SVILUPPO IN CHILOMETRI DELLE LINEE ELETTRICHE, SUDDIVISE PER TENSIONE, E NUMERO DI STAZIONI DI TRASFORMAZIONE E CABINE PRIMARIE IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Gabriele Bellabarba, Maria Logorelli

    Abstract
    Grafici interattivi
    Abstract

    L'indicatore riporta, per ciascuna regione/provincia autonoma e per i diversi livelli di tensione, i chilometri di linee elettriche esistenti, in valore assoluto e in rapporto alla superficie territoriale. Per quanto riguarda la consistenza della rete elettrica nazionale, distinta per tensione, le informazioni sono quelle in possesso delle ARPA/APPA e contenute nell'Osservatorio CEM di ISPRA. Tra il 2023 e il 2024 si osserva un quadro complessivamente stazionario caratterizzato da lievissimi incrementi per tutte le tipologie di linee elettriche trattate: linee elettriche a 40-150 kV (+ 1,3%), linee elettriche a 220 kV (+ 0,7%) e delle linee elettriche a 380 kV (+ 1,4%). La sostanziale stazionarietà delle linee elettriche succitate rivela un andamento positivo per quanto riguarda questa tipologia di sorgente elettromagnetica in quanto, soprattutto per le linee elettriche a 40-150 kV, ha necessità di doversi ramificare in contesti urbani e, quindi, con maggiore presenza di popolazione. Comunque, questa tipologia di sorgente elettromagnetica deve sussistere per poter fornire in modo adeguato tutti i servizi necessari alla popolazione, tuttavia, l’esistente viene da tempo sottoposto a un’intensa attività di controllo con normative ad hoc, studiate appositamente per la tutela della popolazione da effetti a breve e a lungo termine causati dalla presenza di campi elettrici e magnetici generati da elettrodotti.

    Descrizione

    L'indicatore riporta, per ciascuna regione/provincia autonoma e per i diversi livelli di tensione, i chilometri di linee elettriche esistenti, in valore assoluto e in rapporto alla superficie territoriale. 

    Scopo

    Quantificare le fonti principali di pressione sull'ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza (ELF).

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
    Solidità
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    L'art. 4 della Legge quadro 36/2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici prevede l'istituzione di un catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate, e di catasti regionali realizzati in coordinamento con il catasto nazionale. Il 13 febbraio 2014 è stato emanato il Decreto ministeriale di istituzione del catasto in oggetto a valle di un processo di confronto tra ISPRA e le ARPA/APPA, iniziato diversi anni fa, al fine di definire e condividere le specifiche tecniche per la realizzazione del Catasto stesso. Il CEN (Catasto Elettromagnetico Nazionale) opera in coordinamento con i diversi Catasti Elettromagnetici Regionali (CER) e sono in fase di avvio dei progetti regionali finanziati dal MASE secondo i disposti del DD n.72/2016 relativi alla realizzazione/gestione dei CER. Questo sicuramente porterà a un impulso positivo per la messa a regime degli stessi e di conseguenza del CEN.

    DPSIR
    Determinante
    Pressione
    Tipologia indicatore
    Descrittivo (A)
    Riferimenti bibliografici

    ISPRA, Annuario dei dati ambientali, anni vari 

    ISPRA, anni vari, Reports tematici

    Limitazioni

    Numerose sono le criticità che caratterizzano il reperimento delle informazioni relative agli impianti in oggetto, la relativa copertura spaziale e temporale e la qualità dei dati prime fra tutte la mancata emanazione del decreto sulle modalità di inserimento dei dati nel Catasto Elettromagnetico Nazionale relativo alle sorgenti ELF. Altri fattori sono da ritrovarsi nella scarsa efficienza degli strumenti di raccolta dati a livello locale, mancanza di risorse umane e finanziarie dedicate a questa attività.

    Ulteriori azioni

    Azioni sinergiche da parte dei soggetti coinvolti nel cercare di supportare il flusso di informazioni con idonei strumenti normativi e con attività mirate all'analisi delle criticità sopra menzionate al fine di fare luce sulle problematiche e proporre soluzioni per dare maggiore uniformità e completezza del dato a livello nazionale.

    Fonte dei dati

    Osservatorio CEM

    ISTAT

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Annuale
    Copertura spaziale

    9/20

    Copertura temporale

    2024

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    Conteggio km linee e rapporto normalizzato di queste con la superficie regionale.

    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Qualità dell'informazione

    L'indicatore si presta a una facile interpretazione. La comparabilità nel tempo e nello spazio sono buone in quanto la metodologia di calcolo è rimasta invariata. I dati in possesso delle ARPA/APPA risentono di numerose criticità legate sostanzialmente al flusso di informazioni tra gestore e ente locale/ARPA-APPA.

    Stato
    Non definibile
    Trend
    Non definibile
    Valutazione/descrizione dello stato

    Considerando le linee elettriche con tensione 40-150 kV, 220 kV e 380 kV per le regioni che hanno fornito i dati aggiornati al 2024 (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Molise), si osserva una presenza sul territorio rispettivamente pari al 73,4%, 14,3% e 12,3% rispetto al chilometraggio totale delle linee elettriche (Tabella 1). Le linee elettriche con tensione 40-150 kV sono quelle che, pur emettendo campi elettrici e magnetici di minore intensità rispetto ai 220 kV e 380 kV, hanno maggiori criticità da un punto di vista di interazione con l’ambiente urbano o aree limitrofe. La loro maggiore presenza sul territorio dipende dalle caratteristiche elettriche della linea e dalla necessità di doversi ramificare in contesti urbani.

