TIPOLOGIE DI STABILIMENTI A PERICOLO DI INCIDENTE RILEVANTE

Data aggiornamento scheda
Autori

Francesca Pepe, Fabrizio Vazzana

Abstract

L'indicatore analizza la distribuzione sul territorio nazionale di tutte le attività industriali secondo le categorie definite nel D.Lgs. 105/2015 per gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. L'analisi delle tipologie di stabilimenti permette di definire, sia pure in modo qualitativo, una mappatura del rischio industriale nel nostro Paese. La normativa suddivide gli stabilimenti in 38 categorie di attività più una trentanovesima categoria (altro) comprendente tutte le attività non rientranti nelle precedenti, sulla base del codice NACE, un sistema di classificazione generale utilizzato per sistematizzare ed uniformare le definizioni delle attività economico/industriali nei diversi Stati membri dell'Unione Europea. In particolare, alla data del 30 novembre 2025, risulta che il numero totale di stabilimenti a rischio di incidente rilevante è pari 971, con un aumento rispetto a giugno 2025 di 39 unità. Per quanto concerne la tipologia delle attività presenti sul territorio nazionale, si riscontra una prevalenza di depositi di "(14) stoccaggio di GPL”1° e di “(22) impianti chimici”2°. Seguono le cosiddette "(39) Altre attività, non specificate"3°, gli stabilimenti di “(13) produzione, imbottigliamento e distribuzione all'ingrosso di gas di petrolio liquefatto (GPL)”4° e  i depositi di “(10) Stoccaggio di combustibili (anche per il riscaldamento, la vendita al dettaglio ecc.)”5°. Insieme questi costituiscono circa il 50% del totale degli stabilimenti. Seguono i depositi di "(16) Stoccaggio e distribuzione all'ingrosso e al dettaglio (ad esclusione del GPL)"6°, gli impianti di “(07) trattamento dei metalli mediante processi elettrolitici o chimici”7°, impianti di "(19) produzione di prodotti farmaceutici"8° e di “(38) fabbricazione di sostanze chimiche (non specificate altrimenti nell'elenco)”9°, di "(11) produzione, distruzione e stoccaggio di esplosivi”10°. A seguire gli impianti di “(17) produzione e stoccaggio di pesticidi, biocidi e fungicidi” 11° e quelli di “(20) stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti” 12°.

Descrizione

Dall'analisi delle tipologie di stabilimenti è possibile ottenere importanti informazioni sulla mappa del rischio industriale nel nostro Paese. L’attività di uno stabilimento permette, infatti, di conoscere preventivamente, sia pure in modo qualitativo, il potenziale pericolo associato. La nuova normativa suddivide gli stabilimenti Seveso in 38 categorie di attività più una trentanovesima categoria (altro) comprendente tutte le attività non rientranti nelle precedenti, sulla base del codice NACE, un sistema di classificazione generale utilizzato per sistematizzare e uniformare le definizioni delle attività economico/industriali nei diversi Stati membri dell'Unione Europea. Dall’appartenenza di uno stabilimento a una delle sopraelencate categorie è possibile conoscere preliminarmente i rischi a questo associabili. I depositi di stoccaggio di combustibili e gas liquefatti e i depositi di esplosivi e articoli pirotecnici sono caratterizzati, per esempio, da un prevalente rischio di incendio e/o esplosione con effetti riconducibili, in caso di incidente, principalmente a irraggiamenti e sovrappressioni più o meno elevati e quindi a danni strutturali agli impianti ed edifici e danni fisici per l’uomo. Gli impianti chimici, gli impianti di produzione di prodotti farmaceutici, i depositi di stoccaggio di pesticidi, biocidi e fungicidi associano al rischio di incendio e/o esplosione, come i precedenti, il rischio di diffusione di sostanze tossiche, anche a distanza, e quindi la possibilità di pericoli, immediati e/o differiti nel tempo, per l’uomo e per l’ambiente. Gli impianti di lavorazione e trattamento dei metalli e gli impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti sono invece normalmente caratterizzati da un prevalente rischio di danno ambientale e in conseguenza a danni indiretti alla salute dell’uomo.

