Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
L’indicatore permette il monitoraggio del carico turistico sul territorio sia in termini di peso, espresso dagli arrivi, sia di sforzo sopportato, rappresentato dalle presenze. Nel 2025 si registra un marcato incremento dei valori nazionali: il rapporto “arrivi/abitanti” sale a 2,7 e quello “presenze/abitanti” a 9,1, superando ulteriormente i livelli precedenti alla pandemia. Alcune regioni e province autonome presentano valori particolarmente elevati: la Valle d’Aosta registra 13,0 arrivi e 36,9 presenze per abitante, mentre la provincia autonoma di Bolzano raggiunge rispettivamente 16,7 e 70,6. Questi dati evidenziano una pressione turistica particolarmente intensa e territorialmente concentrata.
Nel definire l'intensità turistica sono stati presi in considerazione quei parametri in grado di monitorare il carico del turismo sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni e degli impatti esercitati sull'ambiente, che si traducono nello sfruttamento delle risorse naturali, produzione dei rifiuti, inquinamento, ecc. Il rapporto "numero degli arrivi per popolazione residente" rappresenta il peso del turismo sulla regione, mentre il rapporto "presenze per popolazione residente" offre l'idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture. Il "numero degli arrivi" e il "numero delle presenze", distribuiti sul territorio e per mese, evidenziano le zone particolarmente "calde" e la stagionalità dei flussi turistici. La "permanenza media turistica", data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse (presenze) e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi), indica le pressioni sull'ambiente associate alla sistemazione turistica quali, per esempio, consumo idrico, smaltimento dei rifiuti, uso intensivo delle risorse naturali.
Determinare il carico turistico agente sul territorio.
Non sono previsti obiettivi per l'indicatore. I rifermenti normativi a supporto sono: Direttiva 95/97/CE del 23/11/95, L 135/01
Istat, Pubblicazioni varie
L'assenza di valori di riferimento che possano consentire la valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico del territorio, rappresenta un limite dell'indicatore.
Misura dell'utilizzo delle risorse naturali.
Istat (Istituto Nazionale di Statistica)
https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it
http://demo.istat.it/
Nazionale, Regionale
1991-2025
La permanenza media è data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva. Rapporto, calcolo della percentuale e variazione indicizzata sono le elaborazioni effettuate per presentare le altre variabili di interesse.
Nel 2025 l’intensità turistica aumenta sensibilmente rispetto al 2024. A livello nazionale si registrano circa 160,8 milioni di arrivi e 535,5 milioni di presenze, corrispondenti rispettivamente a 2,7 arrivi e 9,1 presenze per abitante. La permanenza media si attesta a 3,33 notti, mantenendosi sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (Tabella 1).
Alcune aree presentano valori molto superiori alla media nazionale. La provincia autonoma di Bolzano raggiunge 16,7 arrivi e 70,6 presenze per abitante; la Valle d’Aosta registra rispettivamente 13,0 arrivi e 36,9 presenze per abitante. Valori elevati si osservano anche nella provincia autonoma di Trento, con 10,0 arrivi e 41,3 presenze per abitante, e nel complesso del Trentino-Alto Adige, con 13,4 arrivi e 55,8 presenze per abitante (Tabella 2).
L’incremento dei flussi evidenzia una pressione crescente soprattutto nei territori a maggiore vocazione turistica, nei quali la popolazione presente può aumentare temporaneamente di molte volte rispetto a quella residente.
Lo stato nel 2025 è valutato come scarso dal punto di vista ambientale: la crescita dei flussi determina un aumento delle pressioni sulle risorse, sulle infrastrutture e sui servizi locali, evidenziando la necessità di rafforzare le strategie di gestione sostenibile, soprattutto nei territori a maggiore intensità turistica.
Nel periodo 2000-2025 gli arrivi turistici risultano più che raddoppiati, con un incremento del 100,9%, mentre le presenze aumentano del 58%. Nello stesso periodo la popolazione residente cresce soltanto dell’1,9%. La dinamica mostra pertanto una crescita dei flussi turistici nettamente più rapida rispetto a quella della popolazione sulla quale sono dimensionati molti servizi e infrastrutture territoriali (Figura 1).
Dopo il forte calo verificatosi nel 2020 e nel 2021 per effetto della pandemia, gli arrivi e le presenze hanno recuperato rapidamente, raggiungendo nel 2025 i valori più elevati della serie osservata. La stagionalità resta marcata: il terzo trimestre concentra il 45,2% delle presenze annuali. Tale quota è lievemente inferiore a quella del 2024, pari al 45,4%, mentre aumenta il peso del quarto trimestre, che passa dal 13,8% del 2019 al 15,1% del 2025. Si rileva quindi un moderato ampliamento dei flussi verso la parte finale dell’anno, che tuttavia non modifica in modo sostanziale la concentrazione estiva (Tabella 3).
Nel complesso, il trend di lungo periodo è valutato come negativo dal punto di vista ambientale, poiché la crescita dell’intensità turistica e la persistente concentrazione stagionale non evidenziano ancora un’evoluzione pienamente coerente con la direzione auspicata; emergono tuttavia alcuni segnali di maggiore distribuzione dei flussi nel corso dell’anno, che dovranno essere consolidati attraverso adeguate politiche di gestione.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Intensità del turismo in Italia: arrivi, presenze, permanenza media nel complesso degli esercizi ricettivi Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Titolo
Tabella 2: Intensità del turismo per regione: arrivi, presenze, permanenza media nel complesso degli esercizi ricettivi (2025) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Titolo
Tabella 3: Presenze negli esercizi ricettivi per trimestre e incidenza sul totale Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute agli arrotondamenti.
Il quadro generale evidenzia una crescita particolarmente sostenuta dell’intensità turistica. Rispetto al 2024, gli arrivi aumentano da circa 139,6 a 160,8 milioni, mentre le presenze passano da 466,2 a 535,5 milioni. Il turismo determina quindi un ampliamento temporaneo sempre più consistente della popolazione presente sul territorio, con possibili ripercussioni sulla mobilità, sul consumo di acqua ed energia, sulla produzione di rifiuti, sui sistemi di depurazione e sulla disponibilità dei servizi pubblici.
La permanenza media nazionale si attesta a 3,33 notti, valore sostanzialmente analogo a quello del 2024. La stabilità della durata media del soggiorno, associata al forte aumento del numero di arrivi, indica che la crescita delle presenze è dovuta principalmente all’espansione complessiva dei flussi piuttosto che a soggiorni più lunghi. Ciò può accentuare anche gli impatti legati alla mobilità, ai ricambi frequenti degli ospiti e alla gestione operativa delle strutture ricettive.
La stagionalità rimane un elemento centrale per la sostenibilità. Nel 2025 circa il 45,2% delle presenze si concentra nel terzo trimestre, con un lieve calo rispetto al 2024. Contestualmente, la quota del quarto trimestre aumenta al 15,1%, il valore più elevato della serie considerata. Questo andamento segnala un iniziale ampliamento della stagione turistica, ma non è ancora sufficiente a ridurre in misura significativa i picchi di pressione estivi.
L’analisi regionale mostra una forte eterogeneità territoriale. Nella provincia autonoma di Bolzano le presenze turistiche equivalgono a circa 70,6 volte la popolazione residente, mentre in Valle d’Aosta il rapporto raggiunge 36,9. Anche Trento, Veneto, Toscana e Sardegna presentano valori nettamente superiori alla media nazionale. In tali contesti, la gestione del turismo deve essere accompagnata da valutazioni della capacità di carico, sistemi di monitoraggio locale e politiche finalizzate alla distribuzione spaziale e temporale dei flussi.