CONSUMO DI SUOLO NELLE AREE SOGGETTE A VINCOLO

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Il D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani) è il principale riferimento normativo per la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (beni culturali e paesaggio). Le aree vincolate presentano una percentuale di superficie consumata al 2024 inferiore alla media nazionale (5,42%), con un aumento nell’ultimo anno di poco superiore a 1.520 ettari. La Campania è la regione con la più alta percentuale di suolo consumato in aree vincolate (11,05%). L’aumento maggiore di consumo si è registrato in Lombardia (+146,11 ettari), seguita da Emilia-Romagna (+131,43 ettari), Sardegna (+123,46 ettari) e dal Lazio (+121,08 ettari). La densità più alta di consumo di suolo si registra in Puglia (3,61 m2/ha). 

IMPERMEABILIZZAZIONE E CONSUMO DI SUOLO

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L'indicatore quantifica il suolo consumato a seguito di una variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale, secondo il principio del consumo di suolo netto, ovvero al netto delle trasformazioni da suolo consumato a suolo non consumato (in genere ripristino di cantieri e di altre aree che l’anno precedente rientravano nel consumo di suolo reversibile). Il consumo di suolo lordo registrato nel corso del 2024 ha riguardato 8.370 ettari di territorio, causando la perdita spesso irreversibile di aree naturali semi-naturali e agricole e dei loro rispettivi servizi ecosistemici.

CONSUMO DI SUOLO IN AREA COSTIERA

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Il suolo consumato in percentuale nei primi 300 metri dalla linea di costa è più del triplo del valore medio del resto del territorio nazionale e in due delle 15 regioni bagnate dal mare interessa quasi la metà della superficie, con un massimo in Liguria (48,15%) e nelle Marche (45,64%); il valore rimane al di sopra della media nazionale per 9 regioni su 15 nella fascia tra 300 e 1.000 metri dalla linea di costa, con un massimo in Emilia-Romagna (35,67%) e per 9 regioni su 15 tra i 1.000 e i 10.000 metri 

USO DEL SUOLO

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L'indicatore descrive l'uso del suolo (agricolo, urbano, industriale o commerciale, infrastrutture, ricreativo, naturale e seminaturale, corpi idrici, etc.), riportando le superfici territoriali relative alle diverse classi secondo il sistema di classificazione CORINE Land Cover. Tra il 2012 e il 2018 si continua ad assistere all’incremento generalizzato delle aree artificiali urbane principalmente a scapito delle aree agricole. In Italia, come nel resto d'Europa, le aree coltivate mostrano una contrazione legata anche ai processi di abbandono colturale, oltre che a quelli di urbanizzazione.