Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
L’indicatore permette di quantificare la capacità ricettiva degli esercizi alberghieri, delle strutture complementari e dei bed and breakfast presenti sul territorio, nonché di stimare il grado di utilizzo delle strutture alberghiere. Nel 2024, l’indice di utilizzazione netta alberghiera raggiunge il 52,8%, confermandosi in crescita e toccando un nuovo valore record della serie storica considerata.
L'indicatore riporta le principali informazioni concernenti l'offerta turistica, prendendo in esame la capacità degli esercizi ricettivi, in termini di numero di esercizi e di posti letto, nonché la densità per km2. Gli esercizi ricettivi sono suddivisi in - alberghieri: comprendono gli alberghi (indipendentemente dalla categoria) e le residenze turistico alberghiere; - complementari: comprendono campeggi e villaggi turistici, alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (case e appartamenti per vacanze, esercizi di affittacamere, attività ricettive in esercizi di ristorazione, unità abitative ammobiliate per uso turistico, residence, locande), alloggi agrituristici (locali situati in fabbricati rurali nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli singoli o associati), altri esercizi (ostelli per la gioventù, case per ferie, rifugi alpini, bivacchi fissi, rifugi escursionistici o rifugi albergo, rifugi sociali d'alta montagna, foresterie per turisti) e bed and breakfast (strutture ricettive che offrono un servizio di alloggio e prima colazione per un numero limitato di camere e/o posti letto. È stimato il grado di utilizzo di una struttura, in un determinato periodo, rispetto alla sua potenzialità massima, mediante l'indice di utilizzazione netta, definito come il rapporto tra le presenze (P) registrate negli esercizi e il numero di giornate letto di effettiva apertura (Ge) degli esercizio alberghieri (escluse le chiusure stagionali, per restauro o altre chiusure temporanee), dove Ge è dato dal prodotto del numero di giorni di apertura dell'esercizio (ge) per il numero di posti letto L [ I=P/(Ge)*100= P/( ge *L) *100].
Quantificare la capacità ricettiva degli esercizi alberghieri, delle strutture complementari e dei bed and breakfast presenti sul territorio e la loro distribuzione.
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
ISTAT, vari anni, Statistiche del turismo
Censimento delle seconde case
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
http://dati.istat.it/ (SERVIZI/TURISMO)
http://demo.istat.it/
Nazionale, Regionale
1990-2024
Rapporto, percentuale e variazione. Indice di utilizzazione netta, è dato dal rapporto tra le presenze (P) registrate negli esercizi e il numero di giornate letto di effettiva apertura (Ge) degli esercizio alberghieri (escluse le chiusure stagionali, per restauro o altre chiusure temporanee), dove Ge è dato dal prodotto del numero di giorni di apertura dell'esercizio (ge) per il numero di posti letto I=P/Ge)*100= P/( ge *L) *100.
Nel 2024 le infrastrutture turistiche continuano a crescere in termini di numerosità degli esercizi ricettivi complessivi (+15,6%). L’incremento risulta particolarmente evidente negli “alloggi in affitto” (+20,6%) e negli “altri esercizi” (41,1%). I bed and breakfast mostrano una ripresa rispetto all’anno precedente (6,2%). Il numero degli alberghi presenta un aumento, pari al 2,3%. In termini di posti letto, l’offerta complessiva aumenta del 5,6%, con dinamiche differenziate a seconda delle tipologie di esercizio (Tabella 1).
L’indice dell’utilizzazione netta alberghiera raggiunge il 52,8% (Tabella 5), in ulteriore crescita rispetto al 2023. Questo valore testimonia un miglioramento dell’efficienza del sistema ricettivo, con un utilizzo più intensivo delle strutture. Ciò può comportare vantaggi in termini di ottimizzazione delle risorse e riduzione degli sprechi, ma richiede parallelamente una gestione attenta per evitare pressioni eccessive sugli ecosistemi locali. Nel complesso, rispetto all’anno precedente, lo stato può essere considerato buono da un punto di vista ambientale, pur richiedendo monitoraggio costante nelle aree più sensibili.
