Stefania Ercole (ISPRA), Benedetta Brecciaroli (MASE)
La Rete Natura 2000, istituita ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli (dette Direttive Natura), in Italia è composta da 2.649 siti, per una superficie totale, al netto delle sovrapposizioni, di 5.844.888 ettari a terra, pari al 19,4% del territorio nazionale, e una superficie a mare di 2.344.963 ettari, pari al 6,5% delle acque di giurisdizione nazionale (acque territoriali e ZPE) (dati 2025, trasmessi alla Commissione nel gennaio 2026). La Rete è fondamentale per l’attuazione delle Direttive Natura, ma è anche importante in relazione ai target delle Strategie europee e nazionale per la Biodiversità al 2030 (SEB2030 e SNB2030), che chiedono di ampliare le zone protette arrivando almeno al 30% della superficie terrestre e al 30% delle acque marine; a tale target contribuiscono oltre ai siti della Rete N2000, tutte le aree sottoposte a tutela tra cui Parchi Nazionali, Regionali e tutte le altre aree protette. Nelle regioni e province autonome italiane la Rete ha una estensione eterogenea con percentuali di territori e acque regionali protetti che oscillano dal 12% (Emilia-Romagna) al 36% (Abruzzo) a terra e da meno dell’1% (Marche) al 31% (Puglia) a mare.
Indicatore di risposta che misura l’estensione e la copertura percentuale nazionale e regionale della Rete Natura 2000. Viene mostrato numero e superficie dei siti della Rete in ambito terrestre e marino. Sono compresi i dati relativi alle Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva Uccelli e ai Siti d'Importanza Comunitaria poi designati come Zone Speciali di Conservazione (SIC-ZSC) istituite ai sensi della Direttiva Habitat.
Valutare a livello nazionale e regionale l'estensione delle ZPS e dei SIC-ZSC e la percentuale di superficie a terra e a mare coperta dalla Rete Natura 2000; mostrare la distribuzione regionale dei siti e seguirne l’evoluzione nel tempo.
La Rete Natura 2000 è una rete ecologica per la conservazione della biodiversità, diffusa in tutta l'Unione Europea, costituita da Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite dagli Stati membri ai sensi della Direttiva Uccelli e Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati ai sensi della Direttiva Habitat; i SIC vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC). L’obiettivo normativo della Rete Natura 2000 è garantire il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di interesse comunitario, attraverso la tutela di siti di rilevante importanza per la conservazione della biodiversità.
La Direttiva Uccelli 79/409/CEE, abrogata e sostituita integralmente dalla Direttiva 2009/147/CE che ne mantiene gli obiettivi fondamentali, è stata recepita in Italia con Legge n. 157 dell'11 febbraio 1992 ed è finalizzata alla protezione e gestione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo e ne disciplina lo sfruttamento.
La Direttiva Habitat 92/43/CEE (recepita in Italia con DPR 357/97 modificato e integrato dal DPR 120/2003) è finalizzata a "salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo" (art 2); per il raggiungimento di questo obiettivo prevede misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie di interesse Comunitario elencati nei suoi allegati.
La designazione delle ZSC, prevista dall’articolo 4 della Direttiva Habitat e dell’art. 3 comma 2 del DPR 357/97 e s.m.i, è un passaggio fondamentale per la piena attuazione della Rete perché garantisce la definizione di obiettivi e misure di conservazione che siano sito-specifici, specie-specifici o habitat specifici e offre una maggiore sicurezza per la gestione della Rete. Lo stesso principio si applica anche alle ZPS.
La Direttiva Habitat stabilisce anche norme per la gestione dei siti e la Valutazione d'Incidenza (art. 6), il finanziamento (art. 8), il monitoraggio e l'elaborazione di rapporti nazionali sull'attuazione delle disposizioni della Direttiva (articoli 11 e 17) e il rilascio di eventuali deroghe (art. 16).
Le superfici tutelate all’interno della Rete Natura 2000 concorrono al raggiungimento del target europei e nazionali per la Biodiversità al 2030, che mirano a proteggere almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% della superficie marina. La Strategia Europea (SEB2030) è stata approvata dagli Stati membri nell’ottobre 2020 e da essa è derivata in Italia la Strategia nazionale (SNB2030), adottata nell’agosto 2023 con il DM n. 252.
L’indicatore non valuta il livello di attuazione degli strumenti di gestione all’interno dei siti della Rete Natura 2000 (piani di gestione, obiettivi e misure di conservazione sito-specifici, ecc.) e quindi non misura direttamente l’efficacia delle azioni di conservazione.
