QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI SMALTITI IN DISCARICA E NUMERO DI DISCARICHE

Data aggiornamento scheda
Autori

Patrizia D'Alessandro

Abstract

 Nel 2024, i quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica ammontano ad oltre 4,4 milioni di tonnellate, e il numero delle discariche operative è pari a 102 impianti. Si registra una riduzione, rispetto al 2023, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 3,7% (-170 mila tonnellate), e del numero degli impianti pari all’8,9% (-10 impianti). 

Descrizione

Rappresenta la quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica e il numero delle discariche operative che smaltiscono rifiuti urbani.

Scopo

Verificare l’applicazione della gerarchia europea sulla gestione dei rifiuti prevista dall’art. 4 della Direttiva 2008/98/CE e successive modificazioni, che prevede lo smaltimento in discarica come forma residuale di gestione. Verificare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dello smaltimento della frazione biodegradabile dei rifiuti urbani in discarica.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
It has a threshold or reference value against which it can be compared.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e successive modificazioni.

Decisione 2003/33/CE decisione che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell’art. 16 e dell’allegato II della Direttiva 1999/31/CE e successive modificazioni.

D.Lgs. 36/2003 attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti e successive modificazioni.

D.Lgs. 152/2006 norme in materia ambientale - parte IV e successive modificazioni.

Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e successive modificazioni.

DM 27 settembre 2010 definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, modificato dal DM 24 giugno 2015.

Direttiva 2018/850/UE che modifica la Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti.

Direttiva 2018/851/UE che modifica la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti. 

D.Lgs. n. 121/2020 (3 settembre 2020) che recepisce la Direttiva 2018/850/UE.

La Direttiva 1999/31/CE stabilisce, per ciascuno Stato membro, che a partire dalla data di entrata in vigore della stessa: entro cinque anni i rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica devono essere ridotti al 75% del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1995; entro otto anni devono essere ridotti al 50%; ed entro quindici anni devono essere ridotti al 35%. Tale Direttiva è stata recepita, nell’ordinamento nazionale, con il D.Lgs. 36/2003 che stabilisce i requisiti operativi e tecnici per gli impianti di discarica definendo le procedure, i criteri costruttivi e le modalità di gestione di tali impianti al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente dei luoghi di raccolta dei rifiuti. Ai sensi del citato decreto le regioni, a integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, hanno elaborato un programma per la riduzione della frazione biodegradabile da collocare in discarica, allo scopo di raggiungere gli obiettivi fissati di smaltimento dei rifiuti biodegradabili, per il breve termine (173 kg/anno per abitante entro il 2008), medio termine (115 kg/anno per abitante entro il 2011) e lungo termine (81 kg/anno per abitante entro il 2018). 

La Direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi cardine in materia di rifiuti individuando un ordine di priorità che dovrà incoraggiare l’opzione di gestione ambientalmente migliore. In questo ordine di priorità lo smaltimento in discarica è l’opzione meno preferibile da utilizzare come forma residuale di gestione. 

I criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica sono individuati dal D.Lgs. 36/2003 e, soprattutto, dal DM 27 settembre 2010 che traspone la Decisione 2003/33/CE della Commissione europea.

La Direttiva 2018/850/UE entrata in vigore il 4 luglio 2018, che ha modificato la Direttiva 1999/31/CE, prevede la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani fissando al 2035 l’obiettivo di riduzione di tali rifiuti in discarica al 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti. 

Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 121 (che modifica il D.Lgs. 152/2006), definisce i nuovi obiettivi di riciclaggio entro il 2030, il raggiungimento di almeno il 65% e di riduzione dello smaltimento in discarica, entro il 2035, a non più del 10% dei rifiuti prodotti.

DPSIR
Pressione
Risposta
Tipologia indicatore
Performance (B)
Riferimenti bibliografici

ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani - Edizione 2025 (Rapporti n. 419/2025, versione integrale)

https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2025

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base
Copertura spaziale

Nazionale (I), Regionale (R 20/20)

Copertura temporale

1997-2024

Core SET
7° Programma di azione per l’Ambiente Europeo (7° EAP) - Dati sull’ambiente
SDGs Indicators
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
Strategia Nazionale Sviluppo Sostenibile (SNSvS)
OECD-Environment at Glance
EEA - Set of Indicators
SDG goals
Goal 11: Città e comunità sostenibili
Descrizione della metodologia di elaborazione

I dati sullo smaltimento in discarica, sono stati elaborati a partire dalle informazioni contenute nelle dichiarazioni MUD (Modello unico di dichiarazione ambientale) - 2025, anno di riferimento 2024, per i rifiuti urbani, effettuate dai gestori degli impianti. Successivamente, si è proceduto a un confronto con le informazioni raccolte attraverso l’invio di appositi questionari, predisposti da ISPRA, e inviati a tutti i soggetti competenti in materia di autorizzazioni e controlli (Regioni, Province, Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e Osservatori Provinciali sui rifiuti). Nella fase di elaborazione dei dati si riscontrano, spesso, alcune incongruenze che rendono necessarie indagini puntuali sui singoli impianti.

