Stefano Bataloni, Anna Cacciuni, Giuseppe Trinchera
Le “acque di produzione” o “acque di strato” sono uno dei principali reflui generati dallo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi in ambiente marino offshore e sono potenzialmente in grado di produrre effetti perturbativi sugli ecosistemi. Lo scarico in mare di tali reflui necessita di un’autorizzazione subordinata alla valutazione degli esiti di un monitoraggio annuale dell’ambiente circostante la piattaforma.
Tra il 2016 e il 2026 il numero di piattaforme sottoposte a valutazione ambientale ha mostrato oscillazioni coerenti con la variabilità delle istanze di autorizzazione presentate, con un lieve calo nell'ultimo anno. Il numero di piattaforme autorizzate ogni anno è diminuito dal 2017 al 2021, è risalito fino al 2023, si è ridotto a 2 nel 2025 ed è tornato a crescere nel 2026 (7 piattaforme). Un andamento analogo caratterizza il quantitativo annuo di acque di produzione autorizzato allo scarico, pari a 503.686 m³ nel 2026.
In Italia, il Testo Unico Ambientale (TUA) disciplina la gestione delle acque di produzione consentendo ai Gestori delle piattaforme estrattive di scaricarle direttamente in mare, a seguito della presentazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di un’apposita istanza. L’autorizzazione è subordinata alla valutazione periodica dei potenziali effetti sull’ambiente marino, attraverso un piano di monitoraggio, definito sulla base di Linee Guida elaborate da ISPRA ed eseguito annualmente nell’intorno di ciascuna installazione. Dal 2016, il MASE chiede periodicamente a ISPRA la valutazione tecnico-scientifica degli esiti di tali attività di monitoraggio, a supporto del percorso autorizzativo. L'indicatore descrive l’andamento temporale delle attività di valutazione ambientale connesse al percorso autorizzativo, riportando il numero delle piattaforme oggetto di istanza di autorizzazione, il numero delle piattaforme oggetto di valutazione, il numero delle piattaforme autorizzate allo scarico e i quantitativi complessivi di acque di produzione che sono state annualmente autorizzate allo scarico in mare.
Fornire informazioni sulle misure adottatesia sotto il profilo tecnico-scientifico sia sotto il profilo gestionale, al fine di mitigare gli effetti dello scarico in mare di acque di produzione connesso con la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi petroliferi presenti in ambiente marino offshore.
D.Lgs. 152/2006, art. 104 e s.m.i.
L'indicatore non fornisce informazioni su tutte le piattaforme offshore presenti nei mari italiani ma solo su quelle autorizzate allo scarico in mare delle acque di produzione.
I dati sono nella disponibilità del MASE e di ISPRA, parte dei quali sono accessibili attraverso il Portale per le Valutazioni e Autorizzazioni ambientali del MASE (https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/Provvedimenti19) e nella sezione Piattaforme Marine della Direzione Generale Infrastrutture e Sicurezza del MASE (https://unmig.mase.gov.it/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/piattaforme-marine/)
Nazionale
2016-2026 (30.09.2026)
I dati di base relativi alle attività di monitoraggio, valutazione e autorizzazione sono desunti dalla documentazione tecnica e istruttoria relativa al percorso autorizzativo ai sensi dell'art. 104 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e poi organizzati per anno solare. I quantitativi annuali complessivi di acque di produzione autorizzati allo scarico sono desunti dai relativi decreti di autorizzazione rilasciati.
Nel 2026 le piattaforme oggetto di valutazione ambientale sono state 6, in lieve calo rispetto alle 7 del 2025, e in numero pari alle istanze di autorizzazione allo scarico presentate nello stesso anno. Inoltre, sono state autorizzate allo scarico 7 piattaforme, rispetto a 2 nel 2025, per un quantitativo complessivo di acque di produzione autorizzato pari a 503.686 m³. Nel complesso lo stato dell’indicatore resta valutato come buono: l’attività di valutazione ambientale, a fronte di un aumento della pressione potenziale associata agli scarichi autorizzati rispetto al 2025, espresso sia dal numero di piattaforme autorizzate sia dal quantitativo complessivo autorizzato ha assicurato la copertura delle istanze presentate nell’anno.
Nell'arco temporale considerato, l'andamento delle attività di valutazione degli esiti del monitoraggio ambientale condotto nell'ambiente circostante le piattaforme offshore, propedeutico allo scarico in mare dei reflui derivanti dall'attività estrattiva, ha seguito quello delle istanze di autorizzazione presentate dal Gestore delle installazioni. Fatta eccezione per il 2016 e il 2020 (Tabella 1), il numero delle piattaforme oggetto di valutazione, in linea generale, è sempre stato paragonabile a quello delle piattaforme per le quali è stata presentata istanza di autorizzazione allo scarico (Figura 1); pertanto, la risposta della PA, attraverso l’attività di valutazione ambientale di ISPRA, è stata adeguata in relazione alla pressione derivante dalle istanze di autorizzazione allo scarico in mare delle acque di produzione.
D’altra parte, il numero di piattaforme oggetto di autorizzazione allo scarico decresce sensibilmente dal 2017 al 2021, quindi riprende tra il 2021 e il 2023, si attesta su valori molto bassi nel biennio 2024-2025 e mostra un nuovo incremento nel 2026 con 7 piattaforme autorizzate. Analogo andamento si riscontra per il quantitativo annuale di acque di produzione che è stato autorizzato per lo scarico in mare dal MASE: dopo il picco di oltre 2 milioni di mc autorizzati nel 2017 si è osservata una riduzione a circa 500-550 mila mc nel biennio 2018-2019, seguita da una ulteriore riduzione, seppur con fasi alterne, fino al 2025. Nel 2026 si registra un nuovo incremento, a 503.686 m³. Nel complesso, la serie temporale evidenzia quindi una marcata variabilità interannuale, pur mantenendo nel 2026 livelli inferiori al massimo registrato nel 2017.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Scarichi a mare di acque di produzione da piattaforme offshore Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e MASE Note
Dati aggiornati al 30.09.2026 |
Nei mari italiani sono presenti 138 piattaforme offshore; tra il 2016-e il 2026 sono state presentate istanze di autorizzazione allo scarico in mare delle acque di produzione in relazione a un totale di 42 piattaforme. Tra le restanti, 10 sono soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, quindi oggetto di piano di monitoraggio e controllo specifico, 6 reiniettano in unità geologica profonda la frazione di acqua eccedente oppure sono strutture non produttive o che smaltiscono le proprie acque di produzione a terra. Per le piattaforme che effettuano la reiniezione o che non sono produttive o non scaricano in mare le acque di produzione non è prevista alcuna attività di monitoraggio ambientale. I dati del 2026 sono aggiornati al 30 settembre. Va posta attenzione al fatto che ogni anno tutte (o quasi tutte) le 42 piattaforme sono sottoposte a monitoraggio ambientale ma le istanze di rinnovo delle autorizzazioni riguardano solo una parte di esse. In relazione a ciò, le attività di valutazione da parte di ISPRA riguardano ogni anno solo una parte di tutte le piattaforme monitorate. In alcuni anni il numero delle piattaforme oggetto di valutazione è superiore a quello delle piattaforme oggetto di istanza di autorizzazione a causa della necessità di smaltire la maggiore mole di richieste di valutazione da parte del MASE, verificatesi nel 2016 e nel 2020. Il numero di decreti di autorizzazione rilasciati ogni anno dal MASE è legato al numero delle istanze di rinnovo presentate dal Gestore delle installazioni. Oltre a ciò, si consideri che le autorizzazioni hanno durata quadriennale e indicano il quantitativo massimo scaricabile per ciascun anno di validità dell'autorizzazione; pertanto, i quantitativi delle acque di produzione, che in un dato anno il Gestore delle installazioni è autorizzato a scaricare in mare, dipendono dai quantitativi massimi annuali indicati nei decreti di autorizzazione rilasciati in quel dato anno, a cui si sommano i quantitativi massimi annuali indicati nei decreti di autorizzazione del quadriennio precedente.