Descrizione 1
Marco d'Antona, Marco Di Leginio, Valentina Falanga
Il D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani) è il principale riferimento normativo per la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (beni culturali e paesaggio). Le aree vincolate presentano una percentuale di superficie consumata al 2024 inferiore alla media nazionale (5,42%), con un aumento nell’ultimo anno di poco superiore a 1.520 ettari. La Campania è la regione con la più alta percentuale di suolo consumato in aree vincolate (11,05%). L’aumento maggiore di consumo si è registrato in Lombardia (+146,11 ettari), seguita da Emilia-Romagna (+131,43 ettari), Sardegna (+123,46 ettari) e dal Lazio (+121,08 ettari). La densità più alta di consumo di suolo si registra in Puglia (3,61 m2/ha).
I cambiamenti di consumo di suolo sono stati analizzati nell’ambito dei seguenti beni vincolati limitatamente a quelli areali (fonte Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico - SITAP) così come definiti nel D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani): Art. 142 comma 1: a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare (coste); b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi (laghi); c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, approvato con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1.775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna (fiumi); d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole (montagne); l) i vulcani (vulcani). Art. 136: immobili e aree di notevole interesse pubblico (ope legis).
Valutare i cambiamenti di consumo di suolo nelle aree soggette a vincolo ex D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani) tra due anni consecutivi.
Per le aree soggette a vincolo il riferimento considerato è il D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani). Le azioni, per quanto riguarda il suolo, il consumo di suolo e il territorio, risultano prioritarie a livello globale e sono incluse nell’Agenda 2030 attraverso diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. In particolare il target 11.3 mira a promuovere un’urbanizzazione inclusiva prevedendo indicatori per monitorare il consumo di suolo in rapporto alla crescita demografica, suggerendo così una pianificazione urbana sostenibile, città più resilienti e un maggiore accesso agli spazi verdi. La Strategia UE per il suolo (2021) definisce un quadro per suoli sani entro il 2050, con obiettivi intermedi al 2030, e introduce la "gerarchia del consumo di suolo", che stabilisce il seguente ordine di priorità: 1. evitare consumo e impermeabilizzazione; 2. riutilizzare terreni già impermeabilizzati; 3. utilizzare aree degradate solo se inevitabile; 4. mitigare e compensare perdite di servizi ecosistemici.
La Direttiva UE sul monitoraggio e la resilienza del suolo (“Soil Monitoring Law”), approvata il 23 ottobre 2025, stabilisce un quadro armonizzato per la valutazione della salute del suolo in tutta l’UE, definendo indicatori comuni e metodologie standardizzate per il monitoraggio, la gestione sostenibile, e la prevenzione della contaminazione, con l’obiettivo di avere suoli sani e resilienti entro il 2050.
La direttiva introduce le definizioni di suoli impermeabilizzati (“superficie di suolo che è stata sottoposta a impermeabilizzazione”) e di rimozione del suolo (“rimozione temporanea o a lungo termine, totale o parziale, di suolo in un'area”) e chiede agli Stati Membri di monitorarne l’andamento con frequenza almeno triennale. Rispetto ai principi di mitigazione del consumo di suolo, la nuova direttiva prevede che, in caso di nuove impermeabilizzazioni o rimozioni del suolo, siano evitate o ridotte il più possibile le perdite della capacità del suolo di offrire servizi ecosistemici e, ove possibile, compensare le perdite di tali servizi, promuovendo il recupero dei suoli già impermeabilizzati e la ricostituzione delle aree rimosse. In sintesi, la normativa europea enfatizza la tutela delle funzioni ecologiche del suolo e incoraggia interventi di deimpermeabilizzazione e la ricostituzione delle zone che sono state sottoposte a rimozione del suolo. Il 18 agosto 2024 è entrata in vigore la Nature Restoration Law, approvata con Regolamento (UE) 2024/1991 [1] del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2024, il cui principale obiettivo è fermare l’attuale perdita e ripristinare la biodiversità dell’UE, per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e adattarsi ai cambiamenti climatici, e per migliorare la sicurezza alimentare. Il regolamento stabilisce obblighi specifici per i diversi tipi di ecosistema, fra cui terreni agricoli, foreste ed ecosistemi urbani e, congiuntamente agli obiettivi della Strategia europea sulla biodiversità per il 2030, istituisce un quadro all’interno del quale gli Stati membri attuano misure di ripristino efficaci allo scopo di:
- ripristinare il 20% degli ecosistemi degradati entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050;
- ripristinare almeno il 30% degli ecosistemi terrestri, costieri, d’acqua dolce e marini che non sono in buono stato entro il 2030, con particolare attenzione agli habitat protetti e alle aree della rete Natura 2000;
- rimuovere barriere artificiali per ripristinare almeno 25.000 km di fiumi a scorrimento libero;
- piantare almeno tre miliardi di alberi entro il 2030 per migliorare la biodiversità e l’ecosistema urbano.
Descrizione 2
Munafò, M. (a cura di), 2025. Consumo di suolo, dina-miche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025. Report ambientali SNPA, 46/2025
Difficoltà nella disponibilità di immagini ad altissima risoluzione per alcune aree.
La disponibilità di immagini ad altissima risoluzione è propedeutica nel perfezionare la qualità dell’indicatore, rendendo più omogenee e precise le stime all'interno delle aree soggette a vincolo.
