Geneve Farabegoli, Paola Giorgioli, Federica Principato
Il 2025 mostra un numero di installazioni statali vigilate soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in linea con il 2024, ed è pari a 133 per l’entrata in esercizio di una nuova installazione (centrale di compressione gas).
L'informazione riguarda l'attività di vigilanza e controllo che ISPRA svolge, in qualità di Ente di Controllo, con il supporto delle Agenzie regionali per l'ambiente territorialmente competenti (ARPA/APPA), presso le installazioni industriali soggette al rispetto dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza statale.
Il trend positivo - registrato negli anni compresi tra il 2009 e il 2014 - ha subito una leggera inversione nel 2015 per ragioni indipendenti dall’attività di controllo, per poi assestarsi tra il 2016 e il 2017, aumentare nel 2018 (registrando il numero massimo di installazioni vigilate), diminuire fino al 2022 per stabilizzarsi, infine, tra il 2022 e il 2025.
Nel 2025 il numero di installazioni ispezionate è pari a 69, delle quali 18 sono risultate con inottemperanze all’AIA; pari al 26% delle installazioni vigilate.
L’indicatore fornisce le informazioni sui controlli svolti da ISPRA presso le installazioni in esercizio soggette al rispetto dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di competenza statale. L’AIA è “il provvedimento che autorizza l'esercizio di una installazione rientrante fra quelle di cui all'art.4, co. 4, lett. c), del D. Lgs.152/2006 e s.m.i. o di parte di essa a determinate condizioni che devono garantire che l'installazione sia conforme ai requisiti di cui al Titolo III-bis ai fini dell'individuazione delle soluzioni più idonee al perseguimento degli obiettivi di cui all'art.4, co. 4, lett. c)”. Un'Autorizzazione Integrata Ambientale può valere per una o più installazioni o parti di esse che siano localizzate sullo stesso sito e gestite dal medesimo gestore (Cfr.: art.5, co.1, lett. o-bis) del D. Lgs.152/2006 e s.m.i.). Difatti, l’AIA, come autorizzazione all’esercizio delle installazioni, contiene prescrizioni sul controllo delle varie matrici ambientali, oltreché prescrizioni su adozione delle migliori tecniche disponibili per la gestione dei processi industriali funzionali alla prevenzione e minimizzazione degli impatti ambientali, compresi i valori limite di emissione, nonché il piano di monitoraggio e controllo e gli obblighi di comunicazione da parte del gestore. Il gestore di tali installazioni, nel rispetto dei principi dell'IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control), ha dunque l'obbligo di effettuare l'autocontrollo sulle emissioni di tutti gli impianti costituenti l’intera installazione e di trasmettere periodicamente i risultati agli Enti di Controllo. Per gli impianti di competenza statale, di cui all'Allegato XII - Parte II del D.Lgs. 152/2006, l’Ente di Controllo è ISPRA, che può avvalersi di ARPA/APPA ai sensi dell'art.29-decies co.11, e l’Autorità competente è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
L’indicatore, dunque, fornisce informazioni sul numero di:
- “installazioni vigilate”, ovvero il numero di installazioni autorizzate e sottoposte ad attività di vigilanza sulla documentazione trasmessa dal gestore, indipendentemente dalla programmazione annuale della visita in loco;
- “installazioni ispezionate”, ovvero quelle installazioni che nel corso dell’anno di riferimento sono state oggetto di visita ispettiva in loco da parte degli Enti di Controllo;
- “installazioni ispezionate con inottemperanze all’AIA”, ovvero il numero di installazioni in cui l’attività di controllo ha rilevato inosservanze delle prescrizioni autorizzatorie per cui tali installazioni sono state oggetto di diffida emanata dall’Autorità competente (MASE) su proposta di ISPRA. Tale indicatore è stato utilizzato per evidenziare il numero di installazioni con inottemperanze sia per tipologia di attività che per regione rispetto al totale delle installazioni in esercizio soggette ad AIA.
