Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino, Mariangela Soraci
L’indicatore descrive l’evoluzione della diffusione delle tecnologie a minor impatto ambientale adottate nei nuovi edifici residenziali in Italia. Dal 2010 al 2021 i nuovi edifici italiani hanno adottato sempre più fotovoltaico e pompe di calore, grazie agli incentivi e obblighi dell’Unione Europea; nel triennio 2022 2024, invece, le installazioni diminuiscono, rivelando la dipendenza dagli incentivi. La diffusione è massima nei comuni medi, più lenta nei grandi centri (vincoli sui tetti) e nei micro comuni (reti deboli). L’utilizzo di caldaie a condensazione crolla, tuttavia torna a crescere quando sono stati riproposti bonus e sistemi ibridi. Per consolidare la transizione servono incentivi stabili al fotovoltaico, reti elettriche potenziate per le pompe di calore e ritiro definitivo delle caldaie a gas.
L’indicatore misura la diffusione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale installate nei nuovi edifici per i quali è stato rilasciato il permesso di costruire, tra cui: fotovoltaico, solare termico, pompe di calore, caldaie a condensazione, geotermico e altre soluzioni non convenzionali.
Esso intende rappresentare la misura della sostenibilità energetica del comparto edilizio e consente di valutare il grado di allineamento dell’edilizia alle politiche di transizione ecologica e neutralità climatica.
Monitorare il livello di penetrazione delle tecnologie energetiche sostenibili nel comparto edilizio, anche con riferimento alla distribuzione territoriale per densità urbana, per valutare l’efficacia delle politiche energetiche e ambientali a supporto della transizione ecologica.
• Direttiva 2010/31/UE - Prestazione energetica nell’edilizia (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive); Testo consolidato (modificato dalla Direttiva (UE) 2018/844).
• Regolamento (UE) 2021/1119 (Legge europea sul clima – European Climate Law), stabilisce l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
• Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) - Documento strategico per energia e clima al 2030.
• Strategia a lungo termine per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale ai sensi della Direttiva 2018/844/UE.
Istat
Istat – Statistiche sui permessi di costruire (vari anni) https://www.istat.it/tavole-di-dati/statistiche-sui-permessi-di-costruire-anno-2024/
Nazionale
2010 – 2024
L’indicatore considera il numero totale di edifici nuovi dotati di ciascun tipo di impianto sostenibile rilevato da Istat. È possibile calcolare sia i valori assoluti, sia le percentuali rispetto al totale dei nuovi edifici costruiti in ciascun anno.
Nel 2024 la diffusione di tecnologie impiantistiche sostenibili nei nuovi edifici si mantiene su livelli ancora significativi, ma conferma una fase di indebolimento rispetto al 2023. In particolare, gli edifici dotati di impianto fotovoltaico scendono a 12.181, in ulteriore calo rispetto ai 12.482 del 2023 e ai 13.852 del 2022 (Tabella 1). Quelli con le pompe di calore si attestano a 9.151 fabbricati, mostrando una lieve ripresa rispetto ai 9.073 del 2023, ma restando al di sotto dei 10.403 del 2022. Prosegue, invece, la contrazione del solare termico, che passa da 4.056 fabbricati nel 2023 a 3.585 nel 2024. Anche le caldaie a condensazione continuano a diminuire, scendendo da 2.858 a 2.467, confermando il progressivo ridimensionamento delle soluzioni ancora basate su combustibili fossili. Nel complesso, lo stato dell’indicatore può essere valutato come moderatamente positivo in chiave ambientale, poiché il nuovo costruito continua a orientarsi soprattutto verso le tecnologie più coerenti con la decarbonizzazione, anche se il rallentamento recente segnala una transizione non ancora del tutto consolidata.
Nel periodo considerato, il trend dell’indicatore resta positivo nel lungo periodo, ma mostra un’evidente perdita di slancio negli ultimi due anni, pertanto viene valutato come stabile: la direzione di fondo resta favorevole dal punto di vista ambientale, ma la recente flessione suggerisce che i progressi conseguiti dipendono ancora in misura rilevante dal contesto incentivante e non sono pienamente stabilizzati. Come si evidenzia nella Tabella 1, tra il 2010 e il 2024, il numero di fabbricati con impianto fotovoltaico passa da 4.051 a 12.181, mentre quelli con pompe di calore crescono da 2.020 a 9.151; nello stesso periodo il solare termico diminuisce da 8.741 a 3.585 e le caldaie a condensazione da 11.669 a 2.467, indicando una ricomposizione del mix impiantistico verso soluzioni più elettrificate ed efficienti. Questa dinamica è confermata dalla Figura 1, che mostra l’espansione di fotovoltaico e pompe di calore nel tempo e, parallelamente, il ridimensionamento delle caldaie a condensazione. Si rileva, inoltre, come la crescita di fotovoltaico e pompe di calore sia stata particolarmente significativa nei comuni non capoluogo di dimensione intermedia (Figura 2 e 3), e il progressivo arretramento delle caldaie a condensazione in quasi tutte le classi di comune (Figura 4). Tuttavia, dopo il picco del 2022, il biennio 2023-2024 segna un rallentamento generalizzato, con l’unica eccezione di una lieve ripresa delle pompe di calore nel 2024.
| Allegati |
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Titolo
Tabella 1: Fabbricati residenziali nuovi per tipologia dell'impianto e classi di comune Fonte
Elaborazione ISPRA su dati Istat Note
(a) Per "Altro" si intende nessuna delle tipologie indicate nella tabella |
Le tecnologie impiantistiche sostenibili più diffuse nelle nuove costruzioni restano il fotovoltaico e le pompe di calore (Figura 1 e 2). Tuttavia, i dati aggiornati mostrano un arretramento nel 2024 rispetto ai massimi del 2022, a conferma di una certa instabilità della traiettoria evolutiva. Il calo è osservabile in quasi tutte le tecnologie considerate e testimonia quanto il settore edilizio resti fortemente condizionato dalla presenza o meno di misure incentivanti. L’assenza di un meccanismo strutturale rende difficile consolidare le tecnologie sostenibili come standard del mercato. Nei comuni capoluogo con oltre 500.000 abitanti, nel 2024 si contano 172 fabbricati dotati di impianto fotovoltaico e 80 con pompe di calore, mentre nei comuni tra 100.001 e 250.000 abitanti, tali valori risultano più alti, rispettivamente 504 e400, confermando la maggiore incidenza nei centri di medie dimensioni. Nei comuni più piccoli l’adozione, pur numericamente rilevante, risulta più discontinua e frammentata, a causa di vincoli economici, infrastrutturali o di capacità progettuale (Tabella 1).