Descrizione 1
Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
Le infrastrutture turistiche costiere, e in particolare i porti turistici, esercitano pressioni rilevanti sugli ecosistemi marini e costieri. L’indicatore valuta la pressione ambientale potenziale associata ai porti turistici attraverso il numero complessivo di posti barca e la loro densità per chilometro di costa a livello regionale. Sulla base dei dati 2023, il numero complessivo di posti barca in Italia risulta pari a 161.778, con una densità media nazionale di 19,6 posti barca per km di costa, evidenziando un aumento rispetto al 2022 e una distribuzione territoriale fortemente disomogenea.
I porti sono importanti attrazioni turistiche della costa che forniscono valore aggiunto ai servizi offerti in un determinato luogo e tendono ad attrarre le persone con una specifica esigenza di turismo. La costruzione dei porti turistici può ledere gli ecosistemi costieri e avere un impatto sulla morfologia della costa. Tuttavia, la dimensione del porto in termini di numero dei posti barca è un rilevante indicatore dell'intensità di utilizzo. Più ormeggi/posti barca un porto marittimo dispone, maggiore è il potenziale sia dell’inquinamento dovuto ad attività di manutenzione delle barche, sia della pressione delle attività marittime ricreative. Studi hanno dimostrato che residui anti-incrostanti sono presenti in molti sedimenti portuali, arrecando una minaccia per l'ambiente marino locale in generale. L'indicatore mostra, per le regioni costiere, il numero di posti barca per km di costa.
Monitorare la potenziale pressione generata dai porti turistici sull’ambiente marino locale.
Non esistono obiettivi da ottemperare per l'indicatore, tuttavia si inserisce in quadro normativo che tiene conto delle politiche europee e nazionali in materia di turismo sostenibile, regolamenti europei relativi agli ecosistemi marino-costieri (ad esempio Direttiva Quadro Strategia Marina e/o Direttiva Habitat, regolamenti di pianificazione nazionale e/o locali).
Descrizione 2
Anthony, E.J. (1997): The status of beaches and shoreline development options on the French Riviera: a perspective and a prognosis. Journal of Coastal Conservation 3: 169-178.
Cassi, R., Tolosa, I. & De Mora, S. (2008): A survey of antifoulants in sediments from Ports and Marinas along the French Mediterranean coast. Marine Pollution Bulletin 56 (11): 1943-1948.
Konstantinou, I.K. & Albanis, T.A. (2004): Worldwide occurrence and effects of antifouling paint booster biocides in the aquatic environment: a review. Environment International 30: 235-248.
Martínez, K., Ferrer, I., Hernando, M.D., Fernández-Alba, A.R., Marcé, R.M., Borrull, F. & Barceló. D. (2001): Occurrence of Antifouling Biocides in the Spanish Mediterranean Marine Environment. Environmental Technology 22 (5): 543-552.
Qualificazione dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MIT (Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti)
Regioni costiere
2010-2023
Qualificazione indicatore
Numero di posti barca per regione, tipologia di struttura e classi di lunghezza e percentuale di distribuzione per km di costa.
Nel 2023, in Italia si contano complessivamente 161.778 posti barca, con una densità media pari a 19,6 posti barca per chilometro di costa. Il quadro regionale evidenzia forti differenze: il Friuli-Venezia Giulia presenta valori di densità superiori a 130 posti barca per km di costa, mentre la Liguria, con 24.853 posti barca, mostra una densità pari a 65,7 posti barca per km. Al contrario, Sardegna (8,5 posti barca/km), Calabria (9,2 posti barca/km) e Sicilia (11,1 posti barca/km) registrano livelli sensibilmente inferiori. Nel complesso, lo stato è valutato come scarso, in relazione all’elevata concentrazione infrastrutturale in specifiche aree costiere e ai potenziali impatti ambientali associati.(Tabella 1).
Nel periodo 2010–2023, il numero di posti barca in Italia mostra un andamento complessivamente crescente, indicando un progressivo rafforzamento della dotazione infrastrutturale a supporto della nautica da diporto e del turismo costiero. Tale dinamica riflette, da un lato, una crescente domanda di servizi turistici e ricreativi legati al mare, con potenziali ricadute positive in termini economici e occupazionali a livello locale.
Dal punto di vista ambientale, l’aumento strutturale dei posti barca comporta tuttavia un incremento della pressione potenziale sugli ecosistemi costieri, in particolare nelle aree già caratterizzate da elevate densità infrastrutturali. Anche se la variazione osservata nel confronto 2022–2023 risulta contenuta, essa si inserisce in una tendenza di lungo periodo che richiede attenzione in termini di pianificazione e gestione sostenibile.
Nel complesso, il trend è valutato come moderatamente negativo sotto il profilo ambientale, pur riconoscendo il ruolo dei porti turistici come fattore di sviluppo economico e di attrattività turistica delle aree costiere. (Figura 1).
Dati
Tabella 1: Numero di posti barca per regione, tipologia di struttura e classi di lunghezza e percentuale di distribuzione per km di costa (30/9/2023)
Elaborazione ISPRA su dati MIT e ISPRA
Le strutture destinate alla nautica da diporto sono classificabili, in base all'art.2 del D.P.R. 2 Dicembre 1997 n.509, in tre tipologie: porto turistico, approdo turistico e punto di ormeggio
Nel 2023, la distribuzione dei posti barca lungo le coste italiane evidenzia una marcata disomogeneità territoriale, come illustrato in Figura 2, con una forte concentrazione delle infrastrutture in alcune regioni del Nord e del Centro e valori sensibilmente più contenuti nelle regioni insulari e meridionali. Tale configurazione riflette differenti modelli di sviluppo della nautica da diporto e diverse caratteristiche geomorfologiche e insediative delle coste.
La lettura spaziale dell’indicatore mette in evidenza come la pressione ambientale potenziale non sia uniformemente distribuita, ma risulti localmente significativa nelle aree a più alta densità di porti turistici. Questi elementi sottolineano l’importanza di politiche di pianificazione costiera differenziate, orientate a bilanciare le esigenze di sviluppo turistico ed economico con la tutela degli ecosistemi marini e costieri.