Antonio Caputo
Questo indicatore analizza l'evoluzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia dal 1990 al 2024 (espressa in TWh), mostrando i dati per tipologia di fonte energetica. La produzione rinnovabile totale è cresciuta da 34,9 TWh nel 1990 a 134,4 TWh nel 2024, registrando un incremento di quasi quattro volte. La struttura della generazione rinnovabile si è radicalmente trasformata: se nel 1990 la componente idroelettrica (31,6 TWh) e quella geotermica (3,2 TWh) rappresentavano la totalità dell'energia verde, nel 2024 il contributo è fortemente diversificato grazie all'apporto di fotovoltaico (36 TWh), eolico (22,3 TWh), bioenergie (17,2 TWh) e idroelettrico (53,1 TWh). In percentuale il fotovoltaico copre il 27%, l’eolico il 17%, l’idroelettrico il 40%, le bioenergie il 13% e la geotermia il 4%.
L'indicatore misura l'energia elettrica prodotta dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Valutare il contributo delle fonti di energia pulite e non esauribili alla produzione totale di energia elettrica, al fine di aumentarne l'utilizzo.
La Direttiva 2009/28/CE, recepita nell’ordinamento nazionale dal Decreto Legislativo 3 marzo 2011 n. 28, stabilisce le quote di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo al 2020 per ciascun Paese dell’Unione Europea; tali quote comprendono sia i consumi di energia da fonte rinnovabile per la produzione di elettricità, sia quelli per usi termici e nei trasporti. L’obiettivo indicativo per il settore elettrico al 2020, calcolato come rapporto tra la produzione elettrica normalizzata da fonti rinnovabili e consumo interno lordo, è stato pari al 26,4%%, mentre per il 2030 l’obiettivo indicativo fissato dal Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) è pari al 63%. Il decreto legislativo n. 199 del 2021, decreto di attuazione della Direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell’energia rinnovabile, stabilisce la ripartizione fra regioni e province autonome della potenza minima di impianti alimentati da energia rinnovabile. In seguito al suddetto decreto legislativo, il decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) del 21 giugno 2024, individua la ripartizione fra regioni e province autonome dell'obiettivo nazionale al 2030 della potenza aggiuntiva di 80 GW da fonti rinnovabili rispetto al 31 dicembre 2020, necessaria per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC e rispondere ai nuovi obiettivi derivanti dall'attuazione del "Fit for 55", anche alla luce del "Repower EU". Il monitoraggio e la verifica degli adempimenti stabiliti dal Decreto del 21 giugno 2024 sono in capo al MASE, con il supporto di GSE e RSE.
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Terna S.p.A, Dati statistici sull'energia elettrica in Italia https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/statistiche/pubblicazioni-statistiche
Nazionale
1990-2024
Il dato è rilevato da Terna S.p.A.
Nel 2024 la produzione lorda di energia elettrica degli impianti da fonti rinnovabili ha raggiunto un livello record di 134,35 TWh superando i precedenti picchi storici e mostrando una spinta decisiva da parte del solare fotovoltaico e il recupero idroelettrico rispetto agli anni precedenti. Il fotovoltaico si attesta come prima fonte rinnovabile dopo l’idroelettrica con circa 36 TWh, seguito dall'eolico (22,3 TWh) e dalle bioenergie (17,2 TWh). Nel settore idroelettrico, la classe di potenza superiore ai 10 MW si conferma la spina dorsale con 37,8 TWh, affiancata da un importante contributo del piccolo idroelettrico (0-1 MW e 1-10 MW), che insieme producono 15,3 TWh. Il contributo del fotovoltaico sul totale delle fonti rinnovabili è del 27% (Tabella 1). La fonte eolica rappresenta il 17%. La quota di energia idroelettrica è del 40%. Le bioenergie rappresentano il 13% e la fonte geotermica il restante 4%. La quota di energia elettrica da fonte rinnovabile rispetto alla produzione totale è nel 2024 di circa il 50% al netto della produzione da pompaggi e accumuli. Per colmare il divario dal 50% attuale al 63,4% entro il 2030, la strategia nazionale richiede una forte accelerazione nell'installazione di impianti eolici e fotovoltaici (circa 7-8 GW/anno di nuova capacità) e un potenziamento continuo delle infrastrutture di rete e dei sistemi di accumulo.
L'andamento trentennale evidenzia una traiettoria a due velocità. Fino al 2007 la crescita è stata modesta e trainata quasi esclusivamente dal settore idroelettrico convenzionale e dalla geotermia. Dal 2008 in poi si osserva una svolta decisiva: l'energia fotovoltaica è passata da soli 190 GWh nel 2008 ai 36 TWh del 2024, mentre l'eolico è quasi quintuplicato passando da 4,9 GWh a 22,3 TWh. Anche le bioenergie hanno registrato un'espansione imponente, salendo dai 51,5 GWh del 1990 fino a stabilizzarsi attorno ai 17-19 TWh nell'ultimo decennio. L’andamento generale conferma una progressiva diminuzione della dipendenza dall'idroelettrico come unica fonte rinnovabile, a favore di un mix elettrico bilanciato e maggiormente distribuito sul territorio.
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Titolo
Tabella 1: Produzione lorda di energia elettrica degli impianti da fonti rinnovabili Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Terna |
La scomposizione analitica della produzione elettrica rinnovabile dimostra l'efficacia dei meccanismi di incentivazione adottati in Italia negli ultimi vent'anni. Il raggiungimento di oltre 134 TWh da fonti rinnovabili rappresenta un traguardo fondamentale per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione del Paese. Tuttavia, per sostenere il ritmo richiesto dagli obiettivi europei e dal PNIEC al 2030, la sfida dei prossimi anni non sarà legata unicamente all'aumento della capacità installata di fotovoltaico ed eolico, ma alla gestione dell'integrazione di queste fonti intermittenti nella rete elettrica. Diventerà essenziale accelerare le autorizzazioni, potenziare le reti di trasmissione e diffondere i sistemi di accumulo elettrochimico (BESS).