Angelo Santini, Fabio Tatti
L’analisi dei dati relativi al 2024 mostra quantitativi riciclati/recuperati in aumento rispetto all'anno precedente. Il dato complessivo è coerente con l’andamento rilevato nelle radiazioni annue certificate dal Registro del P.R.A. del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Complessivamente, la filiera raggiunge una percentuale di reimpiego e riciclaggio pari a quasi l'86,7% del peso medio del veicolo, al di sopra dell’obiettivo dell’85% previsto per il 2015 dall’art. 7 comma 2 del D.Lgs. 209/2003.
L'indicatore misura il rapporto tra il quantitativo riutilizzato più quello riciclato e il peso totale dei veicoli fuori uso, secondo la metodologia di calcolo stabilita dalla Decisione 2005/293/EC.
Verificare il conseguimento dell'obiettivo di preparazione per reimpiego, riciclaggio e recupero dei veicoli fuori uso stabilito dalla normativa.
Direttiva 2000/53/CE modificata dalla Direttiva 2018/850/UE
Entro il 1° gennaio 2015:
- percentuale di reimpiego e di recupero pari almeno al 95% del peso medio per veicolo
- percentuale di reimpiego e di riciclaggio pari almeno all'85% del peso medio per veicolo e per anno
D.Lgs. 209/2003
ISPRA - Rapporto Rifiuti Speciali (edizioni varie)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
I dati derivano da elaborazioni e stime condotte a partire dalle informazioni contenute nella sezione veicoli del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).
Nazionale
2006-2024
Tasso di riempigo, riciclaggio e recupero di veicoli fuori uso
La metodologia di calcolo stabilita dalla Decisione 2005/293/EC si basa sull'analisi del bilancio di massa tra le entrate e le uscite degli impianti di gestione dei veicoli fuori uso dislocati sull'intero territorio nazionale, a partire dai dati dichiarati dai gestori nella scheda veicoli del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).
Nel 2024 la filiera raggiunge una percentuale di reimpiego e riciclaggio pari a quasi l’86,7% del peso medio del veicolo, al di sopra dell’obiettivo dell’85% previsto per il 2015 dall’art. 7 comma 2 del D.lgs. 209/2003 (Figura 1).
Dall’analisi dell’andamento delle percentuali di reimpiego, riciclaggio e recupero, a partire dal 2006 emerge che, dopo l’iniziale miglioramento dovuto forse a una risposta positiva dell’intera filiera alla nuova legislazione e ai target europei, nonché a una fase di adattamento rispetto al metodo di dichiarazione delle informazioni, negli anni successivi si assiste a una sostanziale stabilità. Nel 2022 rispetto all’anno precedente, si registra un lieve incremento (1,7 punti percentuali) che permette di raggiungere e superare l'obiettivo previsto per il 2015 (85%). Dopo una sostanziale stabilità registrata nel 2023, nel 2024 la percentuale di reimpiego, riciclaggio e recupero mostra un lieve incremento (+0,9 punti percentuali) rispetto al valore del precedente anno (Figura 1).
L'indicatore ha l'obiettivo di valutare l'efficacia delle misure intraprese dagli Stati membri per verificare l'evoluzione della transizione verso l'economia circolare.
Tenuto conto dell’assenza di trattamenti di recupero energetico, la percentuale del recupero totale si assesta a quasi l’87% nel 2024, valore ancora lontano, sebbene meno rispetto ai precedenti anni, dall’obiettivo del 95% fissato dalla normativa per il 2015.
Il fluff (residuo leggero di rottamazione) prodotto dagli impianti di frantumazione viene avviato quasi totalmente allo smaltimento. La difficoltà nell'individuare valide destinazioni per l'utilizzazione di questi rifiuti costituisce uno tra i maggiori problemi dell’intera filiera. Va rilevato che una corretta decontaminazione degli autoveicoli, visto l’elevato potere calorifico che caratterizza il fluff, costituito essenzialmente da materiali organici, ne consentirebbe un efficace recupero energetico. Le difficoltà gestionali registrate si sono, dunque, perpetuate negli anni e non registra alcun progresso per il recupero energetico, diffusamente utilizzato negli altri Stati membri.