Descrizione 1
Giovanni Finocchiaro, Andrea Gagna, Mariangela Soraci
Nel 2022, per ogni milione di euro di valore aggiunto, l’industria metallurgica italiana, che comprende i comparti della siderurgia e dei metalli non ferrosi, ha emesso 1.124 t di CO₂, a fronte di 1,2 t di SOx, 1,8 t di NOx, 1,4 t di COVNM e 19,2 t di CO. Rispetto al 1990, l’intensità di emissione di SOx si è quasi azzerata (89%), mentre diminuisco quelle di CO del (-68%), NOx (-61%), CO2 (-50%), COVNM (-22%). Andamento e trend dell’indicatore sono dominati da quanto avviene nel comparto siderurgico. Nel 2022, rispetto al precedente, l’intensità di emissione migliora confermando la diminuzione per tutti gli inquinanti (CO₂ - 9%, SOx -22 %, NOx -8%, COVNM -1 %, -7,4 % CO).
L’indicatore rapporta le emissioni annuali complessive di cinque inquinanti atmosferici prodotti dall’industria metallurgica (industria siderurgica più industria dei metalli non ferrosi)– CO₂ (anidride carbonica), SOx (ossidi di zolfo); NOx (ossidi di azoto); COVNM (Composti Organici Volatili Non Metanici) e CO (monossido di carbonio) – al valore aggiunto del settore (milioni di euro ai prezzi base, valori concatenati 2015).
Le emissioni sono stimate secondo le metodologie delle linee guida internazionali (IPCC e EMEP/EEA) e aggiornate annualmente. L’aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell’intera serie storica sulla base della maggiore informazione e dei più recenti sviluppi metodologici. Poiché il denominatore economico riflette la ricchezza effettivamente generata dal comparto, l’indicatore misura la quantità di inquinante rilasciata per unità di valore economico prodotto, offrendo un quadro sintetico dell’efficienza ambientale del settore nel tempo e non dei singoli processi produttivi.
Monitorare con continuità l’andamento delle emissioni dell’industria metallurgica rispetto all’andamento economico.
Le emissioni ambientali specifiche del settore industriale sono disciplinate dalla Direttiva 2010/75/UE, del 24 novembre 2010, recepita nell’ordinamento italiano con D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46, che ha modificato il D.Lgs. 152/06, e ss.mm.ii. Il dispositivo definisce, per ciascun comparto industriale, gli obblighi da rispettare in termini di prevenzione e riduzione dell’inquinamento, anche tramite l’adozione di Best Available Technologies (BATs). Deve essere inoltre garantito lo scambio di informazioni all'interno della Comunità Europea anche in termini di emissioni per le attività soggette ad AIA.
Il Regolamento (UE) n. 525/2013, che abroga la Decisione n. 280/2004/CE, all’articolo 7 (1). (f) stabilisce che entro il 15 gennaio di ogni anno (anno X) gli Stati membri debbano riportare alla Commissione informazioni sugli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, così come definiti nell’Annesso 3 dello stesso Regolamento, con riferimento all’anno X-2, relativamente a indicatori prioritari, prioritari supplementari e supplementari (indicatori previsti dall’articolo 3 (1) (j), della Decisione n. 280/2004/CE).
Il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 749/2014 della Commissione del 30 giugno 2014 riguarda la struttura, il formato, le procedure di trasmissione e la revisione delle informazioni comunicate dagli Stati membri a norma del Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio.
La Decisione della Commissione n. 2005/166/CE del 10 febbraio 2005 stabilisce le modalità di applicazione della Decisione n. 280/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente al meccanismo di monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra della Comunità e per l'attuazione del Protocollo di Kyoto. La Decisione della Commissione stabilisce di monitorare tutte le emissioni di gas serra di origine antropogenica, valutare i progressi nell'adempimento degli impegni assunti nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e del Protocollo di Kyoto, nonché garantire la tempestività, la completezza, l’accuratezza, la coerenza, la comparabilità e la trasparenza del reporting della Comunità e dei suoi Stati membri.
