Descrizione 1
Stefano Bataloni, Giuseppe Trinchera, Anna Cacciuni
Le “acque di produzione” o “acque di strato” sono uno dei principali reflui connessi allo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi in ambiente marino offshore e sono potenzialmente in grado di produrre effetti perturbativi sugli ecosistemi. Lo scarico in mare di tali reflui necessita di un’autorizzazione subordinata alla valutazione degli esiti di un monitoraggio annuale dell’ambiente circostante la piattaforma.
Il numero di piattaforme interessate da attività di valutazione ambientale degli esiti del monitoraggio ha subito delle fluttuazioni tra il 2016 e il 2024 a causa della variabilità del numero delle istanze di autorizzazione allo scarico presentate, ed è andato diminuendo nell’ultimo anno. Il numero delle piattaforme autorizzate ogni anno è diminuito dal 2017 al 2021, con una ripresa fino al 2023 per poi decrescere nel 2024 e azzerarsi nel corso del 2025; analogo andamento si rileva per il quantitativo annuale di acque di produzione che è stato autorizzato allo scarico in mare.
In Italia, il Testo Unico Ambientale (TUA) disciplina la gestione delle acque di produzione prevedendo la possibilità, da parte dei Gestori delle piattaforme estrattive, di poterle refluire direttamente in mare, a seguito della presentazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di un’apposita istanza. L’autorizzazione è subordinata alla valutazione periodica dei potenziali effetti sull’ambiente marino, mediante la realizzazione di uno specifico piano di monitoraggio, definito sulla base di Linee Guida elaborate da ISPRA ed eseguito annualmente nell’intorno di ciascuna installazione. Sin dal 2016, il MASE rivolge a ISPRA periodiche richieste di valutazione tecnico-scientifica degli esiti di tali attività di monitoraggio, a supporto del percorso autorizzativo. L'indicatore descrive l’andamento temporale delle attività di valutazione ambientale connesse con il percorso autorizzativo, riportando il numero delle piattaforme oggetto di istanza di autorizzazione, il numero delle piattaforme oggetto di valutazione, il numero delle piattaforme autorizzate allo scarico e i quantitativi complessivi di acque di produzione che sono state annualmente autorizzate allo scarico in mare.
Fornire informazioni sulle misure adottatesia sotto il profilo tecnico-scientifico sia sotto il profilo gestionale, al fine di mitigare gli effetti dello scarico in mare di acque di produzione connesso con la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi petroliferi presenti in ambiente marino offshore.
D.Lgs. 152/2006, art. 104 e s.m.i.
Descrizione 2
L'indicatore non fornisce informazioni su tutte le piattaforme offshore presenti nei mari italiani ma solo su quelle autorizzate allo scarico in mare delle acque di produzione.
Qualificazione dati
I dati sono nella disponibilità del MASE e di ISPRA, parte dei quali sono accessibili attraverso il Portale per le Valutazioni e Autorizzazioni ambientali del MASE (https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/Provvedimenti19) e nella sezione Piattaforme Marine della Direzione Generale Infrastrutture e Sicurezza del MASE (https://unmig.mase.gov.it/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/piattaforme-marine/)
Nazionale
2016-2025 (30.10.2025)
Qualificazione indicatore
I dati di base relativi alle attività di monitoraggio, valutazione e autorizzazione sono desunti dalla documentazione tecnica e istruttoria relativa al percorso autorizzativo ai sensi dell'art. 104 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e poi organizzati per anno solare. I dati relativi ai quantitativi annuali complessivi di acque di produzione che è autorizzato per lo scarico in mare sono desunti dai decreti di autorizzazione rilasciati.
