INTENSITÀ DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA NELL’INDUSTRIA CHIMICA

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Giovanni Finocchiaro, Andrea Gagna, Mariangela Soraci

    Abstract
    Grafici interattivi
    Abstract

    Nel 2023, per ogni milione di euro di valore aggiunto, l’industria chimica italiana ha emesso 3.179 t di CO₂, a fronte di 0,58 t di SOx, 0,97 t di NOx, 0,44 t di COVNM e 3,13 t di CO. Rispetto al 1990 le intensità di SOx e NOx si sono quasi azzerate (-97 % e -92 %), mentre la CO₂ è scesa di appena il 22%, segnalando che la decarbonizzazione energetica resta la sfida principale. Nell’ultimo anno si registra una diminuzione per quasi tutte le emissioni di inquinanti (CO₂ -6 %, SOx -24 %, NOx -14 %, COVNM -4 %), confermando un trend di progressivo disaccoppiamento tra crescita economica e pressioni ambientali. Calcolato per il periodo 1990-2023 e aggiornato annualmente con dati ISPRA e Istat, l’indicatore fornisce una lettura immediata dell’evoluzione delle emissioni atmosferiche rapportate all’attività economica dell’intero comparto chimico e in linea con quanto viene comunicato annualmente alla Commissione europea nell’ambito del meccanismo di monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra della Comunità e per l'attuazione del Protocollo di Kyoto.

    Descrizione

    L’indicatore rapporta le emissioni annuali complessive di cinque macro-inquinanti atmosferici prodotti dall’industria chimica e petrolchimica – CO₂ (da combustione), SOx (ossidi di zolfo); NOx (ossidi di azoto); COVNM (Composti Organici Volatili Non Metanici) e CO (monossido di carbonio) – al valore aggiunto del settore (milioni di euro ai prezzi base, valori concatenati 2015).
    Le emissioni sono stimate secondo le metodologie EMEP/EEA e riviste ogni anno per l’intera serie storica (1990-oggi) per incorporare nuovi dati e miglioramenti metodologici. Poiché il denominatore economico riflette la ricchezza effettivamente generata dal comparto, l’indicatore misura la quantità di inquinante rilasciata per unità di valore economico prodotto, offrendo un quadro sintetico dell’efficienza ambientale del settore nel tempo e non dei singoli processi produttivi.

    Scopo

    Monitorare con continuità quanto l’industria chimica stia riuscendo a disaccoppiare la crescita economica dalle emissioni di CO₂ e degli altri principali inquinanti atmosferici, fornendo un riferimento affidabile per valutare l’efficacia delle politiche di settore. 

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
    Fornisce una base per confronti internazionali.
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Un’ “adeguata” copertura spaziale
    Un’ “idonea” copertura temporale
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Il quadro normativo dell’indicatore coniuga requisiti di monitoraggio delle emissioni climalteranti e delle emissioni degli altri inquinanti atmosferici: il Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia impone agli Stati membri, all’articolo 26, di trasmettere ogni 15 marzo l’inventario nazionale dei gas serra e gli indicatori di intensità emissiva relativi all’anno X-2, secondo la struttura dettata dal Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1208; questi obblighi si collocano nella cornice della “Legge europea sul clima”, Regolamento (UE) 2021/1119, che rende giuridicamente vincolanti la neutralità climatica al 2050 e la riduzione di almeno il 55 % delle emissioni nette entro il 2030. Per gli inquinanti convenzionali l’indicatore si allinea alle riduzioni nazionali fissate dalla Direttiva (UE) 2016/2284 sui limiti di emissione di SOx, NOx, COVNM e CO, mentre sul versante industriale resta centrale la Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali, recepita in Italia con il D.Lgs. 46/2014, che prescrive l’adozione delle migliori tecniche disponibili e lo scambio sistematico dei dati emissivi delle attività soggette ad AIA. Nel loro insieme, queste norme fissano obiettivi di riduzione, scadenze di reporting, prescrizioni all’esercizio degli impianti industriali e requisiti di accuratezza, trasparenza e revisione annuale a cui i dati di emissione devono conformarsi. 