Descrizione 2
ISPRA, 2023. Indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica in Italia, anno 2023. https://emissioni.sina.isprambiente.it/wp-content/uploads/2025/04/MMR2025_Art13_AnnexXI_Indicators_2025.xlsx
FEDERACCIAI, anni vari. La siderurgia in cifre. Federazione Imprese Siderurgiche Italiane. http://www.federacciai.it/
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Qualificazione dati
Federaccia
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Istat (Istituto Nazionale di Statistica)
Gli indicatori di intensità di emissione di anidride carbonica, trasmessi ufficialmente dall’ISPRA ogni anno alla UE nell'ambito del MMR (Monitoring Mechanism Regulation) dei gas serra (Regolamento UE n. 525/2013), sono disponibili al link: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/ alla sezione “Report e serie storiche”.
Dati di emissione di CO2 disponibili al link: https://emissioni.sina.isprambiente.it/serie-storiche-emissioni/
Le serie emissive provengono dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera curato da ISPRA: i dataset in formato NFR e SNAP sono liberamente scaricabili dal portale emissioni.sina.isprambiente.it
Italian Emission Inventory 1990-2023, Informative Inventory Report 2025 e Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2023, National Inventory Document 2025.
I dati economici derivano dai Conti nazionali Istat: la tavola “Valore aggiunto ai prezzi base – settore Attività metallurgiche (ATECO 24) – prezzi concatenati 2015” è accessibile in open data sul data-warehouse I.Stat con esportazione in formati CSV/SDMX dati.istat.it.
Nazionale
1990 - 2022
Qualificazione indicatore
Si estraggono ogni anno dal 1990 le emissioni di CO₂, SOx, NOx, COVNM e CO del comparto metallurgico dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera predisposto e aggiornato dall’ISPRA e il corrispondente valore aggiunto (prezzi concatenati 2015) dai Conti nazionali Istat. Dopo aver armonizzato le classificazioni, si dividono le emissioni di ogni inquinante per il valore aggiunto per ottenere le tonnellate per milione di euro, e si normalizza la serie a base 1990 = 100 per leggere più facilmente l’evoluzione. A ogni revisione da parte dell’ISPRA dell’Inventario (che ricalcola retroattivamente l’intera serie storica delle emissioni seguendo le linee guida EMEP/EEA e le revisioni internazionali previste dal reporting UE, UNFCCC e UNECE/CLRTAP) o dei conti economici da parte dell’Istat, si ricalcola retroattivamente l’intera serie dell’indicatore.
Nel 2022 l’industria metallurgica italiana ha emesso 6,7 Mt di CO₂, 6,9 kt di SOx, 10,4 kt di NOx, 8,2kt di COVNM e 114,8kt di CO. Rapportando tali quantità al valore aggiunto di settore (circa 5,97 milioni € ai prezzi concatenati 2015) si ottengono intensità pari a 1.124 t CO₂, 1,2 t SOx, 1,8 t NOx, 1,4 t COVNM e 19,2 t CO per milione di euro. Rispetto al 2021, l’intensità di emissione presenta un miglioramento, diminuendo per tutti gli inquinanti (–9% CO₂, –22% SOx, –8% NOx, –14% COVNM, -7,4% CO).
Dal 1990 l’intensità emissiva cala in misura marcata per gli SOx: -89%, mentre per gli altri inquinanti in misura inferiore: -68% CO, -61% NOx, - 50% CO2 e -22% COVNM. La riduzione più rapida per tutti gli inquinanti si ha soprattutto negli ultimi anni.
Dati
Tabella 1: INTENSITÀ DI EMISSIONE NELL’INDUSTRIA METALLURGICA in Italia, rispetto al valore aggiunto
Elaborazione ISPRA su dati ISPRA (dati sulle emissioni di CO2, NOx, SOx, CO, NMCOV) e Istat (dati sul Valore Aggiunto)
I valori mostrano una forte eterogeneità tra gli inquinanti, con la CO₂ che presenta intensità di gran lunga superiori rispetto alle altre sostanze, concentrate su livelli molto più contenuti. Le differenze di ordine di grandezza tra i contaminanti suggeriscono un mix emissivo sbilanciato, in cui la componente climalterante rimane predominante. Gli altri inquinanti, pur decresciuti nel tempo, evidenziano valori ormai stabilizzati su una fascia ristretta, indicando un contributo relativamente limitato alla pressione emissiva complessiva del settore. L’insieme dei livelli riportati nella tabella mette in evidenza anche scostamenti annuali non uniformi tra gli inquinanti, segno di dinamiche emissive non omogenee all’interno della stessa attività produttiva.