La quota di rifiuti biodegradabili è stimata da ISPRA sulla base dei valori relativi alle diverse frazioni merceologiche presenti nel rifiuto indifferenziato allocato in discarica, accertati attraverso specifiche campagne di indagine.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo gestione sostenibile dei rifiuti e rispetto della gerarchia prevista dalla normativa europea). I dati sullo smaltimento in discarica sono stati elaborati a partire dalla dichiarazione presentate dai gestori degli impianti confrontati attraverso l’invio di un apposito questionario, predisposto da ISPRA a tutti i soggetti competenti in materia di autorizzazioni e controlli. Sono stati anche eseguiti controlli puntuali sui singoli impianti per superare le incongruenze emerse. Tale metodologia ha permesso di ottenere la completa copertura temporale e spaziale per tutte le regioni e una buona affidabilità dei dati, con relativa comparabilità nel tempo e nello spazio.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

Analizzando il dato dello smaltimento in discarica rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani (oltre 29,9 milioni di tonnellate) si rileva che il 14,8% dei rifiuti urbani prodotti viene ancora smaltito in discarica a livello nazionale (Figura 1). Tale percentuale dovrà, secondo quanto prevede la Direttiva 2018/850/UE scendere al 10% entro il 2035. 

Valutazione/descrizione del trend

Nel periodo 2000-2024, la quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica si riduce del 79,8%, delineando un trend positivo (Tabella 1). In particolare, nel 2024 si registra un decremento, rispetto al 2023, pari al 3,7%, e una riduzione del numero di impianti (-10). Nel Nord, infatti, il numero delle discariche passa dai 49 impianti del 2023 ai 45 nel 2024, nel Centro da 24 a 23 e nel Sud da 39 a 34 (Tabella 3).

Commenti

Nel 2024, i quantitativi di rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica ammontano ad oltre 4,4 milioni di tonnellate con una riduzione, rispetto al 2023, di circa 170 mila tonnellate (Tabella 1).
Il 28,8% del totale smaltito (circa 1,3 milioni di tonnellate) viene gestito negli impianti del Nord, il 34,1% (1,5 milioni di tonnellate) è avviato a smaltimento al Centro e il 37,1% (oltre 1,6 milioni di tonnellate) agli impianti del Sud (Tabella 2).

L’analisi dei dati evidenzia, tra il 2023 e il 2024, una riduzione di 35 mila tonnellate (-2,7%) delle quantità smaltite nel Nord. Su scala regionale il calo è riscontrabile in Lombardia (-18,9%; -21 mila tonnellate), in Piemonte (-7,9%; -20 mila tonnellate circa), in Liguria (-6,4%; -19 mila tonnellate), e in Valle d’Aosta (-12,1%; -3 mila tonnellate). Diversamente, si registra, un incremento in Emilia-Romagna (+6%) che può essere attribuito da un lato, ad una maggiore produzione regionale dei rifiuti urbani e dall’altro all’aumento dei flussi importati da altre regioni. Anche in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto si rilevano aumenti, rispettivamente del 20% (+11 mila tonnellate) e dello 0,6% (+2 mila tonnellate). Infine, in Trentino-Alto Adige dove è presente un impianto operativo in più, i rifiuti smaltiti passano da 3.372 tonnellate del 2023 a 7.467 tonnellate nel 2024.

Nelle regioni centrali si osserva una riduzione di circa 8 mila tonnellate (-0,5%). Le quantità smaltite nel Lazio decrescono del 23,3% (-50 mila tonnellate circa), anche per effetto di una capacità impiantistica non sufficiente a garantire la completa gestione dei propri rifiuti. Per tale regione, infatti, si rilevai un conferimento in impianti localizzati in altre regioni, pari a 171 mila tonnellate, (comunque in calo, rispetto al 2023, di 21 mila tonnellate). Anche le Marche fanno registrare una riduzione delle quantità di rifiuti urbani smaltiti nelle discariche regionali (-1,6%). Nel caso della Toscana si rileva, invece, un incremento del 2,8% (+23 mila tonnellate circa), così come per l’Umbria (+16,2%; +24 mila tonnellate).

