Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
L’indicatore permette di quantificare la capacità ricettiva degli esercizi alberghieri, delle strutture complementari e dei bed and breakfast presenti sul territorio, nonché di stimare il grado di utilizzo delle strutture alberghiere. Nella serie aggiornata, nel 2025 l’indice di utilizzazione netta alberghiera si attesta al 53,3%, in lieve diminuzione rispetto al 55,2% del 2024, ma si mantiene su livelli elevati rispetto alla serie storica. La capacità ricettiva complessiva raggiunge circa 7,7 milioni di posti letto; il forte incremento rilevato rispetto all’anno precedente interessa soprattutto gli esercizi complementari e deve essere interpretato con cautela, tenendo conto delle variazioni nella copertura e nella classificazione delle strutture censite.
L'indicatore riporta le principali informazioni concernenti l'offerta turistica, prendendo in esame la capacità degli esercizi ricettivi, in termini di numero di esercizi e di posti letto, nonché la densità per km2. Gli esercizi ricettivi sono suddivisi in - alberghieri: comprendono gli alberghi (indipendentemente dalla categoria) e le residenze turistico alberghiere; - complementari: comprendono campeggi e villaggi turistici, alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (case e appartamenti per vacanze, esercizi di affittacamere, attività ricettive in esercizi di ristorazione, unità abitative ammobiliate per uso turistico, residence, locande), alloggi agrituristici (locali situati in fabbricati rurali nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli singoli o associati), altri esercizi (ostelli per la gioventù, case per ferie, rifugi alpini, bivacchi fissi, rifugi escursionistici o rifugi albergo, rifugi sociali d'alta montagna, foresterie per turisti) e bed and breakfast (strutture ricettive che offrono un servizio di alloggio e prima colazione per un numero limitato di camere e/o posti letto. È stimato il grado di utilizzo di una struttura, in un determinato periodo, rispetto alla sua potenzialità massima, mediante l'indice di utilizzazione netta, definito come il rapporto tra le presenze (P) registrate negli esercizi e il numero di giornate letto di effettiva apertura (Ge) degli esercizio alberghieri (escluse le chiusure stagionali, per restauro o altre chiusure temporanee), dove Ge è dato dal prodotto del numero di giorni di apertura dell'esercizio (ge) per il numero di posti letto L [ I=P/(Ge)*100= P/( ge *L) *100].
Quantificare la capacità ricettiva degli esercizi alberghieri, delle strutture complementari e dei bed and breakfast presenti sul territorio e la loro distribuzione.
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
Istat, vari anni, Statistiche del turismo
Censimento delle seconde case
Istat (Istituto Nazionale di Statistica)
Nazionale, Regionale
1990-2025
Rapporto, percentuale e variazione. Indice di utilizzazione netta, è dato dal rapporto tra le presenze (P) registrate negli esercizi e il numero di giornate letto di effettiva apertura (Ge) degli esercizi alberghieri (escluse le chiusure stagionali, per restauro o altre chiusure temporanee), dove Ge è dato dal prodotto del numero di giorni di apertura dell'esercizio (ge) per il numero di posti letto I=P/Ge)*100= P/( ge *L) *100.
Nel 2025 le infrastrutture turistiche aumentano sensibilmente in termini di numerosità degli esercizi ricettivi complessivi, che passano da circa 265 mila a circa 739 mila, con una variazione del 178,4%. Il numero dei posti letto cresce da circa 5,5 milioni a circa 7,7 milioni, con un incremento del 39,8% (Tabella 1).
La dinamica è fortemente differenziata per tipologia. Gli esercizi alberghieri mostrano una crescita contenuta, pari all’1,0% per il numero delle strutture e allo 0,7% per i posti letto. I bed and breakfast aumentano del 6,8% in termini di esercizi e del 5,0% in termini di posti letto. L’incremento complessivo è invece determinato soprattutto dagli esercizi complementari, il cui numero cresce del 190,1% e i cui posti letto aumentano del 71,3%.
Dal 2025 i dati relativi agli alloggi in affitto comprendono anche gli alloggi privati concessi in locazione in forma non imprenditoriale. Di conseguenza, i valori degli esercizi extra-alberghieri e del totale degli esercizi ricettivi non sono direttamente confrontabili con quelli degli anni precedenti. Le variazioni registrate tra il 2024 e il 2025 non possono pertanto essere interpretate esclusivamente come un’effettiva crescita annuale dell’offerta ricettiva.
