INTENSITA' DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA NELL'INDUSTRIA DELLA LAVORAZIONE DEI MINERALI NON METALLIFERI

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Giovanni Finocchiaro, Andrea Gagna, Mariangela Soraci

    Abstract
    Grafici interattivi
    Abstract

    Nel 2023, per ogni milione di euro di valore aggiunto, l’industria dei prodotti minerali non metalliferi italiana ha emesso 1.861,4t di CO₂, a fronte di 1,8t di SOx, 2,6t di NOx, 2,1t di COVNM e 2,3t di PM10. Rispetto al 1990, l’intensità di emissione di NOx è scesa del 72% mentre per gli altri inquinanti a parte un -63% per i SOx c’è una diminuzione meno marcata: NMVOC 40%, CO2 42%, PM10 solo del 15%. Nell’ultimo anno, l’indicatore è migliorato per l’inquinante SOx (-2%), è rimasto tal quale per l’ NOx (2%) ed è aumentato per gli altri inquinanti: COVNM 24%; PM10 17%; CO2 7%. 

    Descrizione

    L’indicatore rapporta le emissioni annuali complessive di cinque macroinquinanti atmosferici prodotti dall’industria della lavorazione dei minerali non metalliferi – CO₂ (da combustione), SOx (ossidi di zolfo); NOx (ossidi di azoto); COVNM (Composti Organici Volatili Non Metanici) e PM10 (materiale particolato) al valore aggiunto del settore (milioni di euro ai prezzi base, valori concatenati 2020).
    Dato il livello di aggregazione scelto, l'indicatore fornisce un'informazione sulla performance ambientale dell'intero settore e non dei singoli processi produttivi. Poiché il denominatore economico riflette la ricchezza effettivamente generata dal comparto, l’indicatore misura la quantità di inquinante rilasciata per unità di valore economico prodotto, offrendo un quadro sintetico dell’efficienza ambientale del settore nel tempo e non dei singoli processi produttivi.

     

    Scopo

    Monitorare con continuità quanto l’industria dei prodotti minerali non metalliferi stia riuscendo a disaccoppiare la crescita economica dalle emissioni di CO₂ e degli altri principali inquinanti atmosferici, fornendo un riferimento affidabile per valutare l’efficacia delle politiche e delle migliori tecniche disponibili, nonché per alimentare il reporting nazionale ed europeo sul comparto dei prodotti minerali non metalliferi. 

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
    Fornisce una base per confronti internazionali.
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Un’ “adeguata” copertura spaziale
    Un’ “idonea” copertura temporale
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Le emissioni ambientali specifiche del settore industriale sono disciplinate dalla Direttiva 2010/75/UE, del 24 novembre 2010, recepita nell’ordinamento italiano con D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46, che ha modificato il D.Lgs. 152/06, e ss.mm.ii. Il dispositivo definisce, per ciascun comparto industriale, gli obblighi da rispettare in termini di prevenzione e riduzione dell’inquinamento, anche tramite l’adozione di Best Available Technologies (BATs). Deve essere inoltre garantito lo scambio di informazioni all'interno della Comunità Europea anche in termini di emissioni per le attività soggette ad AIA.
    Il Regolamento (UE) n. 525/2013, che abroga la Decisione n. 280/2004/CE, all’articolo 7 (1). (f) stabilisce che entro il 15 gennaio di ogni anno (anno X) gli Stati membri debbano riportare alla Commissione informazioni sugli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, così come definiti nell’Annesso 3 dello stesso Regolamento, con riferimento all’anno X-2, relativamente a indicatori prioritari, prioritari supplementari e supplementari (indicatori previsti dall’articolo 3 (1) (j), della Decisione n. 280/2004/CE).

    Il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 749/2014 della Commissione del 30 giugno 2014 riguarda la struttura, il formato, le procedure di trasmissione e la revisione delle informazioni comunicate dagli Stati membri a norma del Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio.

    La Decisione della Commissione n. 2005/166/CE del 10 febbraio 2005 stabilisce le modalità di applicazione della Decisione n. 280/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente al meccanismo di monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra della Comunità e per l'attuazione del Protocollo di Kyoto. Inoltre, stabilisce di monitorare tutte le emissioni di gas serra di origine antropogenica, valutare i progressi nell'adempimento degli impegni assunti nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e del Protocollo di Kyoto, nonché garantire la tempestività, la completezza, l’accuratezza, la coerenza, la comparabilità e la trasparenza del reporting della Comunità e dei suoi Stati membri.

