale, attraverso l’adozione di pratiche improntate a un’attenta pianificazione e monitoraggio delle attività di gestione e utilizzazione delle biomasse legnose. In Italia, al 31 dicembre 2020, la superficie forestale certificata secondo lo schema del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™) è pari a 889.032 ettari; mentre la superficie certificata secondo lo schema del Forest Stewardship Council® (FSC®) ammontava a 68.486 ettari.
Descrizione: 
L’adesione di molte aziende agli schemi di certificazione ha favorito il realizzarsi di una serie di forme di partenariato e di collaborazione pubblico-privata, mirate principalmente a favorire azioni di informazione/sensibilizzazione e la diffusione di strumenti di tipo volontario, finalizzati alla promozione della gestione forestale sostenibile, all’adozione di pratiche di responsabilità sociale d'impresa e al contrasto dei processi di illegalità. Tra questi importanti strumenti figurano gli schemi di certificazione forestale, con riferimento sia alla gestione delle foreste su scala nazionale e internazionale, sia alla catena di custodia; quest’ultima mira a garantire la tracciabilità dei prodotti forestali attraverso le fasi di approvvigionamento, lavorazione, commercio e distribuzione del prodotto all’interno della filiera foresta-legno/carta. La certificazione è un processo volontario che porta al rilascio, da parte di un organismo terzo e indipendente (ente di certificazione accreditato a livello nazionale o internazionale), di un certificato di gestione forestale o di tracciabilità (catena di custodia). Nel caso della gestione forestale si attesta che le forme di gestione di un determinato bosco o di un determinato territorio rispondano a specifici requisiti di tutela ambientale, di equità sociale e di efficienza economica, definiti da uno standard nazionale di riferimento. Nel caso della catena di custodia si attesta che il percorso - intrapreso dai prodotti a partire dalla foresta- oppure, nel caso di materiali di riciclo, dal momento in cui il materiale viene recuperato, fino al punto in cui il prodotto viene venduto e/o viene finito ed etichettato - sia stato intrapreso secondo standard internazionali che ne garantiscono la tracciabilità e rintracciabilità.
Attualmente esistono due schemi di certificazione forestale applicabili al contesto italiano aventi carattere internazionale: il Forest Stewardship Council® (FSC®) e il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™). I diversi schemi sistemi di certificazione hanno propri e distinti standard atti a definire e disciplinare le pratiche di gestione forestale sostenibile e le modalità di tracciatura delle biomasse legnose nel processo di trasformazione lungo tutta la filiera.
Nell’ultimo decennio si sta affermando, tra il crescente interesse generale, anche una metodologia relativa alla stima dei benefici e servizi (Servizi Ecosistemici) corrisposti all’uomo, dalle aree naturali. I Servizi Ecosistemici rappresentano i benefici che si ottengono dalle aree naturali e forestali, e che forniscono alla società e alle attività umane un’ampia gamma di vantaggi e servizi, quali acqua potabile, produttività del suolo (fibre, biomasse legnose, alimenti), fissazione del carbonio, ma anche turismo, salute e benessere psicofisico.

Scopo: 
Valutare il livello di sostenibilità delle risorse forestali nazionali mediante l’aggiornamento e l’analisi dei dati riferiti alla superficie forestale certificate previste dai due sistemi internazionali del Forest Stewardship Council® (FSC®) e del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Il rispetto della vigente normativa internazionale, nazionale e regionale inerente al settore foreste è prerequisito indispensabile per l’ottenimento della certificazione. In particolare:

Regolamento UE n. 995/2010 e relativi atti attuativi
CE–COM (2013) 659- New EU Forest Strategy
Decreto Legislativo 3 aprile 2018, n. 34 "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali"

Per lo Standard Nazionale di gestione forestale FSC (Standard di Gestione Forestale FSC per l'Italia - FSC-STD-ITA-01-2017 V 1-0) si fa riferimento all’Allegato A che include un elenco di normative a livello nazionale, europeo e internazionale suddivise nelle seguenti categorie: Diritto legale al prelievo; Tasse e commissioni; Attività di taglio del legname; Diritti di soggetti terzi; Commercio e trasporto; Dovuta diligenza. (https://it.fsc.org/download-box.532.htm ).