Scopo

Stimare la natura prevalente dei rischi cui sono soggetti: l’uomo, l'aria, il suolo, il sottosuolo, la falda e le acque superficiali, in relazione alla presenza di determinate tipologie di stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

D.Lgs. 105/2015

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA-MASE, Inventario Seveso ISPRA, Annuario dei dati ambientali - Vari anni

Limitazioni

In funzione della rapidità con cui le informazioni pervengono in ISPRA, ora soggette a valutazione. 

Ulteriori azioni

nessuna

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica)

Frequenza di rilevazione dei dati
Continuos
Accessibilità dei dati di base

Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/2015. https://www.rischioindustriale.isprambiente.gov.it/seveso-query-105/Default.php

Copertura spaziale

Nazionale

Copertura temporale

2019-2025

Descrizione della metodologia di elaborazione

Tutte le informazioni sono tratte dall'Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/2015. L'inventario permette l'estrazione di un file excel che permette di estrapolare dopo differenti passaggi, i dati necessari per l'aggiornamento dell'indicatore.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

Si tratta di informazioni fornite dai gestori alle Autorità competenti (tra cui il MASE, tramite l’ ISPRA) ai sensi di specifici obblighi previsti dal D.Lgs. 105/2015, che prevede sanzioni amministrative e penali in caso di mancata dichiarazione. I dati vengono poi raccolti, validati ed elaborati dall’ ISPRA, anche mediante comparazione con le informazioni in possesso delle regioni e Agenzie regionali territorialmente competenti. Le informazioni sono disponibili con adeguata copertura spaziale e temporale. L'indicatore permette confronti a livello internazionale; è possibile costruire un trend e valutare quale siano le possibili pressioni sull'ambiente; è di semplice interpretazione; è basato su standard nazionali e internazionali. Infine è ben fondato in termini tecnici e scientifici.

Stato
Non definibile
Trend
Stabile
Valutazione/descrizione dello stato

Al 30 novembre 2025, il numero di stabilimenti è pari a 971; quelli di soglia inferiore sono pari a 468, mentre quelli di soglia superiore, sono 503.

Valutazione/descrizione del trend

Si evidenziano lievi variazioni del numero e del tipo di industrie sottoposte agli obblighi imposti dalla normativa “Seveso”. Al novembre 2025, il numero di stabilimenti rileva un aumento  (971 rispetto ai 933 dell'anno precedente). Dal 2019 al dicembre 2025 gli stabilimenti sono passati da 991 a 971, con una riduzione pari a circa il 2%.

Commenti

Per quanto concerne la tipologia delle attività presenti sul territorio nazionale, si riscontra una prevalenza di depositi di "(14) stoccaggio di GPL”1° e di “(22) impianti chimici”2°. Seguono le cosiddette "(39) Altre attività, non specificate"3°, gli stabilimenti di “(13) produzione, imbottigliamento e distribuzione all'ingrosso di gas di petrolio liquefatto (GPL)”4° e  i depositi di “(10) Stoccaggio di combustibili (anche per il riscaldamento, la vendita al dettaglio ecc.)”5°. Insieme questi costituiscono circa il 50% del totale degli stabilimenti. Seguono i depositi di "(16) Stoccaggio e distribuzione all'ingrosso e al dettaglio (ad esclusione del GPL)"6°, gli impianti di “(07) trattamento dei metalli mediante processi elettrolitici o chimici”7°, impianti di "(19) produzione di prodotti farmaceutici"8° e di “(38) fabbricazione di sostanze chimiche (non specificate altrimenti nell'elenco)”9°, di "(11) produzione, distruzione e stoccaggio di esplosivi”10°. A seguire gli impianti di “(17) produzione e stoccaggio di pesticidi, biocidi e fungicidi” 11° e quelli di “(20) stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti” 12°. Come si può notare dalla Tabella 1, le variazioni sono minime, quindi appare verosimile che dall'entrata in vigore del D.Lgs. 105/2015, dopo il passaggio dal D.Lgs. 334/99 che ha portato a una sensibile diminuzione degli stabilimenti assoggettati, si rilevi una condizione di sostanziale stabilità, seppure con un lieve processo di riduzione nel corso degli anni.

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Stabilimenti Seveso suddivisi per tipologia di attività (agg. 30.11.2025)

Fonte

ISPRA

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Titolo

Figura 1 - Tipologia di attività

Fonte

ISPRA