STRATEGIE E PIANI DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Federica Aldighieri

    Abstract
    Abstract

    Le Strategie e i Piani regionali di Adattamento rappresentano lo strumento principale a disposizione delle regioni per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e promuovere azioni finalizzate a ridurre le vulnerabilità dei territori. 
    In Italia, nonostante l’assenza di un quadro normativo vincolante, si osserva un crescente interesse verso la definizione di strategie di adattamento regionali/provinciali nonché iniziative, progetti e studi climatici e di vulnerabilità. Nel 2025, tuttavia, non si è registrata però l’accelerazione auspicata rispetto al rilevamento del 2021 , poiché non si è riscontrato un progresso significativo nell’adozione di nuovi Piani di Adattamento. La sfida dei cambiamenti climatici richiede, infatti, che vengano definite e realizzate con urgenza azioni concrete volte a rendere i territori più resilienti. Sembra sia cresciuta la consapevolezza sull’importanza dell’adattamento, ma non ancora quella sulla necessità di agire con urgenza.

    Descrizione

    Le Strategie e i Piani di Adattamento ai Cambiamenti Climatici rappresentano i principali strumenti di risposta che le regioni hanno a disposizione per fare fronte agli impatti in corso e previsti dei cambiamenti climatici sul territorio.

    La Strategia di Adattamento costituisce un quadro politico di lungo periodo che definisce gli obiettivi, le priorità e le linee guida generali per la gestione degli impatti del cambiamento climatico, una guida che coordina le politiche settoriali. Il Piano di Adattamento, invece, è un documento operativo, che individua misure pratiche da implementare, con tempistiche e responsabilità ben definite. L'indicatore rileva il numero di regioni italiane che, hanno avviato percorsi verso la loro strategia e/o piano di adattamento, o che, li hanno già approvati. Esso fornisce il quadro della situazione relativo a tali strumenti pianificatori successivamente all'adozione e all'approvazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015) e a poco più di un anno dall’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC, decreto n. 434 del 21 dicembre 2023).

    Scopo

    Individuare il numero di regioni italiane impegnate nella predisposizione/adozione di strumenti per la pianificazione dell'adattamento ai cambiamenti climatici (Strategie e/o Piani), indicando la fase in cui ciascuna regione si trova all'interno del processo.

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
    Fornisce una base per confronti internazionali.
    Solidità
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Un’ “adeguata” copertura spaziale
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici (COM (2013) 216 final)
    Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015)
    Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici, (PNACC, 2023)
     

    In Italia non è presente una normativa sull'adattamento ai cambiamenti climatici e non ci sono quindi obiettivi specifici fissati né obblighi per le regioni di dotarsi di uno strumento di pianificazione su questo tema. Tuttavia, nel 2015 è stata approvata una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015) che intende delineare una visione nazionale e fornire un quadro di riferimento sull'adattamento. La Strategia incoraggia inoltre una più efficace cooperazione tra gli attori istituzionali a tutti i livelli (Stato, Regioni, Comuni) e promuove l'individuazione delle priorità territoriali e settoriali. Successivamente alla SNAC, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC, 2023).
    Il PNACC, come richiesto dalla normativa europea, fornisce un quadro della vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici del territorio italiano, propone una serie di misure e interventi concreti per ridurre i rischi e i danni sul territorio nazionale. Il PNACC è quindi una guida per le regioni nella realizzazione del loro piano di adattamento.

    DPSIR
    Risposta
    Tipologia indicatore
    Descrittivo (A)
    Limitazioni

    Rispetto all’edizione precedente (2021), il  documento trasmesso dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica alla Commissione europea ai sensi dell'Articolo 19(1) della Governance Regulation (Regolamento UE 2018/1999 non include un’analisi di eventuali progetti relativi all’adattamento.

    Fonte dei dati

    Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Regioni, Province autonome

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Two year
    Accessibilità dei dati di base

    I dati sono stati raccolti dal Ministero dell'ambiente e della Sicurezza Energetica per adempiere all’obbligo di trasmettere alla Commissione europea, con cadenza biennale le informazioni relative al National climate change adaptation planning and strategies ai sensi dell' Articole 19(1) del Regolamento (UE) 2018/1999 sulla Governance dell’Unione dell’Energia e dell’Azione per il Clima; 

    Copertura spaziale

    Regionale 20/20

    Copertura temporale

    Dicembre 2021; 

    Marzo 2025

    Core SET
    7° Programma di azione per l’Ambiente Europeo (7° EAP) - Dati sull’ambiente
    Descrizione della metodologia di elaborazione

    L'indicatore restituisce, sia per le Strategie sia per i Piani di Adattamento, in numero assoluto quante regioni hanno: iniziative verso l'adozione di Strategie/Piani, iniziative settoriali, percorso iniziato, approvazione.  

    La fotografia aggiornata a marzo 2025, si basa sui dati contenuti nel National climate change adaptation planning and strategies, documento trasmesso con cadenza biennale dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica alla Commissione Europea ai sensi dell'Articolo 19(1) della Governance Regulation (Regolamento UE 2018/1999), che disciplina le modalità di rendicontazione dei progressi degli Stati membri in materia di energia e clima.

