Descrizione 1
Barbara Dessì, Francesco Menniti, Irene Rischia
Il monitoraggio degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico finanziati dal 1999 dalle diverse Amministrazioni dello Stato sul nostro territorio nazionale viene svolto da ISPRA attraverso la piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), in cui, al 31/12/2024, sono censiti complessivamente 25.921 interventi, per un importo totale di 20.559 Mln €. Di questi, il numero degli interventi di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) risulta essere il 26,9% (6.983) del totale, cui corrisponde il relativo finanziamento che è pari a circa il 43% (8.850 Mln €) rispetto alle risorse complessivamente stanziate dalle altre Amministrazioni pubbliche (extra-MASE) finanziatrici degli interventi censiti in ReNDiS, ovvero, Ministero dell’Interno, Dipartimento Protezione Civile e Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e Regioni Calabria e Lombardia. In particolare, gli interventi extra-MASE rappresentano in numero circa il 73% (18.938) del totale, cui corrisponde un finanziamento di quasi il 57% (11.708 Mln €). In riferimento allo stato di attuazione del complesso degli interventi finanziati, 9.350, pari a circa il 36%, risultano conclusi, l’11% (2.937 interventi) è in fase di esecuzione, il 19% (4.833 interventi) è in fase di progettazione, mentre quasi il 33% (8.509 interventi) sono ancora da avviare o senza dati comunicati. L’indicatore specifica, inoltre, come la spesa viene suddivisa in funzione della tipologia di dissesto. Infine, vengono presentati i dati sulle richieste di finanziamento presentate dalle Regioni/Province Autonome al MASE e al Dipartimento Casa Italia per la realizzazione di nuovi interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, costituite complessivamente da 555 richieste effettivamente ammissibili a finanziamento ai sensi del DPCM 27/09/2021, per un importo totale dei progetti presentati pari a circa 1.678 Mln €.
L’indicatore fornisce il numero totale, l’importo complessivo e lo stato di attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico finanziati dal 1999 al 31/12/2024 dalle diverse Amministrazioni dello Stato, centrali e/o locali e acquisiti nella piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo) sviluppata e gestita da ISPRA.
L’indicatore, inoltre, fornisce il numero delle richieste ammesse a finanziamento e il relativo importo avanzate dalle regioni/province autonome attraverso la piattaforma ReNDiS al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e al Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) ai fini della realizzazione di nuovi interventi di difesa del suolo. All’interno dell’Area monitoraggio della piattaforma ReNDiS (http://www.rendis.isprambiente.it/rendisweb) sopra richiamata vengono acquisiti e gestiti i dati relativi agli interventi finanziati dal MASE (c.d. “interventi MASE”) a partire dal 1999 e ,a partire dal 2022, quelli finanziati anche da altre Amministrazioni dello Stato (“interventi extra-MASE”), che comprendono gli interventi di competenza del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali (DAIT) del Ministero degli Interni, del Dipartimento della Protezione Civile e dal Dipartimento Casa Italia della PCM, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e delle Regioni Calabria e Lombardia. finalizzate al finanziamento di nuovi interventi di difesa del suolo con fondi stanziati dal MASE (ex DPCM 27/09/2021) e dal Dipartimento Casa Italia della PCM.
L’indicatore consente, quindi, di migliorare il coordinamento tra le diverse Amministrazioni che nel nostro Paese si occupano a vario titolo degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, migliorando di conseguenza l'ottimizzazione della spesa nazionale per la difesa del suolo.
Valutare la distribuzione sul territorio nazionale delle risorse economiche stanziate per la mitigazione del dissesto idrogeologico e della tipologia delle opere realizzate, anche in funzione della tipologia di dissesto, nonché una stima del fabbisogno economico necessario per la realizzazione di nuovi interventi.
DL 180/98 e s.m.i.,
Accordi di Programma 2010-2011 e successivi programmi integrativi,
PN 2015-2020,
DPCM del 15/09/2015,
DL 30/2013, DD del 27/11/2017 relativi ai Fondi di progettazione,
DPCM del 20/02/2019,
DPCM del 02/12/2019,
DPCM del 27/09/2021,
DPCM Casa Italia 2023,
Decreti e Programmi di finanziamento approvati fino al 31 ottobre 2024 (MASE ed extra-MASE)
Decreti Interministeriali DAIT,
D.L. 153/24, convertito nella L. 191 del 13/12/2024
Descrizione 2
ISPRA, Ambiente in Italia: uno sguardo di insieme, Annuario dei dati ambientali 2022, “Annuario in cifre” 2020 ed Edizione 2019: Interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico”.