Si fa presente che tra le “installazioni ispezionate” sono ricomprese anche l’installazione Acciaierie d'Italia S.p.A. (ex ILVA) di Taranto e la raffineria ISAB S.r.l. di Priolo Gargallo (Siracusa) che, essendo di interesse strategico nazionale, sono oggetto, rispettivamente, di quattro e due controlli annuali.
Fornire informazioni sull'attività di vigilanza e controllo svolte da ISPRA con il supporto delle ARPA/APPA, presso le installazioni di competenza statale.
La normativa di riferimento è il D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., che con il terzo correttivo (D.Lgs.128/2010) ha sostituito le disposizioni del D.Lgs. 59/2005 “Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento”, e una serie di ulteriori aggiornamenti, l’ultimo dei quali il D.Lgs. 46/2014 “Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)”. Quest’ultimo ha modificato molti aspetti disciplinati dal D.Lgs.152/2006, in particolare in materia di applicazione del sistema sanzionatorio al regime AIA (art. 29-quattuordecies). La normativa non fissa obiettivi per il controllo delle installazioni, né riporta modalità operative di dettaglio sull'esecuzione degli stessi, ma stabilisce i criteri per la definizione del piano annuale dei controlli. Inoltre, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 46/2014, con l’art. 29-decies, co.11-ter, sono stati definiti i criteri di programmazione, in particolare è stato stabilito che “… il periodo tra due visite in loco non deve superare un anno per le installazioni che presentano i rischi più elevati, tre anni per le installazioni che presentano rischi meno elevati, sei mesi per installazioni per le quali la precedente ispezione ha evidenziato una grave inosservanza delle condizioni di autorizzazione". La Direttiva 2024/1785 (IED 2.0), che ha modificato la Direttiva 2010/75/UE (IED), ha mantenuto l’impianto e i criteri legati alle frequenze dei controlli ambientali e alla valutazione dei rischi e ha inasprito l’efficacia e la trasparenza delle ispezioni, estendendo l’applicazione della IED a nuovi settori industriali e zootecnici e introducendo sanzioni più severe e procedure di controllo pubblico più trasparenti in caso di violazione.
Per comprendere l'indicatore si può far riferimento alla pubblicazione sul sito del MASE della Programmazione annuale dei controlli per l'anno di riferimento, nonché quanto rendicontato nel “Rapporto Controlli 2024 per impianti industriali con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di competenza statale”, e nel "Rapporto Ambiente - SNPA n.45 Edizione 2025", approvato dal Consiglio SNPA, seduta del 24/10/2025 Doc.n.298/2025 - ISBN 978-88-448-1278-2
Avendo il procedimento penale un suo specifico iter burocratico presso le Procure, la limitazione dell'indicatore è relativa all'informazione sulle non conformità penali rilevate di cui si conosce l’avvio dell’iter ma non la risoluzione.
ISPRA/ARPA/APPA
MASE (Ministero dell'ambiente e della Sicurezza Energetica)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Nazionale, Regionale
2009-2025
L'indicatore è stato costruito sulla base delle informazioni acquisite dal sito del MASE per il numero delle installazioni attive (in esercizio) e vigilate, prendendo come riferimento gli atti amministrativi che attestano l'attività di vigilanza e controllo e dai dati raccolti da ISPRA/ARPA/APPA relativamente al numero delle installazioni ispezionate e alla percentuale delle installazioni inottemperanti all’AIA. Il numero delle installazioni vigilate comprende tutte le installazioni statali soggette ad AIA, ossia che hanno ottenuto un’autorizzazione integrata ambientale statale, tenendo conto che, in taluni casi, l’AIA è unica per l’intera installazione (o complesso) industriale, talvolta comprendendo, di fatto, impianti direttamente connessi (centrale termoelettrica o impianto di gassificazione a ciclo combinato o simili).
Nel 2025 il numero totale di installazioni vigilate è 133, una in più rispetto all’anno precedente, con un numero di installazioni ispezionate pari a 69 (comprese le Acciaierie d’Italia S.p.A., con 4 ispezioni ordinarie, e il complesso raffinerie impianti Nord e Sud ISAB S.r.l. con 2 ispezioni ordinarie), delle quali sono risultate con inottemperanze all’AIA 18 (alcune inottemperanze hanno interessato la stessa installazione); ossia il 26% delle installazioni ispezionate nel 2025 è risultata inottemperante (Tabella 1, Figura 2).
