Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
Nel 2024 i flussi turistici alle frontiere continuano a crescere, raggiungendo 88,6 milioni di visitatori stranieri, in aumento rispetto agli 85,7 milioni del 2023 (+3,4%). Si evidenzia un sorpasso del transito aeroportuale che, nel 2024, diventa la principale modalità di ingresso (50, 6%), mentre continua a scendere quella alle frontiere stradali (45,9%); restano marginali i transiti ferroviari (1,5%) e portuali (1,9%).
Per i viaggi dei residenti in Italia (componente domestica), l’auto rimane nettamente dominante e cresce ulteriormente: nel 2024 rappresenta il 72,6% dei viaggi in Italia (69,5% nel 2023), mentre il treno si riduce al 12,4% (13,5% nel 2023). Nel complesso, la struttura modale conferma una transizione ancora limitata verso l’utilizzo di mezzi a minore impatto ambientale.
L'indicatore rappresenta la ripartizione dei flussi turistici secondo il mezzo di trasporto utilizzato per compiere un viaggio. Nella costruzione dell'indicatore si prende in considerazione il numero dei viaggiatori stranieri che attraversano le frontiere sia geografiche, come i valichi stradali e ferroviari, sia quelle "virtuali", come gli aeroporti internazionali e i porti, il numero dei viaggi dei residenti in Italia per principale mezzo di trasporto e tipologia di viaggio. I dati disponibili per analizzare le diverse forme di trasporto utilizzate per scopi turistici provengono da metodologie di indagine differenti. Il numero dei viaggiatori stranieri è fornito dalla Banca d'Italia mentre per il numero di viaggi dei residenti in Italia si fa riferimento all'indagine Istat "Viaggi e vacanze". Si definiscono: viaggio di lavoro - soggiorno con almeno un pernottamento fuori dal proprio ambiente abituale, principalmente per motivi di lavoro; viaggio per vacanza (di breve e di lunga durata) - soggiorno di una o più notti consecutive trascorse fuori dal proprio ambiente abituale, effettuato principalmente per motivi di piacere, svago, riposo, compresi in senso più ampio anche i viaggi realizzati per altri motivi personali, quali: visita a parenti e/o amici, motivi religiosi o pellegrinaggio, trattamenti di salute o cure termali.
Evidenziare le diverse forme di trasporto utilizzate per scopi turistici.
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
Istat, anni vari, I viaggi in Italia e all'estero
Banca d’Italia, Indagine sul turismo internazionale
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-turismo-internazionale/index.html
I dati disponibili non consentono di confrontare i flussi turistici degli stranieri con quelli dei residenti in Italia, principalmente per la diversità delle metodologie di rilevazione utilizzate.
Banca d'Italia
Istat (Istituto Nazionale di Statistica)
Per i flussi turistici italiani utilizzati dati Istat: http://dati.istat.it/
Per i flussi turistici stranieri alle frontiere utilizzati dati della Banca d’Italia: https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/rapporti-estero/turismo-internazionale/distribuzione-microdati/tabelle-pivot/index.html
Nazionale
1996-2024
Calcolo della percentuale e indicizzazione.
Lo stato è valutato scarso poiché persiste una forte dipendenza da modalità ad alta intensità emissiva. Nel 2024 i visitatori stranieri entrano prevalentemente tramite aeroporti (50,6%) e frontiere stradali (45,9%), mentre il contributo della ferrovia rimane marginale (1,5%) (Tabella 1; Figura 1). Anche per i residenti italiani nei viaggi in Italia, l’auto è la scelta preponderante, raggiungendo nel 2024 il 72,6%, a fronte di un utilizzo del treno pari al 12,4% (Tabella 2; Figura 3). Questo assetto modale continua a rappresentare una criticità ambientale, poiché limita la riduzione delle pressioni climatiche e atmosferiche associate alla mobilità turistica.
Nel periodo considerato, i transiti alle frontiere dei visitatori stranieri mostrano una dinamica tipica pre/post pandemia: dopo il massimo del 2019 (96,2 milioni), i flussi crollano nel 2021 (40,9 milioni) e recuperano rapidamente nel 2022 (74,7 milioni), proseguendo la crescita nel 2023 (85,7 milioni) e nel 2024 (88,6 milioni) (Tabella 1; Figura 1 e Figura 2). Nel contempo, la composizione modale dell’inbound evolve: la quota stradale, prevalente nel 2019 (55,5%), diminuisce gradualmente mentre cresce quella aeroportuale, fino al sorpasso nel 2024 (aeroporto 50,6%, strada 45,9%); ferrovia e porti presentano una quota esigua lungo tutta la serie (Tabella 1; Figura 1).
