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AGGIORNAMENTO CARTOGRAFIA GEOLOGICA UFFICIALE

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Il Progetto di Cartografia Geologica d’Italia alla scala 1:50.000 (Progetto CARG) prevede la copertura totale del territorio italiano attraverso la realizzazione dei 634 fogli che costituiscono la Carta geologica d'Italia alla scala 1:50.000.

CONSUMO DI SUOLO IN AREA COSTIERA

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Il suolo consumato in percentuale nei primi 300 metri dalla linea di costa è più del triplo del valore medio del resto del territorio nazionale e in due delle 15 regioni bagnate dal mare interessa quasi la metà della superficie, con un massimo in Liguria (48,15%) e nelle Marche (45,64%); il valore rimane al di sopra della media nazionale per 9 regioni su 15 nella fascia tra 300 e 1.000 metri dalla linea di costa, con un massimo in Emilia-Romagna (35,67%) e per 9 regioni su 15 tra i 1.000 e i 10.000 metri 

SITI DI ESTRAZIONE DI RISORSE ENERGETICHE: OLIO E GAS

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L'indicatore quantifica le attività di estrazione di risorse minerarie energetiche fossili (olio e gas) in Italia, fornendo dati su ubicazione dei siti, produzione, riserve e potenziali impatti ambientali. Al 30 novembre 2024, risultano 154 concessioni di coltivazione (55 in mare), 23 permessi di ricerca (6 in mare) e 15 concessioni di stoccaggio gas, concentrate in Pianura Padana. La produzione di olio, concentrata in Basilicata (91% del totale), è stabile, mentre quella di gas è in calo, con 3 miliardi di Sm³ estratti nel 2023. La sospensione delle attività di ricerca dal 2019 e l’introduzione del PiTESAI hanno ridotto le concessioni, mitigando l'impatto ambientale. Le riserve certe italiane ammontano a 41,8 miliardi di Sm³ di gas (65,2% a terra) e 84,6 milioni di tonnellate di olio, concentrate soprattutto in Basilicata e Sicilia.

SITI DI ESTRAZIONE DI MINERALI DI PRIMA CATEGORIA (MINIERE)

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L'indicatore considera gli insediamenti estrattivi di minerali di prima categoria, come classificati dalla normativa in vigore, con l'esclusione delle fonti energetiche fluide e delle sorgenti di acque minerali e/o termali, presenti sul territorio nazionale dal 1870 ad oggi. Ha la duplice valenza di individuazione dei potenziali giacimenti minerari ancora sfruttabili con tecniche sostenibili e di localizzazione delle potenziali fonti inquinanti legate alle vecchie metodiche estrattive. Dei 3.016 siti che sono stati in produzione negli ultimi 150 anni, solo 94 hanno una concessione ancora in vigore e 76 sono i siti che risultano in produzione nel corso del 2020. 562 siti minerari dismessi o abbandonati presentano un grado di rischio ecologico-sanitario da medio ad alto. Diversi siti minerari musealizzati sono entrati a far parte della Rete nazionale dei musei e parchi minerari - REMI, coordinata da ISPRA.