Cristina Frizza
L’indicatore analizza i flussi commerciali di materiali riciclabili, evidenziando nel periodo 2004–2024 un trend di crescita del 20% dei movimenti transfrontalieri (da 12,9 a 15,5 milioni di tonnellate). Risalta l'incremento delle importazioni intra-UE (+34,5%), essenziali per i comparti metallurgico e manifatturiero, e la forte espansione delle esportazioni extra-UE (+83,4%). Nel 2024, il sistema nazionale ha assorbito 12,7 milioni di tonnellate di importazioni, dominate dai metalli ferrosi (5,9 mln t), mentre ha contribuito all'offerta globale con 2,8 milioni di tonnellate esportate, di cui circa la metà costituita da carta e cartone. Tali dinamiche riflettono il consolidamento delle filiere circolari italiane, in piena coerenza con gli obiettivi europei di efficienza delle risorse e riduzione del ricorso a materie prime vergini.
L'indicatore misura i flussi commerciali internazionali di materiali riciclabili (materie prime seconde), quantificando le importazioni e le esportazioni dell'Italia, con riferimento ai principali flussi di rifiuti e materiali destinati a recupero o riciclo. Nello specifico, rileva le quantità di rifiuti e scarti riciclabili, nonché di altre materie prime secondarie (sottoprodotti), che vengono movimentate tra l'Italia e gli altri Stati membri dell'UE (scambi intra-UE) e attraverso i confini dell'Unione (scambi extra-UE).
Misurare i progressi nel settore delle "materie prime secondarie". In un'ottica di circolarità, i materiali derivanti dai rifiuti vengono reiniettati nel sistema economico come nuove risorse, garantendo benefici quali la riduzione dei rifiuti e una maggiore sicurezza nell'approvvigionamento di materie prime. L'analisi di questi flussi permette di: valutare il ruolo dell'Italia nel mercato globale ed europeo del riciclo; monitorare la competitività del sistema industriale nazionale e la sua dipendenza o offerta netta di materiali riciclabili; supportare le politiche di efficienza delle risorse e il monitoraggio del Circular Economy Action Plan dell'UE.
Comunicazione COM (2020) 98 final dell'11 marzo 2020: "A new Circular Economy Action Plan - For a cleaner and more competitive Europe". Questo piano definisce il quadro d'azione europeo per la transizione verso l'economia circolare, in cui il monitoraggio delle materie prime secondarie è un elemento cardine.
Decreto Ministeriale n. 259 del 24 giugno 2022: Approvazione della Strategia Nazionale per l’economia circolare. Si tratta del documento programmatico nazionale che individua azioni, obiettivi e misure per assicurare una transizione effettiva verso un modello economico circolare in Italia.
Quadro di monitoraggio dell'UE per l'economia circolare: L'indicatore è parte integrante del framework europeo volto a misurare i progressi nel settore tematico delle "materie prime secondarie".
Eurostat, Reference Metadata "Trade in recyclable raw materials ": https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/cei_srm020_esmsip2.htm
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
Nazionale
2004-2024
L’elaborazione dell'indicatore segue una procedura multifase basata sull'armonizzazione di dati statistici sul commercio internazionale, articolata nei seguenti passaggi:
- Identificazione della fonte e dei flussi: I dati di base sono estratti dalle statistiche sul commercio internazionale di merci (International Trade in Goods Statistics - ITGS) pubblicate da Eurostat. Vengono considerati i flussi di importazione ed esportazione per l'Italia, distinti in scambi intra-UE (arrivi da Stati membri) ed extra-UE (scambi con paesi fuori dall'Unione)
- Selezione dei prodotti (Mapping): La delimitazione dell'ambito delle "materie prime riciclabili" avviene tramite la selezione di specifici codici della Nomenclatura Combinata (codici CN). L'elaborazione prevede l'applicazione di una tabella di corrispondenza che associa i singoli codici prodotto alle rispettive categorie di materiali (es. carta e cartone, plastica, metalli ferrosi e non ferrosi).
- Aggregazione e calcolo: Per ciascuna categoria di materiale e tipologia di partner commerciale, i dati vengono aggregati per calcolare: Massa netta: Somma delle quantità fisiche espresse in tonnellate. Il totale dell'indicatore include l'intera lista di prodotti definiti "materie prime seconde".