Nel 2025 sono state 5 le piattaforme oggetto di valutazione ambientale al fine di contenere i possibili effetti connessi con l'attività di sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi petroliferi in ambiente marino offshore; il dato è in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente ma è superiore rispetto al numero di piattaforme per cui è stata presentata istanza di autorizzazione allo scarico delle acque di produzione (1). Inoltre, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione, dato in ulteriore calo rispetto al biennio precedente (nel 2023 sono state autorizzate allo scarico 7 piattaforme). Nel 2025 è pari a zero il quantitativo di acque di produzione autorizzato allo scarico in mare. Nel complesso, quindi, lo stato dell’indicatore è buono poiché l’attività di valutazione ambientale è proseguita nell’ultimo anno, nonostante il ridursi delle istanze di scarico delle acque di produzione presentate; inoltre, i potenziali effetti sull’ambiente marino sono contenuti poiché, rispetto al passato, i quantitativi di acque autorizzate allo scarico si sono ridotte.
Nell'arco temporale considerato, l'andamento delle attività di valutazione degli esiti del monitoraggio ambientale condotto nell'ambiente circostante le piattaforme offshore, propedeutico allo scarico in mare dei reflui derivanti dall'attività estrattiva, ha seguito quello delle istanze di autorizzazione presentate dal Gestore delle installazioni. Fatta eccezione per il 2016 e il 2020 (Tabella 1), il numero delle piattaforme oggetto di valutazione è sempre stato paragonabile a quello delle piattaforme per le quali è stata presentata istanza di autorizzazione allo scarico (Figura 1); pertanto, la risposta della PA, attraverso l’attività di valutazione ambientale di ISPRA, è stata adeguata in relazione alla pressione derivante dalle istanze di autorizzazione allo scarico in mare delle acque di produzione.
D’altra parte, il numero di piattaforme oggetto di autorizzazione allo scarico decresce sensibilmente dal 2017 al 2021, mentre presenta una ripresa tra il 2021 e il 2023, per poi diminuire nuovamente nel 2024 e ridursi ad una sola nel 2025; analogo andamento si riscontra per il quantitativo annuale di acque di produzione che è stato autorizzato per lo scarico in mare dal MASE. Nel corso degli anni, quindi, si sono attenuati i rischi di effetti ambientali sull’ambiente marino in conseguenza della riduzione dei quantitativi di acque di produzione autorizzati allo scarico.
Dati
Tabella 1: Scarichi a mare di acque di produzione da piattaforme offshore
Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e MASE
* aggiornamento dati al 30 ottobre 2025
Nei mari italiani sono presenti 138 piattaforme offshore; nel periodo 2016-2025 è stata presentata istanza di autorizzazione allo scarico in mare delle acque di produzione per un totale di 42 piattaforme. Tra le restanti, 10 sono soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, quindi oggetto di piano di monitoraggio e controllo specifico, 6 reiniettano in unità geologica profonda la frazione di acqua eccedente oppure sono strutture non produttive o che smaltiscono le proprie acque di produzione a terra; per tutte queste piattaforme non è prevista alcuna attività di monitoraggio ambientale. Va posta attenzione al fatto che ogni anno tutte (o quasi tutte) le 42 piattaforme sono oggetto di monitoraggio ambientale ma le istanze di rinnovo delle autorizzazioni allo scarico in mare interessano solo una parte di esse. In relazione a ciò, le attività di valutazione degli esiti delle attività di monitoraggio da parte di ISPRA riguardano ogni anno solo una parte di tutte le piattaforme monitorate; inoltre, in alcuni anni il numero delle piattaforme oggetto di valutazione è superiore a quello delle piattaforme oggetto di istanza di autorizzazione a causa della necessità di smaltire la maggiore mole di richieste di valutazione da parte del MASE verificatesi nel 2016 e nel 2020. Il numero di decreti di autorizzazione rilasciati dal MASE ogni anno è legato al numero delle istanze di rinnovo avanzate dal Gestore delle installazioni. Oltre a ciò, si consideri che le autorizzazioni rilasciate dal MASE hanno durata quadriennale, con indicazione del quantitativo massimo scaricabile per ciascun anno di validità dell'autorizzazione; pertanto, i quantitativi delle acque di produzione, che in un dato anno il Gestore delle installazioni è autorizzato a scaricare in mare, dipende dai quantitativi massimi annuali indicati nei decreti di autorizzazione rilasciati in quel dato anno a cui si sommano i quantitativi massimi annuali indicati nei decreti di autorizzazione del quadriennio precedente.