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Nazionale
Regionale 20/20
2003 – 2025
Vengono rappresentati in grafici e tabelle i dati ufficiali pubblicati annualmente dal MASE relativi a numero e superficie dei siti della Rete Natura 2000 a terra e a mare (superficie netta escluse le sovrapposizioni) per l’intero territorio nazionale e per ciascuna regione e provincia autonoma. Viene analizzata l’estensione areale regionale della Rete in termini assoluti (ettari occupati dai siti nelle diverse regioni) e percentuali rispetto alla superficie regionale. Dal dicembre 2023 il MASE ha introdotto per i siti a mare la categoria “Oltre le acque territoriali” per indicare i siti marini esterni alle acque territoriali e, da allora, la percentuale di occupazione della Rete in ambito marino viene calcolata tenendone conto.
Lo stato può essere considerato buono in considerazione della vasta estensione della Rete che in Italia, con 2.649 siti istituiti, tutela oltre 8.100.000 ettari (5.844.888 ettari a terra e 2.344.963 ettari a mare), ovvero il 19,4% della superficie a terra e il 6,5% della superficie a mare (Figura 3). Tali superfici concorrono al raggiungimento del target delle Strategie europea e nazionale per la Biodiversità al 2030, che chiedono che venga protetto almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% della superficie marina. Inoltre, l’individuazione, in corso in questi anni da parte delle regioni e province autonome, di obiettivi e misure di conservazione sito-specifici e conformi alle esigenze ecologiche delle specie e degli habitat tutelati dalle Direttive Natura concorrerà all’efficacia della gestione dei siti.
Il trend è positivo in quanto il processo di espansione della RN2000 dal 2003 è costantemente progredito, con un aumento della superficie protetta e designazione di nuovi siti (Figure 1, 2). Dal 2017 al 2024 si è rilevato un ampliamento della rete soprattutto in ambito marino, con una superficie a mare quasi quadruplicata. Nel 2025 il numero complessivo dei siti della rete è rimasto invariato, ma ci sono stati ampliamenti dei perimetri di diversi siti marini, con un lieve incremento della loro estensione complessiva.
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Tabella 1: Siti della Rete Natura 2000 per ogni Regione/Provincia Autonoma: numero totale, estensione totale in ettari e percentuale a terra e a mare, al netto delle eventuali sovrapposizioni fra i SIC-ZSC e le ZPS (agg. dic.2025-genn.2026) Fonte
MASE (https://www.mase.gov.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia) Note
Nel 2023 alla lista delle Regioni e PA è stata aggiunta la categoria "Oltre le acque territoriali" per per indicare i siti marini esterni alle acque territoriali. |
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Figura 1: Numero e superficie totale annua (a terra e a mare) delle Zone di Protezione Speciale (siti A e siti C) in Italia (agg. dic.2025-genn.2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE (https://www.mase.gov.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia) Note
Sono compresi nel computo anche i siti di tipo C (ZPS coincidenti con SIC-ZSC); non sono disponibili i dati del 2015 e del 2019 |
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Figura 2: Numero e superficie totale annua (a terra e a mare) dei SIC-ZSC in Italia (siti B e siti C) (agg. dic.2025-genn.2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE (https://www.mase.gov.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia) Note
Dal 2013 viene indicato il numero complessivo di SIC e ZSC. Sono compresi nel computo anche i siti di tipo C (SIC-ZSC coincidenti con ZPS). Non sono disponibili i dati del 2015 e del 2019. |
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Figura 3: Estensione percentuale a terra e a mare della Rete Natura 2000 per l'Italia e per ciascuna Regione/Provincia Autonoma, al netto delle sovrapposizioni fra siti (agg. dic.2025-genn.2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE (https://www.mase.gov.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia) Note
Nel grafico non sono rappresentati i 2 siti (17.004 ha pari al 0,08%) situati "oltre le acque territoriali". La superficie del sito IT1201000 (Parco Nazionale del Gran Paradiso), ricadente in parte in Valle d'Aosta e in parte in Piemonte, è stata attribuita a ciascuna Regione per la parte effettivamente ricadente nel proprio territorio. La superficie del sito IT7110128 (Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga) ricadente in Abruzzo, Lazio e Marche, è stata attribuita a ciascuna Regione per la parte effettivamente ricadente nel proprio territorio.La superficie del sito IT7120132 (Parco Nazionale d'Abruzzo) ricadente in Abruzzo, Lazio e Molise, è stata attribuita a ciascuna Regione per la parte effettivamente ricadente nel proprio territorio. Poichè i siti IT3230085, IT3230006 e IT3230089 cadono in parte in Veneto ed in parte in Friuli, il calcolo delle superfici è stato effettuato attribuendo a ciascuna Regione la parte di sito effettivamente ricadente nel proprio territorio. Numero ed estensione dei siti sono stati calcolati escludendo le sovrapposizioni fra i SIC-ZSC e le ZPS. Le percentuali sono calcolate rispetto ai territori e alle acque regionali.
