QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI RECUPERATI

Data aggiornamento scheda
Autori

Gabriella Aragona

Abstract

L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero (R1-R12) di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. Nel 2024 i quantitativi di rifiuti speciali recuperati sono consistenti, pari al 75,2% del totale gestito (187,2 milioni di tonnellate) e il trend risulta in continua crescita (+8,8% nell'ultimo triennio). La quantità totale di rifiuti speciali recuperati ammonta a 140,8 milioni di tonnellate, di cui 4,3 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (26,3% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (8,7%).

Descrizione

L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero (R1-R12) di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006.

Scopo

Verificare l'efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti con particolare riferimento all'incentivazione del recupero e riutilizzo dei rifiuti, sia di materia sia di energia.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Il D.Lgs. 152/06, in linea con la Strategia europea in materia di gestione dei rifiuti, all’art. 181, comma 3, stabilisce l’adozione di misure volte a promuovere il recupero dei rifiuti conformemente ai criteri di priorità (art. 179), ovvero, nel rispetto della seguente gerarchia: 

• prevenzione, 

• preparazione per il riutilizzo, 

• riciclaggio, 

• recupero di altro tipo (es. recupero energetico) e smaltimento. 

Oltre a ciò, lo stesso comma 3, stabilisce che devono essere adottate misure tese a promuovere il riciclaggio di alta qualità. All’articolo 183, comma 1, lettera u), viene espressamente definito come riciclaggio: “qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini”.

DPSIR
Pressione
Risposta
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA - Rapporto rifiuti speciali - Edizione 2026

Fonte dei dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

Banca dati MUD, non accessibile al pubblico

Copertura spaziale

Nazionale, regionale

Copertura temporale

1997-2024

Variabili

Quantità di rifiuti speciali recuperati (tonnellate)

Core SET
7° Programma di azione per l’Ambiente Europeo (7° EAP) - Dati sull’ambiente
Altri Core set

Green Deal

SDG goals
Goal 12: Consumo e produzione responsabili
Descrizione della metodologia di elaborazione

L’indicatore è costruito sommando le quantità dei rifiuti speciali recuperati secondo le seguenti operazioni di recupero: R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia; R2: Rigenerazione/recupero di solventi; R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche); R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici; R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche; R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi; R7: Recupero dei prodotti che servono a ridurre l'inquinamento; R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori; R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli; R10: trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia; R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10; R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11. Il dato nazionale viene fornito disaggregato per regione.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L’indicatore fornisce un quadro rappresentativo delle pressioni sull’ambiente e risponde a precise domande di informazione (obiettivo: massimizzazione del recupero dei rifiuti nelle sue varie forme), è inoltre confrontabile a livello internazionale. I dati vengono raccolti secondo modalità comuni a livello nazionale e validati secondo metodologie condivise, sono dunque comparabili nel tempo e nello spazio.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

I quantitativi di rifiuti speciali recuperati sono consistenti, 75,2% del totale gestito (187,2 milioni di tonnellate), pari a 140,8 milioni di tonnellate (Tabella 1).

Valutazione/descrizione del trend

Tra il 1997 e il 2024 il trend risulta in continua crescita, l'unica flessione importante (-2,6%), dovuta probabilmente alla crisi economica, si riscontra nel 2012 rispetto al 2011 (Tabella 1), coerentemente con la diminuzione dei quantitativi prodotti (-3%). In particolare, nell’ultimo decennio (2015-2024), i quantitativi di rifiuti speciali recuperati aumentano del 55,4%.

Commenti

La quantità totale di rifiuti speciali recuperati (operazioni da R1 a R12) ammonta, nel 2024, a 140,8 milioni di tonnellate, di cui circa 4,3 milioni di tonnellate sono pericolosi. Rispetto al 2023 (132,6 milioni di tonnellate recuperate) si registra un aumento, pari al 6,2% (Tabella 1). Fra le regioni con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato spicca la Lombardia (26,3% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall’Emilia-Romagna (8,7%) (Tabella 2 e Figura 1).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Trend della quantità di rifiuti speciali recuperati* in Italia

Fonte

ISPRA

Legenda

* Le operazioni considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti:R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, R2: Rigenerazione/recupero di solventi, R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche), R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi, R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti, R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori, R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli, R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10, R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11.

Titolo

Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali totali e speciali pericolosi recuperati per regione

Fonte

ISPRA

Note

La quantità totale di rifiuti speciali recuperati dal 2011 contiene anche l'operazione R12 che negli anni precedenti non era considerata.

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Titolo

Figura 1: Quantità di rifiuti speciali recuperati

Fonte

ISPRA