Descrizione 1
Stefania Ercole
Il fenomeno degli incendi, analizzato sulla base dei dati raccolti dal 1970 al 2024 dal CUFA dell'Arma dei Carabinieri (ex Corpo Forestale dello Stato) presenta un andamento altalenante, con anni di picco (1993, 2007, 2017, 2021) che si alternano ad anni di attenuazione (2013, 2014, 2018, 2024). La presenza degli incendi all’interno delle Aree Protette (registrata a partire dal 2003), pur mostrando oscillazioni annuali, rimane elevata, con una media negli ultimi tre anni di 11.000 ettari percorsi dal fuoco. Molto alta l’incidenza degli incendi di origine volontaria, che rappresentano circa la metà degli eventi registrati, arrivando in alcuni anni a superare il 60%.
Indicatore di impatto che mostra l’andamento dal 1970 dei valori annui del numero di incendi e della superficie nazionale percorsa dal fuoco (boscata, non boscata, totale e media). Presenta anche la distribuzione percentuale degli incendi per tipo di causa (a partire dal 1998) e le superfici percorse dal fuoco nelle Aree Protette delle regioni a statuto ordinario (a partire dal 2003).
Rappresentare il complesso fenomeno degli incendi nel nostro Paese evidenziandone l'entità dell'impatto, l'andamento nel tempo e le principali cause. Tale indicatore può costituire uno strumento da impiegare, unitamente ad altri, nella valutazione dell'efficacia delle scelte operate in materia di prevenzione e repressione del fenomeno degli incendi boschivi e nella valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici.
Legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge-quadro in materia di incendi boschivi).
Descrizione 2
RaF Italia, 2017-2018. Rapporto sullo stato delle Foreste e del settore forestale in Italia. Prodotto dalla Rete Rurale Nazionale (RRN 2014-2020); Compagnia delle Foreste (AR).
SNPA, 2021. Rapporto sugli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici – Edizione 2021. Report SNPA n. 21/2021. ISBN: 978-88-448-1058-0
I dati relativi a superficie percorsa dal fuoco e numero di eventi non sono sufficienti, da soli, per le valutazioni relative all'entità dei danni a carico delle diverse formazioni boscate, caratterizzate da resistenza e resilienza estremamente variabili.
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Qualificazione dati
Dati accessibili su formale richiesta al CUFA dell'Arma dei Carabinieri - Comando Carabinieri Tutela Forestale, Nucleo Informativo Antincendio Boschivo.
Nazionale
1970-2024
Qualificazione indicatore
L’indicatore si basa sui dati degli incendi secondo la definizione dell’art. 2 della Legge n. 353/2000, rilevati dai Comandi Stazione del CUFA, attraverso la compilazione dei Fascicoli Eventi Incendi (FEI) e da successivi confronti con le amministrazioni deputate all’AIB (Antincendi Boschivi) presenti nelle regioni amministrative, mentre per quanto attiene ai dati relativi alle regioni e province a statuto speciale, vengono estrapolati dalle statistiche trasmesse dai Corpi Forestali Regionali e Provinciali competenti.
Lo stato è medio in quanto i dati mostrano che gli incendi interessano superfici rilevanti del nostro territorio, e aree importanti anche all’interno della Aree Protette. Il 2024 pur avendo fatto registrare una diminuzione della superficie nazionale percorsa da incendio (32.519 ha totali) (Figura 1a, Tabella1), ha mostrato all’interno delle Aree Protette un’incidenza sempre molto elevata con 11.578 ettari bruciati (Figura 1b, Tabella 2). Rimane preoccupante la percentuale di incendi di origine volontaria, pari al 53,9% nel 2024 (Figura 3b).
Il trend non è definibile in quanto l'esame complessivo dei dati mostra un andamento altalenante del fenomeno degli incendi, con anni di picco e successive attenuazioni (Tabella 1, Figure 1a e 2). Si può osservare un periodo notevolmente critico negli anni `80 e ’90 in cui il livello del fenomeno si è mantenuto sempre complessivamente elevato, mentre a partire dagli anni 2000 si è avuta nell’insieme una progressiva mitigazione, interrotta però da alcuni anni di maggior impatto, come il 2007, il 2012 e il 2017. Successivamente il 2018 ha segnato un’attenuazione del fenomeno che ha ripreso a crescere a partire dal 2019 fino al 2021 (Figura 1a), anno di picco in cui nel nostro Paese sono stati percorsi da incendio 151.964 ettari. Nel 2024 si è registrata un’attenuazione del fenomeno complessivo (Figura 1a), ma non all’interno delle Aree Protette (Figura 1b).
Dati
Tabella 1: Superficie percorsa dal fuoco e numero di incendi
CFS - Corpo Forestale dello Stato; CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
Tabella 2: Superficie percorsa dal fuoco e numero di incendi nelle Aree Protette
CFS - Corpo Forestale dello Stato; CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
ND=dati non disponibili o non pervenuti
Dati riferiti alle sole Regioni a statuto ordinario
Figura 3a: Distribuzione percentuale del numero di incendi per causa (1998-2011)
CFS - Corpo Forestale dello Stato; CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
Dati riferiti alle sole Regioni a statuto ordinario. A partire dal 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause e per questo sono presenti due figure (3a e 3b)
Figura 3b: Distribuzione percentuale del numero di incendi per causa (2012-2024)
CFS - Corpo Forestale dello Stato; CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
Dati riferiti alle sole Regioni a statuto ordinario. A partire dal 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause e per questo sono presenti due figure (3a e 3b)
Analizzando i dati della serie storica di oltre 50 anni (1970-2024) si può osservare l’andamento fenomeno degli incendi e in particolare le oscillazioni del numero di eventi annui (Figura 2), la consistenza delle superfici nazionali (boscate e non) percorse da incendio (Figura 1a) e delle superfici incluse in Aree Protette (Figura 1b, dati 2003-2024 riferiti alle sole regioni a statuto ordinario). Si notano forti oscillazioni negli andamenti, con picchi in alcune annualità e miglioramenti successivi. Tali miglioramenti possono essere imputabili a diverse concause ma anche ad una migliore prevenzione e un miglior controllo del territorio, oltre che a una maggiore tempestività nelle operazioni di intervento in caso di emergenza.
Analizzando gli anni 2000, in cui l’impatto del fenomeno sembra essersi in parte attenuato, il 2017 è stato l’anno più critico e tra quelli con danni più gravi, con 7.855 eventi e 161.987 ettari percorsi dal fuoco, di cui 31.899 in Aree Protette (Figure 1a, 1b, 2, Tabella 1). Sono seguiti miglioramenti e oscillazioni. Nel 2024 si sono registrati 2.588 eventi e sono bruciati complessivamente 32.519 ettari, di cui 11.578 in territori protetti (pari al 36%) (Tabella 2).
I dati relativi alle cause (disponibili dal 1998 e riferiti alle sole regioni a statuto ordinario) confermano l'origine volontaria della maggior parte degli incendi (Figure 3a e 3b). Gli eventi di origine volontaria rappresentano oltre la metà di quelli totali registrati, arrivando a superare il 60%in alcuni anni (2012, 2014, 2015, 2016, 2020) (Figura 3b), nel 2024 è stato di origine volontaria il 53,9% degli incendi. Tali dati suggeriscono la necessità di una sempre più rigorosa applicazione degli strumenti repressivi affiancati a quelli preventivi.