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STRATEGIE E PIANI DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

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Le Strategie e i Piani regionali di Adattamento rappresentano lo strumento principale a disposizione delle regioni per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e promuovere azioni finalizzate a ridurre le vulnerabilità dei territori. 
In Italia, nonostante l’assenza di un quadro normativo vincolante, si osserva un crescente interesse verso la definizione di strategie di adattamento regionali/provinciali nonché iniziative, progetti e studi climatici e di vulnerabilità. Nel 2025, tuttavia, non si è registrata però l’accelerazione auspicata rispetto al rilevamento del 2021 , poiché non si è riscontrato un progresso significativo nell’adozione di nuovi Piani di Adattamento. La sfida dei cambiamenti climatici richiede, infatti, che vengano definite e realizzate con urgenza azioni concrete volte a rendere i territori più resilienti. Sembra sia cresciuta la consapevolezza sull’importanza dell’adattamento, ma non ancora quella sulla necessità di agire con urgenza.

ONDATE DI CALORE E MORTALITÀ

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L'indicatore misura l'impatto delle ondate di calore sulla salute della popolazione anziana, di età maggiore o uguale a 65 anni, nelle 27 città italiane incluse nel "Piano nazionale di prevenzione e allerta degli effetti sulla salute delle ondate di calore" e dotate di un Sistema di previsione e allarme (HHWW - Heat Health Watch Warning). Il Piano nazionale è del CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) del Ministero della salute, e coordinato dal DEP Lazio (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio). L’estate 2024 è stata caratterizzata da temperature superiori alla media stagionale di riferimento e complessivamente per l’intero periodo estivo (20 maggio–20 settembre). Nonostante le elevate temperature, l’impatto sulla mortalità è stato contenuto con un lieve eccesso significativo del +2%. La valutazione mensile dell’impatto sulla salute ha evidenziato incrementi della mortalità associati durante le ondate di calore di luglio e agosto in diverse città. Anche nei primi 20 giorni di settembre la mortalità è stata superiore all’atteso. 

BILANCIO DI MASSA DEI GHIACCIAI

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L’indicatore è elaborato per un campione ridotto di ghiacciai alpini, e rappresenta la somma algebrica tra la massa di ghiaccio accumulato, derivante dalle precipitazioni nevose, e la massa persa per fusione nel periodo di scioglimento. I dati di bilancio di massa costituiscono un'indicazione fondamentale per valutare lo "stato di salute" dei ghiacciai. Dall’analisi dei dati dal 1995 al 2025 emerge che, per i corpi glaciali considerati a livello complessivo, il bilancio cumulato mostra perdite significative che ammontano da un minimo di quasi 27 metri di acqua equivalente per il ghiacciaio del Basòdino a un massimo di oltre 53 metri per il ghiacciaio di Caresèr, per una perdita di massa media annua pari a oltre un metro di acqua equivalente.

ONDE DI CALORE

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L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia. Un’onda di calore è un evento della durata di almeno 6 giorni consecutivi nei quali la temperatura massima è superiore al 90° percentile della distribuzione delle temperature massime giornaliere nello stesso periodo dell’anno sul trentennio climatologico. L'indicatore conta il numero dei giorni caratterizzati da un’onda di calore, così definita, in un anno. Nel 2024 è stato osservato un aumento di 29,3 giorni di onde di calore rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020).

TEMPERATURA MEDIA

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L'indicatore descrive l'andamento della temperatura media in Italia. L'aumento della temperatura media registrato in Italia negli ultimi trenta anni è spesso superiore a quello medio globale sulla terraferma. Nel 2024 l’anomalia, rispetto alla media climatologica 1991-2020, della temperatura media in Italia (+1,33 °C) è stata superiore a quella globale sulla terraferma (+1,03 °C). In Italia, il 2024 è risultato il 1° anno più caldo dell'intera serie annuale dal 1961. A partire dal 2000 le anomalie rispetto alla base climatologica 1991-2020 sono state sempre positive, ad eccezione di quattro anni (2004, 2005, 2010 e 2013).

GIORNI CON GELO

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L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di freddo intenso in Italia, più precisamente esprime il numero di giorni con temperatura minima assoluta dell'aria minore o uguale a 0°C. Nel 2024 è stata osservata una diminuzione di 13,7 giorni con gelo rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020).

NOTTI TROPICALI

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L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia, nello specifico esprime il numero di giorni con temperatura minima dell'aria maggiore di 20°C. Nel 2024 è stato osservato un incremento di 25,2 notti tropicali rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020).

PRECIPITAZIONE CUMULATA

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L'indicatore descrive l'entità e la distribuzione delle precipitazioni in Italia. Nel 2024 le precipitazioni cumulate annuali in Italia sono state complessivamente superiori di circa l'8% rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020). Le aree settentrionali e centro-settentrionali sono state caratterizzate da anomalie positive, mentre la restante parte del territorio nazionale ha fatto registrare diffuse anomalie negative.

GIORNI TORRIDI

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L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia, più precisamente esprime il numero di giorni con temperatura massima dell'aria maggiore di 35 °C. Nel 2024 è stato osservato un incremento di 11,4 giorni torridi rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020).

GIORNI ESTIVI

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L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia, più precisamente esprime il numero di giorni con temperatura massima dell'aria maggiore di 25 °C. Nel 2024 è stato osservato un incremento di 6,9 giorni estivi rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1991-2020).