    Tra il 2023 e il 2024, considerando solo le regioni che hanno fornito il dato aggiornato per entrambi gli anni (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Molise), si osserva un quadro complessivamente stazionario caratterizzato da lievissimi incrementi per tutte le tipologie di linee elettriche trattate: linee elettriche a 40-150 kV (+ 1,3%), linee elettriche a 220 kV (+ 0,7%) e delle linee elettriche a 380 kV (+ 1,4%) (Tabella 2).  

    Commenti

    Non sono stati considerati il numero di stazioni/cabine primarie e cabine secondarie in quanto quasi nessuna regione ha disponibile attualmente tali informazioni. Per quanto riguarda l'informazione sulla consistenza della rete elettrica nazionale, distinta per tensione, i dati riportati in Tabella 1 sono quelli in possesso delle ARPA/APPA e contenuti nell'Osservatorio CEM di ISPRA. Le informazioni sono state aggiornate da nove regioni/provincie autonome (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Molise). La sostanziale stazionarietà delle linee elettriche succitate rivela un andamento positivo per quanto riguarda questa tipologia di sorgente elettromagnetica in quanto, soprattutto per le linee elettriche a 40-150 kV, ha necessità di doversi ramificare in contesti urbani e, quindi, con maggiore presenza di popolazione. Comunque, questa tipologia di sorgente elettromagnetica deve sussistere per poter fornire in modo adeguato tutti i servizi necessari alla popolazione, tuttavia, l’esistente viene da tempo sottoposto a un’intensa attività di controllo con normative ad hoc, studiate appositamente per la tutela della popolazione da effetti a breve e a lungo termine causati dalla presenza di campi elettrici e magnetici generati da elettrodotti. Comunque, questa tipologia di sorgente elettromagnetica deve sussistere per poter fornire in modo adeguato tutti i servizi necessari alla popolazione, tuttavia, l’esistente viene da tempo sottoposto a un’intensa attività di controllo con normative ad hoc, studiate appositamente per la tutela della popolazione da effetti a breve e a lungo termine causati dalla presenza di campi elettrici e magnetici generati da elettrodotti.

    Allegati
    Titolo

    Tabella 1: Lunghezza (L) delle linee elettriche, diversificate per tensione e per regione, in valore assoluto e normalizzata alla superficie (S) regionale; numero di stazioni/cabine primarie e numero cabine elettriche secondarie (2024)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA (Osservatorio CEM), ISTAT (aggiornamento al 01/01/2025)


     

    Legenda

    a Il totale Italia si riferisce alle regioni per cui il dato è completo e aggiornato, b Dato non aggiornato, c Lunghezza delle linee normalizzata alla superficie regionale (km di linea per 100 km2 di territorio), nd: dato non disponibile, *: il dato non copre tutta la regione, d Aggiornamento 2024 fornito da Inrete distribuzione, Ireti, RFI e E-distribuzione. Tutte le informazioni su RTN (linee AAT e AT ed impianti primari) non sono più state fornite da Terna in quanto afferenti al Catasto Elettrico nazionale in capo ad Ispra, a partire dal 2019.e I dati relativi alle linee elettriche AT e AAT sono stati acquisiti da Terna nel 2021. I dati del relativi ai km delle linee elettriche MT sono stati modificati aggiungendo i dati relativi alle linee MT per le quali il Dipartimento provinciale di Salerno parere favorevole nel 2024.

    Titolo

    Tabella 2: Confronto Lunghezza (L) delle linee elettriche, diversificate per tensione e per regione, in valore assoluto e normalizzata alla superficie (S) regionale per gli anni 2023 e 2024

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA (Osservatorio CEM), ISTAT (aggiornamento al 01/01/2025)

    Legenda

    a Il totale Italia si riferisce alle regioni per cui il dato è completo e aggiornato, b Dato non aggiornato, c Lunghezza delle linee normalizzata alla superficie regionale (km di linea per 100 km2 di territorio), nd: dato non disponibile, *: il dato non copre tutta la regione, d Aggiornamento parziale, dati 2023 pervenuti da Inrete distribuzione e RFI,e i dati relativi allle Linne Elettriche AT e AAT sono stati acquisiti da Terna nel 2021. Non è stata riscontrata invece la richiesta di informazioni indirizzata ad ENEL e riguardante i dati degli elettrodotti a MT. I dati relativi alle linee  40-150 kV sono stati forniti dal solo dipartimento provinciale di Salerno e si riferiscono a progetti per la relaizzazione di impianti di dorgenti FER. I dati acquisiti da RFI e quelli desunti dall"Elenco delle sezioni AT/MT di e-distribuzione per le quali è stata riscontrata inversione del flusso di energia per almeno 1% e 5% del tempo nell'anno 2022" pubblicato da Enel nel 2023. f Aggiornamento 2024 fornito da Inrete distribuzione, Ireti, RFI e E-distribuzione. Tutte le informazioni su RTN (linee AAT e AT ed impianti primari) non sono più state fornite da Terna in quanto afferenti al Catasto Elettrico nazionale in capo ad Ispra, a partire dal 2019.g I dati relativi alle linee elettriche AT e AAT sono stati acquisiti da Terna nel 2021. I dati del relativi ai km delle linee elettriche MT sono stati modificati aggiungendo i dati relativi alle linee MT per le quali il Dipartimento provinciale di Salerno parere favorevole nel 2024.

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    Titolo

    Linee elettriche, sviluppo sul territorio (2024)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA (Osservatorio CEM)

     
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