Antonio Caputo
I consumi finali di energia elettrica sono cresciuti costantemente dal 1990 al 2008 per poi flettere per effetto della crisi economica. In seguito agli effetti della pandemia di SARS-CoV-2 i consumi del 2020 si sono ridotti del 5,7% rispetto all’anno precedente con un rimbalzo del 6,2% nel 2021 seguito dalla diminuzione negli anni successivi. Nel 2024 si registra un decremento del 2,8% rispetto al 2021, attestandosi al valore di 24,4 Mtep. La quota dei consumi nell'industria è scesa dal 51,7% nel 1990 al 37,6% nel 2024, quella dei settori terziario e residenziale è aumentata dal 43,2% al 56,9%, quella dell’agricoltura e pesca è variata di pochissimo passando dal’2% a circa il 2,4%, mentre quella dei trasporti, con delle fluttuazioni, si mantiene intorno al 3%.
L'indicatore fornisce informazioni sui fabbisogni di energia elettrica dell'intera economia nazionale e dei diversi settori.
Valutare l'andamento dei consumi di energia elettrica a livello nazionale e per settore, al fine di diminuire l'uso di energia.
L'evoluzione della programmazione strategica dell'Unione Europea in campo ecologico documenta il passaggio da una visione settoriale a un approccio integrato e di lungo termine. Con la Decisione n. 1386/2013/UE, le istituzioni comunitarie avevano inizialmente definito il VII Programma generale di azione in materia ambientale, il quale ha guidato le priorità e le politiche degli Stati membri fino al 2020. Per dare continuità a questo percorso e sostenere le ambizioni di neutralità carbonica ed economia circolare delineate dal Green Deal, il 29 marzo 2022 il Consiglio dell’UE ha adottato l'VIII Programma di azione per l'ambiente, formalizzato con la Decisione (UE) 2022/591, che estende la pianificazione strategica per il decennio dal 2021 al 2030. Questo nuovo quadro introduce una struttura di governance avanzata e un sistema di monitoraggio annuale basato su indicatori chiave, concepito per verificare l'impatto reale delle politiche sistemiche; tuttavia, con specifico riferimento alla metrica presa in considerazione, si precisa che non sono applicabili o definiti obiettivi quantitativi diretti, rimanendo quest'ultima uno strumento di natura puramente descrittiva e di supporto analitico all'interno della programmazione generale.
MASE, Bilancio Energetico Nazionale (BEN), https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia, anni vari
Il dato nazionale è stato aggiornato secondo la nuova classificazione Eurostat. Dai dati 2019 TERNA ha provveduto alla riclassificazione delle attività merceologiche introducendo la classificazione ATECO2007 con la conseguenza che potrebbero esserci dei disallineamenti tra 2019 e gli anni precedenti.
ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia
ENEA, Bilanci energetici regionali
EUROSTAT, http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Nazionale
1990-2024
I dati sono raccolti da Terna Rete Italia spa mediante rilevazione censuaria sugli operatori del settore elettrico, con acquisizione via web, delle principali variabili elettriche. Il dato nazionale è stato aggiornato secondo la nuova classificazione Eurostat. Accanto ai dati nazionali rilevati da Terna e comunicati al Ministero dello sviluppo economico, esistono dati regionali stimati dall’ENEA sulla base dei Bilanci Energetici Regionali.
Nel 2024 i consumi di energia elettrica sono stati 24,4 Mtep (+1,8% rispetto all’anno precedente). I settori del residenziale e terziario rappresentano di gran lunga il comparto predominante, assorbendo 13.894 ktep, pari al 56,9% dell'intero paniere dei consumi finali. L’Industria si conferma il secondo pilastro dei consumi con 9.169 ktep, coprendo una quota del 37,6%. I trasporti con 772 ktep, incidono sul totale per il 3,2% mentre agricoltura e pesca rimane un settore marginale dal punto di vista quantitativo assoluto, con 575 ktep e un peso percentuale del 2,4% (Tabella 1).
L'andamento globale dei consumi finali nel corso dei 35 anni analizzati evidenzia un aumento complessivo del 32,3% (da 18.455 a 24.410 ktep), sviluppandosi attraverso tre fasi macroscopiche ben distinte: una fase di crescita ininterrotta dal 1990 al 2007, culminata nel picco storico assoluto del 2007 con 26.597 ktep, una fase di contrazione e l'assestamento dal 2008 al 2019 (intorno alle 25 mila tep) e infine nel 2020 si registra un crollo verticale temporaneo (23.663 ktep) dovuto alle restrizioni dei lockdown, seguito da un forte rimbalzo nel 2021 (25.119 ktep) e da una successiva stabilizzazione al ribasso dovuta, presumibilmente, alle politiche di efficientamento energetico degli ultimi anni. (Tabella 1)
Il settore di Agricoltura e pesca mostra una crescita lenta ma estremamente costante nel lungo periodo. È passato dalle 364 ktep del 1990 alle 575 ktep del 2024, segnando un incremento complessivo del 58,0% con un picco storico di 577 ktep nel 2021. Il settore dell’industria è l'unico comparto a registrare una contrazione netta sul lungo periodo (-3,9% tra il 1990 e il 2024). Dopo aver toccato il proprio picco massimo nel 2006 (12.671 ktep), scendendo stabilmente sotto la soglia dei 10 Mtep a partire dal 2022. Il settore dei Trasporti ha vissuto una crescita robusta e prolungata per quasi trent'anni, partendo da 578 ktep (1990) e raggiungendo il proprio apice nel biennio 2018-2019 con 992 ktep. Negli anni più recenti (2020-2024) si nota una contrazione marcata e un assestamento al ribasso (attestandosi a 772 ktep nel 2024), con un guadagno complessivo sul lungo termine del 33,6%. I settori del terziario e residenziale rappresentano il vero motore dell'incremento dei consumi globali, facendo registrare una crescita imponente del 74,2% (da 7.976 a 13.894 ktep). Pur avendo subito una flessione nel 2020, ha recuperato immediatamente e ha chiuso il periodo d'analisi facendo registrare il proprio massimo storico assoluto proprio nel 2024. (Figura 1)
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Titolo
Tabella 1: Consumi finali di energia elettrica per settore Fonte
Terna S.p.A, Eurostat |
Al crollo verticale e temporaneo del 2020 dovuto alle restrizioni dei lockdown è seguito un forte rimbalzo nel 2021 (25.119 tep) e una successiva stabilizzazione al ribasso dovuta, presumibilmente, alle politiche di efficientamento energetico degli ultimi anni.
Il settore industriale ha risentito pesantemente delle crisi economiche e della progressiva delocalizzazione/efficientamento energetico, scendendo stabilmente sotto la soglia delle 10 Mtep a partire dal 2022.