DEFOGLIAZIONE DELLA CHIOMA DI SPECIE FORESTALI
Data aggiornamento scheda:
I valori di defogliazione indicano il livello di resilienza o di suscettività delle specie all’impatto causato da deposizioni atmosferiche e inquinanti gassosi. I dati rilevati negli ultimi 29 anni (1997-2025) mostrano un andamento altalenante fino al 2020, con anni di attenuazione e anni di crescita del fenomeno e una maggiore sensibilità delle latifoglie. A partire dal 2021, invece, è stato registrato un peggioramento del fenomeno, con valori di defogliazione molto alti, mai raggiunti prima. Tali valori, nel 2023, hanno toccato il 45% per latifoglie e aghifoglie. Questa tendenza si è attenuata nel 2024 e nel 2025, anno in cui i valori sono scesi al 36% di defogliazione per le aghifoglie e al 39,7% per le latifoglie.
SUPERFICI DI ECOSISTEMI FORESTALI PERCORSE DA INCENDI: STATO E VARIAZIONI
Data aggiornamento scheda:
L’indicatore esamina la serie della superficie forestale percorsa da grandi incendi su scala nazionale, regionale e nelle aree protette nel periodo tra il 2018 e il 2025.
La distribuzione e l’estensione di tali superfici mostra in genere una rilevante variabilità interannuale. Il 2025, in particolare, è risultato un anno gravemente affetto da un’estensione delle aree forestali colpite da incendi, maggiore rispetto all’anno precedente. La superficie forestale bruciata inoltre, risulta inferiore solo a quanto bruciato nel 2021, 2022 e 2023.
Nel 2025 le regioni più colpite sono state: Sicilia (3.967 ettari - ha), Calabria (2.892 ha) e Campania (1.835 ha), che insieme rappresentano il 71% della superficie forestale a livello nazionale percorsa dal fuoco.
Le classi forestali più colpite sono le latifoglie sempreverdi (es. leccete e macchia alta), seguite dalle latifoglie decidue (es. quercete e faggete) e decisamente inferiore dalle conifere (es. pinete, abetaie e lariceti).
L’analisi mediante regressione lineare della serie dei dati di copertura forestale nazionale percorsa da incendio non mostra un trend in aumento, sebbene la lunghezza della serie non consenta valutazioni di medio e lungo periodo. Al contrario, un trend positivo statisticamente significativo è stato osservato per le regioni Puglia, Basilicata e Calabria.
ENTITÀ DEGLI INCENDI
Data aggiornamento scheda:
Il fenomeno degli incendi, analizzato sulla base dei dati raccolti dal 1970 al 2024 dal CUFA dell'Arma dei Carabinieri (ex Corpo Forestale dello Stato) presenta un andamento altalenante, con anni di picco (1993, 2007, 2017, 2021) che si alternano ad anni di attenuazione (2013, 2014, 2018, 2024). La presenza degli incendi all’interno delle Aree Protette (registrata a partire dal 2003), pur mostrando oscillazioni annuali, rimane elevata, con una media negli ultimi tre anni di 11.000 ettari percorsi dal fuoco. Molto alta l’incidenza degli incendi di origine volontaria, che rappresentano circa la metà degli eventi registrati, arrivando in alcuni anni a superare il 60%.