    DPSIR
    Determinante
    Pressione
    Tipologia indicatore
    Efficienza (C)
    Fonte dei dati

    ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
    Istat (Istituto Nazionale di Statistica)

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Annuale
    Accessibilità dei dati di base

    Dati ISPRA degli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, trasmessi ufficialmente ogni anno alla UE nell'ambito del MMR (Monitoring Mechanism Regulation) dei gas serra (Regolamento UE n. 525/2013), disponibili al link: https://emissioni.sina.isprambiente.it/wp-content/uploads/2025/04/MMR2025_Art13_AnnexXI_Indicators_2025.xlsx
    Dati di emissione di CO2 disponibili al link: https://emissioni.sina.isprambiente.it/serie-storiche-emissioni/ 

    Le serie emissive provengono dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera curato da ISPRA: i dataset in formato NFR e SNAP sono liberamente scaricabili dal portale emissioni.sina.isprambiente.it, corredati dai rapporti di dettaglio più recenti – Italian Emission Inventory 1990-2023, Informative Inventory Report 2025 isprambiente.gov.it e Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2023, National Inventory Document 2025.

    I dati economici derivano dai Conti nazionali Istat: la tavola “Valore aggiunto ai prezzi base – settore Attività non metallurgiche (ATECO 24) – prezzi concatenati 2020” è accessibile in open data sul data-warehouse I.Stat con esportazione in formati CSV/SDMX dati.istat.it.

     

    Copertura spaziale

    Nazionale

    Copertura temporale

    1990 - 2023

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    Si estraggono ogni anno dal 1990 le emissioni di CO₂, SOx, NOx, COVNM e CO del comparto dei prodotti minerali non metalliferi dall’inventario nazionale curato dall’ISPRA e il corrispondente valore aggiunto (prezzi 2020) dai Conti nazionali Istat. Dopo aver armonizzato le classificazioni, si divide ogni inquinante per il valore aggiunto per ottenere le tonnellate per milione di euro, quindi si normalizza la serie a base 1990 = 100 per leggere più facilmente l’evoluzione. A ogni revisione dell’inventario o dei conti economici si ricalcola retroattivamente l’intera serie, seguendo le linee guida EMEP/EEA e i controlli di qualità previsti dal reporting UE e UNECE/CLRTAP.

    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Qualità dell'informazione

    L'elevata qualità dell'informazione discende dalla solida base normativa, che ne definisce i requisiti. L'indicatore è comparabile nel tempo e nello spazio, semplice, facile da interpretare, consente confronti internazionali.

    Stato
    Medio
    Trend
    Positivo
    Valutazione/descrizione dello stato

    Nel 2023 l’industria dei prodotti minerali non metalliferi italiana ha emesso 19,9 Mt di CO₂, 19,7 kt di SOx, 28,2 kt di NOx, 22,5kt di COVNM e 24,7 kt di PM10. Rapportando tali quantità al valore aggiunto di settore (10.714,9 milioni € ai prezzi 2020) si ottengono intensità pari a 1.861 t CO₂/M€, 1,8 t SOx/M€, 2,6 t NOx/M€, 2,1 t COVNM/M€ e 2,3 t PM10 per milione di euro. Rispetto al 2022 l’indicatore migliora per l’inquinante SOx (-2%) ma non per gli altri inquinanti: COVNM 24%; PM10 17%; CO2 7%; NOx 2%. Nel complesso, lo stato 2023 può essere definito “medio”. (Tabella 1)

    Valutazione/descrizione del trend

    Dal 1990 l’intensità emissiva cala per tutti gli inquinanti ma in modo disomogeneo: 42% CO2, 63% SOx, 72% NOx, 40% gli NMVOC e 15% PM10. La riduzione più rapida si ha per l’inquinante NOx seguito dal SOx, CO2, NMVOC e PM10 (Tabella 1). 

    Commenti

    Nel lungo periodo emerge una riduzione strutturale dell’intensità emissiva per tutti gli inquinanti, con intensità e tempistiche diverse. Il settore mostra quindi un chiaro processo di decoupling relativo tra attività produttiva ed emissioni, particolarmente marcato per gli inquinanti tradizionali (SOx, NOx, COVNM), più contenuto per CO₂ e PM10. Gli inquinanti regolati storicamente (SOx, NOx) mostrano risultati migliori rispetto a CO₂ e PM10, confermando l’efficacia delle politiche settoriali mirate. Le oscillazioni negli ultimi anni suggeriscono una combinazione di fattori: crisi economiche, pandemia, ripresa produttiva e shock energetici. (Figura 1)

    Allegati
    Titolo

    Tabella 1: Intensità emissiva, indice 1990 = 100 per CO₂, SOx, NOx, COVNM, PM10 nell'industria dei minerali non metalliferi

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e Istat

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    Titolo

    Figura 1: Intensità emissiva, indice 1990 = 100 per CO₂, SOx, NOx, COVNM, PM10 nell'industria dei minerali non metalliferi

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e Istat

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