Barbara Lastoria
L’indicatore fornisce una valutazione dell’andamento dei volumi d’acqua misurati in sezioni d’alveo di alcuni dei principali corsi d’acqua italiani rispetto all’anno e al decennio precedente. Per il 2025 è stato possibile rappresentare i dati di portata relativi a 6 sezioni di chiusura di altrettanti corsi d’acqua di rilievo nazionale (Po, Arno, Adige, Bacchiglione, Serchio e Tevere). Nel 2025 i volumi annui defluiti nelle sezioni di misura, presentano sensibili incrementi rispetto al decennio precedente, con aumenti compresi tra il 12% e il 40%, ad eccezione delle sezioni sull’Adige per la quale non è stato possibile valutare i volumi annui a causa dell'indisponibilità dei dati di portata nei mesi da giugno a settembre del 2025 e del Tevere per il quale si è registrato un decremento di poco meno del 20%.
È un indicatore di stato che misura il volume d'acqua (metri cubi) che attraversa una data sezione di un corso d'acqua nell'unità di tempo (secondo). La misura della portata dei corsi d'acqua viene eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure pubblicate dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici – parte II", conformi alle norme del World Meteorological Organization (WMO).
La misura sistematica delle portate del corso d'acqua riveste un ruolo fondamentale poiché consente di: valutare la capacità di risposta di un bacino a un evento meteorico, indispensabile ai fini di difesa del suolo e per adempiere agli obblighi previsti nel D.Lgs. 49/2010, attuativo della Direttiva europea sulle alluvioni 2007/60/CE; determinare la quantità di risorsa disponibile nel periodo, necessaria alla valutazione del bilancio idrologico; definire i parametri qualitativi come indicato nel D.Lgs. 152/06 e nella Direttiva Quadro 2000/60/CE.
- D.Lgs. 112/1998
- Direttiva 2000/60/CE
- D.M. 28/07/2004
- D.Lgs. 152/2006
- Direttiva 2007/60/CE
- D.Lgs. 49/2010
- European Water Resilience Strategy, adottata dalla Commissione europea il 4 giugno 2025.
La normativa italiana vigente obbliga al raggiungimento di obiettivi ambientali specifici per i corsi d'acqua anche in termini quantitativi (ad es., deflusso minimo vitale/deflusso ecologico). L'indicatore fornisce indicazioni su possibili criticità dovute ad alterazioni dei regimi idrologici che potrebbero influire sul raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dal D.Lgs. 152/06.
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici
Barbara Lastoria (2008): "Hydrological processes on the land surface: A survey of modelling approaches". FORALPS Technical Report, 9. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 56 pp. ISBN 978-88-8443-228-5.
Giovanni Braca (2008): "Stage-discharge relationships in open channels : Practices and problems". FORALPS Technical Report, 11. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 28 pp.;24 cm. ISBN 978-88-8443-230-8
La misura della portata in una sezione di un corso d'acqua è un'attività molto onerosa, poiché richiede personale altamente specializzato e il contestuale rilievo topografico della sezione. Per tale motivo, quando si ritiene che la sezione (e quindi la scala di deflusso correlata) non abbia subito significative modifiche si preferisce stimare le portate attraverso le misure delle altezze idrometriche, convertendo queste ultime nei corrispondenti valori di portata.
Manutenzione delle sezioni e degli strumenti di misura e aggiornamento delle scale di deflusso anche attraverso una campagna sistematica di misure di portata e di rilievi topografici delle sezioni.
I dati di portata rientrano tra i dati idrologici e sono pertanto pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui, in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, sono stati trasferiti funzioni e compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, ora confluito in ISPRA. I dati di portata media giornaliera utilizzati nell’elaborazione dell’indicatore sono in parte facilmente accessibili via web consultando: ARPA Emilia-Romagna: https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/meteo/report-meteo/annali-idrologici; ARPA Veneto: https://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/dati-storici/meteo-idro-nivo/ultimi_anni; Centro Funzionale Regione Toscana http://www.idropisa.it/consistenza-rete.
