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ECOINDUSTRIE

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L’indicatore sulle ecoindustrie misura il contributo economico e occupazionale dei settori produttivi impegnati nella protezione dell’ambiente e nella gestione sostenibile delle risorse naturali. Negli ultimi anni, il comparto delle ecoindustrie ha registrato una forte crescita, segnalando il dinamismo dell’economia verde in Italia. Tra il 2016 e il 2022, l’occupazione nel settore è aumentata del 99,5%, mentre il valore aggiunto è cresciuto del 120,9%, con un’espansione particolarmente marcata negli ultimi due anni. Nel 2022, il valore aggiunto delle attività ambientali è cresciuto del 40,6%, un ritmo nettamente superiore a quello del PIL complessivo (+8,4%). Di conseguenza, il peso delle ecoindustrie sull’economia nazionale è salito dal 3,1% del PIL nel 2021 al 4% nel 2022, confermando il crescente ruolo delle produzioni orientate alla sostenibilità del Paese.

FLUSSI DI MATERIA E PRODUTTIVITÀ DELLE RISORSE

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Nel 2024 il Consumo materiale interno in Italia si è attestato a 486 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2023), mentre la Produttività delle risorse è cresciuta a 3,76 euro/kg (+1,4%), confermando un miglioramento nell’efficienza d’uso delle risorse naturali.

CO2 NELLA PROSPETTIVA DELLA PRODUZIONE E DEL CONSUMO

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Nel 2021, in Italia i consumi e gli investimenti hanno causato 439,5 Mt di CO2 (carbon footprint), pari a circa l’1,2% delle emissioni di CO2 globali e in crescita del 15% rispetto all'anno precedente. Di queste, circa 52 Mt provengono (grazie alle importazioni) dall’UE (Italia esclusa) e 126 Mt dal resto del mondo. Le attività delle famiglie, principalmente derivanti dalle attività di trasporto e riscaldamento, e la cui origine delle emissioni è solo italiana, pesano per circa un quarto della carbon footprint. La categoria della domanda finale a cui va imputata la quota maggiore di carbon footprint è la spesa per i consumi finali (28%). Circa il 12% della carbon footprint italiana ha origine dall’UE (Italia esclusa), il 7% dalla Cina, il 4% dalla Russia; il 17% ha origine dai restanti paesi del mondo.

FLUSSI DI ENERGIA E DOMESTIC ENERGY FOOTPRINT

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Un sistema economico funziona anche grazie agli impieghi energetici.
Il consumo totale di energia delle unità residenti indica la quantità di energia utilizzata dalle attività economiche e dalle famiglie per le attività di produzione e di consumo, distinguendone gli usi energetici da quelli non energetici.
Il consumo totale di energia in Italia nel 2021 è pari a 7,05 exajoule, con una riduzione rispetto al 2008 del 17,1%. Il consumo totale è finalizzato per la quasi totalità agli usi energetici. Sempre nel 2021, oltre due terzi degli usi energetici totali sono imputabili alle attività produttive. Fra queste, le prime sei per usi energetici (poco più della metà degli usi totali) contribuiscono a poco meno del 7% del Prodotto interno lordo italiano . Il 31% degli usi energetici totali è dovuta ai consumi delle famiglie (principalmente riscaldamento/raffrescamento e trasporto).
ISPRA stima inoltre la footprint energetica interna, che permette di analizzare gli usi energetici dal lato della domanda finale interna e di evidenziarne l'ammontare diretto e indiretto incorporato nei beni e nei servizi offerti sul mercato interno dalle filiere produttive italiane.