    DPSIR
    Determinante
    Pressione
    Tipologia indicatore
    Efficienza (C)
    Fonte dei dati

    ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Annuale
    Accessibilità dei dati di base

    Le serie emissive provengono dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera curato da ISPRA: i dataset in formato NFR e SNAP sono liberamente scaricabili dal portale emissioni.sina.isprambiente.it, corredati dai rapporti di dettaglio più recenti – Italian Emission Inventory 1990-2023, Informative Inventory Report 2025isprambiente.gov.it e Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2023, National Inventory Document 2025 (disponibili anche nella sezione “Pubblicazioni” del portale dell’ISPRA https://www.isprambiente.gov.it). Gli indicatori di intensità di CO₂ richiesti ogni anno dalla governance UE dell’energia e del clima sono trasmessi da ISPRA mediante il template Annex II del Regolamento (UE) 2018/1999 e pubblicati nello stesso portale insieme alle serie storiche ufficiali degli inquinanti (emissioni.sina.isprambiente.it).
    I dati economici derivano dai Conti nazionali ISTAT: la tavola “Valore aggiunto ai prezzi base – settore Fabbricazione di prodotti chimici (ATECO 20) – prezzi concatenati 2015” è accessibile in open data sul data-warehouse I.Stat con esportazione in formati CSV/SDMX dati.istat.it.

    Copertura spaziale

    Nazionale

    Copertura temporale

    1990 - 2023

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    Si estraggono ogni anno dal 1990 le emissioni di CO₂, SOx, NOx, COVNM e CO del comparto chimico dall’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (ISPRA) e il corrispondente valore aggiunto (prezzi 2015) dai Conti nazionali ISTAT. Dopo aver armonizzato le classificazioni, si divide ogni inquinante per il valore aggiunto per ottenere le tonnellate emesse per milione di euro, quindi si normalizza la serie a base 1990 = 100 per leggere più facilmente l’evoluzione. A ogni revisione dell’inventario (seguendo le linee guida IPCC e EMEP/EEA e in base ai processi di revisione internazionale previsti dal reporting UE, dalle Convenzioni UNFCCC e UNECE/CLRTAP) o dei conti economici si ricalcola retroattivamente l’intera serie.

    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Qualità dell'informazione

    L'elevata qualità dell'informazione discende dalla solida base normativa, che ne definisce i requisiti. L'indicatore è comparabile nel tempo e nello spazio, semplice, facile da interpretare, consente confronti internazionali.

    Stato
    Medio
    Trend
    Positivo
    Valutazione/descrizione dello stato

    Nel 2023 l’industria chimica italiana ha emesso 25,1 Mt di CO₂, 4,6 kt di SOx, 7,7 kt di NOx, 3,4 kt di COVNM e 24,8 kt di CO. Rapportando tali quantità al valore aggiunto di settore (circa 7,9 miliardi € ai prezzi 2015) si ottengono intensità pari a 3.179 t CO₂, 0,58 t SOx, 0,97 t NOx, 0,44 t COVNM e 3,13 t CO per milione di euro (Tabella 1). Rispetto al 2022 l’indicatore migliora per quasi tutti gli inquinanti (–6% CO₂, –23,6% SOx, –13,8% NOx, –3,9% COVNM), ad eccezione del monossido di carbonio che registra un lieve aumento (+4,9%). Nel complesso, i dati confermano il progressivo disaccoppiamento fra crescita economica e pressioni ambientali del comparto, pur lasciando margini di ulteriore riduzione per le emissioni di CO e CO2.

    Valutazione/descrizione del trend

    Dal 1990 l’intensità emissiva cala in misura marcata per gli inquinanti convenzionali: -97,9 % SOx, -92,1 % NOx, -78,7 % COVNM. Il monossido di carbonio registra un ridimensionamento molto meno pronunciato (-9,5 %), mentre la CO₂ scende di circa -21,8 %. La riduzione più rapida per SOx, NOx e COVNM si concentra fra metà anni ’90 e metà anni 2000; la CO₂ mostra oscillazioni più ampie, con un minimo nel 2019 e un parziale rimbalzo negli ultimi anni.

    Commenti

    In termini generali emerge il forte divario tra la CO₂ e gli altri inquinanti: mentre SOx, NOx e COVNM crollano rapidamente e si mantengono su livelli molto bassi, la CO₂ mostra un andamento più irregolare e rimane la componente dominante. Il CO si riduce ma più lentamente, risultando ancora il secondo contributo emissivo. Nel complesso, i dati evidenziano che la riduzione è ormai consolidata per gli inquinanti convenzionali, mentre le principali criticità restano legate alle emissioni climalteranti e al monossido di carbonio. (tabella 1 e figura 1).

    Allegati
    Titolo

    Tabella 1: Intensità di emissione in atmosfera nell'industria chimica in Italia, rispetto al valore aggiunto

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ISPRA (dati sulle emissioni di CO2; SOx, NOx, COVNM e CO) e Istat (dati sul Valore Aggiunto)

    Thumbnail
    Titolo

    Figura 1: Intensità emissiva, indice 1990 = 100 per CO₂, SOx, NOx, COVNM, CO nell'industria chimica

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e Istat

    Grafici interattivi
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