L’indice di utilizzazione netta alberghiera si attesta nel 2025 al 53,3%, in diminuzione di 1,9 punti percentuali rispetto al 55,2% del 2024, ma ancora su livelli elevati rispetto alla serie storica (Tabella 5). Il sistema alberghiero mantiene pertanto un utilizzo sostenuto della capacità disponibile, pur non proseguendo la crescita osservata negli anni immediatamente precedenti.
Nel complesso, lo stato può essere mantenuto buono, poiché l’elevato utilizzo delle strutture alberghiere indica un impiego relativamente efficiente della capacità disponibile. La valutazione deve tuttavia essere letta con cautela, poiché l’ampliamento del campo di osservazione degli alloggi in affitto non consente di valutare in modo omogeneo la variazione complessiva dell’offerta rispetto al 2024. Dal punto di vista ambientale, il quadro non evidenzia quindi un miglioramento univoco, ma richiede un monitoraggio specifico delle pressioni associate alla diffusione della ricettività extra-alberghiera.
Nel periodo omogeneo 2002-2024 si osserva una crescita della capacità ricettiva nazionale. La densità complessiva dei posti letto passa da 13,6 a 18,2 posti letto per km² e quella degli esercizi ricettivi da 0,38 a 0,88 esercizi per km². Nel comparto alberghiero la densità degli esercizi resta sostanzialmente stabile, intorno a 0,11 per km², mentre i posti letto aumentano da 6,40 a 7,56 per km². Per gli esercizi complementari la densità cresce da 0,25 a 0,65 esercizi e da 7,14 a 10,04 posti letto per km² (Tabella 3).
Il dato 2025 introduce una discontinuità nella serie, poiché gli alloggi in affitto comprendono anche le unità private concesse in locazione in forma non imprenditoriale. I valori riferiti agli esercizi complementari e al totale non sono quindi direttamente confrontabili con quelli degli anni precedenti e non consentono di attribuire l’intero incremento osservato a una crescita reale dell’offerta ricettiva.
Considerando il periodo 1990-2025, il numero degli esercizi alberghieri diminuisce complessivamente di circa l’8%, mentre i relativi posti letto aumentano di circa il 35%, evidenziando una progressiva concentrazione della capacità in strutture mediamente più grandi. Per il totale degli esercizi ricettivi, il confronto di lungo periodo deve invece essere limitato al 2024 oppure accompagnato dall’esplicita avvertenza sulla discontinuità metodologica introdotta nel 2025.
Nel complesso, il trend è valutato come negativo dal punto di vista ambientale, poiché nel periodo confrontabile aumenta la capacità ricettiva e cresce la sua densità territoriale, con potenziali effetti sul consumo di risorse, sulla produzione di rifiuti, sulla mobilità e sui servizi locali. La valutazione resta indicativa per il 2025, perché il cambiamento del perimetro statistico non consente di distinguere con precisione la crescita effettiva dall’ampliamento della rilevazione; l’andamento di lungo periodo, tuttavia, non procede nella direzione ambientalmente auspicata.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 2: Intensità del turismo per regione: arrivi, presenze, permanenza media nel complesso degli esercizi ricettivi (2025) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT Legenda
a Dato provvisorio |
Titolo
Tabella 3: Densità degli esercizi ricettivi Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Titolo
Tabella 4: Densità degli esercizi ricettivi per regione e provincia autonoma (2025) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
Titolo
Tabella 5: Indice di utilizzazione netta degli esercizi alberghieri per regione e provincia autonoma Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT Legenda
a LAZIO: Replicati i dati per il comune di Roma con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. b LAZIO: Replicati i dati per la provincia di Roma con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. c LAZIO: Replicati i dati per la regione con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. d SICILIA:Replicati i dati per le province di Messina e Ragusa con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. e SICILIA:Replicati i dati per il comune di Palermo con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. f SARDEGNA:Replicati i dati per le province di Olbia-Tempio, Medio-Campidano, Ogliastra e Carbonia-Iglesias con quelli dell'ultimo anno disponibile, mesi gennaio-dicembre. g ITALIA:Il calcolo risente delle precedenti note a-b-c-d-e-f |