Per lo standard PEFC, viene esplicitamente richiesta la conformità alla UN Declaration on Indigenous Peoples’ Rights, a tutte le ILO Convention fondamentali sul Forest Management e la ILO Convention 169 on Indigenous and Tribal Peoples.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
CREA, Terzo inventario forestale nazionale (INFC2015) (https://www.sian.it/inventarioforestale/index.do?idNews=10)
Forest Stewardship Council® (FSC®), https://it.fsc.org/it-it
FSC Italia, Bilancio Sociale 2020, (http://bilanciosociale.fsc-italia.it/)
FSC, Standard FSC di gestione forestale nazionale ( https://it.fsc.org/preview.standard-di-gestione-forestale-fsc-per-litalia-fsc-std-ita-01-2017-v-1-0.a-542.pdf)
FSC, Procedura sui Servizi Ecosistemici: dimostrazione degli impatti e strumenti di mercato FSC-PRO-30-006 V1-0 IT (https://it.fsc.org/preview.procedura-se.a-567.pdf)
FSC; Standard di Gestione Forestale responsabile FSC - Guida operativa (http://it.fsc.org/download.guida-operativa-al-nuovo-standard-di-gestione-forestale-responsabile-fsc.392.htm)
ISTAT, Rapporto SDG 2020
Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™): https://www.pefc.it/
PEFC Italia, Standard di gestione forestale PEFC Italia (https://www.pefc.it/per-le-aziende/documenti/standard-di-gestione-forestale-sostenibile-e-gestione-sostenibile-delle-piantagioni-arboree)
https://unstats.un.org/sdgs/indicators/database/
WWF, 2015. Foreste che proteggono, Foreste da difendere, a cura di Isabella Pratesi. WWF Italia. Roma (https://wwfit.awsassets.panda.org/downloads/dossier_foreste.pdf)
Limitazioni: 
Un limite nell'applicazione dei sistemi di certificazione della GFS è rappresentato dall'assenza di definizione di oggettivi criteri e indicatori, ovvero di parametri quantitativi e qualitativi (descrittivi), attendibili e rappresentativi in grado di valutare la performance ambientale e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale. I due sistemi di certificazione di gestione forestale hanno propri e distinti standard per definire la Gestione Forestale Sostenibile (GFS).
Ulteriori azioni: 
Fornire indicazioni aggiuntive sulla ripartizione per forma di governo della superficie forestale certificata secondo i due principali schemi presenti in Italia.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Le informazioni relative alle certificazioni sono acquisibili direttamente dagli enti certificatori, come pure da rapporti, pubblicazioni dedicate e bilanci sociali dei rispettivi organi: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).
Fonte dei dati di base: 
FSC (Forest Stewardship Council)
PEFC (Pan-european Forest Certification Council)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Aggiornamento e analisi delle serie storiche (1998-2020) dell’evoluzione della superficie forestale certificata secondo i due schemi internazionali applicati al contesto italiano: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1998-2020
I dati presentati risultano accurati e attendibili poiché legati a un controllo da una parte terza, ovvero gli enti di certificazione, incaricati della verifica delle superfici edelle aziende certificate. Tali enti sono accreditati da parte degli organismi nazionali/internazionali che svolgono un controllo sull’operato degli enti di certificazione, in particolare per il Forest Stewardship Council® l’accreditamento compete a un unico soggetto internazionale, ASI – Accreditation Services International, mentre per PEFC™ l’accreditamento compete a uno specifico ente nazionale (per l’Italia rappresentato da ACCREDIA). Le unità e le metodologie di rilevazione sono rimaste invariate nel corso degli anni, pertanto le comparabilità nel tempo e nello spazio sono ottimali.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
In Italia, al 31 dicembre 2020, le superfici delle foreste certificate PEFC e FSC sono pari rispettivamente a 889.032 ha e 68.486 ha
La superficie certificata PEFC è aumentata rispetto all’anno precedente di circa 1,2%, mentre i dati inerenti alla certificazione FSC segnalano un incremento più alto di circa il 3,2% (Figura 1).
Ipotizzando che alcune aziende siano certificate con entrambi gli schemi, e tenuto conto anche della proporzione fra le due componenti, la stima del totale della CFI, puramente indicativa (ottenuta come valore centrale dell’intervallo fra un minimo e un massimo teorici) è pari a circa 923 mila ettari.
Nel complesso, in base anche al valore stimato della superficie totale nazionale ricoperta da foreste (pari a 10.982.013 ettari) (INFC,2015), la superficie forestale nazionale che ha ottenuto la certificazione è pari a oltre l’8%.

Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Si rileva un trend in crescita della superficie forestale certificata, attestante una maggior sostenibilità dei processi produttivi delle aziende del settore, in particolare si osserva un incremento dal 2005 al 2020 di circa il 50% (Figura 1).
Nello specifico, si registra per PEFC un aumento pressoché costante della superficie forestale certificata fino al 2015 (unica eccezione è il 2007), seguito da una flessione nel corso del 2016-2017. La superficie certificata FSC, invece, ha un andamento altalenante, con un valore massimo di oltre 68 mila ettari raggiunto nel 2020.
Variabili: 
Superficie forestale certificata secondo gli standard internazionali PEFC e FSC
Commenti: 
L'indicatore in oggetto è parte del core set degli SDG's: il Target 15.2.1 relativo Area Forestale caratterizzato dalla certificazione di gestione forestale verificata in modo indipendente (https://unstats.un.org/sdgs/indicators/database/).
Alla base dei sistemi di certificazione internazionali vi è l’interesse e la promozione di iniziative da parte di governi, organizzazioni non governative, opinione pubblica e aziende, volte a tutelare il patrimonio forestale e l’utilizzo sostenibile e legale delle biomasse legnose.
Il Forest Stewardship Council® è un’organizzazione non governativa fondata nel 1993 a seguito della Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 con l’obiettivo di promuovere la gestione responsabile del patrimonio forestale a livello mondiale. L’altro schema di certificazione, il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, PEFC™, si fonda sui Criteri e Indicatori definiti originariamente nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste in Europa di Helsinki (1993) e Lisbona (1998) che hanno dato avvio al cosiddetto “Processo pan-europeo”, un’iniziativa governativa di alto profilo economico e ambientale, con l’obiettivo di sviluppare un processo dinamico orientato alla protezione delle foreste in Europa e alla loro gestione sostenibile.
In Italia, la prima certificazione forestale alpina con il sistema FSC è stata ottenuta nel 1997 dalla Magnifica Comunità di Fiemme a Trento, mentre la prima certificazione PEFC è stata ottenuta nel 2004 dall’Associazione Regionale PEFC Friuli-Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha). Il 31 dicembre 2020 le aree certificate secondo lo schema FSC ammontano a 68.486 ettari (+3,2% rispetto al 2019).

Nel 2020 sono state ben 3 (Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, Magnifica Comunità di Fiemme e Agris Sardegna) le realtà nazionali che hanno valutato, con FSC, i servizi e benefici offerti dai boschi e dal verde, come lo stock di CO2, la conservazione dell’acqua, del suolo, la salvaguardia della biodiversità e miglioramento dell’offerta turistico-ricreativa e culturale, per metterli a disposizione, almeno in parte, a investitori e sponsor interessati a sostenere finanziariamente il mantenimento di queste aree. Le 3 realtà certificate per i Servizi Ecosistemici nel 2020 vanno ad aggiungersi alle 3 già attive sul territorio nazionale, per un totale di 55.685 ettari.

