STOCK ITTICI IN SOVRASFRUTTAMENTO
Data aggiornamento scheda:
Nel periodo considerato (2007-2023) si osserva un miglioramento dello stato degli stock ittici valutati: la quota di stock nazionali sovrasfruttati dalla pesca si riduce raggiungendo il minimo (44,4%) nel 2023. La mortalità da pesca, pur rimanendo critica in diversi casi, mostra una tendenza in calo negli ultimi anni, avvicinandosi progressivamente a livelli compatibili con uno sfruttamento sostenibile delle risorse nel lungo periodo in condizioni ambientali medie.
L’indicatore, costruito sulle valutazioni analitiche degli stock validate a livello internazionale, riflette la dinamica complessiva dello stato di sfruttamento degli stock oggetto di pesca commerciale, mettendo in evidenza il progressivo miglioramento delle risorse sottoposte a prelievo. L’indicatore è inoltre associato alla copertura percentuale degli sbarchi per i quali sono disponibili valutazioni di stock assessment, con analisi condotte a livello nazionale e di sottoregione secondo la ripartizione geografica stabilita dalla Direttiva Quadro Strategia Marina.
TASSO DI SFRUTTAMENTO DA PESCA DELLE RISORSE ITTICHE NAZIONALI
Data aggiornamento scheda:
Nel periodo considerato (2007-2023) il tasso medio di sfruttamento degli stock ittici, espresso come media dei rapporti tra la mortalità da pesca corrente e quella associata al Massimo Rendimento Sostenibile (Fcurr/FMSY), risulta generalmente superiore alla soglia di sostenibilità.
L’indicatore, stimato a partire dalle valutazioni analitiche degli stock validate a livello internazionale, descrive l’andamento complessivo della pressione di pesca esercitata sugli stock oggetto di sfruttamento commerciale.
Nel confronto della serie temporale, il 2023 rappresenta l’unico anno in cui il valore di Fcurr/FMSY scende al di sotto della soglia 1 (0,99), confermando il trend di progressiva riduzione osservato negli ultimi anni per questo indicatore.
AFFINITA' TERMICA MEDIA DELLE CATTURE DELLA PESCA COMMERCIALE
Data aggiornamento scheda:
Il riscaldamento degli oceani sta determinando uno spostamento geografico e batimetrico delle specie marine più sensibili alla temperatura. Nelle zone temperate, come il Mediterraneo, questo fenomeno si traduce in un’espansione verso Nord delle specie ad affinità calda. Cambia quindi la composizione delle comunità marine e, di conseguenza, delle catture della pesca. Questo fenomeno è descritto da un indicatore noto nella letteratura scientifica come “Mean Temperature of the Catch (MTC)”, che rappresenta l’affinità termica media delle catture della pesca commerciale. Nel Mar Adriatico (Divisione FAO 37.2.1), l’affinità termica media delle catture delle flotte italiane è aumentata da 19,2 °C (media 1987-1996) a 20 °C (media 2013-2023), con una crescita annua significativa di 0,03 °C; nel Mar Ionio – Mediterraneo centrale (Divisione FAO 37.2.2) è aumentata da 20,3 a 22,2 °C, con un aumento annuo significativo di 0,07 °C; nel Mar di Sardegna – Mediterraneo occidentale (Divisione FAO 37.1.3) da 20,5 a 22,5 °C, con un aumento annuo significativo di 0,07 °C.