INTENSITÀ EMISSIVA DI GAS SERRA DA CONSUMI ENERGETICI

Data aggiornamento scheda
Autori

Antonio Caputo, Daniela Romano

Abstract

L’indicatore è costituito dal rapporto tra le emissioni atmosferiche di gas serra e i consumi finali di energia per settore. Il valore medio delle intensità emissive mostra una differenza tra i settori in relazione alla diversa diffusione delle fonti rinnovabili. Complessivamente l’intensità emissiva per gli impieghi finali è diminuita del 29,8% dal 1990 al 2024. I dati mostrano che le politiche di decarbonizzazione dei consumi energetici hanno prodotto risultati apprezzabili nei settori della produzione di energia elettrica e nell’industria manifatturiera. Al contrario, il settore dei trasporti, decisamente meno centralizzato dei settori menzionati, rappresenta il vero "nocciolo duro" e la sfida principale per i prossimi anni.

Descrizione

L'indicatore è costituito dal rapporto tra le emissioni atmosferiche di gas serra e i consumi finali di energia per settore.

Scopo

Misurare le emissioni di gas serra per unità di energia consumata e risponde all'esigenza di ridurre il contenuto di carbonio negli usi finali dell'energia.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Sebbene l’indicatore monitori una dinamica per la quale storicamente non esisteva una soglia massima obbligatoria per legge, oggi esso si inserisce nel quadro vincolante delineato dal Green Deal europeo e dalla Legge europea sul clima (Regolamento UE 2021/1119), che impone il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990).

Nello specifico, l'andamento dell'indicatore risponde direttamente alle traiettorie di efficienza energetica tracciate dalla Direttiva sulla Rifusione dell'Efficienza Energetica (UE) 2023/1791 (parte del pacchetto normativo "Fit for 55"), che ha introdotto l'obbligo collettivo per gli Stati membri di ridurre il consumo di energia finale a livello UE dell'11,7% entro il 2030 rispetto alle proiezioni dello scenario di riferimento del 2020.

A livello nazionale, queste tappe trovano applicazione e monitoraggio all'interno del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC), che definisce i target italiani di efficienza e transizione energetica per i prossimi decenni.

DPSIR
Determinante
Risposta
Tipologia indicatore
Performance (B)
Limitazioni

La rilevanza dell'indicatore si riduce passando dal livello nazionale a quello locale, per effetto della distribuzione non uniforme della produzione e del consumo di energia sul territorio nazionale.

Fonte dei dati

ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente) 

EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee) 

MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) 

Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera, https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

MASE, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, https://dgsaie.mise.gov.it/bilancio-energetico-nazionale 

Copertura spaziale

Nazionale

Copertura temporale

1990-2024

Core SET
SDGs Indicators
SDG goals
Goal 7: Energia pulita e accessibile
Descrizione della metodologia di elaborazione

L'indicatore dell'intensità emissiva è elaborato da ISPRA su base nazionale attraverso il rapporto diretto tra le emissioni e i consumi dei rispettivi comparti. La solidità del calcolo poggia sulla perfetta coerenza logica tra due fonti principali: le stime ISPRA relative alle emissioni da processi energetici e i dati sui consumi settoriali rilevati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. A livello operativo, la ripartizione dei dati segue criteri di attribuzione ben definiti. Le emissioni generate dalle industrie energetiche vengono assegnate al settore della trasformazione, mentre quelle del comparto residenziale e terziario includono al loro interno anche le emissioni derivanti da agricoltura e pesca. Infine, nel computo del totale complessivo utile al calcolo dell'indicatore, vengono integrati i consumi legati alla trasformazione, mentre restano rigorosamente esclusi i bunkeraggi e gli usi non energetici.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

 I dati sono ben fondati in termini tecnici e scientifici, sono semplici e facili da interpretare, sono aggiornati a intervalli regolari e forniscono una base per confronti a livello internazionale.

Stato
Medio
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

Nel 2024, l'intensità emissiva è 2,20 tCO2eq/tep (Tabella 1). Nel dettaglio: le industrie energetiche mostrano un'intensità emissiva di 2,6 tCO2eq/tep; l’industria manifatturiera un valore di 2 tCO2eq/tep. Nei trasporti si rileva un valore di 3 tCO2eq/tep, mentre nel settore civile (residenziale, terziario, agricoltura e pesca) si registra il valore 1,42 tCO2eq/tep.

Valutazione/descrizione del trend

L'indice totale nazionale sperimenta una contrazione costante e lineare, passando da 3,13 (1990) a 2,20 (2024), segnando un miglioramento complessivo dell'efficienza emissiva del sistema Italia pari a circa il 30%. Il dato più macroscopico e d'impatto riguarda il settore delle industrie energetiche (produzione di energia elettrica e raffinazione). Nel 1990 questo comparto registrava l'indice più alto in assoluto, pari a 4,82 tCO2eq/tep. L'abbandono progressivo del carbone e dei combustibili fossili liquidi a favore del gas naturale e, dal 2007, la diffusione delle fonti rinnovabili, questo valore è crollato a 2,60 tCO2eq/tep nel 2024. Si tratta di un taglio dell'intensità emissiva del 46%, il risultato più netto tra tutti i settori analizzati, che dimostra la profonda decarbonizzazione della generazione elettrica italiana. In controtendenza rispetto al comparto energetico troviamo i Trasporti. Nel 1990 l'indice era a 3,16 tCO2eq/tep e nel 2024 si attesta a 2,99 tCO2eq/tep, rimanendo quasi immobile per 35 anni (con oscillazioni minime sempre intorno a quota 3,00 tCO2eq/tep).  Industrie manifatturiere e Terziario/Residenziale/Agricoltura mostrano una riduzione dell’intensità emissiva. La manifattura scende da 2,70 tCO2eq/tep a 2,02 tCO2eq/tep (grazie ai processi di efficientamento ed elettrificazione), mentre il blocco residenziale/agricolo cala da 2,09 tCO2eq/tep a 1,42 tCO2eq/tep, beneficiando dell'elettrificazione dei consumi domestici (es. pompe di calore).

Commenti

Nel 2024, i trasporti sono diventati il settore a più alta intensità emissiva dell'intera economia. Questo fenomeno fotografa una resistenza strutturale al cambiamento: nonostante i motori siano diventati singolarmente più efficienti e meno inquinanti, l'aumento della domanda di mobilità, lo spostamento persistente delle merci su gomma e la lentezza nel ricambio complessivo del parco circolante nazionale hanno neutralizzato gran parte dei progressi tecnologici. Il valore medio delle intensità emissive per settore mostra una marcata differenza tra i settori in relazione alla diversa diffusione delle fonti rinnovabili. Tutti i settori presentano una riduzione delle intensità emissive con i trasporti che sono il settore con la minore riduzione dell’intensità. Il comparto elettrico essendo composto da grandi player industriali altamente regolati e soggetti al mercato dei permessi di emissione (sistema ETS europeo), ha potuto convertire rapidamente centrali termoelettriche e raffinerie mentre nel settore dei trasporti le decisioni di acquisto dipendono dai singoli cittadini e piccole imprese (auto private, furgoni, camionisti) e il ricambio tecnologico è legato alle capacità economiche individuali.

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Intensità emissiva di gas serra da consumi energetici

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati MASE, ISPRA e EUROSTAT

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Titolo

Figura 1: Intensità emissive di gas serra da consumi energetici

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati MASE, ISPRA e EUROSTAT