Angelo Santini, Fabio Tatti
Nel 2024, il rapporto tra i quantitativi di organico riciclati e i quantitativi raccolti in modo differenziato è pari all'82,1%, dato in aumento sia rispetto a quello del 2023 (80,9%) sia quello del 2022 (79,9%).
I rifiuti organici rappresentano un flusso fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti urbani previsti dalla normativa vigente in materia. Risulta, quindi, essenziale, da un lato intercettare quantità crescenti attraverso l’efficientamento della raccolta differenziata, in modo da ridurre quanto più possibile le quantità destinate allo smaltimento in discarica. L'indicatore misura il rapporto tra il quantitativo annuale di organico raccolto attraverso la raccolta differenziata e quello riciclato e fa parte del core set degli indicatori individuati dalla Strategia Nazionale per l’economia circolare.
Misurare i progressi della politica della circolarità permettendo così di creare la base per identificare gli obiettivi comuni di lungo termine e definire nuove politiche.
Per la frazione organica l’obbligo di raccolta è in vigore a livello di Unione Europea a partire dal 31 dicembre 2023 (articolo 22 della Direttiva 2008/98/CE). In Italia, ai sensi dell’articolo 182-ter del D.Lgs. n. 152/206, l’obbligo di raccolta è, invece, in vigore, per tutti i comuni, a partire dal 31 dicembre 2021.
Nella raccolta della frazione umida sono inclusi, sulla base del comma 6 del citato articolo 182-ter, gli imballaggi e i materiali biodegradabili e compostabili, certificati UNI EN 13432. La normativa sulla raccolta dell’organico e dei rifiuti in plastica biodegradabile e compostabile è importante in quanto:
- contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento dell’obiettivo nazionale complessivo di raccolta differenziata che deve essere pari almeno al 65% dei rifiuti urbani;
- concorre in modo rilevante all’obiettivo europeo del riciclaggio dei rifiuti urbani (50% al 2020, 55% al 2025).
ISPRA - Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
I dati della raccolta su scala nazionale, per macroarea regionale, regionale, provincia e comune sono liberamente consultabili e scaricabili dal sito www.catasto-rifiuti.isprambiente.it.
Nazionale
2020-2024
L'indicatore è ottenuto rapportando la quantità totale del rifiuto organico riciclato al quantitativo del rifiuto organico raccolto in Italia.
Nel 2024, il rapporto tra i quantitativi di organico riciclati e i quantitativi raccolti in modo differenziato è pari al 82,1% (Tabella 1 e Figura 1).
Il trend dal 2020 è in crescita. Nel 2024 si rileva un valore percentuale pari al 82,1%, in leggero aumento rispetto al 80,9% del 2023 e al 79,9% del 2022 (Tabella 1 e Figura 1).
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Titolo
Andamento del rapporto tra quantitativi di organico riciclati e quantitativi raccolti in modo differenziato, anni 2020-2024 Fonte
ISPRA |
Dal confronto dei dati complessivi di raccolta differenziata (67,7% nel 2024) e riciclaggio (52,3%) dei rifiuti urbani, si rileva uno scostamento non trascurabile tra raccolta e recupero di materia, che indica la necessità di porre particolare attenzione alla qualità della raccolta, che nel caso del rifiuto organico, riveste un ruolo prioritario al fine di garantire la produzione di un ammendante (compost) rispondente ai requisiti della normativa e, di conseguenza, commercializzabile come prodotto (Tabella 1). Inoltre, il rifiuto organico avviato a riciclaggio è la frazione merceologica più influente sulla percentuale dei rifiuti urbani riciclati con una quota pari al 40,9%.