6 bacini idrografici di rilievo nazionale su 11
2016-2025
Milioni di metri cubi
Green Deal - Achieving Climate Neutrality
Le serie di portata media giornaliera sono il dato di base. Su di esso sono condotte operazioni propedeutiche di verifica della completezza delle serie. Il calcolo dei volumi annui defluiti nell’anno oggetto di analisi è effettuato integrando sulla durata temporale annua i valori di portata media mensile, a loro volta calcolati come media sul singolo mese dei valori di portata media giornaliera. Analogamente si procede per i volumi riferiti al decennio precedente, rispetto ai quali le portate integrate sono calcolate come medie mensili sui 10 anni precedenti. Riguardo all’analisi delle portate mensili viene effettuato il rapporto tra le portate medie mensili dell’anno oggetto di analisi e la media delle portate medie mensili calcolata sui 10 anni precedenti.
Nel 2025 in quattro dei sei bacini considerati i volumi annui defluiti nelle sezioni di misura, presentano sensibili incrementi rispetto al decennio precedente, con aumenti compresi tra il 12% e il 40%. Fanno eccezione l’Adige per il quale il mancato rilievo delle portate alla sezione di Boara Pisani nei mesi da giugno a settembre impedisce di stimare i volumi annui e il Tevere per il quale i volumi annui defluiti attraverso la sezione di Ripetta presentano una riduzione rispetto al decennio precedente di circa il 18% (Figura 1). Rispetto al 2024 si registra un decremento dei volumi nel 2025 per le sezioni di Pontelagoscuro sul Po (34%) e di Montegalda sul Bacchiglione (42%). Non è possibile effettuare confronti con il 2024 in termini di volumi per le altre sezioni per l'indisponibilità parziale del dato di portata mensile per il 2024 o come detto per l'Adige a Boara Pisani per il 2025. Per tutte le sezioni considerate i mesi di marzo e aprile 2025 registrano valori di portata medi mensili superiori ai valori medi riferiti al decennio precedente, come si evince dall’andamento dei rapporti tra le portate medie mensili (Figura 2). Per le sezioni di San Giovanni alla Vena sull'Arno e di Ripafratta sul Serchio tale condizione si è verificata rispettivamente per 8 e 9 mesi. In particolare, valori di portata più che doppi si sono registrati nei mesi di marzo e aprile per la sezione di San Giovanni alla Vena, e nel mese di aprile per la sezione di Ripafratta sul Serchio. Questi surplus di portata hanno in parte compensato l'effetto della riduzione delle portate avvenuta in particolare nei mesi di giugno e di dicembre in cui in particolare alla sezione di San Giovanni alla Vena sull'Arno la portata media mensile è stata meno della metà di quella del decennio precedente. Il mese di dicembre è risultato critico per tutte le sezioni con riduzioni delle portate medie mensili rispetto ala decennio precedente comprese tra il 17% e il 53%. Nella sezione di Ripetta sul Tevere, ad eccezione dei mesi di marzo e aprile le portate si sono mantenute sempre al di sotto di quelle del decennio precedente, con valori inferiori del 40% nei mesi di gennaio e dicembre. Per l'Adige a Boara Pisani le portate nei mesi da gennaio a maggio, antecedenti al periodo di non funzionamento dell'idrometro, le portate medie mensili sono state in media del 18% superiori a quelle del decenni precedente. Nel 2025 i mesi meno favorevoli con riferimento alle sezioni di misura considerate sono stati, oltre a dicembre, quelli di giugno e ottobre in cui le portate di cinque delle sei sezioni considerate si sono mantenute tutte al di sotto dei valori medi riferiti al decennio.
Non è possibile esprimere un giudizio sul trend di questo indicatore in quanto occorrerebbe risalire alle condizioni naturali, cioè non influenzate dall'azione antropica (prelievi, derivazioni, opere di invaso). Inoltre, sebbene sia possibile effettuare agevolmente dei confronti con il decennio precedente, risulta complessa l’analisi delle ragioni a cui imputare sensibili scostamenti a causa delle diverse interazioni che le pressioni possono esercitare tra di loro.