Il numero di installazioni vigilate è passato da 25 nel 2009, anno nel quale si sono svolte le prime attività di vigilanza e controllo da parte di ISPRA, a 167 nel 2014; il dato ha subito una leggera inversione nel 2015 per ragioni indipendenti all’attività di controllo, per poi stabilizzarsi nel 2016 e nel 2017 (149 installazioni); nel 2018 ha raggiunto il valore massimo (168) tornando poi a diminuire negli anni successivi: nel 2019 con 160 installazioni, nel 2020 con 150 installazioni, nel 2021 con 140 installazioni, fino a raggiungere, nel 2025, 133 installazioni (Tabella 1).
Il trend, nel suo complesso, può definirsi stabile in quanto, a fronte di un numero maggiore di installazioni vigilate, vi è stato anche un notevole incremento del numero di installazioni ispezionate (da 5 nel 2009 a 69 nel 2025).
Il numero di installazioni con inottemperanze rilevate a seguito di visita ispettiva, indicate in termini di numero di diffide disposte dall'Autorità competente (MASE) (Figura 1), mostra una regressione del valore seppur con allineamento rispetto agli anni precedenti (da 18 nel 2021 e 2022, a 29 nel 2023, fino a 18 nel 2025) legato alla specificità di ciascuna AIA. Se si analizza il dato espresso in percentuale, con riferimento al numero di visite ispettive condotte, si può affermare che rispetto al picco rilevato nel 2023 (39%) si registra una diminuzione di 13 punti percentuali nel 2025; mentre la media del numero di installazioni con inottemperanze registrate negli ultimi 10 anni è stabile intorno al 25%, escludendo i valori “estremi”, ovvero considerando un intervallo intorno al valor medio compreso tra ±10% (Figura 2).
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Controlli installazioni di competenza statale Fonte
ISPRA Legenda
* Installazioni controllate su base documentale; ** Installazioni controllate anche con visita in loco. |
Sulla base delle 133 installazioni autorizzate con AIA statale, presenti e in esercizio sul territorio nazionale al 2025, risulta una predominanza del numero di centrali termoelettriche (70) e di stabilimenti chimici (31) rispetto alle altre tipologie (Figura 3).
Nel 2025, il numero di installazioni in cui i controlli hanno rilevato inottemperanze, suddivise per tipologia di attività, evidenzia che sono stati oggetto di diffida 6 centrali termoelettriche, 6 raffinerie, 4 stabilimenti chimici, un rigassificatore e l’acciaieria. Nonostante l’elevato numero di installazioni appartenenti alla categoria delle centrali termoelettriche, a queste sono state notificate soltanto 6 diffide. Ciò è dovuto al fatto che la gestione di tali installazioni risulta generalmente meno problematica rispetto a quella delle raffinerie e degli stabilimenti chimici che, caratterizzati da una maggiore complessità gestionale, presentano complessivamente un numero più elevato di diffide, pari a 10 su 42 installazioni. Nel 2025 nessuna diffida è stata notificata alle centrali di compressione gas e alle piattaforme (Figura 3).
Come si evince dalla Figura 4, il maggior numero di installazioni si concentra nelle seguenti regioni: Sicilia (18), Lombardia (16), Emilia-Romagna (15), Puglia (13), Toscana (12), e Piemonte (11). Nel 2025, sono state diffidate installazioni ubicate in 10 regioni sulle 17 in cui ricadono installazioni con AIA statale. Si restituisce anche una rappresentazione grafica su mappa dei sopraccitati dati (Figura 5), che evidenzia sia la distribuzione geografica delle installazioni con AIA statale, sia le regioni interessate dalla presenza di installazioni che, a seguito di controllo ordinario/straordinario, sono risultate inottemperanti nell’esercizio.