Qualificazione dati
http://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo www.sitap.beniculturali.it
Nazionale, Regionale
2006; 2012; 2015-2024
Qualificazione indicatore
L'indicatore deriva dall'incrocio della carta dei cambiamenti di consumo di suolo con i beni vincolati limitatamente a quelli areali . In particolare, l'indicatore prende in considerazione aree soggette a vincolo ex D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani), art.136 e 142, presenti all’interno del database SITAP (Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura, e l’arte contemporanee del Ministero dei beni e delle attività culturali). All’interno di tali territori è stata valutata la porzione interessata da consumo di suolo, con riferimento alla Carta nazionale del consumo di suolo prodotta da SNPA. Confrontando poi il dato del 2024 con la revisione degli anni precedenti è stato valutato il nuovo consumo di suolo che ha interessato le aree vincolate nell’ultimo anno (tra il 2023 e il 2024) e negli altri intervalli temporali considerati (2006, 2012, 2015-2024). La disponibilità di nuovi dati satellitari ha permesso di affinare e migliorare le stime di tutta la serie storica. I risultati sono stati espressi in termini di ettari e percentuale, con riferimento alle 20 regioni amministrative e al territorio nazionale.
All’interno delle aree vincolate, nel corso del 2024, l’incremento di suolo consumato è pari a 1.521 ettari (Tabella 1), facendo aumentare il valore complessivo del suolo consumato nazionale a circa 560.866 ettari, il 5,4% di tutta la superficie di tali aree (Figura 1). Questa percentuale risulta significativamente inferiore alla media nazionale (7,17%, cfr. Tabella 1 indicatore Impermeabilizzazione e Consumo di Suolo), grazie principalmente al regime di tutela di cui godono tali aree che ne garantisce una preservazione maggiore rispetto al resto del territorio nazionale.
Dati
Tabella 1: Suolo consumato (2024) e consumo di suolo netto (2023-2024) nei vincoli art. 136 e art. 142 considerati complessivamente
Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA e SITAP
Tabella 2: Consumo di suolo annuale netto (2006-2024) nei vincoli art. 136 e art. 142 considerati complessivamente
Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA e SITAP
Tabella 3: Suolo consumato (2024) e consumo di suolo annuale netto (2023-2024) nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica - Coste, laghi e fiumi (ex D.lgs. 42/2004).
Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA e SITAP
Tabella 4: Suolo consumato (2024) e consumo di suolo annuale (2023-2024) nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica - Montagne (ex D.lgs. 42/2004).
Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA e SITAP
Tabella 5: Suolo consumato (2024) e consumo di suolo annuale (2023-2024) nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica - Vulcani (ex D.lgs. 42/2004).
Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA e SITAP
Tabella 6: Suolo consumato (2024) e consumo di suolo annuale (2023-2024) nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica (ex D.lgs. 42/2004 - art. 136).
Il D.Lgs. 42/2004 (Codice Urbani) è il principale riferimento normativo per la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (beni culturali e paesaggio). È stato pertanto analizzato il consumo di suolo e i suoi cambiamenti nell’ambito dei beni vincolati, limitatamente a quelli areali, definiti dall’art. 142 comma 1 lett. a, b, c, d, i e dall’art. 136 (Figura 1). Considerando complessivamente i regimi vincolistici analizzati, le regioni con il maggiore incremento di superficie di suolo consumato risultano essere la Lombardia, con 146 ettari, Emilia-Romagna, con 132 ettari, segue la Sardegna con 124 ettari. In queste 4 regioni si colloca circa un terzo del totale del consumo di suolo nazionale in queste aree, pari a 1.521 ettari (Tabella 1). Dal 2006 al 2024, più di 24.400 ettari sono stati consumati in queste aree, di cui oltre 2.000 ettari concentrati in tre regioni (Lombardia, Veneto e Emila-Romagna - Tabella 2). Il regime vincolistico individuato all’art. 142 comma 1 lett. a, b, c (coste, laghi, fiumi) presenta invece un suolo consumato pari al 7,4% della sua estensione (Tabella 3), in linea con la media nazionale (7,1%). Le regioni che presentano una percentuale di suolo consumato maggiore in queste aree vincolate sono Veneto, Campania e Lombardia (12,4%, 11,1% e 10,9%). Il suolo consumato all'interno delle zone montuose (art.142 lett. d) risulta influenzato dalle caratteristiche orografiche del territorio, con valori che solo in due casi (Toscana e Calabria) raggiungono l’1% della loro estensione. La regione in cui si è consumato di più in queste aree, tra il 2023 e il 2024, è la Lombardia con 16,7 ettari (Tabella 4). Per quanto riguarda il territorio vulcanico (art. 142 lett. l), la percentuale di territorio consumata è dovuta prevalentemente alla regione Campania, in cui le aree vulcaniche risultano essere coperte artificialmente per il 27,5% delle aree complessive. Di rilievo è anche il dato della Sicilia, con valori di suolo consumato pari a 12% e un incremento tra il 2022 e il 2023 di 27 ettari (Tabella 5). Infine, il vincolo ex art. 136 presenta valori di suolo consumato pari a circa il 5,3% del territorio vincolato. La regione con una percentuale di suolo consumato maggiore è la Calabria (13,8%), mentre, per quanto riguarda l’incremento tra il 2023 e il 2024 le regioni con i valori più elevati sono Puglia e Sardegna e con 92 ettari seguite dal Trentino-Alto Adige con 84 ettari. I valori piu bassi si registrano in Valle d’Aosta con 3 ettari, chiudono Liguria e Friuli-Venezia Giulia entrambe con 2 ettari (Tabella 6).