    Periodicità di aggiornamento
    Biennale
    Qualità dell'informazione

    L’informazione è fornita direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Poiché il documento trasmesso non risulta completamente esaustivo, si è reso necessario integrare i dati attraverso la consultazione dei siti istituzionali delle regioni e delle province autonome.
    Pur trattandosi di una fonte diversa rispetto a quella utilizzata nelle precedenti edizioni dell’indicatore, i risultati rimangono pienamente confrontabili nel tempo.
     

    Stato
    Scarso
    Trend
    Stabile
    Valutazione/descrizione dello stato

    Nel 2025 risultano sette Strategie di Adattamento e due Piani di Adattamento formalmente approvati.

    Rispetto al 2021, la mappa dell’Italia relativa alle Strategie di Adattamento mostra una copertura completa  (Figura 1): tutte le regioni e province autonome hanno avviato un percorso in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, seppure con livelli differenti di avanzamento verso l’approvazione. In ogni caso, tutte le amministrazioni regionali e provinciali hanno adottato almeno un atto o un’iniziativa riconducibile al tema dell’adattamento.

    Diversa la situazione per i Piani di Adattamento, dove si evidenzia un quadro ancora disomogeneo (Figura 2): circa la metà delle regioni e province autonome non ha ancora intrapreso un percorso formale verso l’elaborazione o l’adozione di un piano specifico

    La principale novità dei dati 2025 riguarda l’aumento dei percorsi avviati verso la definizione delle Strategie di Adattamento, segnale di una crescente attenzione al tema a livello regionale e provinciale.

    Valutazione/descrizione del trend

    Al 2025 risultano sette Strategie di Adattamento approvate. Rispetto al precedente rilevamento, si sono aggiunte Liguria, Molise e Marche alle Regioni che già disponevano di una Strategia (Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna e Valle d’Aosta) (Figura 1 e  Figura 3), mentre nel 2018 le Strategie approvate erano soltanto due (Lombardia ed Emilia-Romagna). Si osserva un’attenzione crescente, anche se molto lenta rispetto alle esigenze poste dal cambiamento climatico.
    Per quanto riguarda i Piani di Adattamento, si registra l’aggiunta di un secondo piano nel 2025 (Figura 2 e Figura 4). 

    Commenti

    Lombardia e Marche risultano collocate nella fase più avanzata del percorso di adattamento ai cambiamenti climatici, avendo entrambe approvato una Strategia Regionale di Adattamento (rispettivamente nel 2014 e nel 2021) e il relativo Piano di attuazione (nel 2016 e nel 2025).
    Le regioni che hanno adottato esclusivamente la Strategia sono Emilia-Romagna, Sardegna, Liguria, Valle d’Aosta e Molise.

    Nel 2025 sono nove le regioni e province autonome che hanno avviato un percorso verso l’elaborazione di una Strategia di Adattamento: la provincia autonoma di Trento (2021), l’Umbria (2019 e 2021), la Puglia (2020), il Piemonte (2022), il Friuli-Venezia Giulia (2023), il Lazio (2023), la Campania (2024), il Veneto (2024) e la Sicilia (2023).

    Hanno invece intrapreso altre tipologie di iniziative la Basilicata (2018), la Toscana (2022), la provincia autonoma di Bolzano (2024) e la Calabria (2024); a questo gruppo si aggiunge anche l’Abruzzo, che nel 2015 ha avviato un percorso limitato al solo Piano di Adattamento. In molti casi, tali iniziative prevedono l’integrazione del tema dell’adattamento all’interno di piani ambientali di altra natura (ad esempio decarbonizzazione o sviluppo sostenibile). Questo tipo di scelta potrebbe avere il vantaggio di conciliare la necessaria e imprescindibile mitigazione dei cambiamenti climatici (riduzione delle emissioni) con l’adattamento, evitando così il cosiddetto “maladattamento”.

    La rilevazione del 2025 non consente tuttavia di indagare sui progetti concretamente avviati sul tema dell’adattamento dalle regioni e province autonome, né di verificare la presenza di analisi climatiche e valutazioni di vulnerabilità territoriale.

    Nel complesso, i dati indicano che l’importanza dell’adattamento è stata recepita dalle istituzioni regionali e provinciali: rispetto al 2021, infatti, non si registrano più regioni o province prive di un percorso avviato o di atti settoriali in materia. Può quindi ritenersi raggiunto il traguardo della consapevolezza.

    Purtroppo, però si conferma che non è stata colta l’urgenza che l’adattamento richiede, essendoci ancora poche Strategie adottate e percorsi avviati da molti anni ma non conclusi.
    I Piani di Adattamento ai Cambiamenti Climatici dovrebbero seguire le Strategie indicando azioni e misure concrete.

    Allegati
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    Figura 1: Strategie regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (2025)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASE

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    Figura 2: Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (2025)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASE

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    Figura 3: Strategie regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (2021)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati forniti al MASE dalle Regioni

     

    Note

    I dati derivano da un questionario somministrato dal Ministero dell’Ambiente alle Regioni.

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    Figura 4: Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (2021)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati forniti al MASE dalle Regioni

    Note

    I dati derivano da un questionario somministrato dal Ministero dell’Ambiente alle Regioni.

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