CERTIFICAZIONE DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

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La pressione antropica esercitata sugli ecosistemi forestali negli ultimi decenni, dovuta anche all’incremento dell’utilizzo delle biomasse legnose, sia come bioenergia, sia come materiale tecnico e da costruzione, ha condotto al degrado di molti sistemi naturali e semi-naturali, in particolar modo nelle aree tropicali. Sovente, questi fenomeni risultano associati allo sfruttamento non sostenibile e/o illegale delle risorse forestali. Il taglio, la trasformazione e il trasporto del legno e dei suoi derivati possono generare impatti negativi di rilievo sia nell’ambiente, sia a livello economico locale /globale, sia anche sociale. Nell’ultimo ventennio l’attenzione è stata rivolta all'uso sostenibile delle biomasse forestali, stimolando azioni concrete e strumenti efficaci mirati a prevenire tali impatti e a mitigarne gli effetti. Queste iniziative virtuose hanno visto coinvolti decisori politici, aziende private associazioni e privati cittadini. La certificazione forestale nasce come strumento volto a prevenire gli impatti negativi e le minacce al patrimonio forestale nazionale e internazionale, attraverso l’adozione di pratiche appropriate, improntate a un’attenta pianificazione e monitoraggio dell’ utilizzazione e della gestione delle biomasse legnose.

In Italia, al 31 dicembre 2024, la superficie forestale certificata secondo lo schema del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™) è pari a 1.061.059 ettari (con un incremento di quasi l’ 8% rispetto al 2023); mentre, la superficie certificata secondo lo schema del Forest Stewardship Council® (FSC®) ammonta a 115.118 ettari (35% in più rispetto all’anno precedente). 

CONTRIBUTO DELLE FORESTE NAZIONALI AL CICLO GLOBALE DEL CARBONIO

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L’indicatore fa riferimento allo stock di carbonio, ovvero la quantità di carbonio fissata in Italia nei diversi serbatoi forestali, e alla variazione dello stock di carbonio (carbon sink), che tiene conto del carbonio assorbito e della quantità rilasciata (emissioni) per effetto di incendi, prelievi e mortalità naturale degli ecosistemi forestali nazionali. Il carbon stock e il carbon sink rappresentano indicatori efficaci per valutare lo stato delle risorse forestali di una nazione, essendo influenzati dalla produttività delle foreste e, in senso negativo, dai disturbi sia naturali sia antropici cui sono soggette (incendi, prelievi, parassiti e patogeni, mortalità naturale, ecc.). Gli stock di carbonio nelle foreste italiane sono in aumento, segnando un bilancio positivo tra le emissioni e gli assorbimenti di gas serra (carbon sink). Ciò è legato da una parte alle politiche di conservazione e di tutela delle foreste; dall'altra, a causa di complessi motivi economici e sociali, a una riduzione del volume dei prelievi legnosi. Maggiore preoccupazione destano le emissioni legate agli incendi. L'andamento del carbon sink, nel periodo 1990-2023 è fortemente condizionato dalle riduzioni di assorbimento di gas serra connesse alle superfici percorse annualmente dagli incendi. È particolarmente evidente, infatti, l'effetto delle perdite di biomassa dovute a incendi nel 1990, 1993, 2007 e nel 2017 sul trend del carbon sink. Da ciò si intuisce il ruolo chiave degli incendi sul contributo che le foreste nazionali possono dare al ciclo globale del carbonio.