Al Sud si denota una riduzione di circa 127 mila tonnellate (-7,2%) delle quote smaltite all’interno della macroarea, ascrivibile soprattutto ai minori quantitativi gestiti in Calabria (-71 mila tonnellate circa, -53,5%) dove si assiste, all’incremento dei flussi esportati fuori regione, per essere sottoposti a trattamenti intermedi e dei flussi avviati all’estero, oltre che ad un leggero incremento della raccolta differenziata. Si registrano diminuzioni anche in Abruzzo (-43 mila tonnellate, -20,2%) e in Puglia (-41 mila tonnellate circa, -10,3%). I quantitativi smaltiti in quest’ultima regione, ricomprendono circa 29 mila tonnellate importate da territori extra regionali. Lo smaltimento decresce, inoltre, in Sicilia (-11 mila tonnellate, -1,5%), e in Basilicata (-6 mila tonnellate circa, -20,4%). Aumentano, invece, le quantità smaltite in Molise (+25,2%, pari a 18 mila tonnellate provenienti da altre regioni) e in Sardegna, (+14,2%, +26 mila tonnellate circa). In Campania, dove già dal 2021 non sono presenti impianti operativi, si assiste ad un incremento dei rifiuti avviati a smaltimento fuori dal territorio regionale, il cui quantitativo passa da circa 29 mila tonnellate del 2023 a circa 57 mila tonnellate nel 2024. Tali rifiuti, interamente generati dal trattamento dei rifiuti urbani, sono unicamente identificati con il codice EER 191212, e sono smaltiti in Puglia (28 mila tonnellate), Emilia-Romagna (9 mila tonnellate), Toscana (circa 8 mila tonnellate), Abruzzo (circa 7 mila tonnellate), Umbria (3 mila tonnellate), Marche (circa 900 tonnellate), e Friuli-Venezia Giulia (828 tonnellate).

Nel 2024, a livello nazionale, sono operative 102 discariche per rifiuti non pericolosi che hanno ricevuto rifiuti di origine urbana. Rispetto al 2023, il censimento ha evidenziato una riduzione del numero complessivo di impianti di 10 unità. Al Nord il numero di impianti passa da 49 a 45, al Centro da 24 a 23 e al Sud da 39 a 34 (Tabella 3). Delle 102 discariche per rifiuti non pericolosi 21 ricevono solo rifiuti urbani (3 impianti al Nord, 3 al Centro, e 15 al Sud), le restanti 81 ricevono sia rifiuti urbani che rifiuti speciali. 

Il D.Lgs. 36/2003 e successive modificazioni prevede obiettivi di riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (RUB), da raggiungersi a livello di ambito territoriale ottimale, a breve (173 kg/anno per abitante entro il 2008), medio (115 kg/anno per abitante entro il 2011) e lungo termine (81 kg/anno per abitante entro il 2018).

Il pro capite nazionale di frazione biodegradabile in discarica risulta, nel 2023, pari a 45kg per abitante, al di sotto dell’obiettivo stabilito dalla normativa italiana per il 2018 (81 kg/anno per abitante) (Figura 2).
Nel 2024, 12 Regioni hanno conseguito l’obiettivo fissato per il 2018 (Trentino-Alto Adige, Lombardia, Lazio, Calabria, Emilia-Romagna, Basilicata, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Puglia, Abruzzo e Sardegna), (la Campania non viene considerata in quanto non dispone di impianti). L’Abruzzo e la Sardegna, si collocano entrambe a 81 kg/abitante, mentre, la Sicilia (92 kg/abitante) si pone leggermente al di sopra dell’obiettivo. 

Valori di pro capite al di sotto dei 130 kg/abitante si rilevano in Liguria (111 kg/abitante), in Valle d’Aosta (122 kg/abitante), e in Umbria (123 kg/abitante).

Le regioni più lontane dall’obiettivo sono, invece, il Molise (191 kg/abitante), la Toscana (138 kg/abitante), e le Marche (132 kg/abitante). I valori registrati in queste ultime regioni, risentono dell’incidenza delle quote di rifiuti provenienti da fuori regione. (Figura 2).

Dati
Allegati
Titolo

Table 1: Municipal waste landfilled, by geographical macro-area

Fonte

ISPRA

Titolo

Table 2: Amount of municipal waste landfilled at the regional level

Fonte

ISPRA

Titolo

Table 3: Number of municipal waste landfills by region

Fonte

ISPRA

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Titolo

Figure 1: Trend of the percentage of municipal waste landfilled relative to the total municipal waste generated

Fonte

ISPRA

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Titolo

Figure 2: Per capita amount of biodegradable municipal waste landfilled

Fonte

Processing by ISPRA based on ISPRA and Istat data