Descrizione 1
Giovanni Finocchiaro, Andrea Gagna, Mariangela Soraci
Nel 2021 ogni milione di euro di valore aggiunto dell’industria cartaria italiana (9,27 mld €, prezzi 2015) ha originato ≈ 540 t di CO₂, 3,65 kg di SOx, 0,476 t di NOx, 52 g di COVNM e 0,051 t di PM10. Rispetto al 2020 diminuisce soltanto l’intensità di SOx (-66%), mentre crescono CO₂ (+0,6%), NOx, COVNM e PM10 (tutti +5,3%). Nel confronto di lungo periodo (1990-2021) emergono due dinamiche opposte: SOx –99% (forte spinta all’uso del gas naturale nel comparto) e COVNM –97% (cessazione di alcuni processi produttivi caratterizzati da questo tipo di emissione), contro CO₂ +49 %, NOx +40 % e PM10 +32 %, che riflettono l’aumento dei fabbisogni energetici del comparto.
L’indicatore rapporta le emissioni annue di CO₂, SOx, NOx, COVNM e PM10 generate dal comparto cartario nazionale al valore aggiunto del settore, espresso in milioni di euro concatenati 2015 (fonte Istat). Il risultato, in tonnellate di inquinante per milione di euro di VA (t/M€), fornisce un’indicazione immediata dell’intensità emissiva del comparto, ossia del rapporto tra emissioni e valore economico generato.
Monitorare nel tempo la capacità dell’industria cartaria di disaccoppiare la crescita economica dalle pressioni emissive, fornendo indicazioni utili ai bilanci ambientali di filiera e al reporting richiesto dalla normativa “clima-aria”.
Il Regolamento (UE) n. 525/2013, che abroga la Decisione n. 280/2004/CE, all’articolo 7 (1). (f) stabilisce che entro il 15 gennaio di ogni anno (anno X) gli Stati membri debbano riportare alla Commissione informazioni sugli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, così come definiti nell’Annesso 3 dello stesso Regolamento, con riferimento all’anno X-2.
Il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 749/2014 della Commissione del 30 giugno 2014 riguarda la struttura, il formato, le procedure di trasmissione e la revisione delle informazioni comunicate dagli Stati membri a norma del Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio.
La Decisione della Commissione n. 2005/166/CE del 10 febbraio 2005 stabilisce di monitorare tutte le emissioni di gas serra di origine antropogenica, valutare i progressi nell'adempimento degli impegni assunti nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e del Protocollo di Kyoto, nonché garantire la tempestività, la completezza, l’accuratezza, la coerenza, la comparabilità e la trasparenza del reporting della Comunità e dei suoi Stati membri. Riguardo agli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, la Decisione stabilisce che, entro il 15 gennaio 2005 e per ogni anno successivo, gli Stati membri trasmettano dati e informazioni relativamente a indicatori prioritari, prioritari supplementari e supplementari (indicatori previsti dall’articolo 3 (1) (j), della Decisione n. 280/2004/CE).
Descrizione 2
Rapporto ISPRA 411/2025 – Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2023. National Inventory Document 2025
Rapporto ISPRA 410/2025 – Italian Emission Inventory 1990-2023. Informative Inventory Report 2025
Qualificazione dati
Le serie emissive utilizzate per l’indicatore provengono dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera curato da ISPRA e sono liberamente scaricabili dal portale emissioni.sina.isprambiente.it
Il denominatore economico deriva dai Conti nazionali Istat: la tavola “Valore aggiunto ai prezzi base – settore Fabbricazione di carta e di prodotti di carta e Stampa e riproduzione su supporti registrati – prezzi concatenati 2015” è disponibile in open data sul data-warehouse I.Stat ed esportabile in formati CSV/SDMX.
Nazionale
1990 - 2021
Qualificazione indicatore
Ogni anno ISPRA elabora le emissioni nazionali di CO₂, SOx, NOx, COVNM e PM10 del comparto cartario secondo le linee guida internazionali (IPCC per i gas serra e EMEP/EEA per gli altri inquinanti atmosferici), mentre Istat aggiorna il valore aggiunto del settore ai prezzi concatenati. L’intensità emissiva di ciascun inquinante si ottiene dividendo le tonnellate emesse per i milioni di euro di valore aggiunto; per seguire l’evoluzione nel tempo, la serie viene indicizzata a base 1990 = 100.
Il 2021 segna un leggero peggioramento del profilo emissivo del settore: l’intensità di CO₂ risale a circa 540 t/M€, superando il valore del 2020 di mezzo punto percentuale, e anche NOx, COVNM e PM10 mostrano piccoli incrementi (poco più del 5%). L’unica variazione favorevole riguarda gli ossidi di zolfo, la cui intensità scende nettamente a 3,6 kg/M€, quasi due terzi in meno rispetto all’anno precedente. Nel complesso, lo stato rimane medio-critico: molto buono per SOx e COVNM, adeguato per PM10 e NOx, ma ancora debole sul fronte CO₂.(Tabella 1)
Sul lungo periodo l’indicatore mostra un forte disaccoppiamento per gli inquinanti “classici”: le intensità di SOx si riducono quasi a zero e quelle dei COVNM scendono a circa il 3 % del loro livello iniziale del 1990. Al contrario, le sostanze legate ai consumi energetici peggiorano: l’intensità di CO₂ è oggi circa una volta e mezza quella del 1990, segno che la crescente domanda di calore ed elettricità nel processo cartario ha superato i miglioramenti ottenuti negli impianti. Un andamento simile, seppure meno evidente, si osserva per NOx (+40 %) e PM10 (+32 %). In sintesi, il trend è positivo per gli inquinanti atmosferici convenzionali (SOx, COVNM), ma sfavorevole per quelli legati alla combustione, in particolare la CO₂. (Tabella 1)
Dati
Tabella 1: Intensità delle emissioni in atmosfera nell'industria chimica in Italia, rispetto al valore aggiunto
Elaborazione ISPRA su dati ISPRA (dati sulle emissioni di CO2, NOx, SOx, COVNM e PM10) e Istat (dati sul Valore Aggiunto)
Figura 1: Intensità emissiva, indice 1990 = 100 per CO₂, SOx, NOx, COVNM, CO nell'industria cartaria
Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e Istat
L’andamento complessivo evidenzia un settore in cui gli inquinanti tradizionali sono ormai marginali, mentre le pressioni atmosferiche restano concentrate sulla CO₂ e, in misura minore, su NOx e PM10. Il quadro che ne emerge non è solo di riduzione, ma di ricomposizione del mix emissivo, con uno sbilanciamento sempre più marcato verso i contaminanti energetici. Questo conferma che i progressi più significativi sono già avvenuti nei comparti più facili da abbattere, mentre le sfide attuali riguardano processi e consumi energetici strutturali del settore cartario (Tabella 1 e Figura 1).