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La Rete Natura 2000 nel nostro Paese è costituita complessivamente da 2.649 siti distribuiti a terra e a mare (Tabella 1). Sono compresi siti di tipo A, che sono solo ZPS, di tipo B, che sono solo SIC/ZSC, e di tipo C che sono sia SIC/ZSC che ZPS. Nei siti di tipo C possono essere tutelati sia specie e habitat protetti ai sensi della Direttiva Habitat, sia specie di avifauna protette dalla Direttiva Uccelli.
I dati trasmessi alla Commissione Europea nel gennaio 2026 mostrano che attualmente la rete è composta complessivamente da 842 siti A+C e 2.385 siti B+C (Figure 1 e 2).
Nel 2024 si era registrato un importante incremento dei siti A+C (Figura 1), passati da 643 del 2023 a 842 siti nel 2024, valore rimasto invariato nel 2025. Tale incremento è dovuto soprattutto alla revisione di attribuzione della tipologia di sito operata da alcune regioni, che hanno riclassificato in siti C (ZPS sovrapposte a SIC/ZSC), siti precedentemente classificati solo come ZPS o come SIC/ZSC. Per questo nel 2024 si è registrato un aumento di numero e superficie delle ZPS (intese come somma dei siti A e C) (Figura 1), poiché la maggior parte dei nuovi siti C erano prima siti di tipo B.
Il numero complessivo di siti SIC/ZSC (intesi come somma di siti B e C) è aumentato tra il 2023 e il 2025, passando da 2.364 a 2.385 siti (Figura 2).
Secondo i dati trasmessi alla Commissione Europea nel gennaio 2026 la Rete ha una superficie totale, al netto delle sovrapposizioni, di 5.844.888 ettari a terra (erano 5.845.489 nel dicembre 2024), pari al 19,
4% del territorio nazionale, e una superficie a mare di 2.344.963 ettari (erano 2.338.693 nel dicembre 2024), pari al 6,5% delle acque (Tabella 1). Tali superfici contribuiscono al raggiungimento del target del 30% della SEB2030 e SNB2030, insieme alle aree sottoposte ad altre forme di tutela (Parchi Nazionali, Regionali, altre aree protette), anche se bisogna ricordare che i siti N2000 sono spesso inclusi, o parzialmente sovrapposti, alle altre aree protette.A scala regionale la Rete ha una estensione piuttosto eterogenea (Figura 3). Le regioni con le maggiori coperture percentuali (calcolate rispetto ai territori regionali) sono l’Abruzzo (36%), la Valle d’Aosta (30%), la provincia autonoma di Trento (28%), il Molise (27%), la Campania (27%) e la Liguria (26%) (Figura 3, Tabella 1). In ambito marino le percentuali più elevate si osservano in Puglia (31%) e in Toscana (29%), ma anche in Emilia-Romagna, Liguria, Sardegna e Sicilia (con valori dal 16% al 18%).
Analizzando invece l’estensione areale regionale della Rete in termini assoluti (ettari occupati dai siti) si rileva che quattro regioni hanno estensioni molto rilevanti sia in ambito terrestre sia marino: la Sicilia (245 siti che coprono 470.893 ettari a terra e 650.251 a mare), la Sardegna (128 siti, con 454.163 ettari a terra e 410.648 a mare), la Puglia (91 siti, con 402.504 ettari a terra e 477.034 a mare) e la Toscana (158 siti, con 327.005 ettari a terra e 471.191 a mare) (Figura 4, Tabella 1).
Per valutare l’efficacia della Rete sarà importante in futuro analizzare l’attuazione degli strumenti di gestione all’interno dei siti, con particolare riferimento a obiettivi e misure di conservazione individuati in questi ultimi anni dalle regioni e province autonome.