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Figura 1: Confronto tra volumi annui defluiti nel 2025 e quelli defluiti rispettivamente nell'anno e nel decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta Fonte
ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile |
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Figura 2: Rapporto tra la portata media mensile dell'anno 2025 e la portata media mensile calcolata sul decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta Fonte
ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile |
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Figura 3: Portate medie giornaliere registrate nel corso del 2025, nelle sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta Fonte
ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile |
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Figura 4: Localizzazione delle sezioni di misura delle portate (Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta) rispetto ai relativi bacini idrografici Fonte
Elaborazione ISPRA su dati forniti da ARPA/APPA, Centri funzionali regionali di Protezione Civile |
Per 4 delle 6 sezioni di misura considerate (la cui collocazione spaziale e relative caratteristiche sono riportate rispettivamente in Figura 4 e in Figura 5), i volumi annui registrati nel 2025 sono superiori rispetto a quelli del decennio di confronto (2016-2025), con percentuali che per 2 delle 4 sezioni superano il 30%, mentre rispetto ai valori del 2024 (Figura 1) non è possibile stabilire confronti se non per le sezioni di Montegalda sul Bacchiglione e di Pontelagoscuro sul Po per l'indisponibilità parziale del dato di portata mensile per il 2024 o per il 2025. In particolare per l'Adige a Boara Pisani risultano indisponibili i dati di portata dei mesi da giugno a settembre del 2025. Nei mesi precedenti la sezione ha registrato valori di portata media mensile superiori al decennio di confronto, mentre nei mesi successivi al ripristino della stazione di misura, da ottobre a dicembre, le portate si sono mantenute al di sotto dei valori medi del decennio con riduzioni fino al 34% nel mese di novembre. Nel mese di dicembre in complesso il più critico, la riduzione maggiore si è registrata nella sezione di San Giovanni alla Vena sull'Arno in cui la portata media mensile è stata il 47% del valore medio del decennio. La stessa sezione ha registrato riduzioni modeste (dell'ordine del 5%) nei mesi di gennaio e ottobre e più marcate nel mese di giugno, in cui la riduzione è stata superiore al 20%. Il surplus registrato negli altri mesi e che in marzo e aprile è stato più che doppio ha compensato le riduzioni determinando un valore di volume annuo del 30% superiore rispetto a quello del decennio di confronto. Tali valutazioni sono riscontrabili dall’osservazione del grafico riportato nella Figura 2 in cui è rappresentato il valore normalizzato della portata media mensile, ottenuto dal rapporto tra le portate medie mensili registrate nel 2025 e quelle ricavate mediando i valori del decennio precedente, per il quale si dispone di una serie continua di dati. Se i mesi maggiormente critici sono stati quelli di giugno, ottobre e dicembre, di contro nel periodo marzo-aprile 2025, tutte le sezioni hanno registrato valori di portata media mensile superiori a quelli del decennio di confronto. Tale condizione ad eccezione del Tevere a Ripetta si è protratta anche per il mese di maggio sebbene con incrementi più contenuti. Condizioni di deficit di portata superiori al 20% rispetto al decennio di confronto si sono verificate nel mese di novembre in 4 delle 6 sezioni considerate e per il Tevere a Ripetta tale condizione si verifica per 4 mesi e in generale per 10 mesi le portate si mantengono al disotto dei valori medi del decennio. Per la sezione del Po a Pontelagoscuro come per il Bacchiglione a Montegalda si registrano condizioni di surplus delle portate medie mensili rispetto al decennio per 7 mesi, tuttavia non in grado di compensare i deficit di portata che caratterizzano tali sezioni negli ultimi mesi del 2025. Nella maggior parte delle sezioni di misura delle portate considerate, le piene più significative si sono verificate nei mesi tra marzo e maggio mesi in cui quasi tutte le sezioni registrano surplus di portata media mensile rispetto al decennio di confronto (Figura 3).