Dal 2002 al 2024, in Italia, si registra una crescita complessiva del numero dei posti letto per km2, che raggiunge 18,2 letti/km2a livello nazionale. Relativamente al numero di esercizi, la densità rimane stabile per gli alberghi (0,11 esercizi/km2), mentre per i complementari continua a rafforzarsi (0,65 esercizi/km2), confermando la ripresa e il consolidamento dopo la pandemia (Tabella 3).
L’indice di ricettività (Tabella 6), nel periodo 2019 - 2024, che misura la capacità di ospitare turisti in rapporto alla popolazione residente, ovvero, una misura per quantificare la moltiplicazione teorica della popolazione nel periodo di afflusso turistico, non mostra variazioni rilevanti a livello nazionale. Restano però evidenti differenze territoriali: alcune regioni presentano valori ben superiori alla media, segnalando un forte potenziale di pressione turistica in determinati periodi dell’anno. Ciò sottolinea la necessità di politiche locali orientate alla sostenibilità e alla gestione equilibrata dei flussi.
Nel complesso, rispetto al lungo periodo, il trend può essere considerato positivo per le strutture alberghiere poiché crescono di più i posti letto delle strutture ma in generale e conseguentemente come esercizi ricettivi totali il trend è ancora da considerare negativo.
| Allegati |
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Titolo
Table 1: Capacity of hotels, complementary establishments, and Bed and Breakfasts in Italy Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data
Legenda
a. The entry “Rented accommodations registered in the REC” has been referred to as “Rented accommodations” since 2000, and includes all types of rented accommodations managed as businesses; |
Titolo
Table 2: Capacity of accommodation establishments, by type of establishment and by region (2024) Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data Legenda
a. The entry “Rented accommodations registered in the REC” has been referred to as “Rented accommodations” since 2000, and includes all types of rented accommodations managed as businesses; |
Titolo
Table 3: Density of accommodation establishments Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data
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Titolo
Table 4: Density of accommodation establishments by region and autonomous province (2024) Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data |
Titolo
Table 5: Net occupancy rate of hotels by region and autonomous province Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data Legenda
a. LAZIO: Data for the municipality of Rome are replicated using the latest available year, January–December; |
Titolo
Table 6: Regional accommodation index Fonte
ISPRA elaboration on ISTAT data Legenda
*2024 provisional population data. |
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute agli arrotondamenti.
La capacità ricettiva nazionale cresce nel 2024, rispetto all’anno precedente, sia in termini di numero di esercizi (15,6%) sia di posti letto (5,6%) (Tabella 1).
La densità media raggiunge, nel 2024, 18,2 posti letto/km2: gli esercizi gli esercizi alberghieri si attestano su 0,11 per km² (pari a 7,56 letti per km²), mentre quelli complementari raggiungono 0,65 per km² (10 letti per km²) (Tabella 3).
A livello regionale permane una situazione simile all’anno precedente, sono sempre Provincia autonoma di Bolzano e Veneto a detenere i valori più alti di densità, rispettivamente 35 posti letto/km2 e 43,2 posti letto/km2 (Tabella 4).
L’indice di utilizzazione netta, dopo il forte calo del 2020, prosegue la sua crescita e nel 2024 si attesta al 52,8%. Alcune regioni, come Lazio, Abruzzo e Sardegna hanno registrato incrementi significativi (rispetto al 2019, mentre altre, tra cui Molise, Veneto e provincia autonoma di Bolzano, mostrano valori in flessione (Tabella 5). Nel complesso, la dinamica conferma il rafforzamento strutturale del turismo in Italia. Tuttavia, essa richiama la necessità di bilanciare sviluppo e sostenibilità, soprattutto nei territori soggetti a maggiore pressione turistica, al fine di garantire una gestione equilibrata e sostenibile del sistema ricettivo.