Titolo
Tabella 6: Indice di ricettività regionale Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT Legenda
* 2025 dati popolazione provvisori |
Titolo
Figura 1: Variazione del numero di esercizi alberghieri e complementari Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT Legenda
* Dal 2025 i dati degli alloggi in affitto includono gli alloggi privati in affitto in forma non imprenditoriale; i valori degli esercizi extra-alberghieri e del totale non sono pertanto confrontabili con gli anni precedenti Note
La linea tratteggiata relativa agli esercizi complementari indica l'inclusione dei Bed and Breakfast in tale tipologia di esercizio, fino all'anno 2001 |
Titolo
Figura 2: Variazione del numero di posti letto negli esercizi alberghieri e complementari Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Istat Legenda
* Dal 2025 i dati degli alloggi in affitto includono gli alloggi privati in affitto in forma non imprenditoriale; i valori degli esercizi extra-alberghieri e del totale non sono pertanto confrontabili con gli anni precedenti Note
La linea tratteggiata relativa agli esercizi complementari indica l'esclusione dei Bed and Breakfast, fino all'anno 2001 inclusi in tale tipologia di esercizio |
Titolo
Tabella 1: Capacità degli esercizi alberghieri, degli esercizi complementari e dei Bed and Breakfast in Italia Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Istat Legenda
a Dal 2025 i dati degli alloggi in affitto includono gli alloggi privati in affitto in forma non imprenditoriale; i valori degli esercizi extra-alberghieri e del totale non sono pertanto confrontabili con gli anni precedenti; b Gli alloggi agro-turistici negli anni 1990-1995 sono inclusi nella voce "Altri esercizi"; c Ostelli per la gioventù, case per ferie, rifugi alpini e simili. Dal 1990 al 1995 sono inclusi anche gli alloggi agro-turistici; d Dal 2002 la tipologia "Bed and Breakfast" non viene più inserita nella voce "Altri esercizi", ma è rilevata separatamente; e Le variazioni annue delle variabili relative alla capacità delle strutture ricettive possono incorporare l’effetto spurio di revisioni straordinarie degli archivi degli esercizi ricettivi utilizzati dagli enti periferici del turismo che forniscono i dati di base. Tali processi di revisione e aggiornamento riguardano prevalentemente gli “Alloggi in affitto”, gli “Alloggi agro-turistici” e le “Altre strutture ricettive”. |
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute agli arrotondamenti. Nel 2025 la capacità ricettiva nazionale raggiunge 738.751 esercizi e 7.687.036 posti letto, con variazioni rispettivamente pari al 178,4% e al 39,8% rispetto al 2024 (Tabella 1). Tali variazioni non devono tuttavia essere interpretate come tassi di crescita annuale in senso stretto.
Dal 2025, infatti, i dati relativi agli alloggi in affitto includono anche gli alloggi privati concessi in locazione in forma non imprenditoriale. La discontinuità interessa soprattutto il numero degli esercizi complementari e, in misura significativa, i relativi posti letto. L’aumento rilevato riflette quindi sia l’evoluzione effettiva dell’offerta sia l’ampliamento del campo di osservazione statistico. Per il comparto alberghiero e per le categorie non interessate dalla modifica, il confronto temporale conserva invece una maggiore continuità.
Per una corretta interpretazione, il 2025 dovrebbe essere considerato come l’avvio di una nuova serie per gli aggregati extra-alberghieri e complessivi, oppure essere sempre accompagnato da una nota di discontinuità metodologica. La valutazione delle conseguenze ambientali della nuova configurazione dell’offerta richiederà ulteriori annualità omogenee e informazioni territoriali sul consumo di acqua ed energia, sulla produzione di rifiuti, sulla mobilità e sulle pressioni esercitate nelle destinazioni maggiormente interessate.
Nel complesso, il quadro conferma la relativa stabilità e l’elevato utilizzo del comparto alberghiero, mentre per la ricettività complementare il 2025 rappresenta soprattutto un cambiamento del perimetro informativo. È pertanto necessario distinguere con chiarezza l’aumento statistico dell’offerta dalla sua effettiva espansione territoriale prima di formulare valutazioni definitive sugli impatti ambientali.