ISPRA (2020), Rapporto ReNDiS 2020: la difesa del suolo in vent'anni di monitoraggio ISPRA sugli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. Rapporti Tecnici 328/2020.
L’indicatore prende in considerazione, oltre agli interventi di competenza del MASE a partire dal 1999 al 31 dicembre 2024, anche gli interventi finanziati da altre Amministrazioni pubbliche (interventi extra-MASE), il cui monitoraggio è relativo a quelli finanziati a partire dal 2017. Per gli interventi extra-MASE acquisiti in ReNDiS si rileva una mancanza quasi totale di dati tecnici relativi ai progetti (tipologia opere e dissesti, ubicazione geografica), a differenza di quanto accade per quelli di competenza MASE, poiché i dati in questo caso sono derivati esclusivamente dalla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) che contiene esclusivamente dati amministrativi ed economico-finanziari.
La recente emanazione del D.L. 153/24, all’art. 8, individua in ReNDiS la piattaforma di riferimento a livello nazionale per il censimento e il monitoraggio degli aspetti tecnici di tutti gli interventi finanziati per la mitigazione del rischio idrogeologico, a prescindere dalla fonte del finanziamento. Lo stesso D.L. prescrive, inoltre, che per gli interventi già censiti nella piattaforma, dovranno essere fornite dai rispettivi titolari le informazioni tecniche relative agli interventi, quali la posizione geografica, la tipologia del dissesto e delle opere, nonché gli elaborati progettuali.
Qualificazione dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
www.rendis.isprambiente.it
Nazionale, Regionale
1999-2024
Qualificazione indicatore
Il sistema ReNDiS costituisce una piattaforma integrata i cui servizi e funzionalità riguardano tutte le fasi di pianificazione, programmazione ed attuazione degli interventi, a partire dall'istruttoria dei progetti fino al monitoraggio della loro realizzazione. Al contempo, attraverso la sua interfaccia web, rappresenta il principale punto di acceso pubblico ai dati e alle informazioni su quanto viene messo in atto dalle pubbliche Amministrazioni per la mitigazione del rischio idrogeologico, favorendo un maggiore coordinamento nella fase di programmazione degli interventi, ed una maggiore visibilità, partecipazione e controllo nella fase di attuazione, anche da parte dei cittadini.
I dati sugli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico censiti in ReNDiS evidenziano che, al 31 dicembre 2024, sono stati finanziati complessivamente 25.921 interventi (Figura 1a), per un importo totale di 20.559 Mln € (Figura 1b).
Di questi, il numero degli interventi di competenza MASE risulta essere quasi il 30% (6.983) del totale, cui corrisponde il relativo finanziamento che è pari a circa il 43% (8.850 Mln €) rispetto alle risorse complessivamente stanziate dalle diverse Amministrazioni pubbliche finanziatrici degli interventi censiti in ReNDiS.
Se si analizzano i soli interventi di competenza MASE, il confronto tra il numero di interventi e dei relativi importi finanziati, in riferimento ai diversi Gruppi di finanziamento di evidenziare come gli interventi realizzati a seguito delle programmazioni successive al 2010 (Figure 1 a e 1b), siano caratterizzati da importi unitari mediamente più elevati rispetto alle programmazioni precedenti al 2010), indicando un orientamento più favorevole a progetti strategici definiti secondo una pianificazione degli interventi effettuata a scala più ampia .
In particolare, gli interventi extra-MASE, finanziati da Ministero dell’Interno, Dipartimento Protezione Civile, Dipartimento Casa Italia, MASAF e Regioni Calabria e Lombardia, rappresentano in numero oltre il 73% (18.938) del totale, cui corrisponde un finanziamento di quasi il 57% (11.708 Mln €).
Esaminando nello specifico i dati degli interventi di competenza di ciascuna Amministrazione sopra richiamata (Figura 2 a e b) si evidenzia che, pur essendo il numero degli interventi DAIT (11.466) di gran lunga il più alto rispetto agli altri gruppi, il relativo finanziamento complessivo è nettamente inferiore a quello MASE (quasi 6,3 miliardi di € per gli interventi DAIT contro i quasi 8,9 miliardi per interventi MASE). In modo analogo, anche l’incidenza percentuale degli interventi della Protezione civile si riduce drasticamente passando dal dato numerico a quello economico. Queste differenze nei costi medi degli interventi sono verosimilmente legate a delle differenze di carattere generale che rispecchiano gli obiettivi e le finalità delle programmazioni di ciascuna Amministrazione. Infatti, mentre gli interventi finanziati da Protezione Civile e DAIT vengono individuati, per lo più, con criteri e logiche focalizzate su aspetti locali, i programmi MASE e Casa Italia sono definiti anche in relazione alla pianificazione delle Autorità di bacino distrettuale, risultando così caratterizzati da una maggiore valenza strategica, con caratteri più estensivi o maggiormente complessi e, pertanto, con un costo unitario mediamente più elevato.
Nell’arco temporale che va dal 1999 al 2019 l’indicatore mostra un aumento progressivo del numero degli interventi finanziati ai fini della mitigazione del rischio, cui è collegato un trend analogo per le relative risorse stanziate ai fini della loro realizzazione, con incrementi significativi, in termini di numeri di interventi e di relativi finanziamenti, in corrispondenza dell’emanazione di Atti o Decreti di finanziamento correlati al succedersi degli eventi calamitosi più gravi (es., alluvione di Soverato del 2000, alluvione in Liguria del 2001, alluvioni di Genova e Sicilia del 2011, alluvione in Sicilia del 2018, ecc.).
A partire dal 2022, con l’acquisizione in ReNDiS degli interventi di competenza extra-MASE finanziati dal 2017 in poi, si osserva un notevole repentino incremento del numero degli interventi finanziati e delle relative risorse stanziate, considerando che tali interventi rappresentano in numero circa il 73% del totale. In riferimento a questo, si è registrato un considerevole incremento anche delle risorse stanziate, anche se con un tasso di crescita inferiore, rappresentando il complesso dei finanziamenti extra-MASE quasi il 57% del totale dei finanziamenti erogati. Questa evidenza è attribuibile sia al più breve periodo di monitoraggio considerato per tali interventi, sia al fatto che l'importo medio di ciascun intervento extra-MASE risulta generalmente inferiore rispetto a quello di un intervento MASE, poiché le programmazioni messe in atto dal Ministero dell’Ambiente, definite sula base della pianificazione dell’Autorità di Bacino distrettuale di riferimento, comportano in molti casi l’attuazione di interventi maggiormente complessi e che interessano superfici più estese, caratterizzati quindi da un costo mediamente più elevato.
Dati
Figura 1a. Distribuzione complessiva del numero d’interventi suddivisi per gruppo di finanziamento presente in ReNDiS (cfr. Tabella 1) finanziati dal MASE e con altre fonti di finanziamento pubblico (extra MASE) (dal 1999 al 31 dicembre 2024).
Elaborazione ISPRA su dati di monitoraggio interventi per la riduzione del rischio idrogeologico riportati in ReNDiS.
Figura 2a. Distribuzione complessiva del numero d’interventi degli interventi finanziati, suddivisi per Competenza (cfr. Tabella 1) delle diverse Amministrazioni che erogano le risorse per la realizzazione degli interventi censiti in ReNDiS (dal 1999 al 31 dicembre 2024).
Elaborazione ISPRA su dati di monitoraggio interventi per la riduzione del rischio idrogeologico riportati in ReNDiS.
Figura 2a. Distribuzione degli importi complessivi degli interventi finanziati, suddivisi per Competenza (cfr. Tabella 1) delle diverse Amministrazioni che erogano le risorse per la realizzazione degli interventi censiti in ReNDiS (dal 1999 al 31 dicembre 2024).
Elaborazione ISPRA su dati di monitoraggio interventi per la riduzione del rischio idrogeologico riportati in ReNDiS.
Figura 5a. Distribuzione del numero di Schede istruttorie inserite nell’Area Istruttorie dalle Regioni e non ancora finanziate in funzione della categoria di dissesto classificato in ReNDiS.
Elaborazione ISPRA su dati di monitoraggio interventi per la riduzione del rischio idrogeologico riportati in ReNDiS.
Figura 5b. Distribuzione degli importi inseriti nell’Area Istruttorie dalle Regioni e non ancora finanziate in funzione della categoria di dissesto classificato in ReNDiS.
Elaborazione ISPRA su dati di monitoraggio interventi per la riduzione del rischio idrogeologico riportati in ReNDiS.
L’analisi delle tipologie dei dissesti per i quali gli interventi sono stati finanziati, considerando l’ammontare complessivo delle risorse stanziate dal Ministero dell’Ambiente e dalle altre Amministrazioni pubbliche censite in ReNDiS (Figura 3a e 3b), offre un ulteriore strumento di valutazione su come, a scala nazionale, vengono affrontate le problematiche di carattere geologico, idrogeologico e ambientale presenti sul territorio italiano. Infatti, la loro distribuzione è un buon indicatore di quali siano le tipologie di dissesto su cui vengono indirizzate le risorse destinate alla riduzione del rischio idrogeologico ad essi associato.
In particolare, dall’analisi dei dati rappresentati nella Figura 3a, si rileva che il numero degli interventi finanziati sul territorio nazionale per le aree in frana (8.181, corrispondente al 32% degli interventi totali) e per quelle colpite da dissesti idraulici (7.207, pari al 28% del totale) è decisamente prevalente rispetto a quelli finanziati per le aree interessate da altra tipologia di dissesto, rappresentando complessivamente il 60% degli interventi totali finanziati. Il numero degli interventi finanziati per i dissesti misti (1.037), per quelli costieri (236) e per quelli valanghivi (170) costituisce complessivamente, infatti, solo il 6% del totale.
Confrontando i dati sopra richiamati con quelli relativi all’ammontare complessivo delle risorse stanziate, MASE ed extra-MASE, in funzione della diversa tipologia di dissesto (Figura 3b), si osserva che, sebbene il numero degli interventi finanziati per le aree in frana sia maggiore rispetto a quello degli interventi finanziati per i dissesti idraulici, l’importo stanziato per le aree interessate da dissesti idraulici è considerevolmente maggiore (7.932 Mln €) in confronto a quello erogato per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio da frana (quasi 5.300 Mln €), rappresentando il primo il 38% del totale dei finanziamenti complessivamente stanziati. Tale evidenza è spiegabile considerando il maggior costo unitario dei progetti degli interventi di sistemazioni idrauliche rispetto a quelli definiti per le aree in frana e/o caratterizzate da altre tipologie di dissesto. Le sistemazioni idrauliche, infatti, interessano aree molto più estese rispetto a quelle franose e, quindi, comportano maggiori costi legati alla progettazione, all’esproprio di aree, nonché alla quantità di materiali da costruzione che necessitano tali opere. Questo dato trova riscontro anche nel maggiore impatto (principalmente di tipo areale) che un’opera idraulica ha sul contesto territoriale e ambientale (es., casse di espansione, scolmatori) rispetto alle più circoscritte opere di contrasto ai fenomeni franosi, caratterizzate prevalentemente da opere di minori dimensioni e con costi relativamente contenuti, anche se ampiamente diffuse e rappresentate su tutto il territorio nazionale.
Una criticità che emerge chiaramente dall’analisi delle Figure 3a e 3b è il dato relativo all’elevato numero di interventi (9.056) per i quali non è stata definita la tipologia di dissesto in riferimento al quale tali interventi sono stati finanziati che, da soli, rappresentano circa il 35% del totale degli interventi considerati. Quanto sopra risulta ancora più critico se si considera che a tali interventi sono associate risorse pari al 29% di quelle complessivamente stanziate, per un importo corrispondente di quasi 5.892 Mln €.
Tali criticità dipendono essenzialmente dalla diversa tipologia dei dati associati agli interventi MASE ed extra-MASE censiti in ReNDiS, come già richiamato nei paragrafi precedenti. Nei prossimi anni, per effetto dell’entrata in vigore del D.L. 153/2024 che prescrive l’aggiornamento su ReNDiS dei dati tecnici su tutti gli interventi di difesa del suolo, questa carenza informativa dovrebbe progressivamente colmarsi.,
Se si analizza lo stato di attuazione degli interventi finanziati sull’intero territorio nazionale in funzione del numero degli interventi stessi e dei relativi finanziamenti erogati, considerando nel loro complesso le risorse MASE e quelle extra-MASE, si evidenzia che (Figura 4a), su un numero totale di 25.921 interventi finanziati, 9.350, pari a circa il 36%, risultano conclusi, l’11% (2.937 interventi) è in fase di esecuzione, il 19% (4.833 interventi) è in fase di progettazione, mentre circa il 33% (8.509 interventi) sono ancora da avviare o senza dati comunicati.
Considerando gli stessi dati dal punto di vista delle risorse stanziate ai fini della realizzazione degli interventi (Figura 4b), si evidenzia che solo il 27% (5.564 Mln €) di quelle complessivamente stanziate fa riferimento ad interventi conclusi, mentre la restante parte è relativa per il 19% (3.885 Mln €) ad interventi in fase di esecuzione, per il 22% (4.469 Mln €) ad interventi in fase di progettazione e per il 32% (6.534 Mln €) ad interventi ancora da avviare o senza dati comunicati.
Riguardo ai dati sopra riportati, si ritiene che la percentuale particolarmente elevata di interventi da avviare o con dati non comunicati sia da collegare principalmente al mancato aggiornamento del monitoraggio degli interventi, sia MASE, sia extra-MASE, da parte degli Enti titolari degli stessi.
Passando a considerare le Schede istruttorie per la richieste di finanziamenti destinati alla realizzazione di nuovi interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, presentate alla data del 31/12/2024 dalle Regioni/Province Autonome al MASE e al Dipartimento Casa Italia, e risultate effettivamente ammissibili a finanziamento a seguito dell’iter istruttorio definito dal DPCM 27/07/2021, le richieste acquisite in ReNDiS (Figure 5a e 5b), sono complessivamente 555, suddivise tra quelle di competenza MASE e quelle, di numero decisamente trascurabile rispetto al totale, di competenza del Dipartimento Casa Italia della PCM, per un importo totale dei progetti presentati pari a circa 1.578 Mln €.
L’analisi dei dati relativi alla distribuzione delle richieste di finanziamento sopra richiamate in funzione della tipologia del dissesto classificato in ReNDiS (Figura 5a) consente di evidenziare che i dissesti franosi sono quelli per i quali è più elevata la richiesta di realizzazione di nuovi interventi, pari al 54% (356 Schede istruttorie) del totale, mentre per la realizzazione di interventi in aree caratterizzate da dissesti idraulici è stato avanzato il 21% delle richieste (115 Schede istruttorie). Le richieste relative a dissesti di tipo costiero (39) e misto (25) rappresentano nel loro insieme solo poco più dell’11% del totale.
Spicca, invece, il numero elevato di Schede istruttorie in cui la tipologia di dissesto per la quale viene richiesto il finanziamento non viene definito, pari a 20, che da sole costituiscono il 4% delle richieste totali avanzate.
Confrontando i dati sopra illustrati con la distribuzione dell’importo dei finanziamenti associati alle Schede istruttorie presentate, sempre in funzione della tipologia di dissesto considerata (Figura 5b), si evidenzia che, in considerazione dell’elevato numero di richieste pervenute per la realizzazione di interventi relativi ad aree in frana rispetto a quelle relative ad aree interessate da fenomeni alluvionali (circa il 51% in più), il relativo importo richiesto per la loro realizzazione costituisce il 47% (pari a 792 Mln € circa) degli importi totali richiesti. Seguono poi gli importi riferiti agli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio alluvionale (quasi 531 Mln €), che costituiscono il 32% del totale, quelli relativi ad interventi per dissesti costieri (142,5 Mln €, pari all’8% circa) e quelli relativi ai dissesti misti (142,3 Mln €, pari all’8% circa), per i quali la richiesta di finanziamento avanzata rappresenta l’1% circa (84.554 Mln €) del totale. Da rilevare la percentuale non trascurabile di interventi, rappresentato dal 4% del numero totale, a cui corrisponde il 5% circa delle richieste di finanziamento avanzate, per i quali non è stata specificata la tipologia del dissesto oggetto dell’intervento di mitigazione del rischio proposto.