Nel 2024 il commercio di materie prime riciclabili conferma il ruolo dell’Italia nel mercato europeo delle materie prime seconde e la rilevanza del settore nazionale del riciclo nell’ambito dell’economia circolare. I dati evidenziano un volume complessivo di circa 12,7 milioni di tonnellate di materiali riciclabili importati, di cui oltre 8,1 milioni provenienti da Paesi dell’Unione Europea e circa 4,6 milioni da Paesi extra-UE (Tabelle 1 e 2). Tali valori mostrano un elevato livello di integrazione del sistema produttivo nazionale nelle filiere europee del recupero di materia e la capacità dell’industria italiana di utilizzare materiali secondari nei processi produttivi. L’Italia si colloca tra i principali Paesi dell’UE per volumi commerciali di materiali riciclabili, infatti, gestisce circa il 10% delle importazioni extra-UE dell’intera Unione Europea, confermando un ruolo significativo nei flussi internazionali delle materie seconde. Le esportazioni verso Paesi extra-UE, pari a circa 2,8 milioni di tonnellate nel 2024, indicano inoltre la capacità del sistema nazionale di contribuire ai flussi internazionali di materie prime seconde, in particolare nei comparti della carta, del cartone e dei metalli (Tabella 3).
Nel periodo 2004–2024 i flussi commerciali di materiali riciclabili mostrano una crescita positiva, coerente con il progressivo rafforzamento delle filiere dell’economia circolare e del recupero di materia. I movimenti transfrontalieri complessivi dei materiali riciclabili monitorati sono aumentati di circa il 20%, passando da circa 12,9 a 15,5 milioni di tonnellate, evidenziando una crescente rilevanza economica e industriale delle materie prime seconde (Tabelle 1,2 e 3). L’incremento delle importazioni intra-UE (+34,5%) riflette il maggior utilizzo di materiali secondari da parte del sistema produttivo nazionale, in particolare nei comparti metallurgico, cartario e manifatturiero (Tabella 1). Parallelamente, le esportazioni verso Paesi extra-UE mostrano un incremento significativo (+83,4%), indicando un rafforzamento del ruolo dell’Italia nei mercati internazionali delle materie riciclabili (Tabella 3).
Nel complesso, il trend osservato appare coerente con gli obiettivi europei di incremento della circolarità dei materiali e di riduzione del ricorso a materie prime vergini.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Importazioni di materie prime seconde in Italia dall'Europa per tipologia di materiali Fonte
Eurostat |
Titolo
Tabella 2: Importazioni di materie prime seconde in Italia paesi extra EU 27 per tipologia di materiali Fonte
Eurostat |
Titolo
Tabella 3: Esportazioni di materie prime seconde dall'Italia ai paesi extra EU 27 per tipologia di materiali Fonte
Eurostat |
Nel 2024 in Italia le importazioni complessive hanno raggiunto circa 12,7 milioni di tonnellate, di cui oltre 8,1 milioni provenienti da Paesi dell’Unione Europea e circa 4,6 milioni da Paesi extra-UE, a testimonianza della capacità dell’industria nazionale di utilizzare materiali secondari nei processi produttivi (Tabelle 1 e 2).
Il comparto dei metalli ferrosi rappresenta la principale componente dei flussi di approvvigionamento, con oltre 5,9 milioni di tonnellate importate nel 2024, prevalentemente da Paesi UE. Tale dinamica riflette la rilevanza della filiera siderurgica nazionale basata sull’impiego di rottami metallici e il ruolo strategico del riciclo nel settore manifatturiero italiano. Risultano inoltre significativi i flussi relativi ai materiali organici e ai materiali minerali provenienti dai mercati extra-UE, che contribuiscono alla disponibilità di materie seconde per le filiere industriali nazionali (Tabella 1).
Nel corso del 2024 si osserva anche un incremento delle importazioni intra-UE di metalli preziosi destinati al recupero, che potrebbe essere associato al rafforzamento delle attività di valorizzazione delle frazioni a maggiore contenuto tecnologico ed economico (Tabella 1).
Sul fronte delle esportazioni, l’Italia ha esportato verso Paesi extra-UE circa 2,8 milioni di tonnellate di materiali riciclabili. Il comparto della carta e del cartone rappresenta una quota significativa dei flussi esportati, con circa 1,3 milioni di tonnellate (Tabella 3), confermando il ruolo consolidato delle filiere nazionali del recupero di materia. Nel complesso, i dati evidenziano una struttura industriale del riciclo sviluppata e coerente con gli obiettivi europei e nazionali di economia circolare e uso efficiente delle risorse.