Per quanto attiene le aziende con Catene di Custodia (CoC), i dati aggiornati a dicembre 2020 indicano 2.831 certificati attivi (+11% rispetto al 2019), su un totale di oltre 3.500 siti produttivi coinvolti.
Nel 2020 è inoltre aumentato l’interesse negli investimenti in soluzioni forest-based, attraverso l’adozione di alberi o di accordi di gestione di intere aree forestali, e la valorizzazione dei servizi connessi. La necessità di soluzioni sicure ed ecologicamente valide ha poi rinnovato e stimolato il ruolo dei prodotti per l’imballaggio.
Tra i settori maggiormente attivi si conferma l’agroalimentare, i retailer, seguiti dalla cosmesi e dal settore parafarmaceutico, gli studi di consulenza e altre ONG (Legambiente, Terra!, ReMade in Italy, AIEL- Associazione Italiana Energie Agroforestali).
La maggiore concentrazione di aziende certificate si riscontra al Nord (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia) e al Centro (Toscana, Marche e Lazio), segnando un andamento positivo lungo tutta la Penisola. L’uso di materiale certificato nella costruzione di mobili e altri elementi di arredamento risponde a una crescente richiesta, da parte di committenti privati o pubblici, di garanzie rispetto all’origine sostenibile della materia prima.
Si conferma, infine, la crescita dell'interesse delle aziende a sostenere aree forestali certificate FSC, grazie agli investimenti sui Servizi Ecosistemici.

La superficie forestale certificata PEFC, invece, è passata dai circa 879 mila ettari del 2019 ai circa 889 mila ettari del 2020 (+1,2%) con un incremento di 8.000 ettari rispetto all’anno precedente, comprensivi di boschi e pioppeti (quest’ultimi 7.031 in totale). La superficie certificata più estesa è rappresentata dal Trentino Alto-Adige, con 555.997 ettari, seguito da Friuli Venezia Giulia con 92.016 ettari e Veneto, con 74.360 ettari. Seguono poi Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Basilicata, Marche e Umbria.
Le Catene di Custodia (CoC) al 31 dicembre 2020 raggiungono quota 1.179, con un incremento di 142 unità (+7,7%) rispetto al 2019, superiore rispetto all’anno precedente. Importante in questo senso il contributo del nuovo gruppo di certificazione di Conlegno con 40 nuove aziende, prevalentemente del settore edilizia e imballaggi.
Dal punto di vista geografico le Catene di Custodia sono concentrate prevalentemente al Nord, con 970 aziende certificate; segue il Centro con 161, e il Sud con 48, in particolare con la Regione Campania, che annovera 33 Catene di Custodia.
A fianco al settore legno, imballaggi, pannelli, edilizia, e prima trasformazione, la certificazione registra una crescita anche nel settore carta, sia per stampa, sia per l’imballaggio.
Anche PEFC, con il supporto di altre aziende come WBA onlus, da alcuni anni ha intrapreso la ricerca di nuovi “indici di biodiversità” da applicare alle foreste delle zone sia temperate sia tropicali ad esempio sviluppando nuovi progetti e modelli atti a valutare i benefici corrisposti dagli insetti apoidei, Apis mellifera in primis, in termini di incremento del servizio d’impollinazione, a supporto della biodiversità e della produzione agro-alimentare, nelle aree naturali, semi-naturali e agricole.
Da ricordare anche i progetti relativi alla Filiera Solidale PEFC, con il suo lavoro al fianco delle comunità e delle aziende colpite dalla tempesta Vaia e la partecipazione al progetto MADAMES-AX, per la stima dei servizi ecosistemici del bosco e la valorizzazione dei territori;
La particolare efficienza del sistema PEFC, nato per tutelare i piccoli proprietari, insieme all’efficace modalità di controllo in campo sviluppato seguendo le regole di campionamento previste dalla ISO, ha consentito ai proprietari forestali e imprenditori agricoli di poter accedere al mondo della certificazione, con o senza il supporto dei finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale. Ulteriore vantaggio del sistema PEFC è il fatto che, grazie all’applicazione congiunta degli indicatori di GFS e del “Codice Forestale del Carbonio” (documento che definisce le linee guida e di indirizzo per la realizzazione di progetti forestali, su proprietà pubbliche e private) sono stati applicati i criteri quantitativi e qualitativi per generare e vendere crediti di CO2 nel mercato volontario, definiti “crediti di sostenibilità”.

Allegati: