Aree
CONSUMO DI SUOLO IN AREE PROTETTE
Data aggiornamento scheda:
Il suolo consumato relativo alla porzione a terra delle aree protette italiane che rientrano nell’Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP, 2010, aggiornato con le nuove aree protette istituite a livello nazionale dopo il 2010) è valutato con riferimento ai Parchi nazionali, alle Riserve naturali (statali e regionali), ai Parchi naturali regionali e alle altre tipologie di aree naturali protette nazionali e regionali.
Al 2024 risulta consumato l’1,88% degli oltre tre milioni di ettari di aree EUAP terrestri italiane (58.328 ettari) con un massimo in Campania (3,82%) e un minimo nelle regioni alpine (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia).
Tra il 2023 e il 2024, le aree protette italiane hanno registrato un incremento del consumo di suolo inferiore alla media nazionale (0,26 m2 di cambiamenti per ettaro di estensione, contro un valore nazionale di 2,60 m2/ha), con complessivi 80,96 ettari di nuovo suolo consumato, concentrati per oltre il 46% in Abruzzo, Lazio e Campania.
RETE NATURA 2000
Data aggiornamento scheda:
La Rete Natura 2000, istituita ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli (dette Direttive Natura), in Italia è composta da 2.649 siti, per una superficie totale di 5.845.489 ettari a terra, pari al 19,4% del territorio nazionale, e una superficie a mare di 2.338.693 ettari, pari al 6,5% delle acque di giurisdizione nazionale (acque territoriali e ZPE) (dati aggiornati al dicembre 2024). La Rete è fondamentale per l’attuazione delle Direttive Natura, ma è anche importante in relazione ai target delle Strategie europee e nazionale per la Biodiversità al 2030 (SEB2030 e SNB2030), che chiedono di ampliare le zone protette arrivando almeno al 30% della superficie terrestre e al 30% delle acque marine; a tale target contribuiscono oltre ai siti della Rete N2000, tutte le aree sottoposte a tutela tra cui Parchi Nazionali, Regionali e tutte le altre aree protette. Viene analizzata l’estensione areale regionale della Rete in termini assoluti (ettari occupati dai siti nelle diverse regioni) e percentuali rispetto alla superficie regionale. Nelle regioni e province autonome italiane la rete ha una estensione eterogenea con percentuali di territori e acque regionali protetti che oscillano dal 12% (Emilia-Romagna) al 36% (Abruzzo) a terra e da meno dell’1% (Marche) al 31% (Puglia) a mare.
FRAMMENTAZIONE DEL TERRITORIO NATURALE E AGRICOLO
Data aggiornamento scheda:
La frammentazione del territorio è il processo che genera una progressiva riduzione della superficie degli ambienti naturali e seminaturali e un aumento del loro isolamento. Tale processo, responsabile della trasformazione di patch di territorio di grandi dimensioni in parti di territorio di minor estensione e più isolate, è frutto principalmente dei fenomeni di espansione urbana che si attuano secondo forme più o meno sostenibili e dello sviluppo della rete infrastrutturale volta a migliorare il collegamento delle aree urbanizzate mediante opere lineari. Il 42,41% del territorio nazionale risulta nel 2024 classificato a elevata e molto elevata frammentazione. Le regioni con maggior superficie a frammentazione molto elevata sono Veneto (39,73%), Lombardia (33,73%), Emilia-Romagna (25,22%), Puglia (25,22) e Campania (25,76%). Tale dato conferma la stretta corrispondenza tra frammentazione e densità di urbanizzazione.
DISTRIBUZIONE DEL VALORE ECOLOGICO SECONDO CARTA DELLA NATURA
Data aggiornamento scheda:
L'indicatore, basato sulle elaborazioni prodotte nell’ambito del progetto Carta della Natura, mostra la distribuzione del Valore Ecologico nel territorio di 17 regioni italiane, fornendone una rappresentazione fondata su una suddivisione in classi. Il Valore Ecologico è inteso come sinonimo di pregio naturale ed è calcolato, a partire dalle carte degli habitat regionali, per ogni poligono cartografato, con esclusione dei poligoni riferiti agli ambienti costruiti, totalmente cementificati. L’indicatore fornisce un quadro del mosaico ambientale nei diversi ambiti regionali, dal quale si evidenziano le aree di maggior pregio, anche in riferimento al loro stato di protezione. Le elaborazioni mostrano la percentuale di protezione di ogni territorio regionale e la composizione, in termini di Valore Ecologico, delle aree protette e di quelle esterne a esse. Il sistema delle aree protette (aree EUAP, siti Natura 2000 e aree Ramsar) include territori caratterizzati dalle classi di Valore Ecologico più alto, lasciandone però fuori frazioni significative.
CONSISTENZA E LIVELLO DI MINACCIA DI SPECIE VEGETALI
Data aggiornamento scheda:
L’Italia ospita un patrimonio floristico di grande rilievo per ricchezza di specie e sottospecie (2.815 licheni, 1.209 briofite e 8.241 entità vascolari native) e per valore biogeografico. Secondo i dati aggiornati all’aprile 2024, il 20,65 % delle 8.241 entità della flora vascolare italiana (pari a 1.702 entità) è endemica, ovvero esclusiva del nostro territorio, e di queste, 1.128 sono anche esclusive regionali, cioè con areale ristretto a una sola regione. L’indicatore mostra anche lo stato di rischio IUCN della nostra flora per un contingente di 2.430 entità vascolari (che rappresentano il 29,5% della flora vascolare italiana), per le quali sono identificate anche le pressioni prevalenti. Purtroppo, lo stato di conservazione non può essere considerato soddisfacente poiché delle 2.430 entità vascolari valutate dalle Liste Rosse italiane il 2,2% (pari a 54 entità) sono estinte o probabilmente estinte e il 24,3% (590 entità) è a rischio di estinzione. Le pressioni antropiche correlate ai cambiamenti di uso del suolo continuano ad agire sul nostro territorio e rappresentano uno dei maggiori driver del rischio di estinzione delle specie vegetali. La Lista Rossa della flora vascolare indica tra le pressioni più rilevanti le modifiche dei sistemi naturali (il 39% dei 2.430 taxa valutati sono soggetti a questa forma di pressione), lo sviluppo agricolo (27%) e residenziale (27%) e il disturbo antropico diretto sugli ambienti naturali (20%).
ZONE UMIDE D'IMPORTANZA INTERNAZIONALE
Data aggiornamento scheda:
Le zone umide italiane ad oggi inserite nell’elenco ufficiale dei siti della Convenzione di Ramsar sono 57, per un totale di 72.288 ettari. Inoltre sono stati emanati nel 2011, 2013 e 2016 tre Decreti Ministeriali per l’istituzione di ulteriori 9 aree. Complessivamente i 66 siti Ramsar italiani (57 designati e 9 in via di designazione) sono distribuiti in 15 regioni e coprono 79.826 ettari. Le regioni con aree più estese e più numerose sono l'Emilia-Romagna (10 aree pari a 23.112 ha), la Toscana (11 aree, 19.306 ha) e la Sardegna (9 aree, 13.308 ha). Non è sufficientemente noto il livello di attuazione degli strumenti di tutela e di gestione di queste aree, necessari per garantire la conservazione di habitat, flora e fauna.