Per i viaggi dei residenti in Italia, la dipendenza dall’auto rimane elevata, così come l’utilizzo del treno è sempre piuttosto contenuto (Tabella 2; Figura 3). Nel complesso, la ripresa dei flussi non è stata accompagnata da un rafforzamento delle modalità a minore impatto ambientale, confermando una traiettoria sfavorevole in termini di sostenibilità della mobilità turistica.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Visitatori stranieri entrati in Italia attraverso i transiti di frontiera Fonte
Elaborazione ISPRA su dati della Banca d'Italia Legenda
r I dati del 2001 relativi ai transiti di frontiera stradali e aerei, sono stati rivisti in seguito a un affinamento della metodologia di indagine |
Titolo
Tabella 2: Viaggi degli italiani distinti in complessivi e solo in Italia, per principale mezzo utilizzato e tipologia del viaggio Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT - Indagine multiscopo "Viaggi e vacanze" (fino al 2013) e Indagine ISTAT Capi Viaggi e vacanze (dal 2014) Legenda
a Per auto si intende: auto propria, di parenti o amici o a noleggio; b Per nave si intende: nave, battello, motoscafo; c Per altro si intende: pullman turistico o di linea, camper, autocaravan, altri mezzi di trasporto non altrove specificati inclusi moto, motoscooter, bicicletta, ecc.; d La stima presenta un errore relativo compreso tra il 25% e il 30%; e La stima presenta un errore relativo superiore al 30%; .. La stima non raggiunge la metà del minimo ordine di grandezza consentito |
Titolo
Figura 1: Distribuzione percentuale dei visitatori stranieri entrati in Italia attraverso i transiti di frontiera Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Banca d'Italia Legenda
r I dati del 2001 relativi ai transiti di frontiera stradali e aerei, sono stati rivisti in seguito a un affinamento della metodologia di indagine |
Titolo
Figura 2: Variazione del numero di visitatori stranieri entrati in Italia attraverso i transiti di frontiera Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Banca d'Italia Legenda
r - I dati del 2001 relativi ai transiti di frontiera stradali e aerei, sono stati rivisti in seguito a un affinamento della metodologia di indagine |
I dati più recenti evidenziano che la ripresa dei flussi turistici alle frontiere si accompagna a una composizione modale sempre fortemente concentrata su strada e aereo, con implicazioni climatiche e di qualità dell’aria differenti ma entrambe rilevanti (Tabella 1; Figura 1–2). Il sorpasso dell’aeroporto nel 2024 (quota 50,6%) rispetto alla strada (45,94%) non va interpretato automaticamente come miglioramento ambientale: se da un lato può ridurre alcune pressioni locali lungo i valichi stradali, dall’altro rafforza la componente a maggiore intensità emissiva per passeggero-km nelle tratte medio-lunghe e, soprattutto, aumenta la domanda di accessibilità “di ultimo miglio” dai nodi aeroportuali alle destinazioni interne (Tabella 1; Figura 1). Questo aspetto è particolarmente critico per le destinazioni rurali, dove l’assenza di alternative strutturate porta spesso a un trasferimento quasi totale su gomma nella fase finale del viaggio.
Per la componente domestica, l’elevata e crescente quota dell’auto nei viaggi in Italia (72,6% nel 2024) segnala che la transizione modale verso opzioni a minore impatto rimane fragile e non consolidata (Tabella 2; Figura 3). Dal punto di vista ambientale, ciò implica la persistenza di pressioni legate a emissioni di CO₂ e inquinanti atmosferici (NOx e PM), oltre a congestionamento e impatti locali su aree sensibili, soprattutto nei periodi di picco turistico. In particolare, nei territori rurali e nelle aree protette, anche volumi assoluti non elevati possono generare effetti rilevanti perché si concentrano su pochi accessi e infrastrutture limitate. In prospettiva, i dati suggeriscono la necessità di politiche che rendano le modalità a minore impatto più competitive e accessibili nelle catene di viaggio, rafforzando intermodalità e servizi collettivi. La mancata crescita della componente ferroviaria nei transiti e nei viaggi domestici (Tabella 1; Figura 1; Tabella 2; Figura 3) indica che, senza misure più incisive, l’aumento dei flussi tenderà a tradursi in maggiori pressioni ambientali associate alla mobilità turistica.